martedì, 30 dicembre 2008

Le notizie che arrivano dai media ci portano agli occhi una situazione di caos nell’areoporto di Fiumicino che sta costringendo molti passeggeri con in mano un regolare biglietto Alitalia a sostare nell’areoporto romano in attesa di sapere come e quando partire. Tutto ciò è dovuto ad un comportamento sbagliato ed irresponsabile. Nulla può ne potrà mai giustificare un simile comportamento, operare in un determinato settore non comporta solo diritti ma principalmente doveri. Quello che manca è proprio il senso del dovere, in questa vicenda che riempie solo di tristezza il popolo italiano. A Fiumicino sta andando in scena il Fallimento del sistema lavoro italiano, con i sindacati incapaci di gestire qualsiasi trattativa. In questo sconcertante tiro alla fune, questa è ormai logora e in procinto di spezzarsi.

Auguri di buone feste a tutti, passeggeri, operatori, sindacalisti, politici,  ecc., con la speranza che il nuovo anno porti un po’ di sana saggezza, utile a costruire l’italia anzichè demolirla.

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categoria:lavoro, societĂ 
sabato, 12 aprile 2008
Sarebbe semplice dire che della propria salute ogni persona fa quello che ritiene ma è sbagliato. Viviamo in una società che tra i propri valori porta giustamente anche quello del diritto alle cure e all’assistenza sanitaria. E’ un diritto doveroso che ha un costo sociale ben preciso che oggi sembra addirittura insostenibile. E’ un diritto ma dovrebbe essere anche un dovere sociale perché lo stato portatore della garanzia è di tutti. Da queste brevi considerazioni deduco che la cattiva alimentazione ha un costo sociale che deve essere analizzato e se possibile azzerato.
Siamo esseri umani, con le nostre debolezze, difetti, esigenze, voglie, ecc. Siamo persone che hanno bisogno di vivere la propria vita serenamente concedendosi anche quotidianamente a quei piaceri che sa solo dare l’alimentazione. Ragion per cui i prodotti di cui ci cibiamo devono essere sicuri e non devono contenere residui tossici ne componenti che a lungo andare possono creare problemi cardiovascolari come ad esempio i grassi idrogenati. Proprio alcuni ingredienti soprattutto grassi di cattiva qualità e in dosi eccessive sono portatori a lungo andare di patologie che oltre a minare la salute delle persone gravano inesorabilmente sul sistema sanitario Nazionale.
Articolo pubblicato su Fratello Sole
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categoria:societĂ 
lunedì, 31 marzo 2008

Non è la prima volta che utenti di A Ruota Libera si rivolgono a noi per uno sfogo o più semplicemente per esprimere la propria posizione in merito a scelte politiche, o vicissitudini che toccano più in generale la società. Oggi mi scrive un caro amico impegnato in politica. E’ una lettera per certi aspetti amara, ma nello stesso tempo sensata soprattutto in questo delicato momento della politica italiana. Pubblico il testo senza citarne l’autore, ma la pubblico dopo aver incassato la sua autorizzazione:

Caro Liborio, ti scrivo in preda ad un senso di sconforto e di impotenza che mi ha colto da alcune settimane. Scrivo a te in ragione della nostra amicizia e dei preziosi consigli che in virtù della tua spiccata imparzialità mi hai sempre saputo dare. Conosci benissimo la mia posizione e quanto ho fatto per far crescere a livello locale AN. Sai benissimo quanti bocconi amari io abbia dovuto mandar giù in questi anni e quanto impegno io ci abbia messo per costruire un gruppo che ora sta prendendo una strada che a me sembra in antitesi alla nostra natura e alle nostre convinzioni. E’ solo in ragione dell’impegno che ho profuso in questi anni se sono ancora in questo partito che pur sentendo mio viene diretto da persone che prima di intraprendere una strada non consultano la base, le persone che a livello locale mettono faccia e impegno. Sono deluso, ma non posso abbandonare quello che ho costruito in questi anni. Votare PDL non ci riesco, non ce la faccio a votare Forza Italia, siamo da sempre alleati, ma ci separano divergenze che io voglio ribadire e non cercare di appianare. Voterò La Destra, ho già deciso e ti assicuro che non tornerò per nessuna ragione sui miei passi. Lo farò di nascosto, tradendo la mia sincerità politica come i leader del mio partito hanno tradito il nostro credo.

Chiedo la tua opinione, uno dei tuoi consigli da amico. Lasciare An per il momento non posso, ho lavorato troppo per questo partito e oggi anche se mi sento separato in casa non posso lasciare quello che ho costruito.

Risposta: Conosco l’impegno che hai profuso per la crescita di AN e i bocconi amari, come tu stesso hai sottolineato, che hai dovuto ingoiare. Oggi i tuoi stessi dubbi li hanno molti militanti dell’ex partito dei DS che non hanno avuto il coraggio di passare con la Sinistra Arcobaleno perché non si sentono così di sinistra, ma neanche così di centro come il PD. Questi politici, come te, nel giro di qualche mese hanno visto “svendere” quegli ideali (e penso ad esempio a Gavino Angius) per sposare una causa che li porta lontani dalle loro radici, dal loro credo.

E’ tutto questo “trasformismo” politico, chiamato “ammodernamento” che non va. Non va in ragione del fatto che si corre a briglie sciolte verso un centro che in realtà non esiste. Non esiste nella maniera che intendono loro, perché la politica è cambiata, perché la società è cambiata, perché il mondo stesso è cambiato. Ma loro corrono lo stesso, perché è una corsa nuova. Allora che fare? Eh? Che fare… Ti dico già che molti non andranno a votare, altri si stanno aggrappando a movimenti nuovi, altri si tureranno il naso e voteranno lo stesso, altri ancora seguiranno il proprio cuore, ed è proprio ciò che consiglio a te, segui il tuo cuore e vota il partito che più rappresenta le tue idee.

Articolo pubblicato su www.liboriobutera.com
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categoria:politica
sabato, 22 marzo 2008

Nel nostro paese le campagne elettorali sono sempre state caratterizzate da fiumi di promesse fatte agli elettori e poi mai mantenute. Celebre è stata la promessa di Berlusconi del milione di nuovi posti di lavoro, realizzata solo in parte, e quella dell’attuale governo in carica che in campagna elettorale promise di non alzare le tasse e poi invece le ha rese insopportabili per le tasche di qualunque cittadino.

Insomma una serie di “balle” elettorali che hanno lo scopo di “saccheggiare” i consensi degli italiani per poi come al solito fare i propri interessi di bottega.Anche l’attuale campagna elettorale non è da meno e fra le tante promesse fatte, più o meno credibili, c’è ne una che, ahimè, più che altro pare una gaffe perché dimostra la scarsa conoscenza del sistema Italia da parte del PD e del suo candidato premier Walter Veltroni.

Mi riferisco alla promessa fatta ai giovani di garantire a tutti un salario minimo di 1100 euro, una promessa che la ministra Melandri sbandiera nelle tv come la soluzione per i precari, non rendendosi probabilmente neppure conto ma ripetendo il programma del partito. Per carità sarebbe bello e magari più facile da attuare se la nostra economia fosse in piena ripresa, se il sistema Paese funzionasse, se gli sprechi non esistessero e se chi lavora già avesse un salario che gli garantisse di vivere dignitosamente, però come sappiamo non è affatto così.

La cosa che fa riflettere è che il PD con questa proposta non solo dimostra di non conoscere la situazione salariale nel nostro Paese, ma non si rendono conto che imporre una politica di questo genere potrebbe essere addirittura controproducente e lo dimostrano le dichiarazioni degli stessi datori di lavoro i quali hanno già fatto riflettere che così si innesca un meccanismo di licenziamenti indotti e pericolosissimi. Al posto di tre dipendenti se ne finirà per assumere solo uno.

pubblicato sul blog di Liborio Butera

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categoria:politica
giovedì, 31 gennaio 2008
In un precedente post avevo pubblicato una lettera di sfogo dal contenuto amaro inviatami da un giovane siciliano. Lo scrivente, un ragazzo di 23 anni, ci raccontava delle difficoltà che è costretto ad affrontare per poter vivere dignitosamente e denunciava lo sfruttamento ad opera dei datori di lavoro, il contenuto lo trovate QUI . A conferma di quanto scritto dal giovane, ci sono i dati di una ricerca realizzata nell’ambito del progetto Up Rise, finanziata dalla Regione Siciliana; presentati stamane a Palermo nella sede della Confindustria dal direttore del progetto Rosario Alescio. Nello studio si fa un preciso riferimento alla connessione esistente “fra lavoro sommerso e criminalità organizzata“: le attività della mafia, infatti, traggono giovamento da occupazioni in nero.
Dalla ricerca emerge che l’Isola è una regione in cui il lavoro irregolare rimane un fenomeno radicato e consistente: la percentuale dei lavoratori in nero, o in condizioni identificate come “grigie”, è alta a Palermo (39,4% del totale) più che nelle altre province siciliane. Fra gli irregolari, inoltre, è alta la percentuale di quanti lavorano esclusivamente in nero (68,1), e sono più le donne che gli uomini. Forse uno dei compiti del nuovo governo deve essere appunto la lotta al lavoro nero, ma affrontata con serietà ed impegno e non, come ci hanno abituati, a sole chiacchiere.
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categoria:politica, lavoro
giovedì, 31 gennaio 2008
Va via il governo Prodi però ci lascia un’Italia più povera che tira avanti pagando tutto a rate e costringendo gli italiani al doppio lavoro per poter sbarcare il lunario. C’è anche una triste eredità che riguarda i poveri pensionati i quali non riescono più ad andare avanti. Più di 5 milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E’ quando si legge dal ‘Rapporto Italia 2008′ dell’Eurispes e c’è poco da stare allegri. Prodi, prima di lasciare, ci parlava di un’Italia in ripresa che forse vedeva solo lui.
La situazione economica complessiva dunque é più difficile di quando è iniziato il suo governo: tra salari fermi e prezzi che schizzano in alto i bilanci delle famiglie arrancano sempre più. Nell’ultimo anno di governo Prodi – si legge dal Rapporto - la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel quasi 50% dei casi e sono raddoppiati i prestiti. Il pessimismo arriva ai livelli più alti dagli ultimi sei anni:
- ESPLODE IL SOMMERSO, A QUOTA 549 MLD. Cresce l’economia sommersa e arriva al 35,5% del Pil ufficiale. Al ‘nero’ si aggiunge l’economia criminale (a quota 11,3% rispetto al Pil) e insieme si arriva a 725 miliardi di euro, quasi la metà della ricchezza prodotta ‘in chiaro’ in un anno dal Paese.

- 2 FAMIGLIE SU 3 NON ARRIVANO AL 27.
Raddoppiano dal 5 al 10% le famiglie che ricorrono a prestiti personali e solo il 13,6% alla fine del mese riesce a risparmiare qualcosa. In un anno la situazione economica delle famiglie “é decisamente peggiorata”. Quasi la metà degli italiani registra un peggioramento del proprio budget (per il 32,1% lievi segnali e per il 13,7% calo più marcato).
- TUTTO A RATE, DAL FRIGORIFERO AL DENTISTA. E’ boom per il credito al consumo. “Nessun dinamismo economico, solo necessità”, commenta l’Eurispes. E infatti si comprano così non solo elettrodomestici o mobili ma anche viaggi e libri scolastici. Accettano pagamenti a rate ormai anche i medici.

- I NUOVI POVERI SONO I ‘WORKING POORS’.
Lavorano ma hanno un tenore di vita simile a quello dei disoccupato. E così per arrivare a fine mese in 6 milioni fanno il doppio lavoro in nero. Ogni famiglia deve integrare mediamente il proprio reddito con 1.330 euro di ‘lavoretti’ non ufficiali. Tra i poveri e quelli a rischio di diventarlo in Italia si contano 5,1 milioni di nuclei familiari per 15 milioni di individui.
- SCARPE IN SALDI E PASTA AL DISCOUNT. Salari fermi e caro-vita cambiano le abitudini degli italiani che comprano sempre più in saldi o ai discount. Meno uscite al ristorante e anche taglio netto per viaggi e regali.
- 20 MLN I SOTTOPAGATI, 6 I DOPPIOLAVORISTI. “I salari italiani sono tra i più bassi d’Europa”, rileva l’istituto spiegando che guadagnano il 10% in meno dei tedeschi, il 20% in meno degli inglesi e il 25% in meno dei francesi. “Diminuire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione”: queste le indicazioni che arrivano dall’istituto.

LAVORO, QUATTRO MORTI BIANCHE AL GIORNO

Sono circa quattro al giorno le vittime bianche in Italia. Lo rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2008 mettendo in evidenza che “il fenomeno interessa tutti i comparti economici”. L’età media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni. Per quanto riguarda invece gli infortuni dal 2003 al 2006 il numero totale è passato da 997.194 a 927.998 con un’incidenza maggiore nel comparto dell’industria e dei servizi.
Articolo pubblicato su www.liboriobutera.com
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categoria:politica, lavoro, sindacati, societĂ 
giovedì, 31 gennaio 2008

Che fine ha fatto la raccolta differenziata? A chiederselo sono in molti guardando i mucchi di mondezza sparpagliati per le strade d’Italia e che stanno riempiendo impietosamente quelle tristi buche chiamate discariche. Sono in molti a chiedersi all’interno di tutto quel pattume quale sia ad esempio la percentuale di rifiuti organici facilmente recuperabili e restituibili senza danno all’ambiente. Alcuni sono andati anche a guardare alcuni sistemi di ristorazione veloce che a quando pare non fanno della raccolta differenziata il loro fiore all’occhiello e utilizzano comodi armadietti che inghiottono l’intero contenuto dei tristi vassoi di plastica in cui si mangia. Carta, plastica, polistirolo e pezzi di cibo, tutti “sostenibilmente “ insieme nello stesso sacco scuro.
Importante e non mi riferisco a nessuno in particolare, è fare in fretta e ridurre i costi di mano d’opera, esorbitanti in Italia. La strada sicuramente non è quella giusta perché l’ambiente sta per presentare il conto che si preannuncia salato. Nel frattempo godiamoci la nostra immagine internazionale che di questi tempi a colpi di “mondezza” è stata veicolata in tutto il globo.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

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categoria:ambiente, salute sanitĂ 
domenica, 06 gennaio 2008

La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato si poneva come obiettivo il miglioramento del servizio: si può affermare che a distanza di qualche anno l’obiettivo non solo non è stato raggiunto, ma in alcuni casi è stato addirittura peggiorato. Un evidente esempio ne è appunto la situazione delle linee utilizzate dai pendolari: i treni sono sempre più affollati e sempre meno puliti. Altra situazione negativa è quella che riguarda l’Eurostar, il treno nato proprio in seguito alla privatizzazione e che doveva costituire l’eccellenza del trasporto su binari. Ma chi in questi giorni ha avuto la sventura di doverne prendere uno, non ha che potuto constatare che l’Eurostar conserva la sua eccellenza solo nel costo del biglietto (aumentato tra l’altro del 15% con l’anno nuovo). Infatti sembra che ultimamente sia stata abolita l’obbligatorietà della prenotazione su posto a sedere: ciò comporta che si possa viaggiare sul treno anche in piedi, seduti per terra e occupando tutti gli spazi riservati al movimento dei viaggiatori con tutti i disagi che ci si possono facilmente immaginare. Il fatto diventa più grave nel caso degli Eurostar in quanto, oltre ai motivi anzidetti, vi è un fattore di pericolosità per chi non viaggia normalmente seduto a causa della forte velocità di tale tipologia di convoglio. Non si capisce dunque perché Trenitalia abbia ignorato tali elementari norme di sicurezza nonché di garanzia di comodità per il viaggiatore Eurostar, facendo salire passeggeri in più rispetto alla normale capienza del treno.

Articolo pubblicato su www.liboriobutera.com

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categoria:politica, turismo, infrastrutture
domenica, 06 gennaio 2008
E dopo il brindisi di mezzanotte, le note dolenti. L’arrivo del nuovo anno porta con sé un carico di sorprese dal tintinnio sgradevole: aumenti a raffica. Luce e gas, ma anche treni e autostrade, il tutto senza il sostegno di una politica dei salari tanto osannata in tempo di elezioni e mai realizzata da questo governo. E non ci consolano le dichiarazioni dell’ europarlamentare Rizzo dei Comunisti Italiani, piuttosto suonano come una presa per i fondelli (passatemi la volgarità) proprio per le fasce deboli del nostro Paese che lui a parole difende.
Secondo le associazioni dei consumatori, gli aumenti peseranno sulle famiglie di 300 euro in più sul bilancio familiare. Ma nel complesso, nel corso dell’anno, la situazione è destinata a peggiorare: la spesa delle famiglie italiane salirà infatti complessivamente fra i 1.000 e i 1.700 euro, spinta anche da alimentari, benzina e servizi di vario genere.
Facendo un breve riassunto, il nuovo anno porterà un aumento dell’elettricità e del metano rispettivamente del +3,8% e +3,4%. Incrementi che graveranno sul bilancio familiare, facendolo aumentare di 48 euro in un anno. Rincari più salati per i treni: da oggi i prezzi dei biglietti di Eurostar e Alta Velocità salgono del 15%, ma chi li acquista on line potrà godere di uno sconto del 5%. Non andrà meglio a chi sceglierà di muoversi in auto: dal prossimo mese, infatti, i pedaggi autostradali diverranno più salati, con aumenti fino a un massimo del 3,61%.
Un inizio 2008 amaro per gli italiani spesso distratti ad arte da altre vicende certo importanti, ma non come quella di arrivare a fine mese senza indebitarsi.
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categoria:politica, societĂ , denaro
sabato, 29 dicembre 2007

In un Paese come ilnostro, le contraddizioni sono divenute la normalità. Ormai più nessuno si indigna, tutto si accetta. Si accetta che un magistrato solo perché ha inciampato laddove non doveva e nessuno osava, viene prima richiamato, poi trasferito e infine dipinto come uno “pazzo”. Succede che un Generale, viene prima attaccato da un Ministro in Parlamento senza possibilità di difesa, poi accusato di usare impropriamente i mezzi dello Stato, poi sostituito e reintegrato con sentenza del TAR, al punto che alla fine, questo si dimette. Succede che un altro magistrato ha il coraggio, in questo Paese pieno di contraddizioni, di indagare un Ministro e di trovare indizi che portano fino al Presidente del Consiglio. Quel Ministro ne chiede il trasferimento d’urgenza in via cautelare, gli manda le ispezioni in procura, e il Procuratore Generale dispone ne l’avocazione per una delle indagini, la più delicata. Da ultimo, il CSM, ha rigettato il ricorso del magistrato in quanto soggetto non legittimato a proporlo. Le stranezze non finiscono qui, persino il bravissimo “segugio” di questo magistrato, un capitano dell’Arma, giovane e dotato di fiuto infallibile, viene trasferito in un’altra Regione, per comandare un’altra compagnia. Viva l’Italia!

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categoria:politica, politikamente scorretti
sabato, 29 dicembre 2007

Gabriele Puccio un nome che spicca in mezzo agli altri nomi di calciatori stranieri che affollano l’Inter. Spicca perché è italiano, spicca perché i non addetti ai lavori non lo conoscevano, spicca perché l’armata nerazzurra comandata da Mancini non ha avuto alcun timore di farlo esordire in una gara di Champions League, anche se a giochi già fatti. Ma Gabriele Puccio, volto nuovo del calcio italico, per arrivare dovè adesso, assieme alla sua famiglia, ha dovuto affrontare mille difficoltà. I genitori infatti sono originari di Siculiana, paesino dell’agrigentino più volte balzato agli onori della cronaca per motivi meno nobili, adesso può vantare tra i suoi concittadini illustri un giovanotto dalla faccia pulita e dai piedi buoni che gioca a fianco a fior fior di campioni di fama internazionale. E Gabriele lo fa con l’esperienza di un grande, senza timore e senza timidezza. Lui che nonostante la giovane età ha già assaporato la vittoria, vincendo il campionato “Primavera” da titolare, con la maglia nerazzurra. Lui che ogni anno non riesce a rinunciare al mare siciliano e in particolare a quello di Siculiana Marina. Lui che con i suoi piedi riuscirà a dare lustro ad una provincia che da anni sta precipitando nel baratro della depressione economica.

Complimenti dunque al giovane Puccio e grazie anche a Mancini per avergli dato la possibilità di esordire laddove tutti coloro che da piccoli calciano il pallone vorrebbero arrivare.

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categoria:lavoro, societĂ , politiva
sabato, 29 dicembre 2007
Quando calano i consumi dei beni di prima necessità, come pane e pasta, c’è da preoccuparsi e seriamente. L’allarme lo lancia l’Istat, dopo l’analisi condotta sul territorio nazionale della Coldirettisul commercio al dettaglio ad ottobre, sulla base dei acquisiti domestici degli italiani del panel Ismea Ac Nielsen nei primi dieci mesi dell’anno.
E’ emerso che i consumi di pane e pasta sono calati drasticamente del 7%, calo record e mai registrato in passato. Anche se in parte è giustificato dai cambiamenti di stili di vita e di alimentazione, ma la causa maggiore è dovuta all’aumento ingiustificato del prezzo di pane e pasta. Aumento che colpisce soprattutto le fasce più deboli, proprio quelle che per necessità ne consumavano di più.  
La quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani – sottolinea la Col diretti - è scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate.
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere e preoccupare ma a quanto pare lascia tranquillo e sereno il presidente del consiglio prodi che non perde occasione per ribadire che in Italia va tutto bene. Se lo dice lui…
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categoria:politica, societĂ 
sabato, 29 dicembre 2007
Nonostante le promesse e i trionfalismi di questo governo, gli italiani sono sempre più poveri. In questi giorni è stata versata nei portafogli la tanto sospirata tredicesima e l’Adusbef si è preso la briga di fare i conti in tasca agli italiani. L’associazione dei consumatori ha stabilito che una famiglia media, che si basa su due stipendi, avrà di tredicesima circa 2.350 Euro, la maggior parte però subirà l’effetto “elastico” poiché verrà rispesa per pagare: bolli, bollette, rate, Ici, canone Rai, polizze assicurative e debiti pregressi. In tempi di caro-prezzi, per i consumi natalizi rimane quindi quasi una “bazzecola”, che sarà spesa quasi interamente per gli alimentari e per qualche regalo. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, “arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse, bolli, Ici, rate e canoni che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare.
Secondo l’Adusbef, dunque, ben l’84% della tredicesima servirà a coprire queste spese e di questa percentuale grande parte sarà destinata per pagare l’aumento dei mutui che l’Europa della banche ci ha fatto trovare sotto l’albero di Natale. E il governo per bocca di Prodi sostiene che in Italia va tutto bene, peccato che gli italiani faticano ad accorgersene.
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categoria:politica, societĂ 
venerdì, 30 novembre 2007

Caro Padoa Schioppa “bamboccione” sarà Lei, se non altro perché è talmente fuori dalla realtà dei giovani italiani al punto tale da non conoscere le difficoltà che sono costretti quotidianamente ad affrontare. Forse non Le conosce perché fa il ministro e può contare su uno stipendio di almeno 10/20 volte superiore ad un trentenne, questo in parte lo giustifica. Scrivo questo perché sfogliando la “Sua” Finanziaria mi sono imbattuto nel provvedimento voluto fortemente da Lei per permettere ai trentenni di uscire finalmente da casa e così potersi permettere di affrontare il costo di un affitto. Gli aiuti, come Lei sa, riguardano una detrazione IRPEF appunto sul canone di affitto dell’abitazione principale. Fin qui tutto bene, ma leggendo meglio mi accorgo che è stata fissata una soglia di reddito, ovvero non si deve superare il reddito annuo di 15.493,71 Euro per avere una detrazione di 300 Euro. Per i redditi fino a 30.987,41 lo sconto sarà di 150 Euro. Dunque caro ministro Lei con soli 150 Euro (o 300, per i più sfortunati) vorrebbe permettere ai “bamboccioni” di uscire dalle famiglie e vivere da soli? Ma Lei caro ministro la realtà dei giovani italiani la conosce?

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categoria:politica
venerdì, 30 novembre 2007

In questi mesi al ministero della Pubblica Istruzione sono a lavoro diverse commissioni composte da tecnici che “segretamente” stanno preparando la riforma della scuola targata centro-sinistra. Il ministro indirettamente ha fatto sapere che tale riforma appena approvata farà molte vittime. Sul campo di “battaglia” resteranno diversi morti e feriti, ovvero molti docenti perderanno la loro cattedra, il loro posto di lavoro. La riforma creerà molti soprannumerari. Proprio quest’ultimi volenti o nolenti saranno costretti ad una riconversione forzata frequenteranno corsi intensivi e saranno convertiti anche su posti di sostegno. A questo punto è lecito domandarsi quali siano le reali intenzioni del governo nei confronti dei docenti di laboratorio. Il rischio di una nuova scure pare materializzarsi. Gaetano Passarelli, Insegnante Tecnico Pratico e membro della segreteria nazionale del Coordinamento ITP esorta i colleghi alla mobilitazione in difesa del proprio posto di lavoro. “Ritengo – scrive Passarelli - che se davvero il Ministro vorra’ dare seguito a quanto detto, nei prossimi mesi ci giocheremo il nostro futuro professionale. Qui si decide cosa faremo, come lo faremo e chi lo farà.” Il docente si riferisce ad una frase del ministro Fioroni che riporto: “andando probabilmente a rivedere *materie* […] e *classi di concorso* (quelle più attinenti verranno accorpate anche per consentire passaggi più agevoli sulle cattedre libere per i docenti soprannumerari).” Gli ITP sono in allerta ormai da anni. In Italia sono circa 30 mila i Docenti di Laboratorio che quotidianamente contribuiscono alla formazione di centinaia di miglia di studenti italiani, una risorsa indispensabile per le scuole tecniche e professionali.

Articolo pubblicato su A ruota Libera

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categoria:scuola