Affrontare oggi l’argomento dell’immigrazione ci espone al rischio di essere tacciati come razzisti, fatta questa doverosa premessa, provo ad affrontare un problema che vede mischiare sofferenza a sofferenza. In queste ultime notti, in Sicilia, sono sbarcati centinaia e centinaia d’immigrati, al punto da mettere a dura prova le strutture ricettive dell’isola. Il dramma si consuma sotto gli occhi di tutti, nessuno però, Europa compresa, vuole mettere mano ad un problema che, di fatto, sta distruggendo il turismo in quell’isola che oltre ad essere martoriata dalla mafia oggi è messa in ginocchio dal continuo sbarco di barconi di disperati.
Dietro a questi continui sbarchi, si nascondo le mafie nord-africane e anche quella più arcaica siciliana, al lucrosissimo giro d’affari, qualcuno in passato ha detto che hanno attinto anche altissimi funzionari di alcuni governi stati che lasciano passare i flussi di disperati. Dicevo nella premessa, che si mischia sofferenza a sofferenza, il pensiero ancora una volta va a Lampedusa, isola che in questi anni si è distinta per l’umanità dei suoi abitanti che hanno verso questa povera gente, li hanno accolti, li hanno sfamati e hanno pagato un prezzo altissimo, hanno quasi dimezzato quello che rappresentava l’unico introito economico, il turismo.
I nostri governi, davanti a queste sciagure sembra che si siano tappati gli occhi, nessuno vuole realmente affrontare il problema, sicuramente le soluzioni per diminuire drasticamente il flusso esistono ma sono come dire politicamente scorrette, la stessa Europa, sembra che se ne sia lavata le mani lasciando la Sicilia e i siciliani soli ad affrontare un problema più grande di loro. Un governo serio deve assolutamente avere le “palle” ed assumersi le proprie responsabilità per porre rimedio ad un problema che danneggia sia il Paese che si trova costretto ad un’accoglienza non sempre adeguata e sia gli stessi disgraziati, costretti a versare ingenti somme per un viaggio illusorio verso una vita migliore.