mercoledì, 30 novembre 2005

Un importante passo avanti è stato fatto verso l’integrazione e la convivenza tra la religione italiana e quella islamica. Oggi al Vicinale è stato firmato il decreto costitutivo della Consulta islamica. Il compito di favorire il processo d’integrazione delle comunità musulmane in Italia è affidato all’organismo consultivo che avrà sede presso il ministero degli interni. Il Ministro Pisanu ha annunciato: che la consulta è un organismo rigorosamente consultivo composta da 16 membri comprendenti le voci più significative della multiforme realtà islamica italiana. La consulta, deve esprimere il proprio parere e formulare proposte atte a favorire, appunto, l’integrazione;  inoltre avrà il compito di suggerire come attivare l’assistenza religiosa negli ospedali, delle aree di sepoltura nei cimiteri secondo i dettami islamici o anche la tutela dei lavoratori musulmani nel nostro Paese. Il ministro poi ha affermato che non ci saranno nuove sanatorie per regolamentare gli immigrati clandestini.
Un grande passo avanti, verso l’integrazione dei popoli musulmani, oggi, è stato fatto. Aggiungo: non ci dispiacerebbe, però, avere da parte degli amici musulmani più collaborazione per cercare di frenare l’annoso problema dei continui sbarchi di clandestini. Questo, indubbiamente, migliorerebbe la loro qualità di vita nel nostro Paese. Meno immigrati  clandestini, significa meno concorrenza, quindi meno svalutazione della forza lavoro e meno manodopera a favore della criminalità organizzata. La piaga dell’immigrazione clandestina, colpisce maggiormente i poveri disperati che sono costretti a versare delle sostanziose somme di denaro a quei trafficanti umani che continuano ad arricchirsi alle loro spalle.

postato da: LiborioButera alle ore 19:59 | Permalink | commenti
categoria:politica, immigrazione
martedì, 29 novembre 2005

Le polemiche degli ultimi giorni hanno chiarito a chi avesse ancora qualche dubbio, che le Olimpiadi di Torino 2006 sono state strumentalizzate a fini politici dai due principali schieramenti italiani.

E’ un fatto vergognoso che dimostra ulteriormente come al bene ed all’immagine del nostro paese venga sempre anteposto il fine politico.

Un fatto è secondo me certo: le amministrazioni politiche elette dal popolo italiano hanno dimostrato scarso senso dello Stato ed un livello di maturità non sufficiente a gestire un evento importante come le Olimpiadi.

postato da: kingzac alle ore 14:11 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, olimpiadi
lunedì, 28 novembre 2005

Mancano pochi mesi a Torino 2006, ma la RAI sembra non accorgersene.

Alla faccia del servizio pubblico!

Irritante ed intollerabile il comportamento della RAI in occasione dell’accensione della fiamma Olimpica. Il fatto è stato completamente ignorato, oserei quasi dire in perfetto stile italiano. Mi rendo conto che probabilmente era più importante (o redditizio?) parlare della vita privata di Al Bano o del giallo di Cogne, ma certi eventi non possono essere ignorati dal servizio pubblico.

Mi chiedo per quale ragione noi italiani ci ostiniamo a pagare annualmente un finto servizio pubblico irrispettoso anche dei suoi doveri fondamentali.

L’assenza della RAI e dei politici italiani all’accensione della fiaccola Olimpica è un’ulteriore segno del declino della nostra società, assolutamente non degna di ospitare eventi di questo genere.

Forse è meglio che l’Italia si concentri sulle Fiction e sui reality show invece che su eventi “nobili” come le Olimpiadi.

Torneremo sicuramente sull’argomento, non possiamo accettare mancanze di questo tipo.

Infine ci tengo a sottolineare come queste Olimpiadi, per il momento più che “italiane”, siano di McDonald’s e di Coca Cola.

E…… il nostro “orgoglio italiano”?

postato da: kingzac alle ore 22:24 | Permalink | commenti (5)
categoria: tv , olimpiadi
lunedì, 28 novembre 2005

Di scuola ce ne siamo già occupati, ma continueremo ancora ad occuparcene. Riteniamo che l’istruzione sia uno dei pilastri fondamentali di uno Stato evoluto, ma soprattutto, di uno Stato che vuole continuare a crescere. Garantire l’eccellenza formativa ai nostri giovani, vuol dire assicurarsi per il futuro quelle risorse in grado da affrontare le problematiche economiche,  politiche, e sociali che con il tempo si manifestano nel sistema economico e produttivo del Paese. Le risorse umane, rappresentano la vera ricchezza di uno Stato evoluto, investire su di loro vuol dire puntare verso un Paese ricco e in grado di competere con le economie più evolute. Le nuove classi dirigenti, iniziano la formazione nelle nostre scuole, per fortuna, ancora non siamo in America dove l’eccellenza  si può trovare solo nei college privati. Nel nostro paese abbiamo ancora e sottolineo per fortuna delle ottime scuole statali che hanno “sfornato” in passato validi dirigenti, filosofi, giornalisti, scrittori e via discorrendo. E’ nostro dovere morale difenderla, ma soprattutto vogliamo spingere affinché lo Stato la smetta di chiedere sempre e solo  sacrifici ad un settore nevralgico del Paese. L’istruzione e la formazione hanno bisogno di risorse sia umane che economiche, non si può e non si deve  pensare che la scuola è solo un carrozzone quando ad essa viene affidato, il compito di formare, istruire,  educare e talvolta  di crescere i nostri figli. Le scarse risorse porteranno inevitabilmente ad una carenza formativa finale e le notizie che giungono dal fronte governativo non sono per niente incoraggianti. La finanziaria taglia un miliardo di euro, tradotto vuol dire che mancheranno le risorse per i supplenti, per i suppellettili, per i bidelli, significa avere classi con più di trenta studenti, significa tagliare sul materiale didattico, significa impoverire di significato (scusate il gioco di parole)  le attività svolte nei laboratori didattici. Gli insegnanti, saranno costretti a doversi accontentare del materiale che hanno, i tagli non garantiranno il ricambio dovuto alla loro usura o rottura. Pensate a come possa essere possibile fare un’esperienza in laboratorio di chimica, con una classe composta da  più di trenta studenti, dove mancano le provette e le sostanze per tutti, o in un laboratorio d’informatica dove magari due postazioni sono guaste e non ci sono le risorse per ripararle.  La scuola  deve formare, deve poter garantire l’eccellenza formativa, certo non tutti i ragazzi sono portati, è vero, ma la selezione avviene in maniera naturale. Questo Governo aveva promesso le tre “I” Istruzione, Inglese, Informatica, siamo a fine legislatura, possiamo affermare che ha mantenuto questa promessa?

 

postato da: LiborioButera alle ore 19:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, scuola
sabato, 26 novembre 2005

E’ divenuta ormai una pratica consolidata, oggi fanno la riforma, che però sarà applicata tra un paio d’anni. Ha seguito lo stesso iter quella relativa al TFR, è stata approvata due giorni fà, ma entrerà a regime tra due anni. Questa prassi, introdotta dall’astuto Dini che ebbe l’avallo dei sindacati e dall’altro filibustiere di D’Alema,  ha fatto scuola. Nel ’95,  (Legge 8 agosto 1995, n. 335),  approvò una riforma delle pensioni massacrante per i lavoratori, ma non la fece partire da subito, la “post datò” al duemila. Nessuno allora, se ne rese conto del taglio che le pensioni avrebbero subito. Quei cinque anni, sembravano così lontani che nessuno intavolò una seria protesta. Chi era preposto a fare informazione, dedicava le prime serate a fare processi in televisione senza approfondire del furto che i lavoratori avrebbero subito da lì a qualche anno.
La prassi introdotta dal centro sinistra, certamente, non poteva non essere seguita da questo esecutivo, infatti,  la riforma del TFR vedrà la sua applicazione tra due anni, cosi come l’innalzamento dell’età pensionabile.
Come dire, tranquilli, intanto vi diamo la sensazione che per adesso non succede nulla, però è già approvata, tra due anni nessuno più penserà a questa “porcata” però è già legge dello Stato. E i sindacati?  I sindacati erano dispiaciuti e amareggiati, ma non perché ci stanno saccheggiando il TFR, no, di questo non gliene fregava nulla, erano arrabbiati perché i 13.000 miliardi di Euro non li potranno gestire subito ma solo tra due anni!!

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categoria:politica, pensioni, tfr
giovedì, 24 novembre 2005
Succede che quando un post è interessante, altri bloggers lo linkano perché si trovano d’accordo con il contenuto, all’autore fa piacere. Può  succedere (lo abbiamo fatto anche noi) di pubblicare un articolo di un giornale ma non abbiamo omesso la fonte, fa parte di quelle regole a volte non scritte che regolano un po’ “l’anarchia” di internet. A noi di Politikamente è successo  di essere presi in considerazione da testate giornalistiche come la Tecnica della Scuola oppure Orizzonte Scuola, che hanno pubblicato i nostri post. La serietà di queste testate ha fatto si, che il post in calce avesse bene in vista la fonte o l'autore. Oggi ci ha preso in considerazione il portale “libero” e anch’esso ha citato la fonte del post. Ci è successo, invece, di subire un plagio, un portale ci ha copiato un post  e lo ha pubblicato come se fosse lui l’autore. La cosa ci causa due sensazioni: una piacevole, perché c’è la testimonianza diretta che le cose che scriviamo sono condivise al punto da farle proprie; l’altra un po’ meno, perché si viola una regola, vero non scritta, ma che comunque è chiara per tutti coloro che curano un blog. Un tizio si è copiato il post: “Cosa sta accadendo ai nostri giovani?” e se lo è pubblicato pari pari qui come se fosse stato lui l’autore…vergogna!!!
Aggiornamento: L'autore del sito Andrea Maggiulli ci ha contattati commentando questo post e tramite mail privata. L'argomento per noi è chiuso, anche se ci teniamo a precisare che sarebbe bastato citare la fonte. Per correttezza pubblico il commento:
25 Novembre 2005 - 10:47
 
il post è stato eliminato, ma la pubblicazione è avvenuta non per plagio. Ho ricevuto e pubblicato il contenuto di una email, tutto qui!
Non c'è stata malafede!La prego pertanto di voler accettare le mie scuse e di voler cancellare gentilmente ogni riferimento al mio sito.Grazie
    utente anonimo

Il riferimento al sito preferiamo tenerlo per correttezza verso chi viene a leggerci e a commentarci.

 

postato da: LiborioButera alle ore 23:27 | Permalink | commenti (7)
categoria:politikamente scorretti
mercoledì, 23 novembre 2005

L’ultima vittima di Report ha provato sulla sua pelle la “potenza” della tv.

La vittima si chiama gruppo Cremonini, i cui titoli hanno perso quasi due punti in seguito alla trasmissione di RAI 3.

Non intendo commentare i contenuti della trasmissione, ne le polemiche seguite ad essa (molti blog ne hanno parlato). Mi limito a fare una considerazione legata allo strapotere televisivo, che è in grado di influenzare pesantemente anche i mercati.

E’ secondo me più che mai evidente l’esigenza di una più seria regolamentazione dei palinsesti televisivi, non certo per limitare le inchieste di Report (comunque eccessive e sensazionalistiche in alcuni casi), ma per evitare che uno strumento così potente venga utilizzato in modo scorretto (gli esempi non mancano).

Aggiornamento: Sicuramente mi sono espresso male e sono stato frainteso da alcuni lettori. Devo precisare che non intendevo difendere il gruppo Cremonini di fronte alla sacrosanta inchiesta di Report su un fatto vergognoso. La mia volontà, era quella di evidenziare come la tv abbia il potere di influenzare i mercati, e che questo potere può essere utilizzato in modo scorretto, e non è certo il caso di Report.

Alla trasmissione Report va tutta la mia stima, anche se ritengo che alcune inchieste siano esagerate, come quella di qualche settimana fa sulla PAC, della quale è stata data secondo me una visione non realistica. 

postato da: kingzac alle ore 18:38 | Permalink | commenti (5)
categoria: tv
martedì, 22 novembre 2005

 

Basta aprire un quotidiano per leggervi notizie non certamente piacevoli che riguardano atti  di violenza commessi da  giovani o giovanissimi. Ragazzi  poco più che maggiorenni che il sabato sera invece di pensare a divertirsi, lo impediscono anche ai loro coetanei; ragazzi che impediscono ai gestori dei locali di terminare una serata senza che avvenga una rissa; ragazzi che minacciano altri ragazzi facendosi consegnare il telefonino o addirittura i vestiti; ragazzi che non hanno paura delle forze dell’ordine; ragazzi che minacciano i passanti e i giornalisti; ragazzi che non hanno più rispetto per le cose e per le persone; ragazzi che non hanno rispetto per la scuola e per gli insegnanti; ragazzi forse con un vissuto difficile alle spalle, no, il più delle volte sono ragazzi di buona famiglia che si “annoiano”.


 

Cosa sta accadendo? Perché i genitori non riescono più a capire i propri figli,  cosa sta creando la nostra società? I primi episodi di violenza iniziano a manifestarsi in tenera età 8/9 anni. Il fenomeno è conosciuto con il nome di “bullismo” , negli ultimi anni si sta allargando a macchia d’olio, anche se le aree più colpite sembrano essere quelle più industrializzate, dove entrambi i genitori sono impegnati nel lavoro. In maniera minore il fenomeno è presente anche nel resto del paese ma gli ultimi dati dicono che il fenomeno è in continua crescita.  Bisogna che iniziamo ad interrogarci, leggevo oggi un appello fatto da alcuni “vips”  a favore dell’educazione, si forse ce ne bisogno, forse bisogna smetterla di delegare solo la scuola, anche perché non ha più i mezzi per poter educare allora bisogna che tutta la società nessuno escluso iniziamo a fare la nostra parte, ma soprattutto cari genitori, forse è arrivato il momento di prendere coscienza, fermiamoci, riflettiamo, prima del lavoro forse sarebbe opportuno mettere i figli e la famiglia. I segnali d’allarme ci sono, cogliamoli finché siamo ancora in tempo.

 

postato da: LiborioButera alle ore 22:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:bullismo
lunedì, 21 novembre 2005
Ormai cari amici non si capisce più qual'è il  ruolo dei sindacati confederali, voglio affrontare con voi due situazioni particolari ma che entrambe ci faranno riflettere di quanto lavoro sporco è stato fatto da chi invece è pagato (tessera sindacale) per difendere i diritti dei lavoratori. Uno degli aspetti più disgustosi che sono stati votati in Parlamento con l’avallo dei confederali, riguarda la gestione del TFR, per chi non lo sapesse  si tratta del trattamento di fine rapporto, impropriamente chiamata buonuscita. Fino a qualche anno fa si andava in pensione con più dell'85% dell'ultimo stipendio percepito, dopo la riforma Dini di Centro-Sinistra e in accordo con i sindacati (confederali) si è stabilito che i lavoratori assunti dal 2000 in poi, andranno in pensione non più con l'85% ma con il 57% dell'ultimo stipendio, vi rendete conto cosa significa? Se un operaio metalmeccanico alla soglia della pensione percepirà un salario di  circa 1300 euro (approssimazione per eccesso) andrà in pensione con 740 euro al mese, che tra 40 anni non si saprà se manterranno il loro potere di acquisto.  Una somma irrisoria destinata a gettare nel baratro i pensionati che a quell’età avranno la necessità di maggiori cure e di una maggiore assistenza. Per rendere la vecchiaia più “ricca”, i sindacati (cgil, cisl, uil, sals etc.) assieme ai rappresentanti del governo (consociativismo), hanno deciso di inventare i Fondi pensione, che dovranno raccogliere tutte le buonuscite dei dipendenti, per poi nel momento della pensione erogare un assegno mensile irrisorio  che non sarà neanche reversibile. A rimetterci ancora una volta sarà l’operaio e l’impiegato, certo, se ne potrebbe parlare all'infinito, del ruolo che ha giocato il sindacato e la sinistra nel momento in cui è stata approvata tale riforma, però ormai forse è meglio riflettere su quello che potrebbe essere il nostro futuro da pensionati, cerchiamo di capire cosa ci offrono i sindacati e riflettiamo se ne vale la pena aderire. Dalla liberazione del TFR, sono nati due fondi pensione, il COMETA (i metalmeccanici già lo conoscono e forse hanno già assistito ai suoi disastri) e l’ESPERO che dovrebbe raccogliere tutte le buonuscite degli impiegati statali, si parla che gestiranno più di un miliardo e mezzo di Euro solo nei primi anni della sua nascita e provate ad indovinare chi gestirà queste immane somme? E’ chiaro chi ci sta invitando all’adesione, i sindacati!! In questi giorni si attende il decreto che introdurrà il silenzio assenso cioè, se non dici attraverso una lettera, di non volere aderire, in automatico i tuoi soldi verranno incanalati nel fondo pensione.  Chi è preposto ad avvisare i lavoratori, questa volta non scenderà in piazza con le bandiere in spalla a dire che questa è una vera e propria truffa, chissà come mai! Questo chiaramente non significa conflitto d’interessi, vero? Il dato preoccupante, e che nessuno lo dirà mai, riguarda la resa annua dei fondi pensione che è di circa il 2% contro il 7,5% del TFR e soprattutto nessuno vi dirà che il capitale investito nei fondi, non sarà garantito…scandaloso! Cosa dovrebbero fare gli statali per salvarsi e per sperare in una riforma che tuteli le pensioni? Almeno non dovrebbero dare adesione, per far fallire questo nuovo sistema che vede i sindacati evolversi in agenzie assicurative, e le segreterie sindacali  trasformarsi in Consigli d’Amministrazione e le camere del lavoro in filiali assicurative. 
postato da: LiborioButera alle ore 22:40 | Permalink | commenti (33)
categoria:tfr
lunedì, 21 novembre 2005

La grande folla di curiosi fuori dal palazzo di Giustizia di Torino per assistere al processo Franzoni, mi ha lasciato decisamente perplesso. Si sta processando una madre per l’uccisione del figlio e molta gente è “curiosa” e vuole a tutti i costi assistere al processo.

Ma come ci stiamo riducendo?

Mi chiedo se ci sia ancora qualcuno a cui interessi il rispetto nei confronti di questo povero bambino ucciso brutalmente?

Mi chiedo anche se ci sia ancora qualcuno a cui interessi il rispetto nei confronti di una madre che ha perso un figlio in modo brutale?

Non è bastata la tv, ora ci si mette anche la gente comune.

E’ questa la nostra società?

postato da: kingzac alle ore 18:29 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 20 novembre 2005

Gli istituti tecnici e professionali statali, in questi anni sono state le uniche tipologie di scuola in grado di accontentare confindustria. Negli ultimi anni le scuole dell’autonomia, sono riuscite ad inserire nei percorsi didattici segmenti d’istruzione atti ad avvicinare la preparazione tecnico-scientifica alle esigenze del mercato del lavoro. L’autonomia scolastica ha permesso alle scuole di stilare contratti formativi con le realtà produttive presenti nel territorio dove opera l’istituzione scolastica. A questo proposito, si era assistito alla crescita esponenziale di iscrizioni verso gli istituti tecnici e professionali. Le mire di riforma della scuola, e le idee messe in campo dal ministro Moratti & Co. portano la scuola ad un impoverimento dell’attività tecnico-pratica-scientifica, propendendo per quella più “astratta” (filosofia e altre materie umanistiche). Queste scelte, per niente bene accette da tutte le figure che compongono il sistema scolastico, hanno gettato nell’incertezza i quanti si trovano a dover scegliere il percorso formativo secondario. L’incertezza che grava sul futuro degli istituti tecnici e professionali, sta portando ad una crescita imponente di  iscrizioni verso i licei scientifici e classici.  Attualmente non si capisce perché un Governo deve distruggere una valida tipologia di istruzione per favorirne un’altra? Provo ad azzardare alcune risposte. Innanzitutto non sono da sottovalutare le spese di gestione, un istituto “astratto” (liceo) impiegherà meno risorse nella formazione (meno laboratori didattici), dunque la logica del risparmio non è trascurabile; un’altra possibile risposta si potrebbe trovare nella futura collocazione economica del Paese Italia. In quest’ultimo caso le possibilità si suddividono in altri due casi.


Primo:  la produzione industriale dovrà fare concorrenza ai i paesi che producono l’eccellenza, quindi alta tecnologia, alta qualità, oppure dobbiamo fare concorrenza a quei paesi che producono prodotti mediocri vendibili nelle aree meno ricche? In base a cosa si risponde a questo interrogativo, si dovrà preparare il futuro “diplomato” o “laureato”. Se ci collochiamo verso la produzione qualitativamente medio bassa, non avremo sicuramente bisogno di una scuola che ci prepari dei bravi tecnici e altamente specializzati, ci serviranno, sicuramente, dei ragazzi in possesso di cultura generale e che offrano la massima flessibilità verso il lavoro.


Secondo: la dislocazione della produzione in aree in via di sviluppo dove la manodopera costa pochissimo (Cina, paesi dell’est e addirittura nord africa), avvenuta in questi ultimi anni e che continua ad avvenire, sta portando anno dopo anno ad un abbassamento della domanda delle figure altamente qualificate (ingegneri, biologi, chimici, etc.) al punto da svelare uno scenario abbastanza strano, dove vede i paesi in via di sviluppo puntare verso l’eccellenza formativa e i paesi sviluppati ad abbassare drasticamente la qualità della formazione. Temo che ci stiano preparando un paese, dove in un futuro non proprio lontano, le figure specializzate  richieste saranno: raccoglitore differenziato di rifiuti, commessi e addetti al terziario, idraulici, insomma figure che non richiedano una alta preparazione. Chissà, forse in questa maniera riusciremo anche ad abbattere l’immigrazione clandestina, o dovremmo essere noi poi, ad emigrare?

 

Questa lettura potrebbe far capire perché centro-destra in Italia e Zapatero in Spagna nonostante le manifestazioni contro la riforma della scuola, proseguano per la loro strada senza guardare in faccia nessuno.

 

postato da: LiborioButera alle ore 16:22 | Permalink | commenti (4)
categoria:scuola, itp
domenica, 20 novembre 2005

Sapete che l'acqua del rubinetto al 99% dei casi è migliore di quella che compriamo al supermercato? La cosa sconvolgente è che le aziende comprano l'acqua dalle sorgenti comunali e la rivendono imbottigliata, capite cosa significa vero?  Faccio un esempio: Levissima compra l'acqua dal comune di Milano, la imbottiglia e la rivende. Il milanese invece di bere l'acqua del rubinetto, si reca al supermercato e se compra quella marca beve la stessa acqua che gli arriva a casa con una differenza che la paga mille volte tanto. Il costo medio al litro dell'acqua potabile è di due lire del vecchio conio, quanto costa al litro la levissima? La preoccupazione è che le multinazionali stanno mettendo le mani sull'acqua, con il rischio che il prezzo continuerà a salire.

I nostri politici, ci hanno sempre detto che le privatizzazioni servono a creare concorrenza e a far diminuire i costi di gestione alla collettività. Dopo la morte delle prima repubblica, i media ci hanno propinato un’infinità di tribune politiche e di trasmissioni di approfondimento che senza mezzi termini propendevano per la privatizzazione generalizzata di tutti i carrozzoni pubblici. Abbiamo assistito al regalo alla FIAT dell’alfa romeo, abbiamo visto sorgere trenitalia e anno dopo anno altri pezzi dello Stato sono passati in mano ai privati, i costi sono sotto gli occhi di tutti, non sono diminuiti, anzi… l’Italia continua ad andar male e molti si sono arricchiti alle nostre spalle. Questo è stato uno dei risultati più evidenti delle privatizzazioni. Temo che fra non molto i comuni inizieranno a dirci che gestire l’acqua potabile significherà sovraccaricare il cittadino di tasse, magari se la gestisse un privato il servizio sarebbe migliore e a minor prezzo, ATTENTI dietro ci sono le  multinazionali che da qualche tempo hanno messo gli occhi sull’acqua potabile.

Acqua: fonte di vita

postato da: LiborioButera alle ore 00:25 | Permalink | commenti (3)
categoria:
sabato, 19 novembre 2005

Premesso che per Storia intendo quella vera, quella che racconta i fatti realmente accaduti evitando commenti faziosi. In questi anni di Storia “vera” ne abbiamo vista solo una parte. Ad esempio i libri di storia per i ragazzi delle scuole, spesso ignorano o sono evasivi sui crimini commessi da Stalin, Mao Zedong e Pol Pot. Non voglio addentrarmi nei perché, lo scopo del mio articolo vuole essere un altro.

Scrivendo un post sull’ultimo libro di Giampaolo Pansa, “sconosciuto 1945”, ho linkato su Ibs anche la precedente opera “il sangue dei vinti”. E’ sufficiente leggere i commenti e le recensioni dei lettori su questi due testi per capire quante persone non vogliono che si conosca per intero la nostra storia.

Libertà?

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categoria:storia
venerdì, 18 novembre 2005

Ancora vittime sulle spiagge di Sicilia. Ancora vittime dell’immigrazione clandestina. Ancora vittime di questo gioco criminale.

E le istituzioni? Come sempre stanno a guardare!

E i nostri politici super stipendiati? Come sempre stanno a guardare! A volte abbozzano qualche timida riflessione come ha fatto oggi il presidente della camera.

Quanto dovremo aspettare per una risoluzione definitiva del problema?

Non ci resta come sempre che piangere. Che dolore però piangere persone morte dietro a questo squallido inganno.

Evitiamo di considerarci società!

postato da: kingzac alle ore 22:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:immigrazione
venerdì, 18 novembre 2005

Il professor Domenico Fisichella dopo tre anni di agonia ha lasciato AN, e lo ha fatto con grande stile, con grande senso politico e istituzionale.

Non è mia intenzione commentare le ragioni che hanno spinto Fisichella a lasciare AN, mi limito a constatare che se un partito perde nel giro di poco tempo personaggi illustri come Publio Fiori, Nello Musumeci e Domenico Fisichella vuol dire che al suo interno c’è qualcosa che non funziona correttamente.

La ragione del declino di AN si può leggere a mio avviso nelle dichiarazioni di Nello Musumeci al momento del suo addio ad Alleanza nazionale.

postato da: kingzac alle ore 19:13 | Permalink | commenti (7)
categoria:partiti, politikamente corretti