martedì, 28 febbraio 2006

La strategia deve essere unica anche se non si capisce chi sia il burattinaio che muove le fila. In Sicilia, cosi come nel panorama politico nazionale, entrambi i candidati dell’Unione fuggono dal confronto politico richiesto dagli avversari. Prodi, ripete la frase ormai diventata celebre e che sta iniziando a suscitare una certa ilarità: voglio incontrare tutti e tre i leaders dei partiti con Emilio Fede a fare da moderatore. Noi italiani a dire il vero ci accontenteremmo se ne incontrasse almeno uno ma temo rimarrà un sogno. Infatti, quando la RAI ha cercato di organizzare il faccia a faccia se ne uscito sostenendo che le regole di casa RAI non gli vanno bene. Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio lo può fugare, è evidente: il Professore teme in confronto. Quello che non si capisce è se lo evita perché ha paura dell’avversario o perché  ha qualche scheletro nell’armadio e vuole continuare a tenerlo ben nascosto. Bastasse solo che accettasse il confronto per fugare ogni tipo di dubbio. Stesso tipo di atteggiamento lo sta tenendo la stimabilissima Rita Borsellino, candidata per governare la Regione Sicilia. Lei da vera signora ha respinto tutti gli inviti che gli sono arrivati dal “cavaliere”Cuffaro, al punto che lo sfinito corteggiatore le ha voluto rendere pubblici: “Solo per chiarezza e senza alcun intento polemico, è bene precisare che almeno in due occasioni certamente la signora Borsellino ha rifiutato il confronto".  "La prima volta - aggiunge - sono stato invitato da Pier Luigi Diaco, per un confronto su Trm, e ho dato la mia disponibilità. Il confronto non è avvenuto perché la signora Borsellino ha fatto sapere di non essere disponibile". "La stessa cosa è avvenuta con la Trasmissione di Rai tre ' Ballarò'. Anche in quell'occasione - spiega Cuffaro - sono stato contattato dallo staff della trasmissione, ho dato la mia disponibilità e poco dopo sono stato nuovamente contattato per disdire l'impegno perché, mi è stato spiegato, la signora aveva rifiutato il confronto". Ma Totò, è arcinoto che le donne si fanno desiderare, possibile che non lo capisci? Lasciando da parte l’ironia e ritornando alla politica, siamo coscienti che il confronto serve sicuramente a chiarire alcuni punti importanti della politica di entrambi gli schieramenti, questa fuga non rende affatto un servizio al Paese, anzi…

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categoria:politica, partiti, tv politica
martedì, 28 febbraio 2006

Come vi avevamo promesso nel precedente post, oggi analizziamo altri due partiti seguendo le regole della par condicio. E’ la volta di Alleanza Nazionale e  Margherita.

Alleanza Nazionale: conta 34 dipendenti e uno stato patrimoniale di 56 milioni di euro e un guadagno che deriva dai tesserati di 600 mila euro annui. Dallo stato percepisce sotto forma di rimborso spese elettorali circa 12 milioni di euro.

Margherita: conta 80 dipendenti e uno stato patrimoniale di 20 milioni di euro e un guadagno che deriva dai tesserati 800 mila euro annui. Dallo stato percepisce  sotto forma di rimborso spese elettorali 15.5 milioni di euro.

 

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categoria:elezioni, partitocrazia, costi della politica
lunedì, 27 febbraio 2006

Al costo di 15€, grazie alla TAV, si può andare da Torino a Milano in 1 ora e 27 minuti. Siamo nell’ordine di un’abbattimento dei tempi di percorrenza vicino all’ora, di circa il 50%. Inutile soffermarsi su quanto sia importante per lo sviluppo economico italiano potersi muovere da Torino a Milano in tempi così ridotti. Prestazioni simili non possono che avvicinare persone e aziende all’utilizzo del treno, con ricadute positive per l’intero settore, e probabilmente anche con vantaggi per l’ormai insostenibile traffico automobilistico.

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categoria:tav
lunedì, 27 febbraio 2006

Come vi avevamo promesso nel post “Onorevole, ma quanto mi costi?” oggi analizziamo la ricchezza e i possedimenti dei vari partiti italiani. Ovviamente sceglieremo quelli più rappresentativi e ne analizzeremo, per par condicio, due al giorno. Uno che trova collocazione a destra e l’altro a sinistra. Vogliamo però precisare che le cifre sono approssimate e non si riferiscono al 2006, possiamo però dire con certezza che i guadagni sono aumentati ma ancora non siamo in possesso dei dati ufficiali riferiti all’anno in corso. Ma quelli che seguono, secondo noi, gia sono sufficienti per renderci conto di come i partiti si comportano come delle vere e proprie le holding.

Lega Nord: ha 50 dipendenti e un patrimonio vicino ai 13 milioni di euro e un “guadagno” che deriva dai tesserati di 1,2 milioni di euro annui. Dallo Stato percepisce sotto forma di rimborso spese circa 4.2 milioni di euro.

Rifondazione Comunista : ha 70 dipendenti e uno stato patrimoniale di 33 milioni di euro e un “guadagno” che deriva dai tesserati di circa 350 mila euro annui. Dallo Stato percepisce sotto forma di rimborso spese circa 4.2 milioni di euro.

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categoria:finanza, elezioni, partiti, i costi della politica, partitocrazia, costi della politica
domenica, 26 febbraio 2006

Ho già accennato all’incredibile difformità nell’attribuzione dei titoli provenienti dalla riserva nazionale e soprattutto del loro importo, praticamente dimezzato. Ora mi trovo a dover commentare un’altra situazione incresciosa che riguarda il trasferimento dei titoli stessi.

Prima è doveroso fare alcune precisazioni inerenti il trasferimento dei titoli, perché questa procedura, al fine di alimentare la riserva nazionale, prevede per i primi tre anni la riduzione del 50% dell’importo e in seguito del 30%. Queste riduzioni vengono giustamente abbattute nel caso di un agricoltore che intraprenda l’attività, e fin qui bene, il problema è però per gli agricoltori che hanno intrapreso l’attività dopo il periodo di riferimento, e cioè dal 2003. Questi agricoltori, oltre a non aver avuto la possibilità di maturare titoli, né quella di acquistarli a condizioni agevolate quando hanno intrapreso l’attività, si ritrovano ora o a doverli acquistare con la riduzione del 50%, o a doversi accontentare di quelli provenienti dalla riserva, che di fatto sono anch’essi ridotti del 50%.

Riduzioni di questo tipo sarebbero in grado di prevaricare sviluppo e sopravvivenza di qualsiasi azienda, comprese quelle consolidate.

Come dire: Giovani, cambiate mestiere.

Infine non mi resta che ribadire ancora una volta il concetto:

la riforma della PAC è incredibilmente a favore dei latifondisti e di chi non svolge la professione di agricoltore. La nuova PAC non aiuta i giovani, anzi li pone in una condizione di inferiorità tale da prevaricare il loro futuro nel settore agricolo”.

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categoria:pac
sabato, 25 febbraio 2006

Cari amici di POLITIKAMENTE, ormai siete in tanti a seguirci e con Voi abbiamo già affrontato argomenti che riguardano la politica e tutto ciò che ne consegue. Oggi, però,  è iniziata ufficialmente la campagna elettorale e come tutti sappiamo, questa, grava sui contribuenti, infatti, ogni partito in base alla percentuale di voti avrà un importante contributo spese. Ma oltre a rimborsagli le spese, i politici appena eletti, iniziano a percepire un stipendio che non è per nulla paragonabile a quello di un impiegato. E come sappiamo, hanno avuto anche la sfacciataggine, da Rifondazione Comunista alla Lega, di aumentarselo alla faccia della crisi economica che L’Italia e l’Europa stanno vivendo. Andiamo a vedere approssimativamente cosa guadagna un Onorevole:
 

  • Stipendio base deputati               11.000   
  • Diaria                                                  4.000       
  • Rimborso spese affitto                    2.800   
  • Rimborso spese viaggi in Italia    1.000 
  • Spese telefoniche                             3.100  annui
  • Porta borse                                         4.000
  • Pensione                                              2.500

 
Le cifre chiaramente sono in Euro. Visti i guadagni, ci chiediamo se realmente i signori politici vivono il “mestiere” come una missione oppure come una vera e propria carriera lavorativa. Un lavoro così non v’è dubbio che fa gola a tutti, peccato che il club ormai è diventato esclusivo, altro che democrazia. Se a questi soldi andiamo poi ad aggiungere i “guadagni” derivati dalla presenza nelle varie Commissioni o da incarichi vari, capirete che lo stipendio finale è destinato a crescere ulteriormente. Ma guadagnano solo i singoli politici? Certo che no, i partiti si sono trasformati in delle vere e proprie holding, ma mi riservo di affrontare questo argomento in un altro post.

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categoria:i costi della politica
venerdì, 24 febbraio 2006

Ciampi chiede ai magistrati di apparire imparziali. Nelle sue parole non ci sono accuse precise di parzialità rivolte ai magistrati, ma allo stesso tempo questo richiamo fa riflettere. Perché un magistrato deve apparire imparziale? Perché non è sufficiente che lo sia?

La mia impressione è che dietro queste parole si nasconda l’insoddisfazione di Ciampi nei confronti di parte della magistratura.

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venerdì, 24 febbraio 2006

Al programma romanzato dell’Unione, risponde la Cdl con dieci temi specifici.  Tra i punti fermi, l'indicazione dell' ”unico capo della coalizione nella persona dell'attuale presidente del Consiglio, Berlusconi”, e alcune misure economiche anticipate in serata dal ministro Tremonti: il rinnovo della legge che detassa gli utili reinvestiti, la portabilità dei conti bancari (“come si cambia il gestore telefonico”), e il pagamento dell'Iva non con l'emissione della fattura, ma “con i soldi in cassa”. Altro punto, annunciato dal premier di fronte alla platea della “consulta dei pensionati”, con cui ha siglato l'accordo elettorale, un intervento cucito su misura per gli “over 70”: una carta d'oro che permetterà di non pagare il canone Rai, di andare gratis al cinema, ai musei, agli stadi, sui treni, e di ottenere un “bonus” per il mantenimento del cane. Confermato l'aumento delle pensioni minime a “800 euro in uno o due anni”. Insomma al romanzo dell’Unione rispondono con i numeri e cifre ben precise. Ma qualcuno fa notare che Il grande assente nel programma è il referendum costituzionale e allo stupore di molti, l'Udc ribadisce che la battaglia per il “sì” non può essere inserita nel patto di governo, semmai, “ci sarà un impegno politico” dopo le elezioni. Ma Berlusconi non si limita solo a stilare il programma, discute anche degli intrecci, secondo lui evidenti, tra  magistratura, sinistra e coop. Un vero e proprio conflitto d’interesse che si gioca tutto nel centro sinistra ma che tutti fanno finta di non vedere. Una delle maggiori piaghe delle cooperative di servizi, è l’esiguo stipendio previsto per gli addetti, circa 6 Euro l’ora, una vera e propria vergogna, e maliziosamente qualcuno del centro-destra si lascia sfuggire che i risparmi servono a “foraggiare” le campagne elettorali dei DS.  Ma a tener banco c’è anche il confronto televisivo, che il Professore sembra sempre di più intenzionato a non sostenere, nascondendosi  dietro a richieste a dir poco ridicole, come ad esempio quella del confronto con tutti i leader del centro destra, la richiesta di  Fede come moderatore e altre amenità del genere. Da cittadino, spero che il confronto ci sia, vorrei capire in questi anni chi ha avuto ragione e chi torto, speriamo che Prodi si armi di forza e coraggio e si presenti in uno studio televisivo senza fare richieste strane, che lasciano il tempo che trovano, come quella di regolare la temperatura climatica dello studio…

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categoria:politica, partiti, tv politica, partitocrazia
giovedì, 23 febbraio 2006

Dopo la “cretinata” del Ministro Calderoli, sembrava che all’interno della Casa delle Libertà fosse tornato il sereno. Ma è bastato che si parlasse di programma elettorale che sono emerse le solite frizioni tra la Lega e l’Udc. La diatriba è emersa quando i “lumbard” hanno chiesto che fosse scritto, sul programma, l’impegno di tutte le anime del centro-destra a sostegno del referendum pro devoluzione. Impegno che i centristi non vogliono prendere anzi, per certi versi fanno capire che forse lasceranno liberi gli elettori di votare secondo coscienza. Ad avvelenare ulteriormente il clima ci ha pensato l’abile statista e lucido tessitore di strategie politiche certo Francesco Speroni, che con una “rasoiata” ha attaccato senza mezzi termici gli amici della coalizione: “Essendo i soliti infidi democristiani c'è da aspettarsi anche questa incoerenza”. E a complicare le cose un'intervista del ministro Maroni in cui dice chiaramente che la Lega prenderà più voti dell'Udc. Affermazione che mandato su tutte le furie, i centristi della maggioranza. Non si è fatta attendere la replica del segretario Cesa: “Consigliamo a Maroni di non avventurarsi in improbabili sfide elettorali con l'Udc”. Ma a tirare su i leghisti, nell’accordo di coalizione, ci sono una serie di punti da sempre caldeggiati dal carroccio: il federalismo fiscale e un “esplicito” riferimento alla lotta a ogni forma di fondamentalismo.  Ma come ho già detto per i leghisti la devolution rimane il principale obiettivo, quali scenari si potrebbero prospettare qualora vi fosse un possibile raffreddamento da parte degli alleati del centro-destra? In un altro post intitolato “uno scenario da vomito” ipotizzavo un probabile accordo con i DS, sarà mai possibile? Cerchiamo di analizzare cosa potrebbe stimolare l’accordo: da spartire c’è una torta che fa gola ad entrambi i partiti, per i leghisti la devoluzione, per D’Alema la poltrona del Presidente della Repubblica. Argomentazioni interessanti che sicuramente non esiteranno a mettere assieme il diavolo e l’acqua santa. Il baffetto D’Alema in passato ha dato abile dimostrazione che quando vuole ottenere qualcosa è disposto a tutto, anche a sconfessare il suo credo (vedi ribaltone n.d.r.).

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categoria:politica, riforme, coerenza
giovedì, 23 febbraio 2006

Manifesti e slogan elettorali di quest’ultima campagna elettorale, sanno di ridicolo e non possono che nauseare. Fatico a capire quale sia l’intento dei nostri politici, forse sono solo privi di argomenti concreti, ma visto che sono anch’io un elettore mi sento preso in giro. Non intendo analizzare manifesti e slogan a fondo, scusatemi ma non ci riesco, voglio solo esprimere il mio disappunto. Non sto seguendo molto la campagna elettorale e probabilmente non lo farò neanche nelle ultime battute, perché di balle ne ho sentite già a sufficenza. A sentirli parlare i nostri politici sono tutti bravi, bravissimi e in grado di cambiare il mondo, ma una volta eletti noi tutti siamo alle prese con i soliti problemi. L’unica certezza è che in palio nella competizione elettorale ci sono tanti soldini e molti privilegi. Forse è quest’ultimo il primo dei problemi.

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categoria:elezioni
domenica, 19 febbraio 2006
Sono giorni molto duri per l’Unione, contestazioni e critiche arrivano, non solo dagli avversari, ma dagli stessi alleati.  Prodi per limitare i danni si ritrova ad avere in una mano l’ago, e nell’altra le pezze per cercare di rattoppare i piccoli strappi che ogni giorno si manifestano. A dargli i primi problemi sono stati i sostenitori dei PACS, con un sit-in a Roma, di fronte alla sede dell'Unione in piazza Santi Apostoli, e una protesta a Bologna, mentre Romano Prodi lanciava la campagna dell'Unione. Il popolo gay protesta così alla posizione assunta dal centrosinistra sui Pacs. Al sit-in di Roma presenti anche alcuni parlamentari, tra cui Daniele Capezzone della Rosa nel Pugno, Elettra Deiana del Prc e Franco Grillini dei Ds. La richiesta, formulata dal presidente di Arcigay Lo Giudice, è di «modificare l'istituzione del programma, che non è una risposta accettabile alle istanze dei cittadini omosessuali italiani. Chiediamo l'istituzione delle unioni civili». Altra gatta da pelare gli è arrivata dalla manifestazione promossa dagli alleati del Partito dei Comunisti Italiani e da un “cartello” di movimenti ed associazioni di sinistra, lo slogan era “Palestina libera, Iraq libero”. Al termine della manifestazione a pochi passi da Piazza Venezia, una decina di persone in coda al corteo, ai piedi del Milite ignoto, ha bruciato bandiere degli Stati Uniti e dello Stato di Israele, accendendo contemporaneamente fumogeni colorati al grido di «Intifada ora e sempre» e quindi «L'Italia dall'Iraq se ne deve andare via, 10 100 1000 Nassiriya». Alcuni mentre gridavano avevano il volto coperto dalle kefiah, e un grande striscione: «Dalla Palestina all'Iraq con le masse arabe che resistono». Ad aprire il corteo lo striscione «Palestina libera. Stato palestinese indipendente subito», sorretto dal segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, dal collega di partito Marco Rizzo, dal verde Marco Bulgarelli, dal trozkista Marco Ferrando, e per alcuni minuti anche dal verde Paolo Cento e da Bruno Steri, membro della direzione del Prc. «Per ora siamo sicuramente in pochi - ha detto Diliberto - ma la responsabilità è di coloro che hanno disertato la manifestazione». E il dissidente Ferrando ha sottolineato che «l'assenza dal corteo del Prc è profondamente negativa». Fermento, dunque, a sinistra, il povero Prodi ogni giorno sorride sempre meno, la sintesi che più volte abbiamo descritta come difficile, più ci avviciniamo alle elezioni e più appare “impossibile”. Riuscirà il nostro prode Prodi ad arrivare con i ranghi serrati almeno alle elezioni? Boohh… direbbe la conduttrice di Striscia la Notizia Michelle Unzicher.
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sabato, 18 febbraio 2006

La sinistra, da sempre, ci ha abituati ad un continuo fermento che ha visto sin dai tempi del vecchio partito comunista una serie infinita di scissioni. Sono nati i socialisti dissidenti, poi i DS, poi i Comunisti Italiani e ancora Rifondazione Comunista, per focalizzare solo la storia più recente. Queste scissioni hanno visto  Una grande fetta di elettorato di sinistra, staccarsi e avvicinarsi verso posizioni più moderate, al punto da diventare forza di governo, vedi i socialisti di Craxi. Il partito di Bertinotti sembra aver intrapreso la stessa strada: lasciare quelle posizioni più estreme per sedersi assieme ai compagni o presunti tali dei DS e dei  CI. Questo allontanamento delle posizioni più radicali, ogni volta lascia una coda di delusi che sommati ai disobbedienti, no global, no tav, no ponte e altre frange più estreme raggiungerebbero, forse, quel 2% utile per superare lo sbarramento della quota proporzionale. Chi lo raccoglierà qualora RC abbandoni quelle posizioni? Attualmente non c’è un’altra forza estrema in grado di accaparrarsi quei consensi, ma c’è il solito fermento che non si è mai chetato. Le improvvide dichiarazioni di Ferrando, peraltro si è solo focalizzato l’aspetto che riguarda l’attentato ai militari italiani, tralasciando a mio modo di vedere la parte più cruenta che parla di non riconoscere lo stato israeliano, sembrano voler dare un segnale a quelle forze che non hanno più un interlocutore politico o semplicemente non si rispecchiano più in RC.  Forse dobbiamo abituarci all’idea di un nuovo partito di estrema sinistra che nascerà sotto la guida di Ferrando? Può darsi, i segnali lo lasciano intuire, intanto quelle idee e quelle forze, continuano a rimanere all’interno dell’Unione, mescolati con i più moderati della margherita, dei socialisti e della parte più moderata dei DS, ma  se ci sarà la scissione, per come credo, avremo modo di conoscere i loro nomi e le loro facce e scopriremo che la grande coalizione li aveva tenuti nel suo grembo.

venerdì, 17 febbraio 2006

La Repubblica delle banane o la faziosità dei magistrati? Un interrogativo che difficilmente troverà una risposta, senza che vengono tirate in ballo le idee politiche. Berlusconi da sempre ha portato avanti una battaglia personale, sostenendo che la magistratura è schierata con i suoi avversari politici. Anche se vogliamo schierarci dalla parte dei magistrati, ci sono dei precedenti che in un certo senso ce lo impediscono, la divisione del potere politico da quello dei magistrati non è poi così netta.  La lista di ex giudici legati alla sinistra è lunga, i casi che hanno destato maggiore clamore toccano Di Pietro, adesso il Prefetto Ferrante e il Capo di quella procura che ha in un certo senso perseguitato il Premier. Tutta l’Italia ricorda ancora quando gli  recapitarono l’avviso di garanzia a Napoli mentre si discuteva di legalità con i ministri europei, episodio che allora contribuì a gettare fango sul buon nome del Paese. L’elenco, dicevamo, è lungo e ultimamente si è aggiunto l’ex Procuratore di Milano, D’Ambrosio, gettando definitivamente la maschera e confermando quando si diceva sul suo conto: è schierato politicamente a  sinistra! Oggi un “epurato”  della politica ha deciso di ritornare ad indossare la toga, Giuseppe Ayala, ex magistrato e deputato DS. Decisione presa nonostante l’invito del vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Virginio Rognoni, che meno di due settimane fa aveva sollecitato le toghe imprestate alla politica a non tornare sui loro passi.  Da questi episodi si capisce che il filo rosso che unisce la magistratura alla sinistra c’è a prescindere dagli attacchi di Berlusconi. Sono fermamente convinto, e forse c’è bisogno di una legge apposita, che il magistrato che decide di intraprendere la carriera politica deve chiudere definitivamente con quella in magistratura, uno Stato serio non può e non deve permettersi un tale conflitto d’interessi.

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categoria:politica, magistrati
giovedì, 16 febbraio 2006

“In fondo in fondo siamo tutti democristiani” frase celebre del filosofo Massimo Cacciari, come dargli torto, in Italia per sedersi tra i banchi del governo devi essere un moderato, non c’è spazio per le ali destre e sinistre. I due partiti che hanno occupato quella posizione politica, Rifondazione Comunista e alleanza Nazionale, nel tempo hanno preso le distanze con le ali che li tenevano arroccate nelle posizioni estreme. Ha iniziato con fermezza Fini con il Congresso di Fiuggi, dove il Movimento Sociale è stato traghettato nelle posizioni più moderate di Alleanza Nazionale, da allora l’allontanamento dalla destra è stato lento ma costante e a volte con qualche brusca accelerazione. La visita a Israele ha fatto sì che le ali estreme del partito si staccassero definitivamente e si allontanassero. Lo stesso sta facendo Bertinotti, anche se sta usando molta più cautela del più giovane Fini, ma anche lui con fatica sta cercando di  allontanare dal partito le posizioni più estreme. Un piccolo strappo dopo l'altro, ha preso le distanze dalla linea pacifista e no-global più oltranzista del suo partito, e si è attestato su posizioni più sfumate, fino alla condanna della violenza «senza se e senza ma», che toglie legittimità ad alcune azioni no-global (come l'esproprio proletario di un paio di anni fa). Passi che avvicinano RC ai banchi del governo o quanto meno lo scopo è quello. Ma il colpo di scena inaspettato è arrivato con l’introduzione della nuova legge proporzionale, che per superare lo sbarramento del 2% impone ai piccoli partiti di cercare alleanze, questo gli impone di abbandonare le posizioni più estreme. AN in questi giorni sta mantenendo un comportamento coerente, tenendo a debita distanza le avances fatte da Alternativa Sociale della Mussolini e il nuovo MSI di Gaetano Soya;accordi caldeggiati da Berlusconi,   mentre Bertinotti, ingloba in RC il no-global Caruso e non espelle Marco Ferrando per le sue affermazioni scellerate sull'attentato ai militari italiani. Ma il segretario di RC, all’importante capo corrente trotzkijsta,  gli fa perdere il posto come capolista nel Lazio. Grandi passi, dunque, verso la moderazione come dire: Cacciari in fondo in fondo aveva proprio ragione.

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categoria:politica
mercoledì, 15 febbraio 2006


Con le elezioni alle porte, voglio riassumere in cinque semplici punti quello che, secondo me, dovrebbe fare in materia scolastica il futuro governo:

  • Una profonda revisione, ovviamente in alternativa all’auspicabile abrogazione,della legge 53, che cancelli l’impianto retrogrado, antistorico, inefficiente e classista della cosiddetta Riforma Moratti.

  • Eliminazione della rigida separazione e della scelta in età troppo precoce tra istruzione liceale e formazione professionale. Eliminazione delle radicali differenziazioni tra la cultura del “Sapere” e quella del “ Saper Fare”, che devono integrarsi e armonizzarsi. No ad uno studio solo teorico, ma anche a un semplice addestramento di “Automi” senza cultura di base.
  • Rafforzamento e valorizzazione dell’Istruzione Tecnica, da realizzarsi anche con sostanziosi finanziamenti per l’attrezzatura dei laboratori negli istituti tecnici.
  • All’interno dell’Istruzione Tecnica, potenziamento delle attività di laboratorio, di sperimentazione e applicazione delle conoscenze, che devono essere estese a quanto più discipline possibile.  Del resto, come afferma il Prof. Chiesa, anche una versione del latino non è essa stessa un “laboratorio” in quanto applicazione delle conoscenze acquisite? A maggior ragione questo concetto va applicato alle materie tecnico scientifiche. In quest’ambito si colloca la rivalutazione degli insegnanti tecnico pratici e delle attività di laboratorio.
  • Riqualificazione del ruolo e dello status giuridico ed economico del corpo insegnante, umiliato da condizioni lavorative e trattamenti economici inadeguati e indecorosi per un Paese economicamente sviluppato come il nostro. Tra le necessità più immediate, oltre all’adeguamento degli stipendi alla media europea, la definizione di orari e condizioni di lavoro più chiare e decorose, maggiore autonomia decisionale, riduzione delle incombenze derivanti da una burocrazia farraginosa, che necessita di radicali semplificazioni.
postato da: LiborioButera alle ore 17:34 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, scuola