Tutti sanno che Benedetto Croce, insieme a Giovanni Gentile, è il massimo rappresentante italiano dell' Idealismo. Indiscusso re della filosofia italiana del primo 900, aveva sostituito alla "dittatura" positivista quella dell'idealismo: all'insegna di totalizzanti certezze e di una Ragione raramente sfiorata dall'ombra del dubbio, dominato dal razionalismo hegeliano, il neo-idealismo crocian-gentiliano concepiva la storia del mondo come una tragicommedia che lo Spirito Assoluto, perenne e unico attore, recita di continuo davanti a se stesso, con l'esclusione dei comprimari, cioè degli individui. Per tale ragione la sua filosofia è nota con il nome di Storicismo Assoluto. Cosa comporta questo? Se "tutto è Idea", se la sola realtà è lo Spirito ( la natura e il mondo non esistono se non come apparenza o manifestazione deformata dello Spirito) e la sola manifestazione dello Spirito è la Storia, allora la sola Libertà vera è quella dello Spirito. Scriveva infatti Croce: (la libertà) "sopravvive anche nelle galere e sul patibolo: il sistema politico più opprimente non può impedire all'uomo di pensare, non può impedire la libertà del suo pensiero. In qualunque condizione si sia, e qualunque azione si faccia, la decisione e la responsabilità sono soltanto nostre..". Nella concezione crociana dunque, la libertà di pensiero non può essere né conculcata né distrutta: esiste tout court e, quando apparentemente scompare, risorge più forte dalle proprie ceneri; essa è "dimostrata" dalla Storia indipendentemente dagli individui. In quest'ottica pertanto, le Idee sono eterne, ed eterna è l'Idea di libertà del pensiero : si può sopprimere l'uomo portatore di quell'idea ma non l'idea stessa , che sopravvive per sempre in quanto creazione dello Spirito universale. Se accettiamo questo principio generale, frutto tra l'altro di una visione del mondo che riassumeva in sé gli ideali, le aspirazioni, le speranze della cultura europea tra il XIX e il XX secolo, sembra ancor di più oggi impensabile per l'uomo europeo cancellare le idee di altri uomini, quando inconciliabili con le proprie: posso sopprimere l'individuo islamico, ma non posso annientare l'idea sulla quale si fonda il suo pensiero; posso esportare con la forza l'idea di Libertà, ma essa non sarà mai il prodotto spirituale di quell'uomo, la sua parte integrante e dinamica, quella forza che muoverà il suo pensiero. Per quanto l'uomo si affanni nell'applicatio della "sua" libertà limitata affinchè essa si realizzi nel mondo, a quell'uomo, l'idealista Croce ricorda, con l'audace spregiudicatezza di scritti superbi, con la fede nella civiltà e la speranza in un Progresso inevitabile, che egli è del tutto indifferente allo Spirito assoluto e alla Sua Libertà divinamente creatrice: quest'ultimo è il solo Soggetto della Storia, infinito e universale, e ad esso sono dovute le opere che costituiscono il tessuto della Storia.























