mercoledì, 31 maggio 2006

Tutti sanno che  Benedetto Croce, insieme a Giovanni Gentile, è il massimo rappresentante italiano dell' Idealismo. Indiscusso re della filosofia italiana del primo  900, aveva sostituito alla "dittatura" positivista  quella dell'idealismo: all'insegna di totalizzanti certezze e di una Ragione raramente sfiorata dall'ombra del dubbio, dominato dal razionalismo hegeliano, il neo-idealismo crocian-gentiliano concepiva la storia del mondo come una tragicommedia che lo Spirito Assoluto, perenne e unico attore, recita di continuo davanti a se stesso, con l'esclusione dei comprimari, cioè degli individui.  Per tale ragione la sua filosofia è nota con il nome di Storicismo Assoluto. Cosa comporta questo? Se  "tutto è Idea",  se  la sola realtà è lo Spirito ( la natura e il mondo non esistono se non come apparenza o manifestazione deformata dello Spirito)   e la sola manifestazione dello Spirito è la Storia,  allora la sola Libertà vera è quella  dello Spirito.  Scriveva  infatti Croce:  (la libertà) "sopravvive anche nelle galere e sul patibolo: il sistema politico più opprimente non può impedire all'uomo di pensare, non può impedire la libertà del suo pensiero. In qualunque condizione si sia, e qualunque azione si faccia, la decisione e la responsabilità sono soltanto nostre..". Nella concezione crociana dunque,  la  libertà di pensiero  non può essere né conculcata né distrutta: esiste tout court e, quando apparentemente scompare, risorge più forte dalle proprie ceneri; essa è "dimostrata" dalla Storia indipendentemente dagli individui. In quest'ottica pertanto, le Idee sono eterne, ed eterna è l'Idea di libertà del pensiero : si può sopprimere l'uomo  portatore di quell'idea  ma non l'idea stessa , che sopravvive per sempre in quanto creazione dello Spirito universale. Se accettiamo questo principio generale, frutto tra l'altro di una visione del mondo che riassumeva in sé gli ideali, le aspirazioni, le speranze della cultura europea tra il XIX e il XX secolo, sembra ancor di più oggi   impensabile per l'uomo europeo  cancellare le  idee  di altri uomini, quando  inconciliabili con le proprie: posso sopprimere l'individuo islamico, ma non posso annientare  l'idea sulla quale si fonda il suo pensiero; posso esportare con la forza l'idea di  Libertà, ma essa non  sarà mai il prodotto spirituale di quell'uomo,  la sua parte integrante e dinamica, quella forza che muoverà il suo pensiero.  Per quanto l'uomo si affanni nell'applicatio   della "sua"  libertà limitata affinchè essa si realizzi nel mondo, a quell'uomo,  l'idealista  Croce  ricorda, con  l'audace spregiudicatezza  di scritti superbi, con la  fede nella civiltà e la speranza in un  Progresso inevitabile, che egli è del tutto indifferente allo Spirito assoluto e alla Sua Libertà divinamente creatrice: quest'ultimo è   il solo Soggetto  della  Storia, infinito e universale, e ad  esso sono dovute le opere che costituiscono il tessuto della Storia.

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categoria:politica, filosofia
lunedì, 29 maggio 2006

Ormai è terminato lo spoglio in Sicilia, è ufficiale: il vincitore è Totò Cuffaro, per consultare  i risultati definitivi, basta cliccare su questo [link]. Sicuramente a questa vittoria saranno date diverse interpretazioni, io gliene voglio dare una in più: se la consideriamo un referendum a favore o contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto, possiamo affermare che la Sicilia, a maggioranza, si è espressa favorevole alla realizzazione della struttura. Il governo centrale non potrà non tenerne conto; anche se probabilmente nei prossimi cinque anni di opere ne realizzeranno ben poche, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’economia Padoa Schioppa.  E pensare che credevamo che il Ministero delle infrastrutture fosse uno di quelli dotato di un bel portafoglio pieno di soldi, evidentemente c’eravamo sbagliati. Il capo del Dicastero, Di Pietro, più che  inaugurare i cantieri probabilmente baderà alla loro chiusura.

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categoria:finanza, elezioni, governi
lunedì, 29 maggio 2006

La Sicilia, nonostante la candidatura di Musumeci, sembra riconfermare alla presidenza della Regione Salvatore Cuffaro. Se questo risultato sarà confermato, assisteremo sicuramente ai commenti dei vari esponenti del centro-sinistra: “La Sicilia non ha voluto cambiare!” sarà questo il motivo ricorrente, che contribuirà a mortificare ancora una volta i siciliani. Gli isolani da questo governo si aspettavano un segnale forte, almeno un ministro siciliano di sinistra, che finalmente poteva dimostrare con i fatti, e non solo con le parole, la volontà di un rilancio dell’Isola. Questo non è avvenuto, allora cari politicanti, risparmiateci il vostro qualunquismo e dimostrate finalmente che avete a cuore le sorti della Sicilia, evitateci le solite banalità e cercate finalmente di sostenere una politica seria di rilancio dell’Isola e del meridione d’Italia. Se lo farete, i siciliani, così come il resto del sud, vi premieranno con il loro voto, ma se vi limiterete solo alle belle parole ogni volta sarete vi relegheranno all’opposizione.

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categoria:politica, elezioni, partiti, partitocrazia
lunedì, 29 maggio 2006

Cari amici frequentatori del blog, tenendo conto della magra figura fatta da NEXUS in occasione delle politiche, vi pubblico le prime proiezioni rese note  dall'ANSA.
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categoria:politica, elezioni
sabato, 27 maggio 2006

Domani si vota per le elezioni amministrative: 20.000 elettori si recheranno alle urne per scegliere gli amministratori locali. Ricordo che si potrà votare dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì, ma attenzione: in Sicilia si vota solo la domenica. Strana la scelta isolana di tenere le urne aperte solo nella giornata festiva, peraltro questa decisione rischia di creare una certa confusione negli stessi elettori, i quali informati dalle reti nazionali rischiano di saltare l’importante appuntamento con il voto credendo di poter votare anche di lunedì. Ma la riflessione politica inevitabilmente cadrà sul risultato finale. Mi chiedo: se in qualche maniera possa avere una ripercussione sul governo. Prodi ha già messo le mani avanti dicendo che, non avendo ancora governato, non ci potrà essere nessun giudizio, e fin qui mi trova d’accordo, ma sulla composizione del governo, sulla scelta degli uomini e sulla lotta intestina che ha visto coinvolti i partiti per accaparrarsi la poltrona, gli elettori si potranno esprimere, condannando questi comportamenti oppure premiandoli. Ricordo che i risultati elettorali, storicamente hanno sempre influenzato gli equilibri politici; sono convinto  che accadrà anche in questo caso

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categoria:politica, elezioni, partiti
giovedì, 25 maggio 2006

No, Giovanni Consorte, non vuole essere l’unico a pagare, specie dopo aver garantito importanti guadagni a esponenti politici della sinistra italiana e al sistema cooperativistico rosso. Il finanziere si sente “scaricato” da chi fino a qualche tempo prima lo descriveva come il nuovo “Cuccia” della finanza italiana, usato e abbandonato. Ma lui non ci sta, e dopo essersi ripreso, ha deciso di contrattaccare, ha preparato un memoriale di 460 pagine, che contiene nomi importanti e che sta facendo tremare gli ambienti politici della sinistra italiana. Molti nomi, come cita il Corriere della Sera, riguardano i suoi nemici, vale a dire quei personaggi  che prima lo osannavano e poi  lo hanno attaccato al punto da comprometterne la stessa salute. Tra i tanti il Corriere riporta: il presidente Bnl Luigi Abete, poi Diego Della Valle, e ancora il leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo e quello della Cgil Guglielmo Epifani, e poi Vittorio Ripa di Meana e gli esponenti del centrosinistra che non lesinarono critiche, come Francesco Rutelli e Franco Bassanini. E viene chiamato in causa perfino il direttore del «Corriere», Paolo Mieli. Ci attendono giorni di clamorose sorprese. Intanto c’è già qualcuno che inizia a preoccuparsi forse perché gli scheletri negli armadi li ha veramente.

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categoria:politica, finanza, partiti, politica e interessi economici
mercoledì, 24 maggio 2006

“La vera storia del Ponte sullo Stretto”, così potremmo titolare un romanzo magari da rileggere tra una cinquantina d’anni, quando il mondo sarà dotato di moderne infrastrutture e la Sicilia privata anche da quelle essenziali. Già alla fine degli anni sessanta, si discuteva della realizzazione dell’infrastruttura, fu creata la società “Stretto di Messina”, grazie ad una legge del Parlamento, nel 1971. All’inizio era composta da: Fintecna, le Regione Sicilia e Calabria, l'Anas e le Ferrovie. Queste sono date importanti per collocare nel tempo la nascita dell’idea e del successivo progetto.

Dunque l’idea e il progetto nascono con Aldo Moro, che intuì l’importanza della struttura e badò a gettare le basi per realizzarla. Ma solo dopo un appropriato e meticoloso studio il Consiglio superiore dei lavori pubblici decreto (1997) che la struttura era “tecnicamente fattibile”. Nel frattempo un elemento della società “Stretto di Messina” non passò indenne dai periodi bui che segnarono il nostro Paese, infatti, dopo lo scioglimento dell’IRI, la Fintecnica in bilancio aveva tre miliardi, uno venne congelato per eventuali debiti e per gli altri due si espresse la Comunità europea che invitò il governo italiano ad utilizzarli per alleviare il debito pubblico. In questo scenario entra in gioco Berlusconi che convinse Bruxelles a destinare quella somma ad una grande opera a favore del Sud, e quest'opera venne individuata nel Ponte per un semplice motivo: la vita del Ponte è prevista in due secoli, il 60 per cento della somma la metterebbero i privati in cambio dei pedaggi.

E siccome il Ponte dopo 30 o 50 anni tornerà allo Stato, che potrà riaffittarlo per altri 150 anni, ecco che l'Italia non solo rientrerà dei due miliardi di euro, ma ce ne guadagnerà tanti altri. La Comunità europea se ne convinse e dette lo sta bene per vincolare quei due miliardi alla realizzazione del Ponte, un'opera in cui ci si guadagna e non si perde nulla. L’idea di costruire il Ponte non parte da Berlusconi, ma arriva da molto lontano, mentre la bocciatura da parte dell’Unione avviene perché fu proprio l’ex Presidente del Consiglio ad insistere affinché fosse realizzata. Dunque in un primo momento sembrerebbe una scelta politica “contro”, ma in realtà forse nasconde dell’altro: i due miliardi di euro della società “Stretto di Messina” prenderanno il volo, magari a favore della Tav in Val di Susa che la sinistra vuol fare tentando di convincere i contrarissimi valligiani (regalando infrastrutture compensative) che è necessario collegarsi con la Francia e il “corridoio 5” Lisbona-Kiev. Mentre invece che il Ponte colleghi la Sicilia e i suoi 5 milioni di abitanti con l'Europa non gliene frega niente a nessuno, perché “deserto strutturale “ è, e che resti tale.

In tutto ciò spiace assistere che ci sono certi siciliani che si lasciano coinvolgere dell’emotività politica e che protestino, per partito preso, contro la realizzazione dell’Opera. Appare evidente che dietro si nasconde un preciso progetto e chi protesta in realtà è un inconsapevole attore.
martedì, 23 maggio 2006
Pronti, via, e subito l'amara sorpresa per la Sicilia: il Ponte sullo Stretto non si farà. Sarebbe più logico se il neo ministro dicesse le cose che intende fare invece di quelle che non vuol fare. Evidentemente Bianchi, leader dei "no ponte", "no global", "no pizza","no mortadella" e no tutto, non ha capito che adesso non è più all'opposizione, ma siede tra i banchi del governo. Dovrebbe imparare a proporre invece di negare; evidentemente non è nelle sue corde, ha la forma mentis ormai  tarata solo sul NO ad oltranza. In tutto questo negare, a rimetterci è l'Isola più importante del Mediterraneo, anello di congiunzione con il nord Africa e l’Asia, che si è vista tagliata fuori dalle scelte di Prodi. Nessun ministro isolano è presente nel neo esecutivo e si prospetta un probabile "saccheggio" delle risorse che in passato furono faticosamente raccolte per la realizzazione dell'opera. Sarebbe interessante poter capire la fine che faranno, verso quale nuova destinazione saranno dirottate; certamente gli isolani non potranno più contare su questi finanziamenti. Una penalizzazione tout court come regalo della nuova era Prodi. E dire che, in questi anni, i siciliani hanno lamentato le posizioni della Lega nord, i leghisti erano i nemici da combattere, da annientare; quelli, invece, si erano mostrati favorevoli alla realizzazione del ponte, sostenendo che sarebbe stata una delle maniere per avvicinare l'isola all'Europa. Non vorremmo, vista l'alta percentuale di democristiani presenti nel nuovo governo, che si portasse avanti la politica che negli anni della "balena bianca" aveva danneggiato la Sicilia e i siciliani.
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categoria:politica, economia, estremisti, infrastrutture, politica e interessi economici
lunedì, 22 maggio 2006
Gianni Alemanno è un politico di razza, ha le sue idee, le sue abitudini e ha dimostrato di saper amministrare bene anche un Ministero difficile come quello delle Politiche Agricole e Forestali. Alemanno è un uomo di cultura, cultura di destra, destra sociale. Alemanno lo abbiamo apprezzato e in alcune situazioni anche contestato duramente, abbiamo però sempre riconosciuto il suo valore che è quello di uno dei migliori politici presenti in Italia.
Gianni Alemanno ha intrapreso una sfida molto difficile, che è quella che lo vede contendere a Veltroni, uno degli uomini più forti e quotati della sinistra italiana la carica di sindaco di Roma. Per vincere elezioni di questo tipo se c’è una cosa che non si può rifiutare è l’intervista televisiva, anche quella delle invasioni barbariche. Ecco allora che in alcuni salottini televisivi si consumano interviste dove la politica è forse l’ultimo degli argomenti e si da più peso ad una Croce Celtica che non alla cultura e alla programmazione politica. L’insistenza a cui Alemanno si è dovuto arrendere mostrando il simbolo che porta al collo, dovendosi peraltro sfilare la cravatta è un atto di violenza, perpetrato da chi è privo nel modo più assoluto di argomenti concreti e di anche di buon gusto.
Lasciate stare la politica, i reality sono un’altra cosa.
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categoria:politikamente scorretti
domenica, 21 maggio 2006

Si moltiplicano i partiti comunisti in Italia. Oltre a Rifondazione, Comunisti Italiani e il Partito Marxista Leninista, ora abbiamo anche  “Progetto Comunista” di Marco Ferrando e Franco Grisola che tra un anno dovrebbe dar vita al partito Comunista dei lavoratori.

Ma il comunismo non era un’idea sbagliata?

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categoria:comunismo
domenica, 21 maggio 2006

Stiamo entrando nell’ultima settimana della campagna elettorale per le amministrative e le regionali. In Sicilia si vota per rinnovare l’Assemblea regionale e ovviamente per il governatore dell’Isola. A concorrere sono in tre: Totò Cuffaro (attuale presidente), Rita Borsellino e Nello Musumeci, gli sfidanti. Quest’ultimo già Presidente della Provincia Regionale di Catania, Europarlamentare, e segretario di Alleanza Siciliana. Partito nato dopo la sua uscita da Alleanza Nazionale e che ,come sappiamo, ha contribuito alla sconfitta della Cdl alle scorse politiche. Con i suoi voti e  Berlusconi avrebbe avuto la maggioranza nel Paese. Per le elezioni siciliane, AS, si ritrova nella stessa identica posizione, i cinsensi che sottrarrà al centro-destra possono essere decisivi per la vittoria di Rita Borsellino e della relativa coalizione di centro-sinistra. La scelta di Musumeci di tenersi fuori dai poli, è coerente con il  progetto politico di Alleanza Siciliana, poiché non ha nulla a che spartire (questa è la filosofia del partito) con la gestione partitocratrica della politica italiana. L’Europarlamentare in effetti anche quando militava in AN aveva assunto posizioni in contrasto con la dirigenza del partito, mettendosi più volte di “traverso” per impedire la sopraffazione delle idee e dei progetti espressi dal territorio. E’ convinto che la politica di centro-destra e di centro-sinistra sono due facce della stessa medaglia, al punto che non si aspetta nulla di nuovo per l’Isola. Infatti, non è affatto tenero con il nuovo governo, ma non risparmia neanche l’operato del precedente: "Ieri con il governo Berlusconi quattro ministri e per la Sicilia non è cambiato niente . Oggi con il governo Prodi nessun ministro siciliano e per la Sicilia non cambierà niente. È il solito teatrino della politica". Afferma il candidato a governatore della Sicilia di Alleanza siciliana, Nello Musumeci, sottolineando come "davvero questo governo del centrosinistra comincia con il piede sbagliato". "Basti pensare - osserva l' eurodeputato - al no chiaro e tondo al Ponte sullo Stretto che costituisce un' offesa per noi siciliani, specie se si pensa all'assicurazione data da Rutelli che quando venne nell' Isola disse 'fisseremo anche il giorno dell' inaugurazione". Secondo il leader di Alleanza siciliana "la verità è che Ponte si o Ponte no diventa soltanto un alibi. Io credo che sarebbe il caso pensare al Ponte e alle strutture integrate, ma sarebbe altrettanto utile - conclude Musumeci - ascoltare i siciliani per sapere finalmente cosa ne pensano loro di questa grande opera".

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categoria:politica, isole, elezioni, infrastrutture, partitocrazia
sabato, 20 maggio 2006

Di Pietro aveva minacciato di non votare la fiducia al governo Prodi. Governo  dove peraltro lui stesso ha un posto da ministro. La minaccia era scaturita dopo la mancata istituzione del ministero per gli italiani nel mondo, destinato sulla carta a Leoluca Orlando. Chissà poi per quali motivi si sono scordati di questi nostri connazionali; e pensare che sono stati proprio loro a garantire all’Unione la maggioranza al Senato consentendo la  nascita del governo Prodi e, salvo imprevisti, di  governare. Evidentemente il Professore bolognese se ne è scordato, era distratto da altro, forse dalla conta degli uomini del suo governo: 99 tra ministri e sottosegretari. Probabilmente non si aspettava di creare una banda così numerosa e all’ultimo momento ha cercato di darsi un freno dimenticandosi (?) appunto dei nostri connazionali. Dunque il governo che ha incassato la fiducia ieri è uno dei più numerosi della storia della Repubblica.  Il record però lo detiene ancora Andreotti con 101 membri, ma dopo l’accordo con Di Pietro, probabilmente sarà destinato ad eguagliare, se non a battere, proprio il “Re” della prima repubblica.

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categoria:politica, governi
venerdì, 19 maggio 2006

Il governo Prodi nasce lacerato. Nonostante la moltiplicazione di alcune poltrone, continua a serpeggiare il malumore all’interno dei partiti di maggioranza. L’Italia dei Valori di Di Pietro ha minacciato di non votare la fiducia al neo esecutivo. La mancata istituzione del ministero per gli italiani all’estero e la conseguente mancata assegnazione a Leoluca Orlando, si sta dimostrando un motivo fondato di divisione. Vista la spregiudicatezza nello scorporare i ministeri e di moltiplicare le poltrone, non si capisce per quale motivo Prodi si rifiuta di istituire il Dicastero dedicato proprio quegli emigrati che, come sappiamo, gli hanno garantito la maggioranza al Senato. Se il gruppo di Di Pietro non vota la fiducia al Professore al Senato verrebbe abbondantemente battuto. Un governo dunque zoppo, e come ho già avuto modo di dire,  ostaggio di questo e di quell’altro piccolo gruppo. Sono convinto che alla fine l’Italia dei Valori avrà il suo ministero e Orlando sarà ministro, e fino a quando un altro partitino non si sveglierà con la luna storta, Prodi sarà convinto di avere la maggioranza.

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categoria:politica, partiti
giovedì, 18 maggio 2006

Scorrendo la lista dei ministri, mi aspettavo di trovarne almeno uno, siciliano. Dalle voci di corridoio si parlava di Leoluca Orlando al ministero per gli  italiani all’estero, ma alla presentazione dei ministri, non c’era ombra né di Orlando ne tanto meno di nessun altra personalità isolana. E pensare che il precedente governo aveva affidato a quattro siciliani la guida di altrettanti dicasteri con alcuni di prestigio (Martino, Miccichè, La Loggia, Prestigiacomo). Sarà mica che Prodi abbia voluto vendicarsi perché l’Isola è di centro-destra? A questo punto i dubbi sono legittimi: il Professore dietro a quell’aria paterna e all’atteggiamento del “volemose bene” in realtà nasconde un’indole vendicativa, ma poco lungimirante. Se voleva fare uno sgambetto a Rita Borsellino, beh, in questa maniera c’è riuscito. La candidata alla presidenza della Regione Siciliana non potrà certo vantarsi dell’aiuto ricevuto da Prodi; anzi, in questo momento sarà proprio l’avversario Cuffaro a fregarsi le mani per “l’appoggio” inatteso, ricevuto proprio dalla controparte. Evidentemente all’Unione non interessa governare l’Isola. Per la Regione Piemonte, che ha visto la stessa sconfitta, si è registrato un trattamento diverso, può vantare della presenza di cinque ministri, con un risultato finale di 5-0. Ma le brutte sorprese per i siciliani non finiscono qui. Il neo ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, in quota dilibertiana e trombato alle recenti elezioni, ha dichiarato: “il Ponte di Messina è l'opera più inutile e dannosa progettata negli ultimi cento anni”, svelando così le sue intenzioni circa la realizzazione dell’opera. Ci piacerebbe sapere verso quali lidi il prof. Bianchi e il prof. Prodi dirotteranno quella parte di finanziamenti europei e i soldi attualmente nelle casse della Società dello Stretto. Non dimentichiamo che proprio il neo ministro era a capo del movimento “NO Ponte”; questo per capire i margini di trattativa che avranno i favorevoli alla struttura. Dopo questa “batosta” la Sicilia o meglio i deputati siciliani dell’Unione (Enzo Bianco, Anna Finocchiaro, Salvatore Cardinale, Ferdinando Latteri), riusciranno a mobilitarsi in favore dell’Isola? Oggi Berlusconi non c’è più. Il tempo di protestare contro il Cavaliere è finito, è l’ora di Prodi e dalle premesse, mi sa, che ci sarà molto da protestare.

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categoria:politica, isole, elezioni, partiti, epurazioni
mercoledì, 17 maggio 2006

Com’era prevedibile, il Presidente della Repubblica ha incaricato Prodi di formare il nuovo esecutivo. Il nuovo presidente del Consiglio ha avuto molto tempo a disposizione per individuare i nuovi ministri e i relativi sottosegretari, ma non è stato lo stesso facile. Per accontentare tutti è dovuto ricorrere alla moltiplicazione delle poltrone, scorporando qualche ministero (Miur) creando così una banda di nuovi sottosegretari ed impiegati che andrà a gravare sulle spalle dei contribuenti. Faceva così la vecchia DC, ma erroneamente abbiamo pensato che quel metodo fosse stato superato. Tuttavia, e nonostante gli sforzi, bisogna registrare i malcontenti dei partitini che fanno parte dell’Unione. Da sempre i leader di questi soggetti politici hanno rivendicato più visibilità, Mastella in testa, ma seguono a ruota il partito della Rosa nel Pugno e i Comunisti Italiani.  Addirittura in più occasioni hanno minacciato l’appoggio esterno al governo. Dimostrando che la lotta per le poltrone è stata accesissima al punto da minare la stessa maggioranza. Dunque assistiamo alla nascita di un governo ostaggio degli umori dei cespugli? Forse. Prodi pensa che il partito unico riuscirà a calamitare queste posizioni? Può darsi. Noi da italiani speriamo il meglio per il Paese, ma con queste premesse non siamo sicuri che riusciranno a garantircelo.

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categoria:politica, partiti, governi