La stampa nazionale ha assunto da tempo un atteggiamento omertoso circa le richieste del popolo siciliano e calabrese, che da decenni invocano la realizzazione delle infrastrutture nelle rispettive regioni a denunciarlo è Raffaele Lombardo, leader del movimento autonomista siciliano. Secondo l'esponente politico isolano c'è in atto una vera a propria opera di censura verso le iniziative del popolo meridionale soprattutto a proposito della realizzazione del Ponte sullo Stretto: "malgrado l'atteggiamento di omertosa indifferenza della stampa nazionale sulla manifestazione di Roma per il Ponte, le infrastrutture e lo sviluppo del Sud, il popolo siciliano e meridionale farà sentire forte la propria voce contro l'ostilità del governo nazionale di turno".
Questa mattina a Roma manifestano insieme politici e semplici cittadini con la voglia di costruire il Ponte sullo Stretto. La manifestazione si svolge in coincidenza con la riapertura dei lavori del Parlamento, in piazza Colonna davanti Palazzo Chigi. Il leader dell'Mpa è stato molto duro con i media: "A dispetto dei maldestri tentativi di sabotaggio messi in atto per compiacere i nuovi manovratori e dell'imbarazzato silenzio degli organi di stampa nazionale - dice Lombardo - a Roma saremo in tanti per dare voce alla denuncia del colpevole degrado in cui è relegato il Sud Italia. Non s'illudano quanti fino a oggi hanno guardato con razzistica sufficienza a questo appuntamento".
"Si accorgeranno - continua il leader dell'Mpa - che sindaci e amministratori locali, rappresentanti dell'associazionismo di base e delle organizzazioni sindacali, dirigenti e militanti del Movimento per l'autonomia e di altre forze politiche, e soprattutto tanti cittadini che spontaneamente hanno dato la loro adesione, grideranno forte il loro dissenso contro la volontà secessionista del governo nazionale che, rinunciando al Ponte, opera già finanziata e appaltata, di fatto intenderebbe escludere dallo sviluppo per i prossimi decenni un pezzo importante dell'Italia".
"Riflettano bene - ha concluso Raffaele Lombardo - quanti hanno responsabilità di governo e intervenga, se lo ritiene, il Capo dello Stato che costituzionalmente è garante dell' Unità nazionale, rimasta finora soltanto sulla carta".
Davvero uno strano Paese il nostro, da un lato si invoca a gran voce pluralismo e libertà dall'altro si censura un intero popolo e le sue richieste.