sabato, 30 settembre 2006

Non è difficile scorgere nella finanziaria del Governo Prodi misure decisamente penalizzanti per il ceto medio e per la piccola e media impresa artigiana. Le previsioni non sono state disattese, è evidente che per le forze politiche che governano attualmente l’Italia, il ceto medio non ha grande importanza. Inutile dilungarsi in commenti, era tutto atteso. Meglio ribadire che la piccola e media impresa rappresenta le fondamenta del tessuto sociale e produttivo di una Nazione ed ha spesso nel legame con il territorio la sua forza. Una Nazione con un ceto medio debole non ha futuro ed è per questo che anche questa batosta non riuscirà ad abbattere la piccola e media impresa italiana, piena di risorse e sempre pronta a rimboccarsi le maniche per ottenere quei risultati produttivi che tanto servono all’Italia.

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categoria:politica
sabato, 30 settembre 2006

Gli esperti della WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio prendono posizione contro l’Europa e contro la sua moratoria sugli OGM. E’ evidente che alla WTO interessi esclusivamente il libero mercato e la libera commercializzazione di qualsiasi prodotto. La salute e la sicurezza alimentare, sacrosanto diritto di ogni popolo per la WTO non hanno alcuna importanza, così come la tutela e la salvaguardia delle produzioni tipiche e di qualità europee. Credo sia indispensabile rivedere alla luce degli ultimi avvenimenti la funzione della WTO e il rispettivo ruolo dei partecipanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio in quanto questa non è rispettosa delle esigenze dell’Unione Europea, tra le quali hanno un posto preponderante la salute dei cittadini e la tutela delle proprie produzioni agricole di qualità.

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categoria:agricoltura, wto
mercoledì, 27 settembre 2006

Dopo aver appreso i contenuti della bozza della Finanziaria, il mondo politico, specie quello di maggioranza, è entrato in fibrillazione. Le critiche rivolte al ministro Padoa Schioppa sono state molto dure. Alba Sasso, diessina, entra a gamba tesa:” Insomma a leggere gli articoli della Finanziaria che riguardano la scuola c'è da restare sgomenti. Avevamo sperato che le voci di questi mesi sui tagli all'istruzione fossero esagerate. Non lo erano. Non solo, questa Finanziaria è in netta contraddizione con il programma dell'Unione.” Il ministro Fioroni sembra cadere dalle nuvole e si lascia scappare un laconico: "sono all’oscuro di tutto". Al coro si sono uniti: Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e parte dei DS. Visto il dissenso generale, una domanda sorge spontanea: Il ministro Padoa Schioppa ha scritto gli articoli della Finanziaria nelle segrete stanze del ministero dell’Economia, nascondendola persino al suo fido collaboratore, e vice-ministro, Paolo Cento? Possibile che non sia mai emerso nulla?
Gli effetti della Finanziaria rischiano di essere nefasti per l’intero sistema Scuola: scomparirebbero in sei anni 177 mila posti, le classi, in barba alla qualità, supererebbero i 30 alunni; il precariato verrebbe definitivamente debellato, nel senso che non ci sarà più posto per loro nella Scuola. A questo punto temo che le stesse compresenze siano messe in serio rischio, penalizzando ancora una volta i Docenti Tecnico Pratici. Non dimentichiamoci poi che gli studenti non avrebbero più il supplente della stessa disciplina del docente assente, ma si vedrebbero arrivare un insegnante della scuola che avrebbe solo il compito di tenerli solo a bada senza peraltro portare avanti il programma didattico.

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categoria:politica, scuola, economia, finanza
lunedì, 25 settembre 2006

Chi lo avrebbe mai detto che il tanto bistrattato “bonus” in busta in cambio del rinvio della pensione d’anzianità, avrebbe riscosso un tale successo? Probabilmente nessuno; tant’è che sindacati e opposizione pensando di interpretare il pensiero dei lavoratori si misero di traverso e accusarono il precedente governo di voler negare agli operai il diritto di pensione, e invece si sbagliarono, e pure di grosso. Lo dimostrano i dati diffusi dall’Inps. Tra ottobre 2004 e settembre 2006, l'Istituto ha ricevuto 82.288 richieste di “bonus” e ne ha accolte 73.787. L'analisi delle domande rivela una schiacciante prevalenza degli uomini (88,58%) sulle donne (11,42%), un fenomeno facilmente comprensibile. Le signore preferiscono andare in pensione prima per dedicarsi di più ai nipotini e aiutare i figli nella loro crescita.  Va ricordato che il rinvio del pensionamento interessa le pensioni di anzianità (basate sui contributi) e non quelle di anzianità (basate sull'età). Il bonus, infatti, fu istituito per evitare l'abbandono del lavoro in età ancora valida. Ma vediamo nel dettaglio il dato emanato dall’Istituto di Previdenza: Il 14,17% delle domande accolte riguarda lavoratori con reddito di 20-40 mila euro. Seguono i lavoratori con redditi superiori ai centomila euro (8,53%). Le richieste di restare al lavoro vedono al primo posto i dipendenti dell'industria (43.747 domande accolte), seguiti da quelli del commercio (12.883 domande) e del credito (9.385 domande accolte). Probabilmente se non fossero stati diffusi dati allarmanti, peraltro infondati, sul rischio della scomparsa delle pensioni, probabilmente in certi settori non si assisterebbe alla fuga dal lavoro.

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categoria:politica, sindacati, pensioni, governi
venerdì, 22 settembre 2006

Probabilmente aveva tutte le ragioni di questo mondo il nipote della compianta Oriana Fallaci che, subito dopo la scomparsa, ha accusato la società civile e pseudo-intellettualoide di essersi avvicinata alla zia solo tardivamente. Come sappiamo, le denunce fatte dalla giornalista/scrittrice toscana sono sempre state molto dure e talvolta impopolari, forse proprio per questo è stata lasciata completamente sola, manco fosse appestata. Tutto ciò in barba alla libertà di pensiero e d’opinione tanto sbandierata nelle piazze e nei cortei da certi movimenti pseudo-pacifisti. Dopo la sua morte e dopo l’efferato tentativo censuratore nei confronti del Papa, sembra che qualcuno inizi timidamente a ricredersi. Tra questi il sindaco di Firenze, Domenici. In passato con la sua Amministrazione, nonostante le minacce di morte da parte dell’estremismo islamico, aveva mantenuto dalla scrittrice una certa distanza di sicurezza.  Oggi, invece, dopo aver appreso i risultati di una ricerca condotta da un’agenzia di Marketing che conferma la volontà dei fiorentini di intitolare alla giornalista una via, un palazzo o qualsiasi altra struttura che la ricordi, si sta battendo affinché gli venga intitolata almeno una scuola. Addirittura ha organizzato un convegno ad alto livello sulla figura di Oriana Fallaci dicendo:"perché Firenze non aveva e non ha un sentimento diffuso di ostilità o di odio nei suoi confronti, e credo sia giusto che la ricordi in questo modo". Ipocrisia? O affetto e stima tardiva?

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categoria:politica, societĂ , estremisti, censure
giovedì, 21 settembre 2006

Si sa i periodi bui prima o poi toccano a tutti, forse questo per il nostro presidente del Consiglio è il più buio in assoluto. In questi giorni infatti è attaccato dai suoi stessi compagni di coalizione per diversi motivi: dichiarazione unilaterale di stop all'embargo delle armi in Cina, che ha visto una vera e propria alzata di scudi da parte dei Verdi, Radicali e Rifondazione, ma anche dei Ds; nell'occhio del ciclone per la vicenda Telecom, che ha registrato le dimissioni del suo consigliere economico. L'incontro con il presidente iraniano Ahmadinejad (aprendo così una "questione di opportunità", dopo gli attacchi del mondo islamico al Papa e tardiva anche sulla questione nucleare visto che l'Iran aveva già deciso di rivedere la posizione e di fare qualche passo indietro). Un inizio di anno parlamentare davvero da brividi. E se consideriamo che ad attenderlo c'è anche il varo della legge Finanziaria, dove già si registrano numerosi malumori e scissioni di partiti e partitini (vedi Italia dei Valori, che mette il governo in minoranza al Senato) si capisce che il prosieguo del governo dell’Unione non sarà per niente facile. Ma Prodi pur consapevole di camminare sul filo del rasoio, e a piedi scalzi, non vuol sentire parlare di crisi anche se le crepe all'interno della coalizione sono troppe e in qualche caso iniziano a diventare vere e proprie voragini!

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categoria:politica, partiti, governi
martedì, 19 settembre 2006

La stampa nazionale ha assunto da tempo un atteggiamento omertoso circa le richieste del popolo siciliano e calabrese, che da decenni invocano la realizzazione delle infrastrutture nelle rispettive regioni a denunciarlo è Raffaele Lombardo, leader del movimento autonomista siciliano. Secondo l'esponente politico isolano c'è in atto una vera a propria opera di censura verso le iniziative del popolo meridionale soprattutto a proposito della realizzazione del Ponte sullo Stretto: "malgrado l'atteggiamento di omertosa indifferenza della stampa nazionale sulla manifestazione di Roma per il Ponte, le infrastrutture e lo sviluppo del Sud, il popolo siciliano e meridionale farà sentire forte la propria voce contro l'ostilità del governo nazionale di turno".

Questa mattina a Roma manifestano insieme politici e semplici cittadini con la voglia di costruire il Ponte sullo Stretto. La manifestazione si svolge in coincidenza con la riapertura dei lavori del Parlamento, in piazza Colonna davanti Palazzo Chigi. Il leader dell'Mpa è stato molto duro con i media: "A dispetto dei maldestri tentativi di sabotaggio messi in atto per compiacere i nuovi manovratori e dell'imbarazzato silenzio degli organi di stampa nazionale - dice Lombardo - a Roma saremo in tanti per dare voce alla denuncia del colpevole degrado in cui è relegato il Sud Italia. Non s'illudano quanti fino a oggi hanno guardato con razzistica sufficienza a questo appuntamento".

"Si accorgeranno - continua il leader dell'Mpa - che sindaci e amministratori locali, rappresentanti dell'associazionismo di base e delle organizzazioni sindacali, dirigenti e militanti del Movimento per l'autonomia e di altre forze politiche, e soprattutto tanti cittadini che spontaneamente hanno dato la loro adesione, grideranno forte il loro dissenso contro la volontà secessionista del governo nazionale che, rinunciando al Ponte, opera già finanziata e appaltata, di fatto intenderebbe escludere dallo sviluppo per i prossimi decenni un pezzo importante dell'Italia".

"Riflettano bene - ha concluso Raffaele Lombardo - quanti hanno responsabilità di governo e intervenga, se lo ritiene, il Capo dello Stato che costituzionalmente è garante dell' Unità nazionale, rimasta finora soltanto sulla carta".

Davvero uno strano Paese il nostro, da un lato si invoca a gran voce pluralismo e libertà dall'altro si censura un intero popolo e le sue richieste.

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categoria:politica, censure, infrastrutture
domenica, 17 settembre 2006

All’Italia 8,29 miliardi di euro per il piano di sviluppo rurale 2007 – 2013 di cui almeno 3,34 miliardi per le regioni in ritardo economico (attuale obiettivo 1: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Il tutto per rilanciare l’occupazione e lo sviluppo delle aree rurali in conformità ai nuovi obiettivi in materia di tutela dell’ambiente. Una grande opportunità dal nuovo piano di sviluppo rurale che auspichiamo venga colta nel modo migliore.

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categoria:agricoltura, commissione europea
domenica, 17 settembre 2006

Cosa sta succedendo in casa Telecom? Difficile capire ma sembra che in mezzo ci sia il solito germe dell'intreccio tra politica e interessi economici.

Cosa ha spinto Tronchetti Provera a lasciare la presidenza a Guido Rossi? Come prima mossa cederà TIM?

Molti sono i lati oscuri e concreti sono i timori che TIM finisca in mani straniere.

Su simplicissimus alcune spiegazioni.

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categoria:politica, politica e interessi economici
domenica, 17 settembre 2006

Fausto Bertinotti ha partecipato alla festa Nazionale di Azione Giovani, dove ha avuto tra gli applausi un confronto con Gianfranco Fini su tematiche molto importanti. E' questa la politica che vogliamo, fatta di dialogo e di confronti su tematiche profonde partendo da punti di vista anche molto diversi.

Bene.

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categoria:politikamente corretti
sabato, 16 settembre 2006

In arrivo c’è una proposta di legge in materia di pacs destinata a lacerare ulteriormente la maggioranza di governo. La sta mettendo a punto il vicepresidente della commissione Giustizia del Senato Roberto Manzione (Margherita) secondo il quale comunque “questo tema non rientra certo tra le priorità dell'Unione”, ma intanto si sta affrettando a depositare a Palazzo Madama un testo dove si riconoscono una serie di diritti solo alle coppie di fatto eterosessuali e nulla a quelle omosessuali. I diritti previsti vanno dalla pensione di reversibilità al subentro nell’affitto della casa. “Prevedo una sorta di contratto di diritto privato sul modello francese - spiega Manzione - che garantisca alcuni diritti alle coppie di fatto. Solo a quelle eterosessuali però...”. Chissà se la penseranno alla stessa maniera i suoi “compagni” di coalizione…

Viste le ultime uscite, temo che Manzione è destinato a finire nel solito tritacarne di polemiche e spaccature, ma lui non ha fatto nulla per cercare di impedirlo, anzi, se l’è proprio cercata!  

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categoria:politica, coerenza
mercoledì, 13 settembre 2006

Nonostante il boom delle entrate fiscali, il debito pubblico segna un nuovo record: 1.594,396 miliardi. La politica risanatrice messa in atto da questo esecutivo non sta producendo i risultati sperati. Bankitalia ieri ha diffuso i dati riferiti ai mesi di maggio e giugno; nel mese mariano il debito ammontava a 1.573,225 miliardi di euro, nel mese successivo balzava a 1.594,396 milioni di euro, cifre mai raggiunte in passato. Sicuramente qualcosa nella politica dovrà essere rivista, temo però che a pagare saranno i soliti noti, vale a dire dipendenti pubblici e pensionati. Questo in barba alle chiacchiere dette e ridette in televisione. Ricordo che le citate categorie in realtà sono quelle che più delle altre hanno pagato lo scotto dell’euro e pertanto necessitano di politiche che mirano a tutelarle e non a renderle ancora più deboli.

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categoria:politica, economia, pensioni, governi
mercoledì, 13 settembre 2006

Chissà se la sinistra italiana in fatto d’emigrazione voglia adottare lo stesso modello spagnolo: Zapatero ha annunciato che intende espellere dal territorio spagnolo circa 800 mila immigrati clandestini. La notizia è apparsa sul quotidiano madrilegno El Pais ed è stata rilanciata anche dal Corriere della Sera. Dunque dopo una campagna di regolarizzazione (circa 500 mila) oggi il primo ministro spagnolo dichiara guerra all’immigrazione clandestina considerandola dannosa per l’economia del suo Paese. La pensa esattamente come lui lo stesso responsabile organizzativo del partito socialista spagnolo, José Blanco. A questo punto all’Europa non rimane che prendere atto del coraggio con il quale gli spagnoli affrontano tematiche delicate proprio come quelle dell’immigrazione, mostrando, per talune scelte, una spiccata lungimiranza politica. Chissà quali sarebbero state le reazioni politiche se la stessa scelta fosse stata operata dal suo predecessore Aznar o da un governo europeo di idee politiche diverse. 

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categoria:politica, economia, immigrazione
lunedì, 11 settembre 2006

 

Giorni fa “La Stampa” di Torino ha riportato una notizia inquietante. “La Nato ha chiesto all'Italia rinforzi in Afghanistan per combattere i talebani”. Il ministro della Difesa Arturo Parisi ha rivelato che in seguito alla richiesta Nato «sono stati inviati reparti speciali della Marina e incursori dell'esercito, ma il governo non ha autorizzato l'impiego in prima linea di questi reparti. Se però si dovessero presentare situazioni particolari, cioè partecipazione a combattimenti, il governo di Roma si è impegnato a dare una risposta entro 72 ore»(?). Ciò vuol dire che per qualsiasi emergenza militare il governo si riserva di decidere in 72 ore? Boh! La verità è che in Afghanistan la situazione, invece di migliorare, sta peggiorando perché i talebani non sono affatto sconfitti, Bin Laden resta imprendibile, i capi tribù gestiscono a loro modo gli eserciti personali e i contadini hanno raddoppiato il raccolto di marijuana. Ma perché l'Italia debba rafforzare con reparti speciali il contingente già inviato a suo tempo non ha giustificazioni. Il nostro Paese ha disposto l'invio di tremila soldati in Libano, è presente in Iraq, nei Balcani, a Timor Est e in Mozambico, non ricordo più se abbiamo ancora contingenti in Somalia. Stiamo diventando un Paese belligerante? E se da sola la spedizione in Libano ci costa un miliardo di vecchie lire al giorno, qual è il peso finanziario di tutta questa presenza in territori stranieri? Certo i nostri giovani sono ben felici di andare in missione perché guadagnano 7 mila euro al mese, ma il proliferare di questa nostra presenza in teatri di guerra non soltanto è costosa, ma anche rischiosa.
E poi RC, Comunisti Italiani, Verdi e tutta la sinistra radicale non predicavano in campagna elettorale che avrebbero ritirato le nostre truppe? Avranno cambiato idea? Boh!

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categoria:politica, politikamente scorretti, governi
venerdì, 08 settembre 2006

E’ passato al gruppo misto il Senatore dell’Italia dei Valori De Gregorio. Valori in questo caso disattesi considerato il mancato rispetto della collocazione elettorale sulla quale si sono pronunciati gli elettori. Valori tanto proclamati quanto disattesi perché il venir meno dell’affinità nei confronti del partito nel quale si è stati eletti imporrebbe le dimissioni e non la trasmigrazione nel gruppo misto. Nessuna condanna, nessuna assoluzione, è un’errore in cui cadono molti politici incuranti del fatto che l’elettore non andrebbe mai tradito. Anche De Gregorio si è scordato dell’aspetto più importante per un politico che è quello di essere stato eletto.

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categoria:politica, politikamente scorretti