Adesso è legge: gli esami di Stato saranno più severi, il ritorno al passato voluto dal ministro Fioroni gli studenti andranno incontro ad una vita scolastica più dura, ma saranno più “riconoscibili” i meriti. Una scelta che ha provocato la protesta di migliaia di studenti, che da tempo autogestiscono le lezioni proprio per cercare di bloccare il governo su queste tematiche.
Proviamo ad analizzare le novità: gli esaminandi si troveranno di fronte a facce del tutto nuove perché nelle commissioni, composte di sei docenti, ci saranno almeno tre esterni. Anche il presidente, il cui verdetto può diventare a questo punto determinante, proverrà da un altro istituto. La riforma Fioroni reintroduce lo scrutinio finale prima di poter accedere all'esame di maturità. Chi non lo supera ripete l'ultima classe senza neppure comparire dinanzi alla commissione d'esame.
Dall'anno scolastico 2008-2009 si potrà inoltre accedere all'esame solo se si saranno saldati tutti i debiti accumulati nel quinquennio. Rimane il voto in centesimi, ma viene messo un limite all'incidenza dei crediti collezionati dai più bravi perché non potranno valere più di 25 punti su cento. Votazione con 100 e lode. L'orale verterà su una materia dell'ultimo anno scolastico, ma il colloquio verrà esteso per sondare le basi culturali generali del diplomando e le sue “capacità critiche”.Tra le altre novità, i premi di eccellenza per gli studenti (con un finanziamento di 5 milioni di euro) finalizzati al proseguimento degli studi e i percorsi di orientamento nell'ultimo anno di studio, per permettere agli studenti di scegliere con maggiore consapevolezza il corso di laurea.
Le norme licenziate dal Parlamento contengono anche un freno per i “diplomifici”. È escluso che come privati si possa comparire dinanzi alla commissione d'esame scommettendo sul motto «tentar non nuoce». Le scuole che preparano i «privatisti» dovranno infatti provare agli ispettori del ministero che gli studenti seguono regolari corsi di studio.























