venerdì, 31 agosto 2007

C’è un fenomeno preoccupante che sta iniziando a prendere piede nel nostro Paese: il caporalato. Già presente in alcune aree del sud, negli ultimi anni  sembra che sia stato se non del tutto almeno in parte debellato; anche se in meridione rimane da risolvere la questione del lavoro nero che continua a rappresentare una vera e propria piaga.

Il caporalato, fenomeno tra i più sgradevoli di sfruttamento dei lavoratori, sembra invece che si stia consolidando nelle regioni più ricche. Ad esserne coinvolti sono gli extracomunitari di solito privi del permesso di soggiorno e bisognosi per il loro sostentamento di un lavoro. Di solito vengono reclutati nei pressi delle stazioni ferroviarie o di autobus, la comunicazione avviene attraverso un fitto ed incomprensibile passaparola difficilmente intercettabile dagli organi preposti al controllo. I lavori dove gli extracomunitari trovano più facilmente occupazione riguardano l’edilizia e quelli di manovalanza in genere, che ormai i nostri giovani sembrano snobbare. I “fortunati” assoldati dai caporali, sono fatti salire su pulmini e trasportati nei cantieri di lavoro. Chi vive al nord del Paese e all’albeggiare percorre l’autostrada si sarà già imbattuto in queste carovane cariche di gente destinata  a guadagnarsi il pane in qualche sperduto luogo di lavoro, spesso  lontano da occhi indiscreti e al riparo da curiosi. Chi li assume non si rende conto che sta calpestando le leggi e i diritti più elementari di uomini  sventurati.  Pur di risparmiare in manodopera trascurano il fatto che in caso di incidente sono loro i diretti responsabili e pertanto rischiano pene severissime. I caporali, di solito anche loro extracomunitari, nel reclutamento di manodopera realizzano  importanti guadagni proprio attraverso lo sfruttamento di esseri umani: in genere sono pagati dall’imprenditore e dagli stessi operai che cedono una quota della loro retribuzione giornaliera. Per le vittime di questo malaffare non si è mosso nessun sindacato, nessun  politico ha mai sollevato il problema.  Le forze politiche che si definiscono più sensibili verso le problematiche legate agli stranieri li vorrebbero fare entrare nel nostro Paese senza nessun controllo,  magari continuando ad alimentare ulteriormente i guadagni dei caporali e ad ingrossare gli eserciti della criminalità.  Se i nostri stranieri arrivassero già con un contratto di lavoro, probabilmente riuscirebbero a vivere più dignitosamente e una maggiore integrazione sarebbe allora possibile.

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categoria:politica, immigrazione, societĂ 
venerdì, 31 agosto 2007

Si è irritata Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli quando ha saputo che negli states si sconsigliano viaggi in campania per il rischio di intossicazioni dovute ai rifiuti e al frequente incendio di questi lungo le strade cittadine. Fa bene ad indignarsi il sindaco di Napoli, è brutto quando all’estero parlano male di te, soprattutto quando la tua regione è una delle più belle al mondo. Il problema è che il mondo vede da settimane le immagini delle strade campane invase da quei rifiuti che non si sa dove portare, quei rifiuti che tutti producono a go go e che nessuno vorrebbe vedere vicino ai propri occhi (che se li becchino pure gli altri, tanto paga lo stato). Detto questo, il danno che si appresta a subire in termini di turismo la Campania, la regione di Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi, Revello, Postano, Palinuro, ecc., pare sia notevole e poco contano le rassicurazioni del sindaco Iervolino, i rifiuti in strada li hanno visti tutti e per troppo tempo.

Paese strano l’Italia, incapace di gestire un’accurata pianificazione dello smaltimento dei rifiuti e la colpa è di chi amministra, punto e basta. Amministratori che si prendono la briga come il ministro dell’interno Amato (ex Presidente del Consiglio dei Ministri) [link] di dire che in Sicilia le donne quasi per costume si picchiavano per tradizione e probabilmente si picchiano tutt’ora perché l’uomo siculo ce l’ha nel sangue. Insomma gran bella pubblicità anche questa per una delle perle d’Italia, la Sicilia di Taormina, Agrigento, Siracusa, Noto, Modica, Erice, delle magnifiche Eolie, delle Egadi, di Pantelleria e della accogliente Lampedusa (arrivano disperati da tutto il mondo e nessuno si decide a risolvere il problema).

E’ questo insomma il modo che hanno i nostri amministratori di incentivare il turismo in Italia, i problemi non si risolvono e il turismo perde immagine e clienti; non bastasse si cerca anche di minare la cultura di una delle regioni più importanti d’Italia con affermazioni ridicole e squallide che anche se in parte rettificate o chiarite lasciano tremendamente perplessi.

Vergogna, non solo sanno solo aumentare tasse e pressione fiscale, ora si mettono anche a far perdere clienti agli operatori. Siamo arcistufi di questi politici a vita improduttivi e ora anche dannosi alla società.

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categoria:politica, turismo
venerdì, 31 agosto 2007

Il potere acceca gli uomini a tal punto da dimenticarsi perfino delle promesse fatte in campagna elettorale. Mi riferisco all’uomo della provvidenza, Walter Veltroni. “Uolter” per i suoi avversari e contestatori. Nel giorno del Lingotto e dell’attesissimo proclama di Veltroni per il partito Democratico, ci eravamo posti il quesito sulla compatibilità di un incarico importante e dispendioso in termini di tempo come quello di leader del PD e la carica di Sindaco di una grande città come Roma. Sul tema è intervenuto anche Gianfranco Fini, il leader di Alleanza Nazionale ha ricordato come Veltroni in campagna elettorale si era impegnato a non fare il sindaco Part-Time. Fini Auspica [link] che Veltroni alla guida del partito Democratico lasci l’incarico di sindaco di Roma e probabilmente non ha torto, è impossibile seguire in modo adeguato due incarichi del genere. Dubitiamo fortemente che Veltroni asseconderà le richieste del leader di Alleanza Nazionale, ma ci piacerebbe però conoscere la volontà dei romani, forse sarebbe il caso di indire un referendum nella Capitale per dar voce agli elettori. Del resto sono stati proprio i romani a votarlo basandosi sulle sue promesse. In campagna elettorale Veltroni prometteva che sarebbe stato un sindaco sempre presente. Promesse che saranno vanificate nel momento in cui diventerà segretario del nuovo soggetto politico.

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categoria:politica
venerdì, 31 agosto 2007

No. Semplicemente No e non si tratta di una visione eccessivamente drastica ma di una lucida analisi degli ultimi 15 anni e di come questi in parlamento siano trascorsi all’insegna dei diktat di basso rango. Minacce, avvertimenti, dure prese di posizioni, coalizioni coese in campagna elettorale e costantemente instabili per tutti i mandati. A farla da padrone sempre i piccoli partiti, capaci di imporre le proprie volontà sul vento delle sempre minacciate crisi di governo. I 5 anni di Berlusconi hanno fatto storia a se, ma ce chi ha motivato in modo alquanto dubbio la fedeltà della lega che solo pochi anni prima era stata l’artefice di un clamoroso ribaltone.

Oggi, a poco più di un anno dall’insediamento di Romano Prodi, la musica è sempre la stessa, con fenomeni da baraccone capaci di far tremare in continuazione il governo.

Con tutta probabilità è questo il limite più grande della politica italiana, incapace di garantire agli eletti, chiunque essi siano, la governabilità. Economicamente questo è un disastro tutto all’italiana e non meravigliamoci se la nostra classe politica da questo orecchio non ci sente, per loro non è un problema, anche se sta lentamente affossando l’Italia. L’arte della politica però costituisce il loro benessere e garantendogli una vita da privilegiati, alla faccia nostra!

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categoria:politica
venerdì, 31 agosto 2007

Tempi duri per Alleanza Nazionale, il 3°/4° partito d’Italia continua a perdere pezzi: un altro dei suoi esponenti più di spicco ha alzato bandiera bianca ed ha abbandonato il partito. Si tratta di Francesco Storace, ex governatore della regione Lazio nonché ex Ministro della Salute e primo contestatore di Gianfranco Fini ai tempi del suo viaggio in Israele e della sua discutibile frase: “fascismo male assoluto” Storace dice di non riconoscere più in Alleanza Nazionale il partito in grado di rappresentare i valori della destra [link]Difficile dare valutazioni, certo è che AN esce da questa situazione con le ossa rotte e con meno credibilità sulle spalle. Fini dice che le motivazioni di Storace sono inconsistenti ma a noi non sembra così perché c’è un precedente pesante che risale all’autunno del 2005 con le dimissioni dell’Europarlamentare Nello Musumeci. Da leggere [link] le ragioni che lo spinsero a quello che ci sentiamo di definire un grande gesto politico. Con Storace l’elenco dei fuoriusciti illustri continua ad allungarsi. La corsa verso il centro di Fini sta costando cara al partito e alla sua leadership che sta vivendo tempi bui. Lo stesso stanno vivendo alcuni partiti del centro-sinistra per costruzione del PD.  Chissà se il ritorno al vecchio centro non sia poi la soluzione migliore per un Paese che in questi anni ha vissuto forti scontri politici?  Del resto, come diceva il buon Cacciari, in fondo in fondo in Italia siamo tutti democristiani, sarà!  

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