C’è un fenomeno preoccupante che
sta iniziando a prendere piede nel nostro Paese: il caporalato. Già presente in alcune aree del sud, negli ultimi anni sembra che sia stato se non del tutto almeno in parte debellato; anche se in meridione rimane da risolvere la questione del lavoro nero che continua a rappresentare una vera e propria piaga.
Il caporalato, fenomeno tra i più sgradevoli di sfruttamento dei lavoratori, sembra invece che si stia consolidando nelle regioni più ricche. Ad esserne coinvolti sono gli extracomunitari di solito privi del permesso di soggiorno e bisognosi per il loro sostentamento di un lavoro. Di solito vengono reclutati nei pressi delle stazioni ferroviarie o di autobus, la comunicazione avviene attraverso un fitto ed incomprensibile passaparola difficilmente intercettabile dagli organi preposti al controllo. I lavori dove gli extracomunitari trovano più facilmente occupazione riguardano l’edilizia e quelli di manovalanza in genere, che ormai i nostri giovani sembrano snobbare. I “fortunati” assoldati dai caporali, sono fatti salire su pulmini e trasportati nei cantieri di lavoro. Chi vive al nord del Paese e all’albeggiare percorre l’autostrada si sarà già imbattuto in queste carovane cariche di gente destinata a guadagnarsi il pane in qualche sperduto luogo di lavoro, spesso lontano da occhi indiscreti e al riparo da curiosi. Chi li assume non si rende conto che sta calpestando le leggi e i diritti più elementari di uomini sventurati. Pur di risparmiare in manodopera trascurano il fatto che in caso di incidente sono loro i diretti responsabili e pertanto rischiano pene severissime. I caporali, di solito anche loro extracomunitari, nel reclutamento di manodopera realizzano importanti guadagni proprio attraverso lo sfruttamento di esseri umani: in genere sono pagati dall’imprenditore e dagli stessi operai che cedono una quota della loro retribuzione giornaliera. Per le vittime di questo malaffare non si è mosso nessun sindacato, nessun politico ha mai sollevato il problema. Le forze politiche che si definiscono più sensibili verso le problematiche legate agli stranieri li vorrebbero fare entrare nel nostro Paese senza nessun controllo, magari continuando ad alimentare ulteriormente i guadagni dei caporali e ad ingrossare gli eserciti della criminalità. Se i nostri stranieri arrivassero già con un contratto di lavoro, probabilmente riuscirebbero a vivere più dignitosamente e una maggiore integrazione sarebbe allora possibile.
























sindaco di Napoli quando ha saputo che negli states si sconsigliano viaggi in campania per il rischio di intossicazioni dovute ai rifiuti e al frequente incendio di questi lungo le strade cittadine. Fa bene ad indignarsi il sindaco di Napoli, è brutto quando all’estero parlano male di te, soprattutto quando la tua regione è una delle più belle al mondo. Il problema è che il mondo vede da settimane le immagini delle strade campane invase da quei rifiuti che non si sa dove portare, quei rifiuti che tutti producono a go go e che nessuno vorrebbe vedere vicino ai propri occhi (che se li becchino pure gli altri, tanto paga lo stato). Detto questo, il danno che si appresta a subire in termini di turismo la Campania, la regione di Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi, Revello, Postano, Palinuro, ecc., pare sia notevole e poco contano le rassicurazioni del sindaco Iervolino, i rifiuti in strada li hanno visti tutti e per troppo tempo.
punto da dimenticarsi perfino delle promesse fatte in campagna elettorale. Mi riferisco all’uomo della provvidenza, Walter Veltroni. “Uolter” per i suoi avversari e contestatori. Nel giorno del Lingotto e dell’attesissimo proclama di Veltroni per il partito Democratico, ci eravamo posti il quesito sulla compatibilità di un incarico importante e dispendioso in termini di tempo come quello di leader del PD e la carica di Sindaco di una grande città come Roma. Sul tema è intervenuto anche Gianfranco Fini, il leader di Alleanza Nazionale ha ricordato come Veltroni in campagna elettorale si era impegnato a non fare il sindaco Part-Time. Fini Auspica [
e non si tratta di una visione eccessivamente drastica ma di una lucida analisi degli ultimi 15 anni e di come questi in parlamento siano trascorsi all’insegna dei diktat di basso rango. Minacce, avvertimenti, dure prese di posizioni, coalizioni coese in campagna elettorale e costantemente instabili per tutti i mandati. A farla da padrone sempre i piccoli partiti, capaci di imporre le proprie volontà sul vento delle sempre minacciate crisi di governo. I 5 anni di Berlusconi hanno fatto storia a se, ma ce chi ha motivato in modo alquanto dubbio la fedeltà della lega che solo pochi anni prima era stata l’artefice di un clamoroso ribaltone.
il 3°/4° partito d’Italia continua a perdere pezzi: un altro dei suoi esponenti più di spicco ha alzato bandiera bianca ed ha abbandonato il partito. Si tratta di Francesco Storace, ex governatore della regione Lazio nonché ex Ministro della Salute e primo contestatore di Gianfranco Fini ai tempi del suo viaggio in Israele e della sua discutibile frase: “fascismo male assoluto” Storace dice di non riconoscere più in Alleanza Nazionale il partito in grado di rappresentare i valori della destra