venerdì, 30 novembre 2007

Caro Padoa Schioppa “bamboccione” sarà Lei, se non altro perché è talmente fuori dalla realtà dei giovani italiani al punto tale da non conoscere le difficoltà che sono costretti quotidianamente ad affrontare. Forse non Le conosce perché fa il ministro e può contare su uno stipendio di almeno 10/20 volte superiore ad un trentenne, questo in parte lo giustifica. Scrivo questo perché sfogliando la “Sua” Finanziaria mi sono imbattuto nel provvedimento voluto fortemente da Lei per permettere ai trentenni di uscire finalmente da casa e così potersi permettere di affrontare il costo di un affitto. Gli aiuti, come Lei sa, riguardano una detrazione IRPEF appunto sul canone di affitto dell’abitazione principale. Fin qui tutto bene, ma leggendo meglio mi accorgo che è stata fissata una soglia di reddito, ovvero non si deve superare il reddito annuo di 15.493,71 Euro per avere una detrazione di 300 Euro. Per i redditi fino a 30.987,41 lo sconto sarà di 150 Euro. Dunque caro ministro Lei con soli 150 Euro (o 300, per i più sfortunati) vorrebbe permettere ai “bamboccioni” di uscire dalle famiglie e vivere da soli? Ma Lei caro ministro la realtà dei giovani italiani la conosce?

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categoria:politica
venerdì, 30 novembre 2007

In questi mesi al ministero della Pubblica Istruzione sono a lavoro diverse commissioni composte da tecnici che “segretamente” stanno preparando la riforma della scuola targata centro-sinistra. Il ministro indirettamente ha fatto sapere che tale riforma appena approvata farà molte vittime. Sul campo di “battaglia” resteranno diversi morti e feriti, ovvero molti docenti perderanno la loro cattedra, il loro posto di lavoro. La riforma creerà molti soprannumerari. Proprio quest’ultimi volenti o nolenti saranno costretti ad una riconversione forzata frequenteranno corsi intensivi e saranno convertiti anche su posti di sostegno. A questo punto è lecito domandarsi quali siano le reali intenzioni del governo nei confronti dei docenti di laboratorio. Il rischio di una nuova scure pare materializzarsi. Gaetano Passarelli, Insegnante Tecnico Pratico e membro della segreteria nazionale del Coordinamento ITP esorta i colleghi alla mobilitazione in difesa del proprio posto di lavoro. “Ritengo – scrive Passarelli - che se davvero il Ministro vorra’ dare seguito a quanto detto, nei prossimi mesi ci giocheremo il nostro futuro professionale. Qui si decide cosa faremo, come lo faremo e chi lo farà.” Il docente si riferisce ad una frase del ministro Fioroni che riporto: “andando probabilmente a rivedere *materie* […] e *classi di concorso* (quelle più attinenti verranno accorpate anche per consentire passaggi più agevoli sulle cattedre libere per i docenti soprannumerari).” Gli ITP sono in allerta ormai da anni. In Italia sono circa 30 mila i Docenti di Laboratorio che quotidianamente contribuiscono alla formazione di centinaia di miglia di studenti italiani, una risorsa indispensabile per le scuole tecniche e professionali.

Articolo pubblicato su A ruota Libera

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categoria:scuola
venerdì, 30 novembre 2007

I ragazzini del giorno d’oggi si amano troppo per utilizzare il preservativo, quello strano mezzo che toglie sensibilità ma che da sicurezza. Gonorrea, Erpes genitalis e anche Sifilide, tutti in aumento. Anche il temutissimo HIV sembra oggi non far più paura. Che generazione di rammolliti stiamo tirando su, al primo posto nella vita mettono il piacere assoluto, senza riserve, condizioni e doveri. Che fine hanno fatto i genitori ed il loro ruolo educativo, il loro saper responsabilizzare i figli nei confronti della vita e degli atti che la generano. L’unico freno sembra essere la gravidanza indesiderata, è solo quello il problema che un figlio ti può creare. E’ meglio quindi prevenire e non serve neanche farlo in modo serio, tanto c’è la pillola del giorno dopo. Nel dubbio è meglio prenderla, tanto ne vanno via 1000 al giorno solo in Italia. Un bel bocconcino di ormoni ed è tutto a posto. Il sesso protetto e fatto seriamente lasciamolo agli idioti, quelli che sanno rinunciare ad un po’ di piacere e che rispettano la vita.

Articolo Pubblicato su Fratello Sole

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categoria:societĂ 
venerdì, 02 novembre 2007

Sono moltissimi gli italiani che hanno fatto mutui a tasso variabile, compreso il sottoscritto e che hanno subito l’impennata delle rate dovute all’innalzamento dei tassi. Impegnarsi in un mutuo è la cosa più naturale per giovani e famiglie desiderosi di crescere e di dare stabilità al proprio futuro. E’ la cosa più naturale anche per il settore del credito, quella di finanziare progetti concreti come l’acquisto della prima casa. A non essere normale è la crescita che hanno avuto i tassi negli ultimi due anni e che hanno ridotto sul lastrico moltissime famiglie della nostra Nazione. L’Europa è più delle banche che non del suo popolo, il dubbio che c’è sempre stato ora ci sembra certezza e siamo preoccupati per i risvolti sociali che questa frattura potrebbe determinare. Le famiglie costrette a svendere perché il loro mutuo è diventato insostenibile rappresentano una frattura difficilmente sanabile anche perché le ragioni dell’impennata dei tassi sono ai più non chiare.
Personalmente invito tutti a non mollare anche se è difficile andare avanti anche perché non c’è più fiducia nei confronti del settore del credito e nelle istituzioni che dovrebbero garantire stabilità. Privilegiare le grandi rendite finanziare a scapito della piccola impresa e della famiglia fa perdere solidità alla nostra società e costituirà un freno allo sviluppo.
Un’altra raccomandazione che mi sento di fare è quella di riprendere l’abitudine di contrattare ripetutamente i servizi e le condizioni che le banche ci applicano, non avendo il timore di spostarsi da un’istituto all’altro, troppe certezze diamo come clienti e spesso veniamo ripagati.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

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categoria:politica, economia, societĂ