lunedì, 31 marzo 2008

Non è la prima volta che utenti di A Ruota Libera si rivolgono a noi per uno sfogo o più semplicemente per esprimere la propria posizione in merito a scelte politiche, o vicissitudini che toccano più in generale la società. Oggi mi scrive un caro amico impegnato in politica. E’ una lettera per certi aspetti amara, ma nello stesso tempo sensata soprattutto in questo delicato momento della politica italiana. Pubblico il testo senza citarne l’autore, ma la pubblico dopo aver incassato la sua autorizzazione:

Caro Liborio, ti scrivo in preda ad un senso di sconforto e di impotenza che mi ha colto da alcune settimane. Scrivo a te in ragione della nostra amicizia e dei preziosi consigli che in virtù della tua spiccata imparzialità mi hai sempre saputo dare. Conosci benissimo la mia posizione e quanto ho fatto per far crescere a livello locale AN. Sai benissimo quanti bocconi amari io abbia dovuto mandar giù in questi anni e quanto impegno io ci abbia messo per costruire un gruppo che ora sta prendendo una strada che a me sembra in antitesi alla nostra natura e alle nostre convinzioni. E’ solo in ragione dell’impegno che ho profuso in questi anni se sono ancora in questo partito che pur sentendo mio viene diretto da persone che prima di intraprendere una strada non consultano la base, le persone che a livello locale mettono faccia e impegno. Sono deluso, ma non posso abbandonare quello che ho costruito in questi anni. Votare PDL non ci riesco, non ce la faccio a votare Forza Italia, siamo da sempre alleati, ma ci separano divergenze che io voglio ribadire e non cercare di appianare. Voterò La Destra, ho già deciso e ti assicuro che non tornerò per nessuna ragione sui miei passi. Lo farò di nascosto, tradendo la mia sincerità politica come i leader del mio partito hanno tradito il nostro credo.

Chiedo la tua opinione, uno dei tuoi consigli da amico. Lasciare An per il momento non posso, ho lavorato troppo per questo partito e oggi anche se mi sento separato in casa non posso lasciare quello che ho costruito.

Risposta: Conosco l’impegno che hai profuso per la crescita di AN e i bocconi amari, come tu stesso hai sottolineato, che hai dovuto ingoiare. Oggi i tuoi stessi dubbi li hanno molti militanti dell’ex partito dei DS che non hanno avuto il coraggio di passare con la Sinistra Arcobaleno perché non si sentono così di sinistra, ma neanche così di centro come il PD. Questi politici, come te, nel giro di qualche mese hanno visto “svendere” quegli ideali (e penso ad esempio a Gavino Angius) per sposare una causa che li porta lontani dalle loro radici, dal loro credo.

E’ tutto questo “trasformismo” politico, chiamato “ammodernamento” che non va. Non va in ragione del fatto che si corre a briglie sciolte verso un centro che in realtà non esiste. Non esiste nella maniera che intendono loro, perché la politica è cambiata, perché la società è cambiata, perché il mondo stesso è cambiato. Ma loro corrono lo stesso, perché è una corsa nuova. Allora che fare? Eh? Che fare… Ti dico già che molti non andranno a votare, altri si stanno aggrappando a movimenti nuovi, altri si tureranno il naso e voteranno lo stesso, altri ancora seguiranno il proprio cuore, ed è proprio ciò che consiglio a te, segui il tuo cuore e vota il partito che più rappresenta le tue idee.

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sabato, 22 marzo 2008

Nel nostro paese le campagne elettorali sono sempre state caratterizzate da fiumi di promesse fatte agli elettori e poi mai mantenute. Celebre è stata la promessa di Berlusconi del milione di nuovi posti di lavoro, realizzata solo in parte, e quella dell’attuale governo in carica che in campagna elettorale promise di non alzare le tasse e poi invece le ha rese insopportabili per le tasche di qualunque cittadino.

Insomma una serie di “balle” elettorali che hanno lo scopo di “saccheggiare” i consensi degli italiani per poi come al solito fare i propri interessi di bottega.Anche l’attuale campagna elettorale non è da meno e fra le tante promesse fatte, più o meno credibili, c’è ne una che, ahimè, più che altro pare una gaffe perché dimostra la scarsa conoscenza del sistema Italia da parte del PD e del suo candidato premier Walter Veltroni.

Mi riferisco alla promessa fatta ai giovani di garantire a tutti un salario minimo di 1100 euro, una promessa che la ministra Melandri sbandiera nelle tv come la soluzione per i precari, non rendendosi probabilmente neppure conto ma ripetendo il programma del partito. Per carità sarebbe bello e magari più facile da attuare se la nostra economia fosse in piena ripresa, se il sistema Paese funzionasse, se gli sprechi non esistessero e se chi lavora già avesse un salario che gli garantisse di vivere dignitosamente, però come sappiamo non è affatto così.

La cosa che fa riflettere è che il PD con questa proposta non solo dimostra di non conoscere la situazione salariale nel nostro Paese, ma non si rendono conto che imporre una politica di questo genere potrebbe essere addirittura controproducente e lo dimostrano le dichiarazioni degli stessi datori di lavoro i quali hanno già fatto riflettere che così si innesca un meccanismo di licenziamenti indotti e pericolosissimi. Al posto di tre dipendenti se ne finirà per assumere solo uno.

pubblicato sul blog di Liborio Butera

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