sabato, 30 settembre 2006

Non è difficile scorgere nella finanziaria del Governo Prodi misure decisamente penalizzanti per il ceto medio e per la piccola e media impresa artigiana. Le previsioni non sono state disattese, è evidente che per le forze politiche che governano attualmente l’Italia, il ceto medio non ha grande importanza. Inutile dilungarsi in commenti, era tutto atteso. Meglio ribadire che la piccola e media impresa rappresenta le fondamenta del tessuto sociale e produttivo di una Nazione ed ha spesso nel legame con il territorio la sua forza. Una Nazione con un ceto medio debole non ha futuro ed è per questo che anche questa batosta non riuscirà ad abbattere la piccola e media impresa italiana, piena di risorse e sempre pronta a rimboccarsi le maniche per ottenere quei risultati produttivi che tanto servono all’Italia.

postato da: kingzac alle ore 11:53 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1   30 Settembre 2006 - 15:18
 
Un grosso problema - che vedo che questo governo non sta risolvendo - è classificare i ceti sociali: ovvero se si basa sui dati provenienti dalle dichiarazione dei redditi ... l'errore è SOSTANZIALE .

Tutta quella parte di economia che evade (che viene "quantificata" da un 15 ad un 30% del PIL , che sono numero ENORMI) non rientra nei dati della agenzia delle entrate !

Quindi chi è ceto medio ? oveero che lavoratore dipendente percepisci UN REDDITO LORDO di 100.000 € è ricco ?

Con 4.000 € al mese si è ricchi ?! NO! non ci si compra un appartamente decente a Cervia non si compra un fuoribordo !!!

E' li' - ed era e forse sarà - il problema !
utente anonimo

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categoria:politica