giovedì, 31 gennaio 2008

Che fine ha fatto la raccolta differenziata? A chiederselo sono in molti guardando i mucchi di mondezza sparpagliati per le strade d’Italia e che stanno riempiendo impietosamente quelle tristi buche chiamate discariche. Sono in molti a chiedersi all’interno di tutto quel pattume quale sia ad esempio la percentuale di rifiuti organici facilmente recuperabili e restituibili senza danno all’ambiente. Alcuni sono andati anche a guardare alcuni sistemi di ristorazione veloce che a quando pare non fanno della raccolta differenziata il loro fiore all’occhiello e utilizzano comodi armadietti che inghiottono l’intero contenuto dei tristi vassoi di plastica in cui si mangia. Carta, plastica, polistirolo e pezzi di cibo, tutti “sostenibilmente “ insieme nello stesso sacco scuro.
Importante e non mi riferisco a nessuno in particolare, è fare in fretta e ridurre i costi di mano d’opera, esorbitanti in Italia. La strada sicuramente non è quella giusta perché l’ambiente sta per presentare il conto che si preannuncia salato. Nel frattempo godiamoci la nostra immagine internazionale che di questi tempi a colpi di “mondezza” è stata veicolata in tutto il globo.

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categoria:ambiente, salute sanitĂ 
sabato, 30 giugno 2007

Sono bastate poche ore di caldo torrido dopo circa un mese al di sotto delle temperature medie per portare la nostra nazione in allarme energetico. Il sistema al momento regge ma siamo agli inizi di un’estate che promette di rivelarsi molto calda. A determinare il grande assorbimento di energia sono principalmente i condizionatori d’aria, ormai utilizzati più che per alleviare le sofferenze causate dall’afa per mantenere all’interno di abitazioni e uffici assurde condizioni di fresco. Per intenderci, un condizionatore dovrebbe essere utilizzato per mantere temperature intorno ai 23- 25° Celsius, condizioni vivibilissime considerata anche l’azione deumidificante. Accade però spesso che molti condizionatori lavorino a temperature a volte anche al di sotto dei 20° che oltre a non essere proprio salutari per l’uomo rappresentano un pesante costo ambientale di cui si dovrebbe tener conto.

Credo sia giunto il momento di regolamentare l’utilizzo di questi elettrodomestici, cosa assai difficile visto che al costo ambientale vengono sempre anteposti i ricavi da consumo energetico.

Pubblicato su Fratello Sole.

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categoria:politica, ambiente
lunedì, 21 maggio 2007

Secondo il premio Nobel Carlo Rubbia le emissione di Anidride Carbonica sono un vero disastro e continueranno ad aumentare del 2% annuo. La tendenza è quindi contraria a quanto previsto dal protocollo di Kyoto.

Le emissioni di CO2 nell’atmosfera sono quindi un disastro ed è vero in quanto sono tra le prime responsabili del surriscaldamento del nostro pianeta e dell’effetto serra. La CO2 (lo 0,03 % dei gas presenti nell’atmosfera (azoto 78% e ossigeno 21%)) viene organicata dalle piante andando a costituire i carboidrati e più in generale tutte le biomasse vegetali. E’ pertanto evidente che oltre a ridurre le emissioni vadano intensificate le produzioni vegetali per controllare questo gas.

In conclusione le emissioni di CO2 sono uno dei problemi che affliggono il nostro pianeta. Per migliorare la situazione e quindi cercare di attenersi all’ignorato (finora) protocollo di Kyoto è indispensabile molta determinazione e soprattutto grande serietà da parte di chi amministra il nostro territorio. E’ inammissibile che una risorsa produttiva e ambientale come l’agricoltura sia costantemente messa in discussione per ragioni di consumo idrico, quando questo è l’unico sistema vitale ciclico in grado di attenuare gli squilibri portati dall’uomo e dalle sue abitudini. La CO2 è un grande problema ma molte sono le soluzioni a nostra disposizione. Con meno superficialità e più competenza sarebbe tutto più semplice.

Pubblicato su www.carlozaccaria.com

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categoria:ambiente, agricoltura
giovedì, 02 novembre 2006

La finanziaria 2007 aveva promesso in un primo tempo un super bollo per i suv, macchine lussuose particolarmente ingombranti e dai consumi molto elevati. Sembrava lecito imporre una maggior tassazione a chi consuma maggiormente (+ consumi + inquinamento) e occupa anche maggior spazio. In città dove parcheggia un Suv ci possono stare 3 o 4 smart. Sembrava legittimo e basato su un concetto corretto ma invece si è deciso di colpire quasi tutti. Il limite di 100 KW, sopra il quale si pagherà in misura maggiore colpisce quasi tutti e soprattutto va a colpire più duramente sempre il solito bersaglio, il ceto medio. Non i ricconi dal guadagno facile, ma i giovani e tutti coloro che risparmiano per avere un’auto moderna e prestante. Ovviamente le perplessità su questo modo di agire dei nostri governanti continuano ad aumentare. Pace ai SUV, da giorni abbiamo capito che non verrà tassato il lusso ma il lavoro.

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categoria:politica, ambiente
mercoledì, 01 novembre 2006

La situazione è sempre più insostenibile. Le campagne sono invase dai cinghiali, inesistenti fino a qualche anno addietro. Le campagne allevano i cinghiali o meglio porcastri per diletto di chi non ha ancora capito che il lavoro altrui va sempre rispettato. La presenza di cinghiali nelle campagne italiane è in costante ed esponenziale aumento. In molte delle nostre campagne i cinghiali sono stati introdotti dall’uomo, in luoghi dove la presenza di quest’animale non era mai stata in passato contemplata.

Allevamento e caccia dei cinghiali vengono ormai effettuati praticamente a spese dell’agricoltura e di quegli imprenditori che puntualmente ogni anno vedono i propri raccolti danneggiati dai porcasti. La situazione è insostenibile, oltre ai danni alle coltivazioni l’eccessiva presenza di questi animali costituisce anche un grosso pericolo per chi abita in zone rurali o più semplicemente per chi vi transita e spesso si vede attraversare la strada (come capita anche al sottoscritto) da cinghiali di grosse dimensioni (anche 100-150Kg). Le responsabilità della presenza eccessiva dei cinghiali si conoscono ma per varie ragioni il problema non è mai stato risolto. Auspico che questa intollerabile situazione venga presto chiarita e riportata sui binari della democrazia e del rispetto reciproco.

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categoria:ambiente, agricoltura
mercoledì, 06 settembre 2006

Dopo le ferie estive è ripresa l’attività politica e con essa le polemiche che da un lato vedono il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, dall’altro il presidente del Consiglio Romano Prodi. Il governatore siciliano che già in altre occasioni non aveva risparmiato dure critiche alle scelte del governo che penalizzano la Sicilia, ha sferrato un altro duro attacco: “Prodi è contro lo sviluppo della Sicilia”. "La verità è che a Roma hanno deciso di 'bocciarè tutti i grandi progetti per la Sicilia". "No al ponte sullo Stretto di Messina, l'autostrada Ragusa-Catania”- prosegue Cuffaro - il vero problema del governo Prodi non va ricercato in questa o quell'opera pubblica che non va, ma nel fatto che la Sicilia esiste: e cioè nel fatto che esiste una Sicilia che, in larga maggioranza, non è riconducibile al centrosinistra". Dunque attacca il “settarismo” tipico della sinistra: “o con me o contro di me”. Ma c’è un’altra polemica in atto e riguarda la realizzazione nell’Isola di quattro termovalorizzatori che dovrebbero risolvere definitivamente il problema rifiuti e nello stesso tempo contribuire alla produzione di energia elettrica. Ad opporsi è il ministro Verde Pecoraio Scanio che ha minacciato “rappresaglie” e denunce verso il governo isolano.

"I toni minacciosi del ministro non ci intimoriscono - aggiunge il governatore - I problemi sollevati dal ministero riguardano le emissioni di gas nell'atmosfera. Per affrontare questo tema lo stesso ministro ha convocato una riunione il prossimo 14 settembre. Vedremo di affrontare la questione in quella sede, sperando che il ministro non ci faccia trovare i mandati di cattura già firmati, visto che ci vorrebbe arrestare tutti".

Parole molto dure che denunciano un comportamento anti-siciliano adottato già nella composizione del governo che non aveva visto nessun ministro siciliano.

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categoria:politica, ambiente, economia
mercoledì, 23 agosto 2006

La plastica è ormai entrata nella catena alimentare dell’uomo.  Molte delle molecole derivanti dalla plastica e disperse nell’ambiente stanno entrando nella catena alimentare dell’uomo. Si tratta di un fenomeno preoccupante che costituisce una pesante minaccia soprattutto per le generazioni future.

Come detto in passato, di plastica ne usiamo troppa e male. Il mondo è invaso da oggetti di plastica inutili che vanno ad intasare le nostre discariche. Pensiamo ad esempio ai giocattoli, soprattutto quelli di provenienza asiatica, sono economici ma in pochi giorni finiscono nella spazzatura. Sarebbero indispensabili interventi urgenti a livello globale ma nutro forti dubbi che ciò si possa fare. Meglio iniziare a livello nazionale con interventi mirati a diminuire l’utilizzo, il consumo e la dispersione di materie plastiche.

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categoria:ambiente
lunedì, 14 agosto 2006

Tra le scelte che la nostra società deve intraprendere per preservare il proprio futuro c’è anche la gestione delle preziose risorse energetiche. Energia e combustibili, questi ultimi non eterni, sono risorse preziose che hanno anche un costo ambientale non indifferente. La scarsità delle risorse energetiche, la loro disponibilità non immediata e l’impatto sull’ambiente che ha il loro utilizzo, impongono innovative tassazioni sui consumi. Sarebbe quindi opportuno tassare pesantemente gli sprechi e in modo adeguato i quantitativi che vanno al di fuori di quella che può essere una normale esigenza. A livello residenziale vanno tassati i consumi eccessivi di acqua, luce e combustibili da riscaldamento, mentre per quanto riguarda le automobili sono le alte cilindrate così come le vetture meno aerodinamiche a dover subire una maggiore tariffazione. Più i consumi sono fuori dalla norma più si paga e più si estingue il debito che abbiamo con il futuro.

postato da: kingzac alle ore 17:46 | Permalink | commenti
categoria:politica, ambiente, energia
mercoledì, 09 agosto 2006

In Italia sono 50000 i caprioli da abbattere per poter preservare l’equilibrio faunistico della nostra penisola. Si tratta quindi di un numero assai superiore rispetto ai 600 che hanno sensibilizzato l’Italia intera. E’ la conferma dell’assurdità di questo caso gestito all’Italiana. Tanta demagogia e poca predisposizione ad affrontare i problemi in modo concreto.

postato da: kingzac alle ore 13:40 | Permalink | commenti
categoria:politica, ambiente, agricoltura
sabato, 05 agosto 2006

I caprioli in Piemonte sono troppi, distruggono le colture e rappresentano una costante minaccia per gli automobilisti. Il capriolo è un animale molto bello che purtroppo si butta spesso in mezzo alla strada e non sono una rarità gli incidenti fatali per gli automobilisti. Anni fa toccò anche ad un mio carissimo amico, morto in uno scontro frontale perché investito da un’auto impazzita dopo uno scontro con un capriolo. E’ la triste e dura realtà che si vive in molte zone del Piemonte, oltre agli ingenti danni arrecati all’economia agricola. Gli abbattimenti pianificati dalla regione Piemonte cercano per prima cosa di ridare sicurezza a molte strade e anche di salvaguardare le produzioni locali. E’ certamente doloroso un’intervento del genere ma gli animali che proliferano eccessivamente vanno selezionati. Interventi di questo tipo dovranno essere predisposti in futuro anche nei confronti di altri animali, come ad esempio i cinghiali, voraci devastatori e costante minaccia sulle strade. E’ per questo che dico che l’opinione pubblica e il mondo politico farebbero meglio ad occuparsi di altri problemi ben più gravi (nel mondo ci sono bambini da salvare ogni giorno) e lasciare agli amministratori locali che hanno la piena conoscenza della realtà locale la libertà di agire nell’interesse della propria regione. Uccidere animali è orribile ma in alcuni casi è inevitabile oltre che necessario per evitare che l’eccessiva presenza di una specie rappresenti una minaccia per l’intera fauna del luogo.

- Un’esempio di politica seria: alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso (DS), chiamata in causa in quest’assurda polemica è arrivato il sostegno dell’On. Raffaele Costa (Forza Italia), Cuneese e profondo conoscitore della realtà piemontese.

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categoria:politica, ambiente, agricoltura
domenica, 30 luglio 2006
In estati torride e afose come quella che stiamo vivendo sia dal punto di vista civile che agricolo, si sente spesso parlare di risorse idriche in costante diminuzione e di crescenti allarmi per il futuro. C’è grande preoccupazione ma le proposte concrete scarseggiano, eppure sono proprio momenti come quello che stiamo vivendo, molto simile all’estate 2003 che dovrebbero portare la nostra società ad affrontare serenamente il problema per poter prendere le giuste e dovute contromisure. Oltre a non affrontare l’argomento con la giusta determinazione, le azioni della nostra società vanno nella direzione opposta, quella che ci porterà ad essere sempre più vittime del clima. Si continua a cementificare e a costruire, le città diventano sempre più affollate, le auto vengono utilizzate in modo smisurato, come i condizionatori (si refrigera ormai ogni edificio con conseguente riscaldamento e umidificazione dell’ambiente cittadino). Anche le piante ad alto fusto non hanno più la presenza che dovrebbero avere, sono anche scomparse dagli argini delle strade perché sono un potenziale pericolo. L’acqua scarseggia ma la costruzione di Invasi che rappresenterebbero un importante rimedio è sempre osteggiata e l’agricoltura ne fa costantemente le spese. Come sempre si fanno tante parole ma il coraggio per le giuste scelte continua a mancare.
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categoria:politica, ambiente, agricoltura, infrastrutture