sabato, 27 gennaio 2007
Abbiamo discusso a lungo da Liborio sul fatto accaduto a San Benedetto del tronto e del sesso praticato in classe da alcuni studenti sotto gli occhi elettronici e non dei compagni di classe. Il fatto è allucinante e di difficile comprensione, proprio per questo è importante parlarne perchè ritengo che questi atteggiamenti siano lo specchio della società in cui questi ragazzi crescono e vengono educati. O forse sarebbe meglio dire diseducati?
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categoria:societĂ , bullismo
lunedì, 13 novembre 2006
In questi anni continuano a moltiplicarsi gli episodi di bullismo: il fenomeno è ormai dilagante al tal punto da rappresentare una vera e propria piaga sociale.  La Scuola da sola non riesce purtroppo a far fronte a tali complesse problematiche, che invece richiederebbero l’intervento congiunto di tutte le agenzie educative e non. Il bullismo è un fenomeno che si manifesta in modi diversi e non sempre evidenti: molto spesso esso consiste in atteggiamenti violenti (sia fisici che psicologici) da parte di adolescenti nei confronti di coetanei, ma talvolta vittime della violenza sono gli adulti stessi. Grande scalpore ha destato l’episodio della supplente del milanese sorpresa in atteggiamenti equivoci con cinque alunni, episodio di cronaca riportato nei telegiornali insieme ad un caso di pedofilia. I mass media hanno riportato la notizia dando per scontata la colpevolezza della donna, ma esaminando la vicenda da un altro punto di vista tale colpevolezza non appare più così scontata: da un articolo apparso sul Corriere della Sera emerge il ritratto di una persona psicologicamente fragile e la descrizione di un gruppetto di “bulletti” smaliziati che, dopo l’episodio, lungi dall’essere traumatizzati, si fanno beffa della loro “vittima”. La realtà di alcune scuole, soprattutto quelle che gravitano intorno a grossi centri, come in questo caso, è ormai tristemente nota: ci sono adolescenti che già in tenera età sono capaci delle peggiori nefandezze, al pari o meglio di delinquenti consumati. Data per scontata la gravità dell’episodio, resta perciò da chiedersi se nel caso specifico le vere vittime siano i minori o in realtà sia l’adulto.
postato da: LiborioButera alle ore 16:50 | Permalink | commenti
categoria:scuola, societĂ , bullismo
martedì, 22 novembre 2005

 

Basta aprire un quotidiano per leggervi notizie non certamente piacevoli che riguardano atti  di violenza commessi da  giovani o giovanissimi. Ragazzi  poco più che maggiorenni che il sabato sera invece di pensare a divertirsi, lo impediscono anche ai loro coetanei; ragazzi che impediscono ai gestori dei locali di terminare una serata senza che avvenga una rissa; ragazzi che minacciano altri ragazzi facendosi consegnare il telefonino o addirittura i vestiti; ragazzi che non hanno paura delle forze dell’ordine; ragazzi che minacciano i passanti e i giornalisti; ragazzi che non hanno più rispetto per le cose e per le persone; ragazzi che non hanno rispetto per la scuola e per gli insegnanti; ragazzi forse con un vissuto difficile alle spalle, no, il più delle volte sono ragazzi di buona famiglia che si “annoiano”.


 

Cosa sta accadendo? Perché i genitori non riescono più a capire i propri figli,  cosa sta creando la nostra società? I primi episodi di violenza iniziano a manifestarsi in tenera età 8/9 anni. Il fenomeno è conosciuto con il nome di “bullismo” , negli ultimi anni si sta allargando a macchia d’olio, anche se le aree più colpite sembrano essere quelle più industrializzate, dove entrambi i genitori sono impegnati nel lavoro. In maniera minore il fenomeno è presente anche nel resto del paese ma gli ultimi dati dicono che il fenomeno è in continua crescita.  Bisogna che iniziamo ad interrogarci, leggevo oggi un appello fatto da alcuni “vips”  a favore dell’educazione, si forse ce ne bisogno, forse bisogna smetterla di delegare solo la scuola, anche perché non ha più i mezzi per poter educare allora bisogna che tutta la società nessuno escluso iniziamo a fare la nostra parte, ma soprattutto cari genitori, forse è arrivato il momento di prendere coscienza, fermiamoci, riflettiamo, prima del lavoro forse sarebbe opportuno mettere i figli e la famiglia. I segnali d’allarme ci sono, cogliamoli finché siamo ancora in tempo.

 

postato da: LiborioButera alle ore 22:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:bullismo