Basta aprire un quotidiano per leggervi notizie non certamente piacevoli che riguardano atti di violenza commessi da giovani o giovanissimi. Ragazzi poco più che maggiorenni che il sabato sera invece di pensare a divertirsi, lo impediscono anche ai loro coetanei; ragazzi che impediscono ai gestori dei locali di terminare una serata senza che avvenga una rissa; ragazzi che minacciano altri ragazzi facendosi consegnare il telefonino o addirittura i vestiti; ragazzi che non hanno paura delle forze dell’ordine; ragazzi che minacciano i passanti e i giornalisti; ragazzi che non hanno più rispetto per le cose e per le persone; ragazzi che non hanno rispetto per la scuola e per gli insegnanti; ragazzi forse con un vissuto difficile alle spalle, no, il più delle volte sono ragazzi di buona famiglia che si “annoiano”.
Cosa sta accadendo? Perché i genitori non riescono più a capire i propri figli, cosa sta creando la nostra società? I primi episodi di violenza iniziano a manifestarsi in tenera età 8/9 anni. Il fenomeno è conosciuto con il nome di “bullismo” , negli ultimi anni si sta allargando a macchia d’olio, anche se le aree più colpite sembrano essere quelle più industrializzate, dove entrambi i genitori sono impegnati nel lavoro. In maniera minore il fenomeno è presente anche nel resto del paese ma gli ultimi dati dicono che il fenomeno è in continua crescita. Bisogna che iniziamo ad interrogarci, leggevo oggi un appello fatto da alcuni “vips” a favore dell’educazione, si forse ce ne bisogno, forse bisogna smetterla di delegare solo la scuola, anche perché non ha più i mezzi per poter educare allora bisogna che tutta la società nessuno escluso iniziamo a fare la nostra parte, ma soprattutto cari genitori, forse è arrivato il momento di prendere coscienza, fermiamoci, riflettiamo, prima del lavoro forse sarebbe opportuno mettere i figli e la famiglia. I segnali d’allarme ci sono, cogliamoli finché siamo ancora in tempo.