Un Presidente del Consiglio che accusa la grande e rossa Cina di aver bollito i bambini, per l’opinione pubblica, è quasi un sacrilegio. “La Cina, è la nostra grande opportunità” hanno tuonato a sinistra. Come a voler censurare ogni possibile attacco alla “democratica Cina”, governata dal 1949 ad oggi dal PCC (Partito Comunista Cinese). Premetto subito che un Presidente del Consiglio deve cercare di usare un “lessico” più corretto, le affermazioni forti anche se vere, rischiano di essere strumentalizzate e spostano l’attenzione su un falso problema. Da qualche anno a questa parte, sono sorte nel mondo, migliaia di associazioni di volontari, che stanno portando a conoscenza del mondo civile ciò che accade ed è accaduta nella Repubblica cinese. Un dato agghiacciante riguarda i numeri delle persone massacrate barbaramente per mano del PCC, andiamo con ordine:
La prima Riforma Agraria (1952) è costata la vita a 2,4-5 milioni di oppositori. Dietro la riforma in realtà si nascondevano altri obiettivi: l’eliminazione dei leader dei villaggi, sostituiti da uomini di apparato del PCC; l’accumulo di un’enorme quantità dei beni sottratti ai condannati a morte; Attecchire nella popolazione con l’arma barbara della paura.
Il Grande balzo in Avanti (1959 – 1961) è costato la vita a 20- 40 milioni di cinesi. Il piano consisteva di raddoppiare la produzione di acciaio, il PCC ha trasformato l’intera nazione in un enorme campo di lavori forzati. I contadini sono stati costretti a parteciparvi, abbandonando i loro raccolti, tant’è che il grano è rimasto a marcire nei campi con la conseguente moria per fame di 30 milioni di cinesi. Al mondo venne giustificato come un “disastro naturale”.
La Rivoluzione Culturale (1966-1976) è costata la vita a 7- 8 milioni di cinesi. Questa mirava alla distruzione della cultura e della fede della tradizione cinese. La campagna fu talmente “penetrante” che raggiunse un’esaltazione tale, che i bambini picchiavano o addirittura uccidevano maestre, genitori e anziani, che avevano l’unica colpa di tramandare le vecchie tradizioni.
Il massacro di Piazza Tiananmen (4 giugno 1989), persero la vita 600-3.000 studenti. Questo massacro è recente e ce lo ricordiamo tutti. Il PCC soffocò con la violenza i sit-in e gli scioperi della fame organizzati dagli studenti, ordinando all’esercito di prendere la piazza con la forza. Gli studenti disarmati sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e schiacciati con i carri armati in un orrendo bagno di sangue. La cosa più grave è che il Partito Comunista Cinese, non ha mai fatto ammenda, né ammesso di aver fatto qualcosa di sbagliato.
La Campagna per l’ “Eradicazione” del Falun Gong (dal 1999 ad oggi) quasi 3.000 morti accertati e 3 milioni di imprigionati. Nel 1999 l’ex presidente del PCC Jiang Zemin, risentito della popolarità del Falun Gong, ha ordinato che questo gruppo pacifico fosse “eradicato”. Ne è seguita una campagna violenta e brutale simile alla Rivoluzione Culturale. Sono stati documentanti circa 40.000 casi di torture e abusi durante la custodia, mentre 3 milioni sono rinchiusi in prigione o in campo di lavoro forzato. Le donne hanno subito: stupri di gruppo, aborti forzati anche all’ottavo mese di gravidanza, ogni forma di abuso sessuale concepita da una mente malata di aguzzini sadici privi di ogni forma di umanità.
Ho voluto portare all’attenzione di tutti coloro che leggono questo blog, cosa sono stati in grado di fare i dirigenti del PCC e anche oggi non disdegnano di usare la violenza verso i loro oppositori. Le affermazioni di Berlusconi sono molto gravi, perché Presidente del Consiglio, ma forse sono utili a puntare l’attenzione verso il dramma che continua a subire il popolo cinese, perché dietro la crescita economica si nasconde la schiavitù!