venerdì, 02 novembre 2007

Sono moltissimi gli italiani che hanno fatto mutui a tasso variabile, compreso il sottoscritto e che hanno subito l’impennata delle rate dovute all’innalzamento dei tassi. Impegnarsi in un mutuo è la cosa più naturale per giovani e famiglie desiderosi di crescere e di dare stabilità al proprio futuro. E’ la cosa più naturale anche per il settore del credito, quella di finanziare progetti concreti come l’acquisto della prima casa. A non essere normale è la crescita che hanno avuto i tassi negli ultimi due anni e che hanno ridotto sul lastrico moltissime famiglie della nostra Nazione. L’Europa è più delle banche che non del suo popolo, il dubbio che c’è sempre stato ora ci sembra certezza e siamo preoccupati per i risvolti sociali che questa frattura potrebbe determinare. Le famiglie costrette a svendere perché il loro mutuo è diventato insostenibile rappresentano una frattura difficilmente sanabile anche perché le ragioni dell’impennata dei tassi sono ai più non chiare.
Personalmente invito tutti a non mollare anche se è difficile andare avanti anche perché non c’è più fiducia nei confronti del settore del credito e nelle istituzioni che dovrebbero garantire stabilità. Privilegiare le grandi rendite finanziare a scapito della piccola impresa e della famiglia fa perdere solidità alla nostra società e costituirà un freno allo sviluppo.
Un’altra raccomandazione che mi sento di fare è quella di riprendere l’abitudine di contrattare ripetutamente i servizi e le condizioni che le banche ci applicano, non avendo il timore di spostarsi da un’istituto all’altro, troppe certezze diamo come clienti e spesso veniamo ripagati.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

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categoria:politica, economia, societĂ 
sabato, 30 giugno 2007

Assolutamente no, non ha più alcun senso. La pressione fiscale su chi lavora per proprio conto ha raggiunto livelli insostenibili. Il margine non c’è più, meglio lavorare da dipendenti, senza esporsi più di tanto e guadagnando molte volte di più del povero sfigato che insiste con la propria attività.
La delusione che vedo in molti giovani mi fa molto male; giovani imprenditori volenterosi e motivati, costretti a chiudere le loro attività perchè sconvenienti a causa delle troppe tasse. Vedo in molte persone anche uno sconforto che a volte sconfina nella depressione e questo mi fa ancora più male perchè so bene a cosa può portare. Nemmeno il rischio d’impresa è gratificato.
Mi chiedo dove andremo a finire così.

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categoria:politica, economia, societĂ 
lunedì, 23 aprile 2007

Nessuno crederebbe mai che un governo, un’amministrazione pubblica, assumesse del personale per poi non retribuirlo. Invece, succede, non in un Paese del sudamericano o in qualche Repubblica delle banane, ma da noi, in Italia. Il personale sfruttato manco a dirlo è quello precario della scuola, quei supplenti che hanno trascorso una vita tra i banchi a studiare per conseguire prima una laurea e poi un’abilitazione all’insegnamento al costo di 5 mila euro spendendo inoltre due anni della propria vita per seguire i corsi ssis gestiti dalle università. La cosa però sembra non interessare ai media, forse perché impegnati a parlarci di grande fratello o di altre banalità simili. Provano ancora una volta, l’ennesima, a farlo notare i sindacati di Base, solo loro, gli altri sono sempre più attenti al mercato e alla continua…

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categoria:scuola, economia, finanza, sindacati
sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

domenica, 04 marzo 2007

 

Non ho mai creduto alle petizioni online, forse sbagliando. Stasera me ne hanno segnalato una che forse vale la pena firmare, riguarda gli stipendi dei parlamentari. Probabilmente non servirà a nulla, ma vale la pena lo stesso tentare.

Mandiamo a casa l'illegalità. Per una politica etica.


Perché il parlamentare italiano deve prendere molto di più di un suo collega europeo? Perché, oltre ad uno stipendio già notevole si attribuisce diarie, rimborsi spese per ogni cosa (tragitto casa-stazione o aeroporto, gestione ufficio e segreteria, spese telefoniche,
"occhiali da vista", carburante, RCA auto, spese postali, spese alimentari, vestiario, indennità di carica, indennità di ufficio,mobilità gratuita per sé e per i propri familiari, tessere gratuite per cinema, stadio, concerto, teatro ), tutto ESENTASSE , per un totale che varia dai 20.000,00 ( VENTI MILA) ai 27.000,00 (VENTISETTEMILA) euro mensili?

Noi, Autori di COMINCIALITALIA.
NET, chiediamo agli italiani di firmare questa petizione per far arrivare il nostro sdegno e la nostra impossibilità a sopportare ulteriormente questa situazione di totale disuguaglianza e di privilegi intollerabili fino ai piani più alti della politica.

NON SIAMO DISPOSTI A LASCIARE CHE TUTTO RESTI COSI' COM'E'!

Per firmare clicca qui

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categoria:politica, economia, partiti, denaro, politikamente scorretti, costi della politica
venerdì, 02 febbraio 2007
Il quotidiano La Sicilia di Catania per descrivere i retroscena e i dubbi circa l’affaire Alitalia ha utilizzato i titoli dei maggiori quotidiani italiani. E' strano come l'Alitalia che ha 1.026 milioni di debiti e una flotta vecchiotta che ha bisogno di un altro miliardino per essere rinnovata, come osserva «Il Sole-24 Ore», abbia tanti pretendenti alle nozze.  Mentre il «Corriere della Sera» avverte in un articolo dal titolo «Ora la politica non salga a bordo» che «la politica ha già dimostrato di non saper far volare gli aerei, né a destra, né a sinistra. Dalla compagnia di bandiera ha estratto favori elettorali, privilegi, voti e qualcosa da sventolare di tanto in tanto, ma ha fallito assieme ai sindacati e ai tanti management. Non può riprovarci». Non è stata più tenera «La Stampa» di Torino, in un articolo di Augusto Minzolini con titolo esemplare «L'Alitalia? Batterà bandiera del partito democratico». E spiega con l'aiuto dell'esperto on. Egidio Pedrini di Italia dei valori: «Carlo Toto, amico di D'Alema, è diventato patron di AirOne, indebitata sino al collo, ma protetta da banchieri del calibro di Geronzi (Capitalia) e Passera (banca Intesa). Se il topolino AirOne punta a prendersi il gigante Alitalia, lo fa solo per risolvere i suoi guai. Dall'altra parte ci sono in corsa De Benedetti, Della Valle e i fondi americani. Alla fine finirà che Toto (D'Alema, ma anche Bazoli) si metterà insieme a De Benedetti-Della Valle (i mecenati delle new-generations ulivista Veltroni-Rutelli). Così saranno tutti contenti, un'altra Telecom. E il partito democratico, anche se non ancora nato, avrà presto la sua compagnia di bandiera con dentro gli amici di Prodi, di D'Alema, di Veltroni e di Rutelli. In fondo non potrebbe essere altrimenti visti i vincoli contenuti nel bando di vendita: chi compra deve avere influenza sul quadro politico, chiamiamola capacità di lobbing, che gli consenta se necessario di allentarli in un secondo momento per non trasformare un'avventura in una tragedia». Insomma un altro pezzo dello Stato, proprio come avvenne con l’IRI, sarà ceduto alla “finanza amica” e ancora una volta a dirigere la partita in apparente silenzio c’è ancora lui, Romano Prodi. Ma prima di concludere la missione non è mancata la solita missione mediatica “prepariamo l’opinione pubblica”; tant’è che da diversi mesi continuano a ribadirci in una sorta di tamburo battente che l’Alitalia è un carrozzone per il Paese: sono più le perdite che i guadagni. Dunque  ci viene quasi spontaneo, poiché ci liberano di questa zavorra, ringraziare questi maghi “sciocchi” della Finanza italiana, ovviamente è ironico!
domenica, 14 gennaio 2007

La Finanziaria appena varata dal governo Prodi contiene una norma tanto piccola ma tanto dannosa per il nostro Made il Italy. Lo ha denunciato il quotidiano il Sole 24 Ore. Negli anni passati erano state attivate politiche proprio in difesa della tracciabilità dei prodotti per distinguerli da quelli importati dai paesi dove la manodopera costa meno e nello stesso tempo tutelare l’indotto dunque gli occupati. La norma approvata va esattamente nella direzione opposta, allarga le maglie e introduce un aspetto pericoloso ossia: l’imprenditore che produce all’estero (a meno costo), ma la sua azienda conserva ancora la sede madre nel nostro Paese, sul prodotto finito può apporre lo stesso l’etichetta MADE IN ITALY. Com’è facilmente intuibile questo andrà a penalizzare soprattutto chi produce in Italia e di conseguenza la manodopera italiana. Si prevede che i settori che ne risentiranno di più saranno il tessile-abbigliamento e il calzaturiero. In tutto questo ci guadagneranno quegli imprenditori che delocalizzeranno all’estero, ma che potranno in ogni modo sostenere che il prodotto è Made in Italy.

Saremmo curiosi di scoprire quale lobby ha voluto accontentare questo governo che da sempre si definisce di sinistra, ma che di sinistra ha soltanto le chiacchiere
giovedì, 04 gennaio 2007
Sono successe molte cose in questo periodo di feste natalizie; provo ad evidenziare quelle, a mio modo di vedere, più significative. Dunque iniziamo dalla politica estera quindi dall’impiccagione di Saddam, ha sconcertato il mondo intero la diffusione delle immagini dell’impiccagione del tiranno, ma ha sconcertato ancor di più il falso sconcerto espresso da molti leader politici mondiali e nostrani. Ritorniamo in Italia: è stata varata la Finanziaria che ha regalato agli italiani un bastione carico di nuove tasse: bolli auto, ticket sanitari, aumento dei biglietti dei treni, pedaggi autostradali, giusto per citarne alcuni; proprio per questo non sono mancate le solite polemiche politiche, anche perché forse aumentare le tasse non era così necessario. La scienza poi annuncia scoperte sensazionalistiche, lo fa l’Università di Washington, dove i ricercatori  hanno individuato in quale parte del cervello si annida la sfera di cristallo che prevede il futuro, dunque in ognuno di noi si annida un mago Do Nascimento? Mah! Il 2007 inoltre si è aperto con le ormai immancabili minacce di Mahmoud Ahmadinejad, questa volta vuole prendere a schiaffi l’intero Occidente. Ma la notizia degli ultimi giorni che sta facendo accapigliare il mondo politico riguarda il  boom delle entrate fiscali. La stretta sulla spesa pubblica hanno spinto il fabbisogno dello Stato al livello di 35,2 miliardi di euro nel 2006. Il dato segna una netta riduzione rispetto ai circa 60 miliardi di euro dell'anno precedente. Prodi ne rivendica i meriti, Berlusconi altrettanto. Ma chi ha ragione? Forse proprio quest’ultimo, se non altro perché a produrre questo effetto è stata la Finanziaria del 2005, peraltro gli stessi Padoa Schioppa e Giorgio Benvenuto dei DS gliene riconoscono i meriti, ma Prodi, niente! Siamo sicuri però che questo dato sia salutare per il Paese? Probabilmente per i conti sì, ma è giusto ricordare che per il cittadino ha significato: tagli alla spesa pubblica ovvero sanità, scuola, enti locali e tutto ciò che concerne lo stato sociale. Se non ricordo male era proprio quello che la sinistra di opposizione rimproverava a Tremonti, perché oggi ne rivendicano i meriti?
sabato, 16 dicembre 2006

Non bastavano gli aumenti del bollo auto, dell’introduzione dei ticket sanitari, del taglio delle risorse agli enti locali contenuti nella legge Finanziaria, adesso ci si mette pure Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni. In un momento di lucida follia ha deciso di ritoccare il canone Rai che passa così dagli attuali 99,60 ai 104 euro, peraltro senza offrirci in cambio una televisione qualitativamente migliore, anzi, possiamo affermare che è stata compiuta la più becera lottizzazione in stile vecchia DC. Tra le tante nefandezze abbiamo notato come l’asse politico delle trasmissioni RAI si sia spostato verso le loro posizioni. Il precedente governo, e in questo bisogna dargliene atto, nei 5 anni alla guida del Paese non ha ritoccato il canone, per giunta il bilancio della televisione di stato è passato da tristemente negativo in attivo. Questo probabilmente a scapito della qualità, infatti, in quegli anni da questo punto di vista la RAI ha toccato il fondo. I telespettatori sono stati costretti ad assistere all’invasione della TV trash e dei Reality della peggior specie. Purtroppo la sterzata di Gentiloni riguarda solo l’importo del canone, dal punto di vista della qualità pare voglia continuare a calcare le orme del precedente governo, peccato.

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categoria:politica, economia, tv , finanza, tv spazzatura, societĂ , partiti, tv politica
venerdì, 01 dicembre 2006

Questa vergognosa Finanziaria tutela le pensioni d’oro, quelle che superano 5 mila euro al mese per intenderci, infatti salta il contributo di solidarietà pari al 3%. Lo prevede un emendamento del relatore alla finanziaria. Conseguentemente, è previsto un taglio alla tabella A, sotto la voce ministero dell' Economia, di 22 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Insomma come sempre e con l’avallo di Rifondazione Comunista ( supportata dai voti dei lavoratori e ceti più deboli) le classi più agitate vengono tutelate a scapito di: scuola, sanità, tagli ai comuni, aumenti bolli, mantenimento della riforma pensioni di natura maroniana, taglio deciso allo stato sociale. A questo punto è lecito chiedersi: ma RC da quale parte sta’?

mercoledì, 15 novembre 2006

Dagli ultimi dati economici è emerso che la cura del governo non è affatto salutare, infatti, la nostra economia si è mossa al rallentatore nel terzo trimestre del 2006. Tra luglio e settembre il Pil è cresciuto dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, esattamente la metà rispetto all'aumento dello 0,6% registrato tra aprile e giugno.
La Spagna
nostro diretto concorrente invece continua la sua crescita, mentre cattive notizie arrivano dagli Stati Uniti, nostro principale riferimento, dove la crescita dello stesso periodo è stata inferiore alle previsioni. Tuttavia ci possiamo consolare anche con altri Paesi europei (Germania e Francia) che a quanto pare hanno subito lo stesso rallentamento, ma la cosa che più mi preoccupa riguarda l’imponente taglio del cuneo fiscale voluto dal governo a scapito dello stato sociale, i Paesi che si sono avventurati in questa scelta (Svezia se non ricordo male) hanno dovuto fare mea culpa perché si è dimostrato un vero e proprio fallimento!

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categoria:politica, economia, governi
domenica, 12 novembre 2006

In questi giorni la scena è occupata dalla legge Finanziaria e degli effetti che essa produrrà, salutari per chi si appresta a vararla, nefasti per l’opposizione. Nel marasma il Premier Romano Prodi ha accusato gli italiani di essere psicolabili anzi: tutti pazzi! Nel contempo si appresta a varare la legge Finanziaria, scritta assieme al fido Padoa Schioppa, che definisce equa e giusta e che per la prima volta avvantaggia le classi più deboli? Ma sarà vero? Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale dei CUB, in una semplice intervista ha smascherato il vero intendo della legge della legge più importante dello Stato. In questo [link] trovate il testo integrale.

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categoria:politica, economia, costi della politica
venerdì, 20 ottobre 2006
"La Finanziaria è un romanzo
Si diceva che il romanzo è un genere letterario imperfetto per definizione, non può essere come un sonetto in cui tutto è perfetto. Così è la legge Finanziaria. Nel romanzo la signora entra in salotto vestita di rosso, poi quando si descrive il momento in cui esce improvvisamente è vestita di blu perché l'autore si è dimenticato che era vestita di rosso. Tommaso Padoa Schioppa" sono parole del ministro, chissà se si rende conto che per i cittadini più che un romanzo questa Finanziaria è un film d'orrore?
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categoria:politica, economia
giovedì, 12 ottobre 2006

L’Istat rileva i benefici che la Finanziaria porterà alle famiglie: in 16 milioni dovrebbero trarre vantaggi dalla riforma dell'Irpef “integrata” dagli assegni familiari. Potranno contare, in media, su 263 euro l'anno in più, molto meno di un caffè al giorno, troppo poco. Mentre per 4,8 milioni di nuclei familiari non ci sarà nessun beneficio. Le famiglie più svantaggiate che vivono in condizione di povertà potranno contare su uno sgravio di circa 400 euro l’anno, queste sì potranno entrare in un bar del centro e ordinare un caffè, ma devono stare attenti a non prenderlo corretto altrimenti dovranno rimetterci di tasca propria. E’ triste ammetterlo, ma questa finanziaria più che rilanciare la politica e gli aiuti alle famiglia rischia di penalizzarle, soprattutto quelle più povere che non si possono permettere né l’auto euro 4 né tanto meno l’euro 5!

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categoria:politica, economia, finanza, politikamente scorretti
martedì, 10 ottobre 2006

Leggendo tra le pieghe della Finanziaria scopriamo che c’è un provvedimento che mira a tutelare la proprietà intellettuale: Scarpe e jeans al macero se portano griffe false. Al momento del sequestro di merce sospetta da parte dell'Agenzia delle Dogane, sarà possibile, previo consenso del titolare del diritto di proprietà intellettuale e del detentore dei beni distruggere le merci medesime, in tempi brevi ancora prima che sia accertata la violazione di un diritto di proprietà intellettuale. Sacrosanto; la cosa però che mi lascia perplesso è proprio l’atto estremo di distruzione. Mi chiedo se non sia più giusto “regalare” questi capi d’abbigliamento a chi ne ha bisogno, come ad esempio: vittime di calamità naturali o abitanti di paesi bisognosi di aiuti umanitari ed economici.  

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categoria:politica, economia, politica e interessi economici