venerdì, 23 febbraio 2007
Ancora una volta è stato Max “baffino” D’Alema a decidere le sorti del governo Prodi, si ancora lui, lo afferma persino Massimo Cacciari che si è lasciato scappare: “Il capolavoro l'ha fatto quel Dio della politica che è D'Alema andando ad annunciare ai quattro venti che se il governo non raggiungeva la maggioranza si andava a casa. Dopo la vittoria alle elezioni i soloni della politica, i grandi strateghi... hanno costruito i loro teoremi pensando che una maggioranza risicata bastasse a garantire stabilità.”  Parole pungenti del filosofo Cacciari, che oltre a far riflettere fanno capire che il “grande vecchio” continua ad essere sempre il “baffino” e che Prodi, e l’intero governo, sono caduti per la sua dichiarazione. A questo punto mi verrebbe de chiedergli: Ministro, ma forse non era il caso che si dimettesse solo Lei, se non altro per aver fatto male i conti? Si perché solo uno sciocco può pensare che D’Alema aveva fatto quella dichiarazione senza essere sicuro dei fatti propri, ma evidentemente aveva fatto i conti senza l’oste! Povera Italia…
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categoria:politica, filosofia, partiti, politikamente scorretti, governi
domenica, 07 gennaio 2007
Emanuela Macaluso, storico dirigente siciliano del Partito Comunista in una dichiarazione ha affermato quanto segue: “Il Cavaliere elogiava la follia citando Erasmo da Rotterdam, giocando con l'emotività sociale. Il Professore invece la proietta su popolo e avversari, come se la società fosse un luogo di pulsioni da frenare. Roba da matti!” Parole sicuramente profonde che evidenziano la differenza tra i due personaggi politici e che hanno fatto andare su tutte le furie prima Prodi e poi gli altri dirigenti della sinistra italiana. Vecchio pazzo Macaluso o grande vecchio illuminato?
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categoria:politica, comunismo, filosofia, partiti, politikamente scorretti
mercoledì, 31 maggio 2006

Tutti sanno che  Benedetto Croce, insieme a Giovanni Gentile, è il massimo rappresentante italiano dell' Idealismo. Indiscusso re della filosofia italiana del primo  900, aveva sostituito alla "dittatura" positivista  quella dell'idealismo: all'insegna di totalizzanti certezze e di una Ragione raramente sfiorata dall'ombra del dubbio, dominato dal razionalismo hegeliano, il neo-idealismo crocian-gentiliano concepiva la storia del mondo come una tragicommedia che lo Spirito Assoluto, perenne e unico attore, recita di continuo davanti a se stesso, con l'esclusione dei comprimari, cioè degli individui.  Per tale ragione la sua filosofia è nota con il nome di Storicismo Assoluto. Cosa comporta questo? Se  "tutto è Idea",  se  la sola realtà è lo Spirito ( la natura e il mondo non esistono se non come apparenza o manifestazione deformata dello Spirito)   e la sola manifestazione dello Spirito è la Storia,  allora la sola Libertà vera è quella  dello Spirito.  Scriveva  infatti Croce:  (la libertà) "sopravvive anche nelle galere e sul patibolo: il sistema politico più opprimente non può impedire all'uomo di pensare, non può impedire la libertà del suo pensiero. In qualunque condizione si sia, e qualunque azione si faccia, la decisione e la responsabilità sono soltanto nostre..". Nella concezione crociana dunque,  la  libertà di pensiero  non può essere né conculcata né distrutta: esiste tout court e, quando apparentemente scompare, risorge più forte dalle proprie ceneri; essa è "dimostrata" dalla Storia indipendentemente dagli individui. In quest'ottica pertanto, le Idee sono eterne, ed eterna è l'Idea di libertà del pensiero : si può sopprimere l'uomo  portatore di quell'idea  ma non l'idea stessa , che sopravvive per sempre in quanto creazione dello Spirito universale. Se accettiamo questo principio generale, frutto tra l'altro di una visione del mondo che riassumeva in sé gli ideali, le aspirazioni, le speranze della cultura europea tra il XIX e il XX secolo, sembra ancor di più oggi   impensabile per l'uomo europeo  cancellare le  idee  di altri uomini, quando  inconciliabili con le proprie: posso sopprimere l'individuo islamico, ma non posso annientare  l'idea sulla quale si fonda il suo pensiero; posso esportare con la forza l'idea di  Libertà, ma essa non  sarà mai il prodotto spirituale di quell'uomo,  la sua parte integrante e dinamica, quella forza che muoverà il suo pensiero.  Per quanto l'uomo si affanni nell'applicatio   della "sua"  libertà limitata affinchè essa si realizzi nel mondo, a quell'uomo,  l'idealista  Croce  ricorda, con  l'audace spregiudicatezza  di scritti superbi, con la  fede nella civiltà e la speranza in un  Progresso inevitabile, che egli è del tutto indifferente allo Spirito assoluto e alla Sua Libertà divinamente creatrice: quest'ultimo è   il solo Soggetto  della  Storia, infinito e universale, e ad  esso sono dovute le opere che costituiscono il tessuto della Storia.

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categoria:politica, filosofia