lunedì, 23 aprile 2007

Nessuno crederebbe mai che un governo, un’amministrazione pubblica, assumesse del personale per poi non retribuirlo. Invece, succede, non in un Paese del sudamericano o in qualche Repubblica delle banane, ma da noi, in Italia. Il personale sfruttato manco a dirlo è quello precario della scuola, quei supplenti che hanno trascorso una vita tra i banchi a studiare per conseguire prima una laurea e poi un’abilitazione all’insegnamento al costo di 5 mila euro spendendo inoltre due anni della propria vita per seguire i corsi ssis gestiti dalle università. La cosa però sembra non interessare ai media, forse perché impegnati a parlarci di grande fratello o di altre banalità simili. Provano ancora una volta, l’ennesima, a farlo notare i sindacati di Base, solo loro, gli altri sono sempre più attenti al mercato e alla continua…

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categoria:scuola, economia, finanza, sindacati
venerdì, 02 febbraio 2007
Il quotidiano La Sicilia di Catania per descrivere i retroscena e i dubbi circa l’affaire Alitalia ha utilizzato i titoli dei maggiori quotidiani italiani. E' strano come l'Alitalia che ha 1.026 milioni di debiti e una flotta vecchiotta che ha bisogno di un altro miliardino per essere rinnovata, come osserva «Il Sole-24 Ore», abbia tanti pretendenti alle nozze.  Mentre il «Corriere della Sera» avverte in un articolo dal titolo «Ora la politica non salga a bordo» che «la politica ha già dimostrato di non saper far volare gli aerei, né a destra, né a sinistra. Dalla compagnia di bandiera ha estratto favori elettorali, privilegi, voti e qualcosa da sventolare di tanto in tanto, ma ha fallito assieme ai sindacati e ai tanti management. Non può riprovarci». Non è stata più tenera «La Stampa» di Torino, in un articolo di Augusto Minzolini con titolo esemplare «L'Alitalia? Batterà bandiera del partito democratico». E spiega con l'aiuto dell'esperto on. Egidio Pedrini di Italia dei valori: «Carlo Toto, amico di D'Alema, è diventato patron di AirOne, indebitata sino al collo, ma protetta da banchieri del calibro di Geronzi (Capitalia) e Passera (banca Intesa). Se il topolino AirOne punta a prendersi il gigante Alitalia, lo fa solo per risolvere i suoi guai. Dall'altra parte ci sono in corsa De Benedetti, Della Valle e i fondi americani. Alla fine finirà che Toto (D'Alema, ma anche Bazoli) si metterà insieme a De Benedetti-Della Valle (i mecenati delle new-generations ulivista Veltroni-Rutelli). Così saranno tutti contenti, un'altra Telecom. E il partito democratico, anche se non ancora nato, avrà presto la sua compagnia di bandiera con dentro gli amici di Prodi, di D'Alema, di Veltroni e di Rutelli. In fondo non potrebbe essere altrimenti visti i vincoli contenuti nel bando di vendita: chi compra deve avere influenza sul quadro politico, chiamiamola capacità di lobbing, che gli consenta se necessario di allentarli in un secondo momento per non trasformare un'avventura in una tragedia». Insomma un altro pezzo dello Stato, proprio come avvenne con l’IRI, sarà ceduto alla “finanza amica” e ancora una volta a dirigere la partita in apparente silenzio c’è ancora lui, Romano Prodi. Ma prima di concludere la missione non è mancata la solita missione mediatica “prepariamo l’opinione pubblica”; tant’è che da diversi mesi continuano a ribadirci in una sorta di tamburo battente che l’Alitalia è un carrozzone per il Paese: sono più le perdite che i guadagni. Dunque  ci viene quasi spontaneo, poiché ci liberano di questa zavorra, ringraziare questi maghi “sciocchi” della Finanza italiana, ovviamente è ironico!
sabato, 13 gennaio 2007
Il governo attraverso il ministro Damiano ha annunciato un’accelerazione della riforma del TFR per i dipendenti statali e l’introduzione della norma beffarda del silenzio/assenso, vera trappola per i dipendenti. Per la scuola esiste da qualche anno il fondo pensione di categoria denominato ESPERO, ma a quanto pare fatica a decollare. Un esempio concreto viene da una scuola della mia citta, a fronte di 400 impiegati circa, vi hanno aderito solo in 4.  La fretta del Ministro del Lavoro Damiano ci lascia perplessi, ma dalla lettura della sua biografia [link] si legge: “Ha curato la costituzione del primo Fondo pensione complementare dei lavoratori metalmeccanici, Cometa, assumendo la Presidenza del Consiglio di amministrazione nella fase iniziale.” Conflitto d’interessi?
giovedì, 04 gennaio 2007
Sono successe molte cose in questo periodo di feste natalizie; provo ad evidenziare quelle, a mio modo di vedere, più significative. Dunque iniziamo dalla politica estera quindi dall’impiccagione di Saddam, ha sconcertato il mondo intero la diffusione delle immagini dell’impiccagione del tiranno, ma ha sconcertato ancor di più il falso sconcerto espresso da molti leader politici mondiali e nostrani. Ritorniamo in Italia: è stata varata la Finanziaria che ha regalato agli italiani un bastione carico di nuove tasse: bolli auto, ticket sanitari, aumento dei biglietti dei treni, pedaggi autostradali, giusto per citarne alcuni; proprio per questo non sono mancate le solite polemiche politiche, anche perché forse aumentare le tasse non era così necessario. La scienza poi annuncia scoperte sensazionalistiche, lo fa l’Università di Washington, dove i ricercatori  hanno individuato in quale parte del cervello si annida la sfera di cristallo che prevede il futuro, dunque in ognuno di noi si annida un mago Do Nascimento? Mah! Il 2007 inoltre si è aperto con le ormai immancabili minacce di Mahmoud Ahmadinejad, questa volta vuole prendere a schiaffi l’intero Occidente. Ma la notizia degli ultimi giorni che sta facendo accapigliare il mondo politico riguarda il  boom delle entrate fiscali. La stretta sulla spesa pubblica hanno spinto il fabbisogno dello Stato al livello di 35,2 miliardi di euro nel 2006. Il dato segna una netta riduzione rispetto ai circa 60 miliardi di euro dell'anno precedente. Prodi ne rivendica i meriti, Berlusconi altrettanto. Ma chi ha ragione? Forse proprio quest’ultimo, se non altro perché a produrre questo effetto è stata la Finanziaria del 2005, peraltro gli stessi Padoa Schioppa e Giorgio Benvenuto dei DS gliene riconoscono i meriti, ma Prodi, niente! Siamo sicuri però che questo dato sia salutare per il Paese? Probabilmente per i conti sì, ma è giusto ricordare che per il cittadino ha significato: tagli alla spesa pubblica ovvero sanità, scuola, enti locali e tutto ciò che concerne lo stato sociale. Se non ricordo male era proprio quello che la sinistra di opposizione rimproverava a Tremonti, perché oggi ne rivendicano i meriti?
sabato, 16 dicembre 2006

Non bastavano gli aumenti del bollo auto, dell’introduzione dei ticket sanitari, del taglio delle risorse agli enti locali contenuti nella legge Finanziaria, adesso ci si mette pure Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni. In un momento di lucida follia ha deciso di ritoccare il canone Rai che passa così dagli attuali 99,60 ai 104 euro, peraltro senza offrirci in cambio una televisione qualitativamente migliore, anzi, possiamo affermare che è stata compiuta la più becera lottizzazione in stile vecchia DC. Tra le tante nefandezze abbiamo notato come l’asse politico delle trasmissioni RAI si sia spostato verso le loro posizioni. Il precedente governo, e in questo bisogna dargliene atto, nei 5 anni alla guida del Paese non ha ritoccato il canone, per giunta il bilancio della televisione di stato è passato da tristemente negativo in attivo. Questo probabilmente a scapito della qualità, infatti, in quegli anni da questo punto di vista la RAI ha toccato il fondo. I telespettatori sono stati costretti ad assistere all’invasione della TV trash e dei Reality della peggior specie. Purtroppo la sterzata di Gentiloni riguarda solo l’importo del canone, dal punto di vista della qualità pare voglia continuare a calcare le orme del precedente governo, peccato.

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categoria:politica, economia, tv , finanza, tv spazzatura, societĂ , partiti, tv politica
venerdì, 15 dicembre 2006

Cinque anni passati all’opposizione ad accusare Berlusconi e i suoi di promuovere leggi ad personam come la cosiddetta salva Previti, e in soli pochi mesi di governo varano l’indulto che, oltre a salvare Previti, scarcera migliaia di detenuti che, come per magia rimette  la maggior parte di loro nella condizione di ritornare a delinquere! Ma tra le pieghe della Finanziaria il governo, che ha predicato bene, ma a quanto pare razzola male, anzi malissimo, ha introdotto una norma di pochissime righe che mette a rischio metà dei processi per reati contro l'amministrazione. Per la Corte dei Conti è un vero e proprio «colpo di spugna» per i processi sui reati contabili. Per il presidente della Commissione giustizia del Senato, il ds Cesare Salvi, è una «norma inaccettabile, da eliminare». Un provvedimento ad personam, «peggiore dell’ex Cirielli» aggiunge il suo vice Roberto Manzione della Margherita. Questo è l’ultimo pasticcio della Finanziaria, la norma di appena tre righe è contenuta al comma 1346. Stranamente però i girotondini, i vari Santoro, Biagi e le altre teste di legno tacciono, anzi, continuano a perseguitare altri fantasmi pur di distogliere l’attenzione delle nefandezze contenute in una delle leggi Finanziarie più disastrose dal dopoguerra!

venerdì, 01 dicembre 2006

Questa vergognosa Finanziaria tutela le pensioni d’oro, quelle che superano 5 mila euro al mese per intenderci, infatti salta il contributo di solidarietà pari al 3%. Lo prevede un emendamento del relatore alla finanziaria. Conseguentemente, è previsto un taglio alla tabella A, sotto la voce ministero dell' Economia, di 22 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Insomma come sempre e con l’avallo di Rifondazione Comunista ( supportata dai voti dei lavoratori e ceti più deboli) le classi più agitate vengono tutelate a scapito di: scuola, sanità, tagli ai comuni, aumenti bolli, mantenimento della riforma pensioni di natura maroniana, taglio deciso allo stato sociale. A questo punto è lecito chiedersi: ma RC da quale parte sta’?

giovedì, 23 novembre 2006

Il succhiasangue di Visco, almeno così lo vedono l'80% degli italiani, per evitare l'uso improprio delle banche dati fiscali si è inventato un elenco di Very Important Personality vale a dire i paperoni Vips della nostra cara ed amata Italia. L'archivio conterrà: artisti, industriali, uomini d'affare, ma soprattutto politici. Ovviamente la gente comune sarà soggetta a qualsiasi controllo e peraltro senza nessuna limitazione. Visco ha anticipato queste novità nel corso di un'audizione alla commissione parlamentare sull'anagrafe tributaria. Dunque sarà realizzato “un archivio di persone rilevanti, sensibili, non solo politici, ma anche del mondo dei Vip, che hanno necessità di una maggiore garanzia della privacy”. Visco spiega il meccanismo che verrà messo in atto: “Se qualcuno fa una interrogazione su una di queste persone, la cosa viene automaticamente segnalata”. Una procedura che verrà messa in campo riguarda “il controllo settimanale da parte dei superiori sulle interrogazioni fatte per vedere se sono coerenti con gli accertamenti oppure sono sfizi e peggio”. Visco ha invece assicurato che “è praticamente impossibile fare attacchi dall'esterno”. Il problema dell'uso improprio, come emerso dalle cronache delle settimane scorse, è solo interno. E bravo Visco!

mercoledì, 08 novembre 2006

"Ho cercato di fare il possibile e mi sembra che il bilancio sia positivo, ma non è certamente da attribuire a me, ma a tutti i magistrati e alle forze di polizia che hanno lavorato duro, ai quali rivolgo la mia lode e il mio grazie. Mi dispiace lasciare la Procura in un momento di così grave difficoltà economica. La mafia si combatte anche con convegni, fiaccolate, lenzuoli e con la vicinanza della società civile, ma ci vogliono i mezzi finanziari indispensabili. Noi abbiamo pazientato diversi mesi, ma adesso la situazione è davvero molto grave. I 6 mila euro che ci manderanno sono ben poca cosa e non risolvono il problema".

Sono le parole amare del Procuratore di Catania Mario Busacca, che il prossimo 18 novembre lascerà l’incarico a Catania per raggiunti limiti di età. Dunque la Finanziaria mette in ginocchio anche le Procure antimafia. E dire che i rappresentanti di questo governo non perdono occasione di definirsi nemici acerrimi delle mafie, evidentemente solo a parole, perché quando devono finanziare le Procure, se lo dimenticano, anzi tagliano addirittura le risorse!
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categoria:politica, finanza, politikamente scorretti
giovedì, 19 ottobre 2006

Una finanziaria di lacrime e sangue non solo per i contribuenti, ma per lo stesso governo che nel giro di qualche mese ha subito un calo vertiginoso di fiducia e di popolarità scendendo sotto la soglia del 50 per cento. Secondo un sondaggio della Ipr-marketing pubblicato sul sito de “La Repubblica”, la fiducia nel governo è diminuita di 12 punti rispetto al 13 settembre quando era al 57 per cento del campione preso in esame.
Sarà stata la Finanziaria (come sostiene la senatrice Anna Finocchiaro), l'ombra della Telecom e la partenza difficile di un governo che deve sempre fare i conti per non inciampare al Senato. Fatto sta che, secondo la rilevazione dell'istituto, a riporre molta fiducia nell'esecutivo sono il 45 per cento degli intervistati. Crolla anche il gradimento per Romano Prodi. Il 49 per cento dice di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nel premier che perde così quattro punti rispetto a settembre. Mentre si fa più consistente la quota degli sfiduciati che sale dal 41 al 48 per cento (gli indecisi si fermano al 3).Nella squadra di governo riscuote meno fiducia il ministro Clemente Mastella il penultimo della classifica è Giulio Santagata, ministro per l'Attuazione del Programma il più quotato è invece il “baffetto” più furbo del west, Massimo D'Alema. Poi seguono gli altri. E’ stupefacente come in un solo mese siano crollati i consensi dell’Esecutivo, è bastata una Finanziaria contestata da tutti e bocciata anche dall’Europa a sfiduciare un governo che dimostra di brancolare nel buio, sarà per questo che Berlusconi ha chiesto a Prodi di restituire le chiavi del Parlamento?

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categoria:politica, finanza, pensioni
giovedì, 12 ottobre 2006

L’Istat rileva i benefici che la Finanziaria porterà alle famiglie: in 16 milioni dovrebbero trarre vantaggi dalla riforma dell'Irpef “integrata” dagli assegni familiari. Potranno contare, in media, su 263 euro l'anno in più, molto meno di un caffè al giorno, troppo poco. Mentre per 4,8 milioni di nuclei familiari non ci sarà nessun beneficio. Le famiglie più svantaggiate che vivono in condizione di povertà potranno contare su uno sgravio di circa 400 euro l’anno, queste sì potranno entrare in un bar del centro e ordinare un caffè, ma devono stare attenti a non prenderlo corretto altrimenti dovranno rimetterci di tasca propria. E’ triste ammetterlo, ma questa finanziaria più che rilanciare la politica e gli aiuti alle famiglia rischia di penalizzarle, soprattutto quelle più povere che non si possono permettere né l’auto euro 4 né tanto meno l’euro 5!

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categoria:politica, economia, finanza, politikamente scorretti
giovedì, 05 ottobre 2006
In questi giorni ci stiamo occupando della legge Finanziaria evidenziando gli aspetti positivi, ma senza trascurare (come si fa sempre in questi casi) quelli negativi. Leggendo tra le pieghe della legge, si scopre che tra i tantissimi tagli ce n’è uno che forse è il caso di ripristinare: il cinque per mille che la precedente legge Finanziaria (Legge 23 dicembre 2005 n. 266, articolo 1, comma 337) aveva previsto per l'anno 2006, a titolo sperimentale. Si trattava della destinazione, in base alla scelta del contribuente, di una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno del volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute; finanziamento della ricerca scientifica e delle università; finanziamento della ricerca sanitaria; attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente. Non si capisce se il taglio è frutto della logica del “cancello tutto ciò che hanno fatto gli altri” oppure se è una semplice distrazione, sta di fatto che gli enti non profit e gli istituti di ricerca non potranno più contare nell’aiuto dei contribuenti che peraltro avevano dimostrato di apprezzare la legge.  
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categoria:politica, economia, finanza, partiti, governi
lunedì, 02 ottobre 2006

 

L’Adusbef definisce la finanziaria una stangatina da 110 euro a famiglia, altro che aiuti. Secondo i calcoli fatti dall’Associazione dei consumatori i 150 euro di benefici, che arriveranno in media ai contribuenti saranno vanificati dai 260 euro di nuovi aggravi fiscali, lo sostiene il presidente Elio Lannutti che accusa la Finanziaria di contenere tanti piccoli balzelli "una semper", che messi insieme sono superiori al cuneo fiscale "una tantum" erogato ai lavoratori nel 2007. L'Adusbef ha quantificato i benefici ed i maggiori oneri a carico dei cittadini previsti dalla Finanziaria: «dall'aumento dell'aggio sulle riscossioni esattoriali a carico del contribuente al sovrapprezzo tariffe autostradali per adeguare i tratti di adduzione alle autostrade; dall'aumento automatico delle tasse automobilistiche all'aumento automatico dell'imposta regionale sulla benzina; passando all'imposta di scopo per le opere pubbliche comunali, alla tassa di soggiorno comunale, una vera e propria tassa sul turismo». Ci sono poi aumenti dell'Irpef regionale - prosegue la nota dell'associazione dei consumatori - «oltre i livelli massimi, alla Tarsu, ai ticket sulle ricette per le visite specialistiche a quelli sul pronto soccorso».
Ecco «il decalogo - così lo definisce l'Adusbef - delle stangatine annue a famiglia»:
1) AUTOSTRADE: sovrapprezzo tariffe per adeguamento tratte = 12 euro
2) BANCHE: tracciabilità pagamenti superiori a 100 euro = 30 euro
3) BENZINA: aumento automatico imposte regionale su benzine e diesel autotrazione = 18 euro
4) BOLLO AUTO: aumento automatico tassa automobilistica = 15 euro
5) CASA: aumento Ici ed estimi catastali = 63 euro
6) ESATTORIE: aumento aggio riscossione a carico contribuenti = 12 euro
7) IRPEF: sblocco aumento addizionale Irpef Comuni = 27 euro
8) SANITÀ: ticket pronto soccorso e ricette per prestazioni specialistiche = 53 euro
9) TARSU: rincaro tariffa per raccolta e smaltimento rifiuti = 16 euro
10) TURISMO: tassa soggiorno comunale e imposta di scopo opere pubbliche comuni = 14 euro
L'aggravio totale è dunque di 260 euro a famiglia a fronte di benefici fiscali calcolati dall'associazione consumatori in 150 euro, con un saldo negativo alla fine di 110 euro.

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categoria:politica, economia, finanza
domenica, 01 ottobre 2006

Il Censis elaborando i dati Istat, dei ministeri della Salute e Giustizia e della Caritas ha fornito la dimensione quantitativa di alcune tipologie di disagio. Il nostro Paese conta 3.028.000 poveri (coloro che si collocano al di sotto della povertà assoluta); 917.000 disoccupati da lungo tempo; 147 mila minorenni sfruttati nel mondo del lavoro. Dal versante sanitario, il Censis segnala: 1.430.000 invalidi motori; 973 mila fra sordi e sordomuti: 643 mila malati di Parkinson, di Alzheimer, di epilessia e di perdita della memoria; 544 mila malati di tumore; 475 affetti da insufficienza mentale; 353 mila non vedenti; 50.271 malati di Aids.

Consistente anche il gruppo delle persone con difficoltà legate a relazioni sociali: 1.600.000 alcolisti; 223 mila minorenni emarginati; 160 mila tossicodipendenti; 80 mila prostitute; 55.670 detenuti; 20.387 con disagi abitativi.

Rispetto alle principali tipologie di disagio è la tossicodipendenza che preoccupa di più gli italiani poiché è richiamata dal 58,6% degli intervistati, seguita dall'Aids (41,1%), dalla disoccupazione di lunga durata (26,3%), dalla marginalità minorile (20,3%) dalla prostituzione (17,8%) e dalla povertà economica (15,2%). Questa Finanziaria riuscirà ad alleviare la sofferenza a queste famiglie? Di sicuro non possiamo dirlo, ma di certo possiamo notare che si preoccupa di dare una mano alla FIAT togliendogli dal “groppone” i cassaintegrati, facendoli poi gravare sulla collettività. In questo modo  ripristina quell’antica pratica dell’aiuto statale all’industria automobilistica italiana che tanto controproducente era stato in passato.
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categoria:politica, economia, finanza, governi, politica e interessi economici
mercoledì, 27 settembre 2006

Dopo aver appreso i contenuti della bozza della Finanziaria, il mondo politico, specie quello di maggioranza, è entrato in fibrillazione. Le critiche rivolte al ministro Padoa Schioppa sono state molto dure. Alba Sasso, diessina, entra a gamba tesa:” Insomma a leggere gli articoli della Finanziaria che riguardano la scuola c'è da restare sgomenti. Avevamo sperato che le voci di questi mesi sui tagli all'istruzione fossero esagerate. Non lo erano. Non solo, questa Finanziaria è in netta contraddizione con il programma dell'Unione.” Il ministro Fioroni sembra cadere dalle nuvole e si lascia scappare un laconico: "sono all’oscuro di tutto". Al coro si sono uniti: Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e parte dei DS. Visto il dissenso generale, una domanda sorge spontanea: Il ministro Padoa Schioppa ha scritto gli articoli della Finanziaria nelle segrete stanze del ministero dell’Economia, nascondendola persino al suo fido collaboratore, e vice-ministro, Paolo Cento? Possibile che non sia mai emerso nulla?
Gli effetti della Finanziaria rischiano di essere nefasti per l’intero sistema Scuola: scomparirebbero in sei anni 177 mila posti, le classi, in barba alla qualità, supererebbero i 30 alunni; il precariato verrebbe definitivamente debellato, nel senso che non ci sarà più posto per loro nella Scuola. A questo punto temo che le stesse compresenze siano messe in serio rischio, penalizzando ancora una volta i Docenti Tecnico Pratici. Non dimentichiamoci poi che gli studenti non avrebbero più il supplente della stessa disciplina del docente assente, ma si vedrebbero arrivare un insegnante della scuola che avrebbe solo il compito di tenerli solo a bada senza peraltro portare avanti il programma didattico.

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categoria:politica, scuola, economia, finanza