domenica, 06 gennaio 2008

La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato si poneva come obiettivo il miglioramento del servizio: si può affermare che a distanza di qualche anno l’obiettivo non solo non è stato raggiunto, ma in alcuni casi è stato addirittura peggiorato. Un evidente esempio ne è appunto la situazione delle linee utilizzate dai pendolari: i treni sono sempre più affollati e sempre meno puliti. Altra situazione negativa è quella che riguarda l’Eurostar, il treno nato proprio in seguito alla privatizzazione e che doveva costituire l’eccellenza del trasporto su binari. Ma chi in questi giorni ha avuto la sventura di doverne prendere uno, non ha che potuto constatare che l’Eurostar conserva la sua eccellenza solo nel costo del biglietto (aumentato tra l’altro del 15% con l’anno nuovo). Infatti sembra che ultimamente sia stata abolita l’obbligatorietà della prenotazione su posto a sedere: ciò comporta che si possa viaggiare sul treno anche in piedi, seduti per terra e occupando tutti gli spazi riservati al movimento dei viaggiatori con tutti i disagi che ci si possono facilmente immaginare. Il fatto diventa più grave nel caso degli Eurostar in quanto, oltre ai motivi anzidetti, vi è un fattore di pericolosità per chi non viaggia normalmente seduto a causa della forte velocità di tale tipologia di convoglio. Non si capisce dunque perché Trenitalia abbia ignorato tali elementari norme di sicurezza nonché di garanzia di comodità per il viaggiatore Eurostar, facendo salire passeggeri in più rispetto alla normale capienza del treno.

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categoria:politica, turismo, infrastrutture
giovedì, 12 ottobre 2006
L’abitudine politica filo comunista di azzerare l’opera dei predecessori costerà probabilmente all’Italia 300 milioni di euro come penale per la mancata realizzazione del ponte sullo stretto. Non bastassero i soldi (quelli tanto li tirano fuori i contribuenti), l’Italia perde anche la faccia con la comunità internazionale e con le imprese con le quali aveva preso impegni ben precisi. Questa tipologia di politica, fatta da persone inadeguate e condizionate dal proprio spirito estremista sta minando pesantemente le possibilità di crescita del nostro stato. E’ inevitabile provare un senso di grande tristezza, sono tornati anno zero, lotta di classe e tante forme di odio politico. Buona Fortuna Italia!
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categoria:politica, nefandezze, infrastrutture
mercoledì, 11 ottobre 2006

Il Centro sinistra scippa definitivamente i soldi del Ponte sullo Stretto: con 272 voti favorevoli e 234 contrari, la Camera ha approvato la mozione che "stoppa" la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. La mozione, firmata dal capogruppo dell'Ulivo Dario Franceschini, giudica "non prioritaria" la costruzione del ponte e impegna il governo a realizzare altri interventi per il miglioramento della viabilità nel mezzogiorno: in particolare il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Dunque la Sicilia si vedrà privata non solo del Ponte ma di tutte le altre infrastrutture ad esso collegate come strade, autostrade e linee ferroviari. I siciliani ricorderanno questa giornata come una tra le più triste della sua storia, mentre il governo conferma la sua linea settaria verso le regioni che non lo hanno votato.

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categoria:politica, tav , infrastrutture, politica e interessi economici
martedì, 19 settembre 2006

La stampa nazionale ha assunto da tempo un atteggiamento omertoso circa le richieste del popolo siciliano e calabrese, che da decenni invocano la realizzazione delle infrastrutture nelle rispettive regioni a denunciarlo è Raffaele Lombardo, leader del movimento autonomista siciliano. Secondo l'esponente politico isolano c'è in atto una vera a propria opera di censura verso le iniziative del popolo meridionale soprattutto a proposito della realizzazione del Ponte sullo Stretto: "malgrado l'atteggiamento di omertosa indifferenza della stampa nazionale sulla manifestazione di Roma per il Ponte, le infrastrutture e lo sviluppo del Sud, il popolo siciliano e meridionale farà sentire forte la propria voce contro l'ostilità del governo nazionale di turno".

Questa mattina a Roma manifestano insieme politici e semplici cittadini con la voglia di costruire il Ponte sullo Stretto. La manifestazione si svolge in coincidenza con la riapertura dei lavori del Parlamento, in piazza Colonna davanti Palazzo Chigi. Il leader dell'Mpa è stato molto duro con i media: "A dispetto dei maldestri tentativi di sabotaggio messi in atto per compiacere i nuovi manovratori e dell'imbarazzato silenzio degli organi di stampa nazionale - dice Lombardo - a Roma saremo in tanti per dare voce alla denuncia del colpevole degrado in cui è relegato il Sud Italia. Non s'illudano quanti fino a oggi hanno guardato con razzistica sufficienza a questo appuntamento".

"Si accorgeranno - continua il leader dell'Mpa - che sindaci e amministratori locali, rappresentanti dell'associazionismo di base e delle organizzazioni sindacali, dirigenti e militanti del Movimento per l'autonomia e di altre forze politiche, e soprattutto tanti cittadini che spontaneamente hanno dato la loro adesione, grideranno forte il loro dissenso contro la volontà secessionista del governo nazionale che, rinunciando al Ponte, opera già finanziata e appaltata, di fatto intenderebbe escludere dallo sviluppo per i prossimi decenni un pezzo importante dell'Italia".

"Riflettano bene - ha concluso Raffaele Lombardo - quanti hanno responsabilità di governo e intervenga, se lo ritiene, il Capo dello Stato che costituzionalmente è garante dell' Unità nazionale, rimasta finora soltanto sulla carta".

Davvero uno strano Paese il nostro, da un lato si invoca a gran voce pluralismo e libertà dall'altro si censura un intero popolo e le sue richieste.

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categoria:politica, censure, infrastrutture
giovedì, 07 settembre 2006

Il Sud rischia di rimanere molto indietro rispetto le altre aree del Paese. A confermarlo è uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.n.r) che fotografando la situazione attuale lancia l’ emergenza welfare sottolineando il divario tra bisogni e servizi su diversi fronti: scuola, sanità, previdenza, assistenza, ecco i dati:

Anziani, la percentuale di anziani residenti in ospizi e case di riposo in Italia meridionale è dello 0,52%, contro una media nazionale di 1,36 e un picco nel Nordovest di 1,88.

Pensioni, ogni mille residenti, al Nord sono pensionati 84, nel Centro 272 e nel Mezzogiorno 271.

Scuola, il sistema scolastico è segnato da un generale malfunzionamento di cui sono indicatori la dispersione, l'abbandono, i percorsi accidentati più alti e le peggiori performance negli studi.

Se a questi dati aggiungiamo la carenza di infrastrutture (strade, autostrade, porti etc.) possiamo dedurre che nel giro di qualche decennio queste aree del Paese rischiano di perdere definitivamente il treno dello sviluppo. E il governo centrale invece di portare avanti politiche serie di sviluppo taglia ulteriormente le poche risorse per destinarle a Confindustria e al taglio di 5 punti percentuali del cuneo fiscale, che come sappiamo favorirà ulteriormente il Nord a scapito di un Sud sempre più moribondo [link]

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categoria:politica, economia, isole, infrastrutture
venerdì, 11 agosto 2006

E’ questo lo scenario proposto dal nuovo Governo. Oltre ad aver gettato nell’insicurezza tutte le opere necessarie allo sviluppo del nostro paese ora il Ministro dei Trasporti Bianchi propone l’abbassamento dei limiti. Avevano iniziato a far girare l’Italia ma a forza di freni non so immaginare come ridurranno la nostra Nazione.

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categoria:politica, infrastrutture
sabato, 05 agosto 2006

Aveva detto Prodi: "abbiamo iniziato a far girare l'Italia" ma intanto le grandi opere si fermano perchè mancherebbe la copertura. In realtà quella della copertura finanziaria è solo una scusa, a mancare è la volontà! E bene chiarire una volta per tutte che la copertura per opere di grande importanza un governo deve essere sempre in grado di trovarla, invece come sempre manca la concezione dell'investimento per il futuro (oltre che la volontà in questo caso).

Il premier ed il suo Governo abbiano almeno la decenza di evitare presuntuosismi come quello dell'Italia che inizia a girare perchè forse è il contrario, visto che anche la fusione tra Abertis e Autostrade, che avvrebbe portato in Italia importanti fondi per lo sviluppo della rete viaria, è stato bloccato dall'Anas in seguito al parere negativo espresso dal Ministro dell'economia e quello delle Infrastrutture.

Complimenti! E questo lo chiamano "iniziare a far girare l'Italia"; questi invece sono semplicemente freni allo sviluppo della nostra Nazione.

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categoria:politica, infrastrutture
venerdì, 04 agosto 2006

Buona iniziativa della Regione Liguria, per reperire i fondi necessari a costruire infrastrutture viarie indispensabili per decongestionare il traffico, si sta pensando ad un’aumento delle tariffe autostradali nei weekend. Nei fine settimana il traffico in liguria è a dir poco pazzesco ed è ovvio che siano necessarie ulteriori strade o l’ampliamento di quelle esistenti ma visto che i fondi a disposizione come sempre scarseggiano, è giusto imporre un supplemento di tariffa (che in futuro potrebbe tradursi in un miglioramento del servizio, a tutto vantaggio dei turisti).

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categoria:politica, società, infrastrutture
domenica, 30 luglio 2006
In estati torride e afose come quella che stiamo vivendo sia dal punto di vista civile che agricolo, si sente spesso parlare di risorse idriche in costante diminuzione e di crescenti allarmi per il futuro. C’è grande preoccupazione ma le proposte concrete scarseggiano, eppure sono proprio momenti come quello che stiamo vivendo, molto simile all’estate 2003 che dovrebbero portare la nostra società ad affrontare serenamente il problema per poter prendere le giuste e dovute contromisure. Oltre a non affrontare l’argomento con la giusta determinazione, le azioni della nostra società vanno nella direzione opposta, quella che ci porterà ad essere sempre più vittime del clima. Si continua a cementificare e a costruire, le città diventano sempre più affollate, le auto vengono utilizzate in modo smisurato, come i condizionatori (si refrigera ormai ogni edificio con conseguente riscaldamento e umidificazione dell’ambiente cittadino). Anche le piante ad alto fusto non hanno più la presenza che dovrebbero avere, sono anche scomparse dagli argini delle strade perché sono un potenziale pericolo. L’acqua scarseggia ma la costruzione di Invasi che rappresenterebbero un importante rimedio è sempre osteggiata e l’agricoltura ne fa costantemente le spese. Come sempre si fanno tante parole ma il coraggio per le giuste scelte continua a mancare.
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categoria:politica, ambiente, agricoltura, infrastrutture
martedì, 25 luglio 2006

E’ prassi comune in ogni campagna elettorale che si rispetti, sostenere la teoria (condivisa credo all’unanimità) che la nostra Nazione avendone tutte le carte in regola debba puntare decisamente sul turismo.

Per far decollare il turismo in Italia nulla servirebbe più del ponte sullo stretto, già di per se attrattiva turistica senza eguali ma anche catalizzatore di infrastrutture viarie che risolverebbero tutti i problemi di collegamenti tra le varie località turistiche dell’Italia Meridionale. Il problema non sta infatti solo nel raggiungere più velocemente la Sicilia, ma anche nella rete autostradale che collega le varie regioni del sud. Il corridoio 1 Berlino – Palermo è la carta vincente per il turismo italiano, perché nulla è più bello che trascorrere le vacanze in Italia, in quell’insieme di profumi e sapori che caratterizzano tutta la penisola, bella, bellissima ma troppo lontana. Con il ponte sullo stretto ed il corridoio 1 la nostra penisola sarà più semplice e facile da raggiungere e da girare. Non vediamo l’ora, noi e i turisti stranieri.

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categoria:politica, turismo, infrastrutture
lunedì, 24 luglio 2006

Da sempre consideriamo il corridoio 1 Berlino – Palermo vitale per lo sviluppo e il progresso della nostra nazione. Le recenti affermazioni di alcuni esponenti del nuovo governo di centro sinistra hanno rimesso in discussione l’esigenza del ponte sullo stretto riproponendo quello che molti chiamano: “il continuo saccheggio”.

Liborio su A Ruota Libera riporta le dichiarazioni di Totò Cuffaro, assolutamente condivisibili. Il presidente della regione afferma che la Sicilia è disposta a fare il ponte anche da sola e minaccia con grande determinazione di aprire un contenzioso presso l’Unione Europea se il nuovo Governo si opporrà alla costruzione dell’opera che è inclusa nel progetto del “Corridoio 1”.

L’Italia può vincere le nuove sfide esclusivamente dotandosi tempestivamente delle infrastrutture in grado di ridurre i tempi di percorrenza della nostra penisola.

- In un’epoca caratterizzata dai continui tentennamenti dei nostri politici non può che essere apprezzata la determinazione di Totò Cuffaro.

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categoria:politica, infrastrutture
martedì, 18 luglio 2006

Mentre la siccità e il ritardo nella costruzione di infrastrutture destinate a migliorare la disponibilità idrica del nostro territorio si stanno rivelando come il peggior nemico dell’agricoltura italiana, si sprecano dibattiti, pareri e polemiche basate per lo più su parole e teoremi evanescenti. Sotto accusa finiscono le coltivazioni (troppo esigenti) e la rete irrigua troppo dispersiva (tesi banali e troppo spesso indice di una non completa conoscenza dell’argomento). Per chi opera nel settore è ha le competenze tecniche del caso il problema è uno solo ed è la necessità di infrastrutture, soprattutto invasi. Le esigenze crescenti di risorse idriche possono essere soddisfatte solo accumulando acqua nei periodi in cui è possibile farlo. Assurdo pensare di risolvere il problema diminuendo drasticamente i consumi, magari con il ricorso a coltivazioni poco esigenti ma anche dalla produzione limitata, il problema non verrebbe risolto e sarebbe la fine della nostra agricoltura. Il territorio Italiano ha urgente bisogno di dighe e invasi, ignorare questo problema procrastinando gli interventi necessari potrebbe in futuro creare notevoli problemi di natura economica e igienico sanitaria.

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categoria:agricoltura, infrastrutture
giovedì, 22 giugno 2006

Finalmente ha gettato la maschera sul futuro del Ponte sullo Stretto: «Il progetto Torino-Lione è più urgente rispetto al Ponte di Messina. Siamo con poche lire, occorre quindi individuare le priorità». Sono queste le parole pronunciate dal ministro al ramo Antonio Di Pietro. Le ha dette davanti agli industriali lombardi,  dopo il regalo inatteso, hanno risposto prima con un applauso e poi hanno individuato in quale settore saranno impiegati i fondi della Società ponte sullo Stretto: «il Nord deve poter contare su una rete logistica per assolvere alla propria funzione di ponte tra l'Europa e il resto del Paese». Un’altra tassello che conferma la teoria dell’accanimento del governo verso la Sicilia, ma anche verso il sud tutto. Il «ponte» per merci e persone è solo quello del Nord, la Sicilia, invece, che dovrebbe diventare il vero collegamento con i paesi del Mediterraneo, può attendere. Anzi, se lo scordi. «Per l'alta velocità - è sempre Di Pietro che parla - sino a Reggio Calabria ci vogliono da 10 a 15 miliardi di euro. E non li abbiamo». Dunque la strategia del continuo saccheggio delle casse del sud è chiara, ma forse è il caso di dire le cose come stanno per uscire finalmente dall’equivoco: questo governo non ha una progetto per il Sud. E’ stato solo uno specchietto per le allodole per racimolare consensi. Il Sud è destinato a rimanere il solito carrozzone destinato a rimanere fuori da qualsiasi politica di ammodernamento. E dire che noi siciliani abbiamo sempre pensato che era la Lega nord il nostro nemico principale, temo che in tutti questi anni ci siamo sbagliati!  

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categoria:politica, tav , infrastrutture
martedì, 20 giugno 2006

Per comprendere meglio le cause della batosta elettorale subita dal centro-sinistra in Sicilia, bisognerebbe analizzare i pensieri di Prodi e le sue strategie politiche proprio nei confronti dell’Isola. Visto che non siamo dotati di poteri divinatori, proviamo invece ad analizzare i fatti: la formazione del suo governo in un primo momento non comprendeva nessun ministro isolano. Tra i primi provvedimenti invece troviamo: il saccheggio dei fondi per la realizzazione del Ponte sullo Stretto; l’aumento dell’Irpef regionale imposto da Roma infischiandosene dello Statuto Speciale; il taglio dei finanziamenti alla sanità isolana e non ultimo il taglio per i collegamenti marittimi con le isole Eolie, penalizzandone fortemente l’economia. Analizzando i provvedimenti adottati verso le altre regioni, si nota subito che nessun’altra ha subito un trattamento esclusivo al pari della Sicilia, non sarà per caso “razzismo politico”? Questo astio nei riguardi dei siciliani è costato caro alla candidata per le regionali, Rita Borsellino. Personaggio stimato dai siciliani, ma appoggiato da una sinistra isolana priva di identità e svuotata di significato, tant’è che ha preso più voti lei della somma dei partiti che la sostenevano.  Ma le scelte politiche del governo centrale, fanno urlare allo scandalo gli stessi quotidiani “simpatizzanti” come “La Sicilia”. Infatti, in  più occasioni ha denunciato le scelte politiche di Prodi destinate più che altro a punire l’Isola. Appare quasi come una forma di razzismo politico. Il quotidiano usa termini più forti, parla addirittura di odio che si manifesta sotto forma di drastici tagli che potrebbero mettere definitivamente in ginocchio l’economia siciliana. Questa strategia ha riportato in auge modi di dire che avevamo volentieri consegnato alla storia come: “o con me o contro di me”. Evidenziando quel settarismo che continua a caratterizzare il comportamento di terminate figure politiche che invece si professano democratici e tolleranti. Al posto di una politica ostruzionistica sarebbe invece auspicabile che il governo promuovesse al contrario un’azione di valorizzazione del territorio mediante una serie di provvedimenti mirati al rilancio turistico dell’Isola che in questo settore ha un ruolo di primissimo piano.

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categoria:politica, infrastrutture
lunedì, 05 giugno 2006
Forse neanche Raffaele Lombardo s’immaginava una tale partecipazione alla marcia PRO PONTE e invece oggi pomeriggio a Messina hanno sfilato più di 8 mila persone che hanno urlato slogan a favore dell’importantissima infrastruttura. Se consideriamo che è lunedì (giorno lavorativo)  e che il segretario dell’Mpa non è il segretario di nessun sindacato, possiamo dedurre che la manifestazione ha avuto un notevole successo. "Le ricadute di questa opera saranno positive per la Sicilia, per la Calabria, per tutti, perché è la madre di tutte le infrastrutture", ha detto il leader del Movimento per l'autonomia, Raffaele Lombardo. "Porteremo la protesta anche a Roma - ha aggiunto l'europarlamentare - dove non possono non ascoltarci: non capisco cosa vuole di più il governo per un progetto che darebbe lavoro a 40 mila persone per dieci anni"."Quello che sta manifestando - ha precisato Raffaele Lombardo - non è uno schieramento che si contrappone ad un altro, non è un'opposizione al governo Prodi, del quale non capisco questo no pregiudiziale. Le risorse per la costruzione del Ponte - ha sostenuto il leader del Mpa - ci sono: l' Europa ha espresso parere favorevole e le altre infrastrutture nel Sud non verranno mai realizzate se prima non si farà il Ponte". Lombardo forse ha preferito tacere, ma in Sicilia e in Calabria ormai c’è un triste motivetto che passa da una bocca all’altra: I soldi per la realizzazione del Ponte saranno saccheggiati e destinati ad altre aree del Paese, probabilmente prenderanno la via del nord! Il leader del Mpa però ha ricordato che "l'Unione europea si è schierata a favore per alcuni progetti di trasporto, come il corridoio Berlino-Palermo, per il quale è fondamentale l' alta velocità". "Se non ci sarà il Ponte - ha sostenuto - non ci sarà più e non saranno più realizzate le grandi e indispensabili infrastrutture che la gran parte dei meridionali, e in particolare siciliani e calabresi, rivendicano". "Dire no al Ponte - ha rilevato Lombardo - è un’ingiustizia, una iniquità che la gente non comprenderebbe e che terrebbe lontana la Sicilia, rivelandosi quindi un'iniziativa separatista". Intanto per questo mini ponte del 2 giugno e  con il tempo inclemente  a Villa San Giovanni si sono toccate le cinque ore di attesa per imbarcarsi alla volta della Sicilia. Una coda di oltre 10 chilometri si è formata dall'autostrada agli imbarchi della società privata «Caronte». Vibranti le proteste delle migliaia di automobilisti trovatisi a dover sostenere una snervante attesa, senza la possibilità di poter usufruire di servizi e ristorazione. I disagi maggiori li hanno vissuti le famiglie con bambini al seguito.
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categoria:politica, commissione europea, infrastrutture