giovedì, 07 settembre 2006

Il Sud rischia di rimanere molto indietro rispetto le altre aree del Paese. A confermarlo è uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.n.r) che fotografando la situazione attuale lancia l’ emergenza welfare sottolineando il divario tra bisogni e servizi su diversi fronti: scuola, sanità, previdenza, assistenza, ecco i dati:

Anziani, la percentuale di anziani residenti in ospizi e case di riposo in Italia meridionale è dello 0,52%, contro una media nazionale di 1,36 e un picco nel Nordovest di 1,88.

Pensioni, ogni mille residenti, al Nord sono pensionati 84, nel Centro 272 e nel Mezzogiorno 271.

Scuola, il sistema scolastico è segnato da un generale malfunzionamento di cui sono indicatori la dispersione, l'abbandono, i percorsi accidentati più alti e le peggiori performance negli studi.

Se a questi dati aggiungiamo la carenza di infrastrutture (strade, autostrade, porti etc.) possiamo dedurre che nel giro di qualche decennio queste aree del Paese rischiano di perdere definitivamente il treno dello sviluppo. E il governo centrale invece di portare avanti politiche serie di sviluppo taglia ulteriormente le poche risorse per destinarle a Confindustria e al taglio di 5 punti percentuali del cuneo fiscale, che come sappiamo favorirà ulteriormente il Nord a scapito di un Sud sempre più moribondo [link]

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categoria:politica, economia, isole, infrastrutture
domenica, 21 maggio 2006

Stiamo entrando nell’ultima settimana della campagna elettorale per le amministrative e le regionali. In Sicilia si vota per rinnovare l’Assemblea regionale e ovviamente per il governatore dell’Isola. A concorrere sono in tre: Totò Cuffaro (attuale presidente), Rita Borsellino e Nello Musumeci, gli sfidanti. Quest’ultimo già Presidente della Provincia Regionale di Catania, Europarlamentare, e segretario di Alleanza Siciliana. Partito nato dopo la sua uscita da Alleanza Nazionale e che ,come sappiamo, ha contribuito alla sconfitta della Cdl alle scorse politiche. Con i suoi voti e  Berlusconi avrebbe avuto la maggioranza nel Paese. Per le elezioni siciliane, AS, si ritrova nella stessa identica posizione, i cinsensi che sottrarrà al centro-destra possono essere decisivi per la vittoria di Rita Borsellino e della relativa coalizione di centro-sinistra. La scelta di Musumeci di tenersi fuori dai poli, è coerente con il  progetto politico di Alleanza Siciliana, poiché non ha nulla a che spartire (questa è la filosofia del partito) con la gestione partitocratrica della politica italiana. L’Europarlamentare in effetti anche quando militava in AN aveva assunto posizioni in contrasto con la dirigenza del partito, mettendosi più volte di “traverso” per impedire la sopraffazione delle idee e dei progetti espressi dal territorio. E’ convinto che la politica di centro-destra e di centro-sinistra sono due facce della stessa medaglia, al punto che non si aspetta nulla di nuovo per l’Isola. Infatti, non è affatto tenero con il nuovo governo, ma non risparmia neanche l’operato del precedente: "Ieri con il governo Berlusconi quattro ministri e per la Sicilia non è cambiato niente . Oggi con il governo Prodi nessun ministro siciliano e per la Sicilia non cambierà niente. È il solito teatrino della politica". Afferma il candidato a governatore della Sicilia di Alleanza siciliana, Nello Musumeci, sottolineando come "davvero questo governo del centrosinistra comincia con il piede sbagliato". "Basti pensare - osserva l' eurodeputato - al no chiaro e tondo al Ponte sullo Stretto che costituisce un' offesa per noi siciliani, specie se si pensa all'assicurazione data da Rutelli che quando venne nell' Isola disse 'fisseremo anche il giorno dell' inaugurazione". Secondo il leader di Alleanza siciliana "la verità è che Ponte si o Ponte no diventa soltanto un alibi. Io credo che sarebbe il caso pensare al Ponte e alle strutture integrate, ma sarebbe altrettanto utile - conclude Musumeci - ascoltare i siciliani per sapere finalmente cosa ne pensano loro di questa grande opera".

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categoria:politica, isole, elezioni, infrastrutture, partitocrazia
giovedì, 18 maggio 2006

Scorrendo la lista dei ministri, mi aspettavo di trovarne almeno uno, siciliano. Dalle voci di corridoio si parlava di Leoluca Orlando al ministero per gli  italiani all’estero, ma alla presentazione dei ministri, non c’era ombra né di Orlando ne tanto meno di nessun altra personalità isolana. E pensare che il precedente governo aveva affidato a quattro siciliani la guida di altrettanti dicasteri con alcuni di prestigio (Martino, Miccichè, La Loggia, Prestigiacomo). Sarà mica che Prodi abbia voluto vendicarsi perché l’Isola è di centro-destra? A questo punto i dubbi sono legittimi: il Professore dietro a quell’aria paterna e all’atteggiamento del “volemose bene” in realtà nasconde un’indole vendicativa, ma poco lungimirante. Se voleva fare uno sgambetto a Rita Borsellino, beh, in questa maniera c’è riuscito. La candidata alla presidenza della Regione Siciliana non potrà certo vantarsi dell’aiuto ricevuto da Prodi; anzi, in questo momento sarà proprio l’avversario Cuffaro a fregarsi le mani per “l’appoggio” inatteso, ricevuto proprio dalla controparte. Evidentemente all’Unione non interessa governare l’Isola. Per la Regione Piemonte, che ha visto la stessa sconfitta, si è registrato un trattamento diverso, può vantare della presenza di cinque ministri, con un risultato finale di 5-0. Ma le brutte sorprese per i siciliani non finiscono qui. Il neo ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, in quota dilibertiana e trombato alle recenti elezioni, ha dichiarato: “il Ponte di Messina è l'opera più inutile e dannosa progettata negli ultimi cento anni”, svelando così le sue intenzioni circa la realizzazione dell’opera. Ci piacerebbe sapere verso quali lidi il prof. Bianchi e il prof. Prodi dirotteranno quella parte di finanziamenti europei e i soldi attualmente nelle casse della Società dello Stretto. Non dimentichiamo che proprio il neo ministro era a capo del movimento “NO Ponte”; questo per capire i margini di trattativa che avranno i favorevoli alla struttura. Dopo questa “batosta” la Sicilia o meglio i deputati siciliani dell’Unione (Enzo Bianco, Anna Finocchiaro, Salvatore Cardinale, Ferdinando Latteri), riusciranno a mobilitarsi in favore dell’Isola? Oggi Berlusconi non c’è più. Il tempo di protestare contro il Cavaliere è finito, è l’ora di Prodi e dalle premesse, mi sa, che ci sarà molto da protestare.

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categoria:politica, isole, elezioni, partiti, epurazioni
lunedì, 20 marzo 2006

Il Paese, mai come oggi, ha bisogno di equilibrio, moderazione e del contributo di tutte le forze politiche per uscire da questa empasse. Gli industriali invocano un nuovo patto costituente, per riflettere sulla situazione economica nazionale e soprattutto sulla liberalizzazione economica e in  competitività, ma che nel contempo, non trascuri il fattore umano e la libertà dell’individuo stesso.  C’è bisogno di tutti, nessuno escluso, ma mai come in questi anni però, gli schieramenti politici sono stati così divisi e distanti. E’ stato, e continua ad essere, un vero scontro frontale senza esclusione di colpi. La campagna elettorale è stata impostata, non sui programmi, ma sui veleni; dove si è assistito alla scesa in campo di tutta la gendarmeria armata, sia di destra che di sinistra, con lo scopo di demonizzare l’avversario. Questo clima di odio, ha fatto scomparire dai dibattiti i problemi del Paese e le idee programmatiche per risolverli. Non si è mai discusso di meridione, e del  problema/opportunità che porta con sé. E’ stato il grande assente, nel dibattito televisivo che ha visto contrapposti Prodi e Berlusconi. E continua a non essere dibattuto neanche dagli altri leaders politici. L’attenzione è tutta puntata sullo stallo economico del nord. E dire che oggi il sud potrebbe rappresentare la vera scommessa. A differenza delle industrie, le bellezze paesaggistiche, non possono subire una delocalizzazione forzata e non rischiano di essere “clonate” da stati concorrenti. Con le dovute  attenzioni ed un rilancio del turismo e dell’agricoltura, potrebbe rappresentare il punto di partenza per la ripresa economica del Paese. Ma gli schieramenti, nei dibattiti,  preferiscono parlar d’altro, l’argomento principale è: l’insulti e l’odio… In questo bailam, ad intorbidere le acque già torbide di loro, si è inserito il gruppo anti Berlusconiano, capeggiato dall’ormai celebre Diego Della Valle. Per dovere di cronaca, ricordiamo che è anche un importante azionista del Corriere della Sera, quotidiano che giorni fa, in un editoriale del suo Direttore Mieli, invitava, appunto, a votare per l’Unione. Un vero gruppo di potere dentro Confindustria, contrapposto al governo che sponsorizza senza esitare Prodi e i suoi compagni. Questo conflitto, tra l’imprenditore delle scarpe e Berlusconi, continua a tenere banco, distogliendo l’attenzione su quelli che sono i veri problemi dell’Italia. Ma, dopo questa introduzione, ritorniamo al grande assente: il Mezzogiorno. Proviamo ad ipotizzare le ricadute che avrà qualora fosse realizzata l’idea di Prodi di diminuire di 5 punti percentuali il cuneo fiscale, pari a 20 mld di Euro, solo nel primo anno di governo.  Ad usufruirne, oltre che le aziende, saranno i lavoratori, ma il mancato introito di una cifrà così considerevole, quali ricadute avrà per il Paese? Da un’analisi, non molto approfondita, è subito evidente che mancherebbero i fondi per la  previdenza, con il conseguente rischio che gli enti che si occupano di pensioni e di stato sociale, subiscono un vero e proprio collasso. Gli economisti del centro-sinistra, per rimediare, contano di recuperando le somme, in parte con la tassazione delle rendite finanziarie, in parte su un ipotetico recupero dell’evasione fiscale e su i tanto contestati tagli alle spese. Ma il Paese sarà chiamato a qualche altro importante sacrificio: dovrà anche fare a meno di qualche importante infrastruttura come il ponte di Messina, guarda caso collocato proprio nel Mezzogiorno!  Ma i sacrifici richiesti all’area depressa si limiteranno solo a questo? Certo che no! In un’analisi dettagliata emerge che l’abbassamento di 5 punti del cuneo fiscale, porterà indubbio vantaggio alle aziende che come sappiamo, e guarda caso, sono concentrate nell’area più ricca del Paese. I lavoratori che ne trarranno maggiore vantaggio, visto il rapporto di occupazione 1/2 al nord e 1/4 al sud, guarda caso saranno sempre al nord, ma al sud cosa andrà? Le briciole, forse… Le premesse non sono certo incoraggianti. Altro che riduzione del dualismo, Prodi e compagni, il sud, lo vogliono allontanare ancora di più dal resto del Paese! Allora, per finire, cari lettori meridionali, vi invito, qualora vincesse l’Unione, di non seguire l’esempio di Umberto Eco che se dovesse vincere la Cdl si trasferirebbe all’estero, a voi basterà fare meno strada, potrete spostarvi da Bologna in su.

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categoria:politica, isole, finanza, partiti, governi, infrastrutture, partitocrazia
giovedì, 27 ottobre 2005

Mentre quella dei famosi è alle prese con le sostanze tossiche, e si teme per la salute degli sventurati partecipanti, quella dei clandestini è interessata da un continuo e ormai insostenibile flusso immigratorio.

Su Politicamente seguiremo attentamente nei prossimi giorni la rilevanza che daranno i mass media a questi due fatti. Da un lato i vip che stanno giocando, dall’altro i dimenticati che combattono quotidianamente con le dure realtà della vita; vita che chiedono solo di vivere!

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categoria:isole
giovedì, 27 ottobre 2005

E’ sulla bocca di tutti l’isola dei……

Tutti pensano all’isola dei……

Tutti guardano l’isola dei……

Tutti si preoccupano per il bene degli abitanti dell’isola dei……..

Hanno speso tanto tempo, denaro e parole per l’isola dei….

Tutto per quella dei famosi. Per quella dei clandestini manco un cenno!

Invocano tutti libertà. La libertà di Lampedusa?

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categoria:isole
giovedì, 27 ottobre 2005

L’agonia che sta vivendo Lampedusa ci riempie di tristezza, ma allo stesso tempo ci spinge ad analizzare il problema e a chiederne la rapida risoluzione in ragione prima che della democrazia del rispetto del valore della vita umana.

Su A ruota libera abbiamo tempo fa affrontato l’argomento.

postato da: kingzac alle ore 18:10 | Permalink | commenti
categoria:isole, immigrazione