martedì, 30 dicembre 2008

Le notizie che arrivano dai media ci portano agli occhi una situazione di caos nell’areoporto di Fiumicino che sta costringendo molti passeggeri con in mano un regolare biglietto Alitalia a sostare nell’areoporto romano in attesa di sapere come e quando partire. Tutto ciò è dovuto ad un comportamento sbagliato ed irresponsabile. Nulla può ne potrà mai giustificare un simile comportamento, operare in un determinato settore non comporta solo diritti ma principalmente doveri. Quello che manca è proprio il senso del dovere, in questa vicenda che riempie solo di tristezza il popolo italiano. A Fiumicino sta andando in scena il Fallimento del sistema lavoro italiano, con i sindacati incapaci di gestire qualsiasi trattativa. In questo sconcertante tiro alla fune, questa è ormai logora e in procinto di spezzarsi.

Auguri di buone feste a tutti, passeggeri, operatori, sindacalisti, politici,  ecc., con la speranza che il nuovo anno porti un po’ di sana saggezza, utile a costruire l’italia anzichè demolirla.

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categoria:lavoro, societĂ 
giovedì, 31 gennaio 2008
In un precedente post avevo pubblicato una lettera di sfogo dal contenuto amaro inviatami da un giovane siciliano. Lo scrivente, un ragazzo di 23 anni, ci raccontava delle difficoltà che è costretto ad affrontare per poter vivere dignitosamente e denunciava lo sfruttamento ad opera dei datori di lavoro, il contenuto lo trovate QUI . A conferma di quanto scritto dal giovane, ci sono i dati di una ricerca realizzata nell’ambito del progetto Up Rise, finanziata dalla Regione Siciliana; presentati stamane a Palermo nella sede della Confindustria dal direttore del progetto Rosario Alescio. Nello studio si fa un preciso riferimento alla connessione esistente “fra lavoro sommerso e criminalità organizzata“: le attività della mafia, infatti, traggono giovamento da occupazioni in nero.
Dalla ricerca emerge che l’Isola è una regione in cui il lavoro irregolare rimane un fenomeno radicato e consistente: la percentuale dei lavoratori in nero, o in condizioni identificate come “grigie”, è alta a Palermo (39,4% del totale) più che nelle altre province siciliane. Fra gli irregolari, inoltre, è alta la percentuale di quanti lavorano esclusivamente in nero (68,1), e sono più le donne che gli uomini. Forse uno dei compiti del nuovo governo deve essere appunto la lotta al lavoro nero, ma affrontata con serietà ed impegno e non, come ci hanno abituati, a sole chiacchiere.
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categoria:politica, lavoro
giovedì, 31 gennaio 2008
Va via il governo Prodi però ci lascia un’Italia più povera che tira avanti pagando tutto a rate e costringendo gli italiani al doppio lavoro per poter sbarcare il lunario. C’è anche una triste eredità che riguarda i poveri pensionati i quali non riescono più ad andare avanti. Più di 5 milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E’ quando si legge dal ‘Rapporto Italia 2008′ dell’Eurispes e c’è poco da stare allegri. Prodi, prima di lasciare, ci parlava di un’Italia in ripresa che forse vedeva solo lui.
La situazione economica complessiva dunque é più difficile di quando è iniziato il suo governo: tra salari fermi e prezzi che schizzano in alto i bilanci delle famiglie arrancano sempre più. Nell’ultimo anno di governo Prodi – si legge dal Rapporto - la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel quasi 50% dei casi e sono raddoppiati i prestiti. Il pessimismo arriva ai livelli più alti dagli ultimi sei anni:
- ESPLODE IL SOMMERSO, A QUOTA 549 MLD. Cresce l’economia sommersa e arriva al 35,5% del Pil ufficiale. Al ‘nero’ si aggiunge l’economia criminale (a quota 11,3% rispetto al Pil) e insieme si arriva a 725 miliardi di euro, quasi la metà della ricchezza prodotta ‘in chiaro’ in un anno dal Paese.

- 2 FAMIGLIE SU 3 NON ARRIVANO AL 27.
Raddoppiano dal 5 al 10% le famiglie che ricorrono a prestiti personali e solo il 13,6% alla fine del mese riesce a risparmiare qualcosa. In un anno la situazione economica delle famiglie “é decisamente peggiorata”. Quasi la metà degli italiani registra un peggioramento del proprio budget (per il 32,1% lievi segnali e per il 13,7% calo più marcato).
- TUTTO A RATE, DAL FRIGORIFERO AL DENTISTA. E’ boom per il credito al consumo. “Nessun dinamismo economico, solo necessità”, commenta l’Eurispes. E infatti si comprano così non solo elettrodomestici o mobili ma anche viaggi e libri scolastici. Accettano pagamenti a rate ormai anche i medici.

- I NUOVI POVERI SONO I ‘WORKING POORS’.
Lavorano ma hanno un tenore di vita simile a quello dei disoccupato. E così per arrivare a fine mese in 6 milioni fanno il doppio lavoro in nero. Ogni famiglia deve integrare mediamente il proprio reddito con 1.330 euro di ‘lavoretti’ non ufficiali. Tra i poveri e quelli a rischio di diventarlo in Italia si contano 5,1 milioni di nuclei familiari per 15 milioni di individui.
- SCARPE IN SALDI E PASTA AL DISCOUNT. Salari fermi e caro-vita cambiano le abitudini degli italiani che comprano sempre più in saldi o ai discount. Meno uscite al ristorante e anche taglio netto per viaggi e regali.
- 20 MLN I SOTTOPAGATI, 6 I DOPPIOLAVORISTI. “I salari italiani sono tra i più bassi d’Europa”, rileva l’istituto spiegando che guadagnano il 10% in meno dei tedeschi, il 20% in meno degli inglesi e il 25% in meno dei francesi. “Diminuire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione”: queste le indicazioni che arrivano dall’istituto.

LAVORO, QUATTRO MORTI BIANCHE AL GIORNO

Sono circa quattro al giorno le vittime bianche in Italia. Lo rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2008 mettendo in evidenza che “il fenomeno interessa tutti i comparti economici”. L’età media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni. Per quanto riguarda invece gli infortuni dal 2003 al 2006 il numero totale è passato da 997.194 a 927.998 con un’incidenza maggiore nel comparto dell’industria e dei servizi.
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categoria:politica, lavoro, sindacati, societĂ 
sabato, 29 dicembre 2007

Gabriele Puccio un nome che spicca in mezzo agli altri nomi di calciatori stranieri che affollano l’Inter. Spicca perché è italiano, spicca perché i non addetti ai lavori non lo conoscevano, spicca perché l’armata nerazzurra comandata da Mancini non ha avuto alcun timore di farlo esordire in una gara di Champions League, anche se a giochi già fatti. Ma Gabriele Puccio, volto nuovo del calcio italico, per arrivare dovè adesso, assieme alla sua famiglia, ha dovuto affrontare mille difficoltà. I genitori infatti sono originari di Siculiana, paesino dell’agrigentino più volte balzato agli onori della cronaca per motivi meno nobili, adesso può vantare tra i suoi concittadini illustri un giovanotto dalla faccia pulita e dai piedi buoni che gioca a fianco a fior fior di campioni di fama internazionale. E Gabriele lo fa con l’esperienza di un grande, senza timore e senza timidezza. Lui che nonostante la giovane età ha già assaporato la vittoria, vincendo il campionato “Primavera” da titolare, con la maglia nerazzurra. Lui che ogni anno non riesce a rinunciare al mare siciliano e in particolare a quello di Siculiana Marina. Lui che con i suoi piedi riuscirà a dare lustro ad una provincia che da anni sta precipitando nel baratro della depressione economica.

Complimenti dunque al giovane Puccio e grazie anche a Mancini per avergli dato la possibilità di esordire laddove tutti coloro che da piccoli calciano il pallone vorrebbero arrivare.

Aticolo pubblicato su www.liboriobutera.com

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categoria:lavoro, societĂ , politiva