venerdì, 17 febbraio 2006

La Repubblica delle banane o la faziosità dei magistrati? Un interrogativo che difficilmente troverà una risposta, senza che vengono tirate in ballo le idee politiche. Berlusconi da sempre ha portato avanti una battaglia personale, sostenendo che la magistratura è schierata con i suoi avversari politici. Anche se vogliamo schierarci dalla parte dei magistrati, ci sono dei precedenti che in un certo senso ce lo impediscono, la divisione del potere politico da quello dei magistrati non è poi così netta.  La lista di ex giudici legati alla sinistra è lunga, i casi che hanno destato maggiore clamore toccano Di Pietro, adesso il Prefetto Ferrante e il Capo di quella procura che ha in un certo senso perseguitato il Premier. Tutta l’Italia ricorda ancora quando gli  recapitarono l’avviso di garanzia a Napoli mentre si discuteva di legalità con i ministri europei, episodio che allora contribuì a gettare fango sul buon nome del Paese. L’elenco, dicevamo, è lungo e ultimamente si è aggiunto l’ex Procuratore di Milano, D’Ambrosio, gettando definitivamente la maschera e confermando quando si diceva sul suo conto: è schierato politicamente a  sinistra! Oggi un “epurato”  della politica ha deciso di ritornare ad indossare la toga, Giuseppe Ayala, ex magistrato e deputato DS. Decisione presa nonostante l’invito del vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Virginio Rognoni, che meno di due settimane fa aveva sollecitato le toghe imprestate alla politica a non tornare sui loro passi.  Da questi episodi si capisce che il filo rosso che unisce la magistratura alla sinistra c’è a prescindere dagli attacchi di Berlusconi. Sono fermamente convinto, e forse c’è bisogno di una legge apposita, che il magistrato che decide di intraprendere la carriera politica deve chiudere definitivamente con quella in magistratura, uno Stato serio non può e non deve permettersi un tale conflitto d’interessi.

postato da: LiborioButera alle ore 19:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, magistrati