La sinistra, da sempre, ci ha abituati ad un continuo fermento che ha visto sin dai tempi del vecchio partito comunista una serie infinita di scissioni. Sono nati i socialisti dissidenti, poi i DS, poi i Comunisti Italiani e ancora Rifondazione Comunista, per focalizzare solo la storia più recente. Queste scissioni hanno visto Una grande fetta di elettorato di sinistra, staccarsi e avvicinarsi verso posizioni più moderate, al punto da diventare forza di governo, vedi i socialisti di Craxi. Il partito di Bertinotti sembra aver intrapreso la stessa strada: lasciare quelle posizioni più estreme per sedersi assieme ai compagni o presunti tali dei DS e dei CI. Questo allontanamento delle posizioni più radicali, ogni volta lascia una coda di delusi che sommati ai disobbedienti, no global, no tav, no ponte e altre frange più estreme raggiungerebbero, forse, quel 2% utile per superare lo sbarramento della quota proporzionale. Chi lo raccoglierà qualora RC abbandoni quelle posizioni? Attualmente non c’è un’altra forza estrema in grado di accaparrarsi quei consensi, ma c’è il solito fermento che non si è mai chetato. Le improvvide dichiarazioni di Ferrando, peraltro si è solo focalizzato l’aspetto che riguarda l’attentato ai militari italiani, tralasciando a mio modo di vedere la parte più cruenta che parla di non riconoscere lo stato israeliano, sembrano voler dare un segnale a quelle forze che non hanno più un interlocutore politico o semplicemente non si rispecchiano più in RC. Forse dobbiamo abituarci all’idea di un nuovo partito di estrema sinistra che nascerà sotto la guida di Ferrando? Può darsi, i segnali lo lasciano intuire, intanto quelle idee e quelle forze, continuano a rimanere all’interno dell’Unione, mescolati con i più moderati della margherita, dei socialisti e della parte più moderata dei DS, ma se ci sarà la scissione, per come credo, avremo modo di conoscere i loro nomi e le loro facce e scopriremo che la grande coalizione li aveva tenuti nel suo grembo.