domenica, 26 febbraio 2006

Ho già accennato all’incredibile difformità nell’attribuzione dei titoli provenienti dalla riserva nazionale e soprattutto del loro importo, praticamente dimezzato. Ora mi trovo a dover commentare un’altra situazione incresciosa che riguarda il trasferimento dei titoli stessi.

Prima è doveroso fare alcune precisazioni inerenti il trasferimento dei titoli, perché questa procedura, al fine di alimentare la riserva nazionale, prevede per i primi tre anni la riduzione del 50% dell’importo e in seguito del 30%. Queste riduzioni vengono giustamente abbattute nel caso di un agricoltore che intraprenda l’attività, e fin qui bene, il problema è però per gli agricoltori che hanno intrapreso l’attività dopo il periodo di riferimento, e cioè dal 2003. Questi agricoltori, oltre a non aver avuto la possibilità di maturare titoli, né quella di acquistarli a condizioni agevolate quando hanno intrapreso l’attività, si ritrovano ora o a doverli acquistare con la riduzione del 50%, o a doversi accontentare di quelli provenienti dalla riserva, che di fatto sono anch’essi ridotti del 50%.

Riduzioni di questo tipo sarebbero in grado di prevaricare sviluppo e sopravvivenza di qualsiasi azienda, comprese quelle consolidate.

Come dire: Giovani, cambiate mestiere.

Infine non mi resta che ribadire ancora una volta il concetto:

la riforma della PAC è incredibilmente a favore dei latifondisti e di chi non svolge la professione di agricoltore. La nuova PAC non aiuta i giovani, anzi li pone in una condizione di inferiorità tale da prevaricare il loro futuro nel settore agricolo”.

postato da: kingzac alle ore 15:56 | Permalink | commenti
categoria:pac
sabato, 28 gennaio 2006

E da Destra Sociale la riforma della Politica Agricola Comune?

E’ lecito porsi questa domanda, in quanto i vertici del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e di Agea (organismo per le erogazioni in agricoltura) appartengono alla Destra Sociale, una corrente interna di Alleanza Nazionale. Mi pongo questa domanda anche perché da sempre credo nell’importanza di un movimento socialista di destra, e ho apprezzato i propositi della Destra Sociale guidata da Storace e Alemanno.

Le discriminazioni che emergono a danno dei giovani, nell’attribuzione dei titoli PAC provenienti dalla riserva nazionale, come ho scritto in 2 articoli (link1, link2), mi spingono ad affermare che secondo me la riforma della PAC per molti versi di “sociale” non ha niente, ed è un’ulteriore dimostrazione che ai fiumi di parole e di concetti che la politica esprime, non seguono i fatti.

No. La riforma della PAC non è da Destra Sociale.

postato da: kingzac alle ore 18:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:pac
giovedì, 19 gennaio 2006

La politica agricola comune, in alcuni casi che riguardano molti giovani, è penalizzante in modo inaccettabile.

 

A farne le spese molti giovani che hanno intrapreso in proprio l’attività successivamente al periodo di riferimento, quindi dopo il 2003. In parole povere i giovani che hanno intrapreso l’attività agricola in proprio successivamente al 2002, risultano incredibilmente e pesantemente limitati e danneggiati dalla nuova PAC. La causa è da attribuire ai criteri di assegnazione dei titoli (diritti all’aiuto) provenienti dalla riserva nazionale, alla quale devono per forza attingere (tranne in pochi casi) le aziende nate dopo il 2002. Mi riferisco in particolare alla PAC riso, dove i giovani di cui parlo, si sono visti assegnare un titolo disaccoppiato di 295 € all’ettaro, quasi 200 € in meno del titolo assegnato ai cosiddetti produttori storici.

 

Il problema è gravissimo, perché il mondo agricolo e le quotazioni di mercato ragionano in base al reddito normale delle aziende, e se è vero che il reddito di un’azienda di questo tipo è superiore ai 200€ all’ettaro, è altresì vero che per le aziende giovani di nuova costituizione e che hanno investito molto, questi 200€ rappresentano la sopravvivenza.

 

Questa non è l’agricoltura che i giovani desiderano, perché non vogliono che il loro reddito sia legato ai contributi, che comunque vengono assorbiti da tutti gli incredibili costi che un’imprenditore italiano deve sostenere. Questa agricoltura, è discriminante, perché penalizza i giovani, che rappresentano il futuro, a vantaggio di chi? Serve che lo dica?

 

Chiudo come in un precedente post:la riforma della PAC è incredibilmente a favore dei latifondisti e di chi non svolge la professione di agricoltore. La nuova PAC non aiuta i giovani, anzi li pone in una condizione di inferiorità tale da prevaricare il loro futuro nel settore agricolo”.

postato da: kingzac alle ore 23:17 | Permalink | commenti (4)
categoria:pac
sabato, 17 dicembre 2005

La riforma della PAC non mi ha mai convinto! Ora è riuscita anche a indignarmi, in quanto sono emerse numerose disuguaglianze nell’attribuzione dei titoli provenienti dalla riserva nazionale. Il Ministero delle Politiche Agricole e AGEA, hanno il dovere di dare urgentemente tutte le spiegazioni necessarie per capire i criteri che sono stati adottati, e di provvedere ad appianare difformità inaccettabili.

Di particolare gravità è il caso di numerosi giovani agricoltori, che si sono visti attribuire titoli dall’importo praticamente dimezzato. A quanto pare però non è stato utilizzato questo metro per tutti, ed a molte aziende sono stati attribuiti titoli di importo quasi completo.

Cercando di essere conciso, anche se la materia e di una complessità disarmante, mi limito ad esprimere quella che ormai è la mia convinzione, e che:

la riforma della PAC è incredibilmente a favore dei latifondisti e di chi non svolge la professione di agricoltore. La nuova PAC non aiuta i giovani, anzi li pone in una condizione di inferiorità tale da prevaricare il loro futuro nel settore agricolo.

I grandi proprietari terrieri ringraziano.

postato da: kingzac alle ore 08:45 | Permalink | commenti (5)
categoria:pac