lunedì, 11 giugno 2007

In un post di tanto tempo fa intitolato:”Di che colore è Rifondazione Comunista” [link] analizzavo, a mio modo di vedere, la crisi dei partiti della cosiddetta sinistra radicale italiana. Lo facevo ripercorrendo le politiche varate da questo governo con l’appoggio appunto di tale sinistra che si sono dimostrate in antitesi con quelli che erano i proclami della campagna elettorale. In pochi però capirono quella riflessione, alcuni interpretarono il post come un attacco gratuito, sbagliando ancora una volta. La prova di quanto anticipavo si è avuta ieri: Il popolo, gli elettori, di questa pseudo-sinistra hanno lasciato vuota Piazza del Popolo, dove era previsto un sit-in di protesta contro la politica del presidente americano. E’ stato un flop, nonostante il concerto che in genere attrae molti spettatori se non altro per lo spettacolo che offre. I leader della sinistra radicale presenti, tra i quali Diliberto, Giordano e Pomelli, si sono lasciati andare in dichiarazioni di circostanza, ma da quelle parole traspariva tutta l’amarezza per il fallimento della “Kermesse” anti-Bush. Come se non bastasse in Piazza è piombato l’ex Presidente della Repubblica Cossiga che nonostante l’età e i fischi ha rilasciato qualche dichiarazione destinata a movimentare ulteriormente il clima politico italiano: "Voi siete coerenti, chi è buffone è il presidente del Consiglio che dovrebbe essere qui con voi, che approva una manifestazione giusta mentre contemporaneamente riceve Bush. Le buffonate di Prodi mi rivoltano lo stomaco".

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categoria:politica, societĂ , partiti
sabato, 02 giugno 2007

Lo diciamo da tempo che CGIL, CISL e UIL non fanno più gli interessi dei lavoratori, ma sono concentrati soprattutto a portare a casa risultati che privilegiano gli interessi del sindacato e della futura carriera politica dei loro dirigenti. La prova di quanto affermiamo la troviamo fresca fresca nel contratto appena siglato con il governo amico: "L'aumento mensile medio lordo previsto per il pubblico impiego (che avrebbe dovuto riferirsi al biennio contrattuale 2006-2007) è di 101 euro (aumento netto circa 60 euro medi), con un incremento percentuale che copre a malapena la metà dell'inflazione reale del biennio.

Ma, come se non bastasse, per avere i 60 euro netti (101 lordi) bisognerà attendere la Finanziaria 2008, e a quel tempo gli arretrati verranno dati chissà quando e con decorrenza solo dal 1° febbraio 2007, con il furto di 13 mesi di aumenti contrattuali. (fonte COBAS)". Addirittura molto meno di quanto si era concluso con il governo "nemico" dei lavoratori guidato da Berlusconi. Le brutte sorprese non finiscono qui: "i sindacati concertativi hanno accettato la triennalizzazione "sperimentale" del contratto nel pubblico impiego con una ulteriore perdita economica rilevantissima per le lavoratrici ed i lavoratori (rapina di un ulteriore anno di aumenti).

Si torna, quindi, ai vecchi contratti triennali degli anni '80 con una "piccola" differenza per i lavoratori data dal fatto che allora avevamo la scala mobile con cui si copriva integralmente l'inflazione effettiva e le risorse dei contratti andavano oltre gli aumenti della cosiddetta contingenza.

Avremo quindi anche la nuova scala mobile sperimentale? Questo l'accordo non lo dice e pensiamo che tale argomento non sia nei pensieri dei firmatari di questa ennesima vergogna. (Bernocchi, portavoce nazionale COBAS)". Dunque c'è poco da stare allegri. La cosa che fa riflettere è che, paradossalmente, con il precedente governo i lavoratori si sentivano più tutelati perché le sigle sindacali nella loro azione politica contro il governo difendevano per quanto possibile i lavoratori e i loro contratti, cosa che non hanno più fatto con questo esecutivo. Qualcuno sostiene che CGIL, CISL e UIL abbiano portato a casa un ottimo risultato: questo qualcuno mente sapendo di mentire!

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categoria:politica, scuola, sindacati, coerenza, partiti
mercoledì, 21 marzo 2007

Bisogna ammettere che il quotidiano Il Giornale aveva ragione quando sosteneva che esistevano le foto che riprendevano Sircana mentre si apprestava ad approcciare un trans. Per carità i gusti sono gusti, non voglio entrare nel merito, piuttosto voglio puntare il dito sulla censura che immediatamente ha colpito tutti i media italiani, eccetto il Giornale. La cosa che mi ha lasciato perplesso è il comportamento del Corriere della Sera, da sempre considerato il quotidiano di riferimento per il giornalismo italiano, che ha speso 100 mila euro per acquistare le foto incriminate e alla fine le ha tenute chiuse in un cassetto. Un tentativo censore con l’intendo di   salvare la faccia a Sircana e di conseguenza al governo? Probabilmente no, ma a volte a pensar male si fa peccato, ma a volte… Oggi sono gli stessi giornalisti della redazione con una lettera a chiedere chiarimenti al direttore.  Non sarebbe male se questa vicenda venisse presa a pretesto per sostituire il fazioso Mieli da sempre schierato senza farne mistero con Prodi e con il suo governo. Un quotidiano importante come il Corriere non può pendere da nessuna parte; deve mantenere l’obiettività. Per quanto mi riguarda ho smesso da tempo di leggere il quotidiano milanese, preferisco l’informazione libera di internet, molti italiani per fortuna fanno lo stesso. Chissà forse un nuovo direttore potrebbe restituire il ruolo di prestigio che compete al corrierone.
Concludo ritornando a Sircana e alla gogna mediatica che lo ha visto protagonista, prima di lui Salvo Sottile, poi assolto ma che aveva avuto la dignità di dimettersi. Lo spilungone bolognese invece resiste. In effetti, non c’è nulla di grave nell’approcciare un trans, fa sorridere è che questo gesto stava per mandare a puttane il governo!

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categoria:politica, partiti, censure, governi, politica e interessi economici
sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

domenica, 04 marzo 2007

 

Non ho mai creduto alle petizioni online, forse sbagliando. Stasera me ne hanno segnalato una che forse vale la pena firmare, riguarda gli stipendi dei parlamentari. Probabilmente non servirà a nulla, ma vale la pena lo stesso tentare.

Mandiamo a casa l'illegalità. Per una politica etica.


Perché il parlamentare italiano deve prendere molto di più di un suo collega europeo? Perché, oltre ad uno stipendio già notevole si attribuisce diarie, rimborsi spese per ogni cosa (tragitto casa-stazione o aeroporto, gestione ufficio e segreteria, spese telefoniche,
"occhiali da vista", carburante, RCA auto, spese postali, spese alimentari, vestiario, indennità di carica, indennità di ufficio,mobilità gratuita per sé e per i propri familiari, tessere gratuite per cinema, stadio, concerto, teatro ), tutto ESENTASSE , per un totale che varia dai 20.000,00 ( VENTI MILA) ai 27.000,00 (VENTISETTEMILA) euro mensili?

Noi, Autori di COMINCIALITALIA.
NET, chiediamo agli italiani di firmare questa petizione per far arrivare il nostro sdegno e la nostra impossibilità a sopportare ulteriormente questa situazione di totale disuguaglianza e di privilegi intollerabili fino ai piani più alti della politica.

NON SIAMO DISPOSTI A LASCIARE CHE TUTTO RESTI COSI' COM'E'!

Per firmare clicca qui

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categoria:politica, economia, partiti, denaro, politikamente scorretti, costi della politica
venerdì, 23 febbraio 2007
Ancora una volta è stato Max “baffino” D’Alema a decidere le sorti del governo Prodi, si ancora lui, lo afferma persino Massimo Cacciari che si è lasciato scappare: “Il capolavoro l'ha fatto quel Dio della politica che è D'Alema andando ad annunciare ai quattro venti che se il governo non raggiungeva la maggioranza si andava a casa. Dopo la vittoria alle elezioni i soloni della politica, i grandi strateghi... hanno costruito i loro teoremi pensando che una maggioranza risicata bastasse a garantire stabilità.”  Parole pungenti del filosofo Cacciari, che oltre a far riflettere fanno capire che il “grande vecchio” continua ad essere sempre il “baffino” e che Prodi, e l’intero governo, sono caduti per la sua dichiarazione. A questo punto mi verrebbe de chiedergli: Ministro, ma forse non era il caso che si dimettesse solo Lei, se non altro per aver fatto male i conti? Si perché solo uno sciocco può pensare che D’Alema aveva fatto quella dichiarazione senza essere sicuro dei fatti propri, ma evidentemente aveva fatto i conti senza l’oste! Povera Italia…
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categoria:politica, filosofia, partiti, politikamente scorretti, governi
giovedì, 15 febbraio 2007
Cesare Salvi esponente del cosiddetto correntone DS, ovvero la corrente più a sinistra del partito di D’alema ha parole molto dure nei confronti del suo segretario Piero Fassino: fa scomparire la sinistra in Italia e ci impedisce di contraddirlo. Ha imposto su di noi un blackout intollerabile per le reti di Stato e nemmeno sull'Unità abbiamo spazio... tanti compagni non si rassegnano, ma c'è in atto un potente mobbing, specie in Emilia, una pressione senza precedenti. Le parole di Salvi sarebbero destinate a destare quanto meno clamore se non altro perchè il mobbing è punito con il carcere, ma la stampa soprattutto quella di regime, non le ha neanche prese in considerazione. Evidentemente i portavoce del governo vale a dire Floris, Biagi, e tutti gli altri “zerbinati” al potere di centro-sinistra preferiscono continuare a puntare l’occhio sull’opposizione e distrarre il popolo sia dai problemi interni alla maggioranza sia dai tagli allo stato sociale contenuti nell’ultima legge Finanziaria. Sono state tagliate del 10% le pensioni di reversibilità alle vedove, vergogna!
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categoria:politica, comunismo, partiti, censure, politikamente scorretti, epurazioni, tv politica
venerdì, 02 febbraio 2007
Il quotidiano La Sicilia di Catania per descrivere i retroscena e i dubbi circa l’affaire Alitalia ha utilizzato i titoli dei maggiori quotidiani italiani. E' strano come l'Alitalia che ha 1.026 milioni di debiti e una flotta vecchiotta che ha bisogno di un altro miliardino per essere rinnovata, come osserva «Il Sole-24 Ore», abbia tanti pretendenti alle nozze.  Mentre il «Corriere della Sera» avverte in un articolo dal titolo «Ora la politica non salga a bordo» che «la politica ha già dimostrato di non saper far volare gli aerei, né a destra, né a sinistra. Dalla compagnia di bandiera ha estratto favori elettorali, privilegi, voti e qualcosa da sventolare di tanto in tanto, ma ha fallito assieme ai sindacati e ai tanti management. Non può riprovarci». Non è stata più tenera «La Stampa» di Torino, in un articolo di Augusto Minzolini con titolo esemplare «L'Alitalia? Batterà bandiera del partito democratico». E spiega con l'aiuto dell'esperto on. Egidio Pedrini di Italia dei valori: «Carlo Toto, amico di D'Alema, è diventato patron di AirOne, indebitata sino al collo, ma protetta da banchieri del calibro di Geronzi (Capitalia) e Passera (banca Intesa). Se il topolino AirOne punta a prendersi il gigante Alitalia, lo fa solo per risolvere i suoi guai. Dall'altra parte ci sono in corsa De Benedetti, Della Valle e i fondi americani. Alla fine finirà che Toto (D'Alema, ma anche Bazoli) si metterà insieme a De Benedetti-Della Valle (i mecenati delle new-generations ulivista Veltroni-Rutelli). Così saranno tutti contenti, un'altra Telecom. E il partito democratico, anche se non ancora nato, avrà presto la sua compagnia di bandiera con dentro gli amici di Prodi, di D'Alema, di Veltroni e di Rutelli. In fondo non potrebbe essere altrimenti visti i vincoli contenuti nel bando di vendita: chi compra deve avere influenza sul quadro politico, chiamiamola capacità di lobbing, che gli consenta se necessario di allentarli in un secondo momento per non trasformare un'avventura in una tragedia». Insomma un altro pezzo dello Stato, proprio come avvenne con l’IRI, sarà ceduto alla “finanza amica” e ancora una volta a dirigere la partita in apparente silenzio c’è ancora lui, Romano Prodi. Ma prima di concludere la missione non è mancata la solita missione mediatica “prepariamo l’opinione pubblica”; tant’è che da diversi mesi continuano a ribadirci in una sorta di tamburo battente che l’Alitalia è un carrozzone per il Paese: sono più le perdite che i guadagni. Dunque  ci viene quasi spontaneo, poiché ci liberano di questa zavorra, ringraziare questi maghi “sciocchi” della Finanza italiana, ovviamente è ironico!
domenica, 07 gennaio 2007
Emanuela Macaluso, storico dirigente siciliano del Partito Comunista in una dichiarazione ha affermato quanto segue: “Il Cavaliere elogiava la follia citando Erasmo da Rotterdam, giocando con l'emotività sociale. Il Professore invece la proietta su popolo e avversari, come se la società fosse un luogo di pulsioni da frenare. Roba da matti!” Parole sicuramente profonde che evidenziano la differenza tra i due personaggi politici e che hanno fatto andare su tutte le furie prima Prodi e poi gli altri dirigenti della sinistra italiana. Vecchio pazzo Macaluso o grande vecchio illuminato?
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categoria:politica, comunismo, filosofia, partiti, politikamente scorretti
giovedì, 04 gennaio 2007
Sono successe molte cose in questo periodo di feste natalizie; provo ad evidenziare quelle, a mio modo di vedere, più significative. Dunque iniziamo dalla politica estera quindi dall’impiccagione di Saddam, ha sconcertato il mondo intero la diffusione delle immagini dell’impiccagione del tiranno, ma ha sconcertato ancor di più il falso sconcerto espresso da molti leader politici mondiali e nostrani. Ritorniamo in Italia: è stata varata la Finanziaria che ha regalato agli italiani un bastione carico di nuove tasse: bolli auto, ticket sanitari, aumento dei biglietti dei treni, pedaggi autostradali, giusto per citarne alcuni; proprio per questo non sono mancate le solite polemiche politiche, anche perché forse aumentare le tasse non era così necessario. La scienza poi annuncia scoperte sensazionalistiche, lo fa l’Università di Washington, dove i ricercatori  hanno individuato in quale parte del cervello si annida la sfera di cristallo che prevede il futuro, dunque in ognuno di noi si annida un mago Do Nascimento? Mah! Il 2007 inoltre si è aperto con le ormai immancabili minacce di Mahmoud Ahmadinejad, questa volta vuole prendere a schiaffi l’intero Occidente. Ma la notizia degli ultimi giorni che sta facendo accapigliare il mondo politico riguarda il  boom delle entrate fiscali. La stretta sulla spesa pubblica hanno spinto il fabbisogno dello Stato al livello di 35,2 miliardi di euro nel 2006. Il dato segna una netta riduzione rispetto ai circa 60 miliardi di euro dell'anno precedente. Prodi ne rivendica i meriti, Berlusconi altrettanto. Ma chi ha ragione? Forse proprio quest’ultimo, se non altro perché a produrre questo effetto è stata la Finanziaria del 2005, peraltro gli stessi Padoa Schioppa e Giorgio Benvenuto dei DS gliene riconoscono i meriti, ma Prodi, niente! Siamo sicuri però che questo dato sia salutare per il Paese? Probabilmente per i conti sì, ma è giusto ricordare che per il cittadino ha significato: tagli alla spesa pubblica ovvero sanità, scuola, enti locali e tutto ciò che concerne lo stato sociale. Se non ricordo male era proprio quello che la sinistra di opposizione rimproverava a Tremonti, perché oggi ne rivendicano i meriti?
sabato, 16 dicembre 2006

Non bastavano gli aumenti del bollo auto, dell’introduzione dei ticket sanitari, del taglio delle risorse agli enti locali contenuti nella legge Finanziaria, adesso ci si mette pure Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni. In un momento di lucida follia ha deciso di ritoccare il canone Rai che passa così dagli attuali 99,60 ai 104 euro, peraltro senza offrirci in cambio una televisione qualitativamente migliore, anzi, possiamo affermare che è stata compiuta la più becera lottizzazione in stile vecchia DC. Tra le tante nefandezze abbiamo notato come l’asse politico delle trasmissioni RAI si sia spostato verso le loro posizioni. Il precedente governo, e in questo bisogna dargliene atto, nei 5 anni alla guida del Paese non ha ritoccato il canone, per giunta il bilancio della televisione di stato è passato da tristemente negativo in attivo. Questo probabilmente a scapito della qualità, infatti, in quegli anni da questo punto di vista la RAI ha toccato il fondo. I telespettatori sono stati costretti ad assistere all’invasione della TV trash e dei Reality della peggior specie. Purtroppo la sterzata di Gentiloni riguarda solo l’importo del canone, dal punto di vista della qualità pare voglia continuare a calcare le orme del precedente governo, peccato.

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categoria:politica, economia, tv , finanza, tv spazzatura, societĂ , partiti, tv politica
venerdì, 15 dicembre 2006

Cinque anni passati all’opposizione ad accusare Berlusconi e i suoi di promuovere leggi ad personam come la cosiddetta salva Previti, e in soli pochi mesi di governo varano l’indulto che, oltre a salvare Previti, scarcera migliaia di detenuti che, come per magia rimette  la maggior parte di loro nella condizione di ritornare a delinquere! Ma tra le pieghe della Finanziaria il governo, che ha predicato bene, ma a quanto pare razzola male, anzi malissimo, ha introdotto una norma di pochissime righe che mette a rischio metà dei processi per reati contro l'amministrazione. Per la Corte dei Conti è un vero e proprio «colpo di spugna» per i processi sui reati contabili. Per il presidente della Commissione giustizia del Senato, il ds Cesare Salvi, è una «norma inaccettabile, da eliminare». Un provvedimento ad personam, «peggiore dell’ex Cirielli» aggiunge il suo vice Roberto Manzione della Margherita. Questo è l’ultimo pasticcio della Finanziaria, la norma di appena tre righe è contenuta al comma 1346. Stranamente però i girotondini, i vari Santoro, Biagi e le altre teste di legno tacciono, anzi, continuano a perseguitare altri fantasmi pur di distogliere l’attenzione delle nefandezze contenute in una delle leggi Finanziarie più disastrose dal dopoguerra!

martedì, 12 dicembre 2006

Faceva tenerezza Prodi mentre subiva la contestazione dei visitatori del Motor Show nella sua Bologna. Gli urlavano:” buffone e mortadella”. I fischi erano davvero assordanti. Lui ha accusato che erano dei “fascisti organizzati”. Striscia la Notizia invece con l’aiuto di Red Ronnie, presentatore al Motor Show, ha dimostrato che non c’era proprio nulla di organizzato, anzi è stata una contestazione spontanea del pubblico presente, sbugiardando per l’ennesima volta il povero Prodi. La contestazione con cori da Ultrà lo ha costretto ad interrompere la sua visita tra gli stand e rifugiarsi nei locali del blocco servizi della manifestazione. Scortato dal “patron” dell'evento, Alfredo Cazzola, e da numerosi agenti delle forze dell'ordine, pronti a formare una barriera di protezione per evitare problemi di sicurezza, povero Prodi. Mi ha fatto tenerezza, allo stesso modo, quando ho sentito gli slogan degli insegnanti che protestavano contro i tagli alla scuola, e poi, ancor di più, quando i precari lo attaccavano accusandolo di essersi servito dei loro voti e poi di averli abbandonati, povero Prodi. Che tenerezza mi ha fatto quando le forze dell’ordine nella manifestazione di protesta contro il suo governo lo accusavano di aver tagliato le risorse necessarie per garantire l’ordine pubblico, anche lì, il suo nome era abusato negli slogan, povero Prodi. E poi che dire della felicità di Confindustria per il taglio del cuneo fiscale a scapito dei contribuenti e delle classe più disagiate? Anche in quel caso mi ha fatto un’enorme tenerezza, specie nel sentire le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti: “adesso l’Italia riparte, lo sviluppo è assicurato”, quasi a volercela dare a bere. Ma soprattutto che tenerezza mi ha fatto vederlo lottare con gli stessi alleati per predisporre in Finanziaria incentivi sostanziosi per chiunque volesse cambiare il frigorifero. Che tenero che è stato, sicuramente il pensiero sarà arrivato lì, a quelle persone che faticano ad arrivare a fine mese, in questo modo e con il nuovo elettrodomestico sicuramente il pane vecchio si manterrà più a lungo e meglio…

domenica, 26 novembre 2006

Il quotidiano Libero di Vittorio Feltri ha colpito ancora: dopo aver anticipato la possibile scelta di Berlusconi di ritirarsi dalla leadership della Casa delle Libertà, pubblica un documento shock che riguarda una riunione a porte chiuse del Pdci intitolata: “ Il golpe di Diliberto”. Un presunto piano, smascherato sul più bello da Libero, che vedeva il leader maximo del Comunisti italiani “abbattere” il governo Prodi e da questo ricavarne maggiori benefici, per sé e per i suoi fedelissimi.
A quanto pare per compiere la missione il quotidiano Libero si è servito di vere e proprie spie degne del vecchio KGB; tant’è che l’azione si può definire una vera e propria missione di spionaggio politico. Diliberto e compagni dopo essersi resi conto che il presunto piano è stato reso noto, hanno immediatamente smentito e annunciato querele al Quotidiano. Feltri, proprio come nel caso Berlusconi, si è detto sicuro di quello che il suo giornale ha pubblicato. Se quanto pubblicato corrisponde a realtà, il governo Prodi ancora una volta è destinato a non dormire sonni tranquilli!

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categoria:politica, partiti, politikamente scorretti, partitocrazia
giovedì, 23 novembre 2006

Il succhiasangue di Visco, almeno così lo vedono l'80% degli italiani, per evitare l'uso improprio delle banche dati fiscali si è inventato un elenco di Very Important Personality vale a dire i paperoni Vips della nostra cara ed amata Italia. L'archivio conterrà: artisti, industriali, uomini d'affare, ma soprattutto politici. Ovviamente la gente comune sarà soggetta a qualsiasi controllo e peraltro senza nessuna limitazione. Visco ha anticipato queste novità nel corso di un'audizione alla commissione parlamentare sull'anagrafe tributaria. Dunque sarà realizzato “un archivio di persone rilevanti, sensibili, non solo politici, ma anche del mondo dei Vip, che hanno necessità di una maggiore garanzia della privacy”. Visco spiega il meccanismo che verrà messo in atto: “Se qualcuno fa una interrogazione su una di queste persone, la cosa viene automaticamente segnalata”. Una procedura che verrà messa in campo riguarda “il controllo settimanale da parte dei superiori sulle interrogazioni fatte per vedere se sono coerenti con gli accertamenti oppure sono sfizi e peggio”. Visco ha invece assicurato che “è praticamente impossibile fare attacchi dall'esterno”. Il problema dell'uso improprio, come emerso dalle cronache delle settimane scorse, è solo interno. E bravo Visco!