Non è la prima volta che utenti
di A Ruota Libera si rivolgono a noi per uno sfogo o più semplicemente per esprimere la propria posizione in merito a scelte politiche, o vicissitudini che toccano più in generale la società. Oggi mi scrive un caro amico impegnato in politica. E’ una lettera per certi aspetti amara, ma nello stesso tempo sensata soprattutto in questo delicato momento della politica italiana. Pubblico il testo senza citarne l’autore, ma la pubblico dopo aver incassato la sua autorizzazione:
Caro Liborio, ti scrivo in preda ad un senso di sconforto e di impotenza che mi ha colto da alcune settimane. Scrivo a te in ragione della nostra amicizia e dei preziosi consigli che in virtù della tua spiccata imparzialità mi hai sempre saputo dare. Conosci benissimo la mia posizione e quanto ho fatto per far crescere a livello locale AN. Sai benissimo quanti bocconi amari io abbia dovuto mandar giù in questi anni e quanto impegno io ci abbia messo per costruire un gruppo che ora sta prendendo una strada che a me sembra in antitesi alla nostra natura e alle nostre convinzioni. E’ solo in ragione dell’impegno che ho profuso in questi anni se sono ancora in questo partito che pur sentendo mio viene diretto da persone che prima di intraprendere una strada non consultano la base, le persone che a livello locale mettono faccia e impegno. Sono deluso, ma non posso abbandonare quello che ho costruito in questi anni. Votare PDL non ci riesco, non ce la faccio a votare Forza Italia, siamo da sempre alleati, ma ci separano divergenze che io voglio ribadire e non cercare di appianare. Voterò
Chiedo la tua opinione, uno dei tuoi consigli da amico. Lasciare An per il momento non posso, ho lavorato troppo per questo partito e oggi anche se mi sento separato in casa non posso lasciare quello che ho costruito.
Risposta: Conosco l’impegno che hai profuso per la crescita di AN e i bocconi amari, come tu stesso hai sottolineato, che hai dovuto ingoiare. Oggi i tuoi stessi dubbi li hanno molti militanti dell’ex partito dei DS che non hanno avuto il coraggio di passare con
Articolo pubblicato su www.liboriobutera.com
























elettorali sono sempre state caratterizzate da fiumi di promesse fatte agli elettori e poi mai mantenute. Celebre è stata la promessa di Berlusconi del milione di nuovi posti di lavoro, realizzata solo in parte, e quella dell’attuale governo in carica che in campagna elettorale promise di non alzare le tasse e poi invece le ha rese insopportabili per le tasche di qualunque cittadino.
avevo pubblicato una lettera di sfogo dal contenuto amaro inviatami da un giovane siciliano. Lo scrivente, un ragazzo di 23 anni, ci raccontava delle difficoltà che è costretto ad affrontare per poter vivere dignitosamente e denunciava lo sfruttamento ad opera dei datori di lavoro, il contenuto lo trovate
un’Italia più povera che tira avanti pagando tutto a rate e costringendo gli italiani al doppio lavoro per poter sbarcare il lunario. C’è anche una triste eredità che riguarda i poveri pensionati i quali non riescono più ad andare avanti. Più di 5 milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E’ quando si legge dal ‘Rapporto Italia 2008′ dell’Eurispes e c’è poco da stare allegri. Prodi, prima di lasciare, ci parlava di un’Italia in ripresa che forse vedeva solo lui.
dello Stato si poneva come obiettivo il miglioramento del servizio: si può affermare che a distanza di qualche anno l’obiettivo non solo non è stato raggiunto, ma in alcuni casi è stato addirittura peggiorato. Un evidente esempio ne è appunto la situazione delle linee utilizzate dai pendolari: i treni sono sempre più affollati e sempre meno puliti. Altra situazione negativa è quella che riguarda l’Eurostar, il treno nato proprio in seguito alla privatizzazione e che doveva costituire l’eccellenza del trasporto su binari. Ma chi in questi giorni ha avuto la sventura di doverne prendere uno, non ha che potuto constatare che l’Eurostar conserva la sua eccellenza solo nel costo del biglietto (aumentato tra l’altro del 15% con l’anno nuovo). Infatti sembra che ultimamente sia stata abolita l’obbligatorietà della prenotazione su posto a sedere: ciò comporta che si possa viaggiare sul treno anche in piedi, seduti per terra e occupando tutti gli spazi riservati al movimento dei viaggiatori con tutti i disagi che ci si possono facilmente immaginare. Il fatto diventa più grave nel caso degli Eurostar in quanto, oltre ai motivi anzidetti, vi è un fattore di pericolosità per chi non viaggia normalmente seduto a causa della forte velocità di tale tipologia di convoglio. Non si capisce dunque perché Trenitalia abbia ignorato tali elementari norme di sicurezza nonché di garanzia di comodità per il viaggiatore Eurostar, facendo salire passeggeri in più rispetto alla normale capienza del treno.
, le note dolenti. L’arrivo del nuovo anno porta con sé un carico di sorprese dal tintinnio sgradevole: aumenti a raffica. Luce e gas, ma anche treni e autostrade, il tutto senza il sostegno di una politica dei salari tanto osannata in tempo di elezioni e mai realizzata da questo governo. E non ci consolano le dichiarazioni dell’ europarlamentare Rizzo dei Comunisti Italiani, piuttosto suonano come una presa per i fondelli (passatemi la volgarità) proprio per le fasce deboli del nostro Paese che lui a parole difende.
nostro, le contraddizioni sono divenute la normalità. Ormai più nessuno si indigna, tutto si accetta. Si accetta che un magistrato solo perché ha inciampato laddove non doveva e nessuno osava, viene prima richiamato, poi trasferito e infine dipinto come uno “pazzo”. Succede che un Generale, viene prima attaccato da un Ministro in Parlamento senza possibilità di difesa, poi accusato di usare impropriamente i mezzi dello Stato, poi sostituito e reintegrato con sentenza del TAR, al punto che alla fine, questo si dimette. Succede che un altro magistrato ha il coraggio, in questo Paese pieno di contraddizioni, di indagare un Ministro e di trovare indizi che portano fino al Presidente del Consiglio. Quel Ministro ne chiede il trasferimento d’urgenza in via cautelare, gli manda le ispezioni in procura, e il Procuratore Generale dispone ne l’avocazione per una delle indagini, la più delicata. Da ultimo, il CSM, ha rigettato il ricorso del magistrato in quanto soggetto non legittimato a proporlo. Le stranezze non finiscono qui, persino il bravissimo “segugio” di questo magistrato, un capitano dell’Arma, giovane e dotato di fiuto infallibile, viene trasferito in un’altra Regione, per comandare un’altra compagnia. Viva l’Italia
beni di prima necessità, come pane e pasta, c’è da preoccuparsi e seriamente. L’allarme lo lancia l’Istat, dopo l’analisi condotta sul territorio nazionale della Coldiretti
i trionfalismi di questo governo, gli italiani sono sempre più poveri. In questi giorni è stata versata nei portafogli la tanto sospirata tredicesima e l’Adusbef si è preso la briga di fare i conti in tasca agli italiani. L’associazione dei consumatori ha stabilito che una famiglia media, che si basa su due stipendi, avrà di tredicesima circa 2.350 Euro, la maggior parte però subirà l’effetto “elastico” poiché verrà rispesa per pagare: bolli, bollette, rate, Ici, canone Rai, polizze assicurative e debiti pregressi. In tempi di caro-prezzi, per i consumi natalizi rimane quindi quasi una “bazzecola”, che sarà spesa quasi interamente per gli alimentari e per qualche regalo. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, “arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse, bolli, Ici, rate e canoni che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare.
sarà Lei, se non altro perché è talmente fuori dalla realtà dei giovani italiani al punto tale da non conoscere le difficoltà che sono costretti quotidianamente ad affrontare. Forse non Le conosce perché fa il ministro e può contare su uno stipendio di almeno 10/20 volte superiore ad un trentenne, questo in parte lo giustifica. Scrivo questo perché sfogliando la “Sua” Finanziaria mi sono imbattuto nel provvedimento voluto fortemente da Lei per permettere ai trentenni di uscire finalmente da casa e così potersi permettere di affrontare il costo di un affitto. Gli aiuti, come Lei sa, riguardano una detrazione IRPEF appunto sul canone di affitto dell’abitazione principale. Fin qui tutto bene, ma leggendo meglio mi accorgo che è stata fissata una soglia di reddito, ovvero non si deve superare il reddito annuo di 15.493,71 Euro per avere una detrazione di 300 Euro. Per i redditi fino a 30.987,41 lo sconto sarà di 150 Euro. Dunque caro ministro Lei con soli 150 Euro (o 300, per i più sfortunati) vorrebbe permettere ai “bamboccioni” di uscire dalle famiglie e vivere da soli? Ma Lei caro ministro la realtà dei giovani italiani la conosce?
a meno, non si poteva più far finta di non vedere i tagli contenuti in Finanziaria e visto che altri, quelli che leggono e fanno i conti, con dati alla mano li mostravano nei posti di lavoro, parte della triplice sindacale, è scesa in campo. 100 mila persone hanno manifestato a Roma, 100 mila, un’organizzazione blanda, diversa da quella messa in campo contro altri governi, ma lo stesso efficace. Lo slogan è stato chiara ed esplicito: «Lottiamo contro
Docenti Precari di Milano in un documento denuncia l’assoluta inefficienza dell’USP di Milano nel gestire le nomine a tempo determinato. In particolare sottolinea che:
sta iniziando a prendere piede nel nostro Paese: il caporalato. Già presente in alcune aree del sud, negli ultimi anni sembra che sia stato se non del tutto almeno in parte debellato; anche se in meridione rimane da risolvere la questione del lavoro nero che continua a rappresentare una vera e propria piaga.