lunedì, 31 marzo 2008

Non è la prima volta che utenti di A Ruota Libera si rivolgono a noi per uno sfogo o più semplicemente per esprimere la propria posizione in merito a scelte politiche, o vicissitudini che toccano più in generale la società. Oggi mi scrive un caro amico impegnato in politica. E’ una lettera per certi aspetti amara, ma nello stesso tempo sensata soprattutto in questo delicato momento della politica italiana. Pubblico il testo senza citarne l’autore, ma la pubblico dopo aver incassato la sua autorizzazione:

Caro Liborio, ti scrivo in preda ad un senso di sconforto e di impotenza che mi ha colto da alcune settimane. Scrivo a te in ragione della nostra amicizia e dei preziosi consigli che in virtù della tua spiccata imparzialità mi hai sempre saputo dare. Conosci benissimo la mia posizione e quanto ho fatto per far crescere a livello locale AN. Sai benissimo quanti bocconi amari io abbia dovuto mandar giù in questi anni e quanto impegno io ci abbia messo per costruire un gruppo che ora sta prendendo una strada che a me sembra in antitesi alla nostra natura e alle nostre convinzioni. E’ solo in ragione dell’impegno che ho profuso in questi anni se sono ancora in questo partito che pur sentendo mio viene diretto da persone che prima di intraprendere una strada non consultano la base, le persone che a livello locale mettono faccia e impegno. Sono deluso, ma non posso abbandonare quello che ho costruito in questi anni. Votare PDL non ci riesco, non ce la faccio a votare Forza Italia, siamo da sempre alleati, ma ci separano divergenze che io voglio ribadire e non cercare di appianare. Voterò La Destra, ho già deciso e ti assicuro che non tornerò per nessuna ragione sui miei passi. Lo farò di nascosto, tradendo la mia sincerità politica come i leader del mio partito hanno tradito il nostro credo.

Chiedo la tua opinione, uno dei tuoi consigli da amico. Lasciare An per il momento non posso, ho lavorato troppo per questo partito e oggi anche se mi sento separato in casa non posso lasciare quello che ho costruito.

Risposta: Conosco l’impegno che hai profuso per la crescita di AN e i bocconi amari, come tu stesso hai sottolineato, che hai dovuto ingoiare. Oggi i tuoi stessi dubbi li hanno molti militanti dell’ex partito dei DS che non hanno avuto il coraggio di passare con la Sinistra Arcobaleno perché non si sentono così di sinistra, ma neanche così di centro come il PD. Questi politici, come te, nel giro di qualche mese hanno visto “svendere” quegli ideali (e penso ad esempio a Gavino Angius) per sposare una causa che li porta lontani dalle loro radici, dal loro credo.

E’ tutto questo “trasformismo” politico, chiamato “ammodernamento” che non va. Non va in ragione del fatto che si corre a briglie sciolte verso un centro che in realtà non esiste. Non esiste nella maniera che intendono loro, perché la politica è cambiata, perché la società è cambiata, perché il mondo stesso è cambiato. Ma loro corrono lo stesso, perché è una corsa nuova. Allora che fare? Eh? Che fare… Ti dico già che molti non andranno a votare, altri si stanno aggrappando a movimenti nuovi, altri si tureranno il naso e voteranno lo stesso, altri ancora seguiranno il proprio cuore, ed è proprio ciò che consiglio a te, segui il tuo cuore e vota il partito che più rappresenta le tue idee.

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categoria:politica
sabato, 22 marzo 2008

Nel nostro paese le campagne elettorali sono sempre state caratterizzate da fiumi di promesse fatte agli elettori e poi mai mantenute. Celebre è stata la promessa di Berlusconi del milione di nuovi posti di lavoro, realizzata solo in parte, e quella dell’attuale governo in carica che in campagna elettorale promise di non alzare le tasse e poi invece le ha rese insopportabili per le tasche di qualunque cittadino.

Insomma una serie di “balle” elettorali che hanno lo scopo di “saccheggiare” i consensi degli italiani per poi come al solito fare i propri interessi di bottega.Anche l’attuale campagna elettorale non è da meno e fra le tante promesse fatte, più o meno credibili, c’è ne una che, ahimè, più che altro pare una gaffe perché dimostra la scarsa conoscenza del sistema Italia da parte del PD e del suo candidato premier Walter Veltroni.

Mi riferisco alla promessa fatta ai giovani di garantire a tutti un salario minimo di 1100 euro, una promessa che la ministra Melandri sbandiera nelle tv come la soluzione per i precari, non rendendosi probabilmente neppure conto ma ripetendo il programma del partito. Per carità sarebbe bello e magari più facile da attuare se la nostra economia fosse in piena ripresa, se il sistema Paese funzionasse, se gli sprechi non esistessero e se chi lavora già avesse un salario che gli garantisse di vivere dignitosamente, però come sappiamo non è affatto così.

La cosa che fa riflettere è che il PD con questa proposta non solo dimostra di non conoscere la situazione salariale nel nostro Paese, ma non si rendono conto che imporre una politica di questo genere potrebbe essere addirittura controproducente e lo dimostrano le dichiarazioni degli stessi datori di lavoro i quali hanno già fatto riflettere che così si innesca un meccanismo di licenziamenti indotti e pericolosissimi. Al posto di tre dipendenti se ne finirà per assumere solo uno.

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categoria:politica
giovedì, 31 gennaio 2008
In un precedente post avevo pubblicato una lettera di sfogo dal contenuto amaro inviatami da un giovane siciliano. Lo scrivente, un ragazzo di 23 anni, ci raccontava delle difficoltà che è costretto ad affrontare per poter vivere dignitosamente e denunciava lo sfruttamento ad opera dei datori di lavoro, il contenuto lo trovate QUI . A conferma di quanto scritto dal giovane, ci sono i dati di una ricerca realizzata nell’ambito del progetto Up Rise, finanziata dalla Regione Siciliana; presentati stamane a Palermo nella sede della Confindustria dal direttore del progetto Rosario Alescio. Nello studio si fa un preciso riferimento alla connessione esistente “fra lavoro sommerso e criminalità organizzata“: le attività della mafia, infatti, traggono giovamento da occupazioni in nero.
Dalla ricerca emerge che l’Isola è una regione in cui il lavoro irregolare rimane un fenomeno radicato e consistente: la percentuale dei lavoratori in nero, o in condizioni identificate come “grigie”, è alta a Palermo (39,4% del totale) più che nelle altre province siciliane. Fra gli irregolari, inoltre, è alta la percentuale di quanti lavorano esclusivamente in nero (68,1), e sono più le donne che gli uomini. Forse uno dei compiti del nuovo governo deve essere appunto la lotta al lavoro nero, ma affrontata con serietà ed impegno e non, come ci hanno abituati, a sole chiacchiere.
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categoria:politica, lavoro
giovedì, 31 gennaio 2008
Va via il governo Prodi però ci lascia un’Italia più povera che tira avanti pagando tutto a rate e costringendo gli italiani al doppio lavoro per poter sbarcare il lunario. C’è anche una triste eredità che riguarda i poveri pensionati i quali non riescono più ad andare avanti. Più di 5 milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E’ quando si legge dal ‘Rapporto Italia 2008′ dell’Eurispes e c’è poco da stare allegri. Prodi, prima di lasciare, ci parlava di un’Italia in ripresa che forse vedeva solo lui.
La situazione economica complessiva dunque é più difficile di quando è iniziato il suo governo: tra salari fermi e prezzi che schizzano in alto i bilanci delle famiglie arrancano sempre più. Nell’ultimo anno di governo Prodi – si legge dal Rapporto - la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel quasi 50% dei casi e sono raddoppiati i prestiti. Il pessimismo arriva ai livelli più alti dagli ultimi sei anni:
- ESPLODE IL SOMMERSO, A QUOTA 549 MLD. Cresce l’economia sommersa e arriva al 35,5% del Pil ufficiale. Al ‘nero’ si aggiunge l’economia criminale (a quota 11,3% rispetto al Pil) e insieme si arriva a 725 miliardi di euro, quasi la metà della ricchezza prodotta ‘in chiaro’ in un anno dal Paese.

- 2 FAMIGLIE SU 3 NON ARRIVANO AL 27.
Raddoppiano dal 5 al 10% le famiglie che ricorrono a prestiti personali e solo il 13,6% alla fine del mese riesce a risparmiare qualcosa. In un anno la situazione economica delle famiglie “é decisamente peggiorata”. Quasi la metà degli italiani registra un peggioramento del proprio budget (per il 32,1% lievi segnali e per il 13,7% calo più marcato).
- TUTTO A RATE, DAL FRIGORIFERO AL DENTISTA. E’ boom per il credito al consumo. “Nessun dinamismo economico, solo necessità”, commenta l’Eurispes. E infatti si comprano così non solo elettrodomestici o mobili ma anche viaggi e libri scolastici. Accettano pagamenti a rate ormai anche i medici.

- I NUOVI POVERI SONO I ‘WORKING POORS’.
Lavorano ma hanno un tenore di vita simile a quello dei disoccupato. E così per arrivare a fine mese in 6 milioni fanno il doppio lavoro in nero. Ogni famiglia deve integrare mediamente il proprio reddito con 1.330 euro di ‘lavoretti’ non ufficiali. Tra i poveri e quelli a rischio di diventarlo in Italia si contano 5,1 milioni di nuclei familiari per 15 milioni di individui.
- SCARPE IN SALDI E PASTA AL DISCOUNT. Salari fermi e caro-vita cambiano le abitudini degli italiani che comprano sempre più in saldi o ai discount. Meno uscite al ristorante e anche taglio netto per viaggi e regali.
- 20 MLN I SOTTOPAGATI, 6 I DOPPIOLAVORISTI. “I salari italiani sono tra i più bassi d’Europa”, rileva l’istituto spiegando che guadagnano il 10% in meno dei tedeschi, il 20% in meno degli inglesi e il 25% in meno dei francesi. “Diminuire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione”: queste le indicazioni che arrivano dall’istituto.

LAVORO, QUATTRO MORTI BIANCHE AL GIORNO

Sono circa quattro al giorno le vittime bianche in Italia. Lo rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2008 mettendo in evidenza che “il fenomeno interessa tutti i comparti economici”. L’età media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni. Per quanto riguarda invece gli infortuni dal 2003 al 2006 il numero totale è passato da 997.194 a 927.998 con un’incidenza maggiore nel comparto dell’industria e dei servizi.
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categoria:politica, lavoro, sindacati, societĂ 
domenica, 06 gennaio 2008

La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato si poneva come obiettivo il miglioramento del servizio: si può affermare che a distanza di qualche anno l’obiettivo non solo non è stato raggiunto, ma in alcuni casi è stato addirittura peggiorato. Un evidente esempio ne è appunto la situazione delle linee utilizzate dai pendolari: i treni sono sempre più affollati e sempre meno puliti. Altra situazione negativa è quella che riguarda l’Eurostar, il treno nato proprio in seguito alla privatizzazione e che doveva costituire l’eccellenza del trasporto su binari. Ma chi in questi giorni ha avuto la sventura di doverne prendere uno, non ha che potuto constatare che l’Eurostar conserva la sua eccellenza solo nel costo del biglietto (aumentato tra l’altro del 15% con l’anno nuovo). Infatti sembra che ultimamente sia stata abolita l’obbligatorietà della prenotazione su posto a sedere: ciò comporta che si possa viaggiare sul treno anche in piedi, seduti per terra e occupando tutti gli spazi riservati al movimento dei viaggiatori con tutti i disagi che ci si possono facilmente immaginare. Il fatto diventa più grave nel caso degli Eurostar in quanto, oltre ai motivi anzidetti, vi è un fattore di pericolosità per chi non viaggia normalmente seduto a causa della forte velocità di tale tipologia di convoglio. Non si capisce dunque perché Trenitalia abbia ignorato tali elementari norme di sicurezza nonché di garanzia di comodità per il viaggiatore Eurostar, facendo salire passeggeri in più rispetto alla normale capienza del treno.

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categoria:politica, turismo, infrastrutture
domenica, 06 gennaio 2008
E dopo il brindisi di mezzanotte, le note dolenti. L’arrivo del nuovo anno porta con sé un carico di sorprese dal tintinnio sgradevole: aumenti a raffica. Luce e gas, ma anche treni e autostrade, il tutto senza il sostegno di una politica dei salari tanto osannata in tempo di elezioni e mai realizzata da questo governo. E non ci consolano le dichiarazioni dell’ europarlamentare Rizzo dei Comunisti Italiani, piuttosto suonano come una presa per i fondelli (passatemi la volgarità) proprio per le fasce deboli del nostro Paese che lui a parole difende.
Secondo le associazioni dei consumatori, gli aumenti peseranno sulle famiglie di 300 euro in più sul bilancio familiare. Ma nel complesso, nel corso dell’anno, la situazione è destinata a peggiorare: la spesa delle famiglie italiane salirà infatti complessivamente fra i 1.000 e i 1.700 euro, spinta anche da alimentari, benzina e servizi di vario genere.
Facendo un breve riassunto, il nuovo anno porterà un aumento dell’elettricità e del metano rispettivamente del +3,8% e +3,4%. Incrementi che graveranno sul bilancio familiare, facendolo aumentare di 48 euro in un anno. Rincari più salati per i treni: da oggi i prezzi dei biglietti di Eurostar e Alta Velocità salgono del 15%, ma chi li acquista on line potrà godere di uno sconto del 5%. Non andrà meglio a chi sceglierà di muoversi in auto: dal prossimo mese, infatti, i pedaggi autostradali diverranno più salati, con aumenti fino a un massimo del 3,61%.
Un inizio 2008 amaro per gli italiani spesso distratti ad arte da altre vicende certo importanti, ma non come quella di arrivare a fine mese senza indebitarsi.
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categoria:politica, societĂ , denaro
sabato, 29 dicembre 2007

In un Paese come ilnostro, le contraddizioni sono divenute la normalità. Ormai più nessuno si indigna, tutto si accetta. Si accetta che un magistrato solo perché ha inciampato laddove non doveva e nessuno osava, viene prima richiamato, poi trasferito e infine dipinto come uno “pazzo”. Succede che un Generale, viene prima attaccato da un Ministro in Parlamento senza possibilità di difesa, poi accusato di usare impropriamente i mezzi dello Stato, poi sostituito e reintegrato con sentenza del TAR, al punto che alla fine, questo si dimette. Succede che un altro magistrato ha il coraggio, in questo Paese pieno di contraddizioni, di indagare un Ministro e di trovare indizi che portano fino al Presidente del Consiglio. Quel Ministro ne chiede il trasferimento d’urgenza in via cautelare, gli manda le ispezioni in procura, e il Procuratore Generale dispone ne l’avocazione per una delle indagini, la più delicata. Da ultimo, il CSM, ha rigettato il ricorso del magistrato in quanto soggetto non legittimato a proporlo. Le stranezze non finiscono qui, persino il bravissimo “segugio” di questo magistrato, un capitano dell’Arma, giovane e dotato di fiuto infallibile, viene trasferito in un’altra Regione, per comandare un’altra compagnia. Viva l’Italia!

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categoria:politica, politikamente scorretti
sabato, 29 dicembre 2007
Quando calano i consumi dei beni di prima necessità, come pane e pasta, c’è da preoccuparsi e seriamente. L’allarme lo lancia l’Istat, dopo l’analisi condotta sul territorio nazionale della Coldirettisul commercio al dettaglio ad ottobre, sulla base dei acquisiti domestici degli italiani del panel Ismea Ac Nielsen nei primi dieci mesi dell’anno.
E’ emerso che i consumi di pane e pasta sono calati drasticamente del 7%, calo record e mai registrato in passato. Anche se in parte è giustificato dai cambiamenti di stili di vita e di alimentazione, ma la causa maggiore è dovuta all’aumento ingiustificato del prezzo di pane e pasta. Aumento che colpisce soprattutto le fasce più deboli, proprio quelle che per necessità ne consumavano di più.  
La quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani – sottolinea la Col diretti - è scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate.
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere e preoccupare ma a quanto pare lascia tranquillo e sereno il presidente del consiglio prodi che non perde occasione per ribadire che in Italia va tutto bene. Se lo dice lui…
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categoria:politica, societĂ 
sabato, 29 dicembre 2007
Nonostante le promesse e i trionfalismi di questo governo, gli italiani sono sempre più poveri. In questi giorni è stata versata nei portafogli la tanto sospirata tredicesima e l’Adusbef si è preso la briga di fare i conti in tasca agli italiani. L’associazione dei consumatori ha stabilito che una famiglia media, che si basa su due stipendi, avrà di tredicesima circa 2.350 Euro, la maggior parte però subirà l’effetto “elastico” poiché verrà rispesa per pagare: bolli, bollette, rate, Ici, canone Rai, polizze assicurative e debiti pregressi. In tempi di caro-prezzi, per i consumi natalizi rimane quindi quasi una “bazzecola”, che sarà spesa quasi interamente per gli alimentari e per qualche regalo. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, “arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse, bolli, Ici, rate e canoni che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare.
Secondo l’Adusbef, dunque, ben l’84% della tredicesima servirà a coprire queste spese e di questa percentuale grande parte sarà destinata per pagare l’aumento dei mutui che l’Europa della banche ci ha fatto trovare sotto l’albero di Natale. E il governo per bocca di Prodi sostiene che in Italia va tutto bene, peccato che gli italiani faticano ad accorgersene.
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categoria:politica, societĂ 
venerdì, 30 novembre 2007

Caro Padoa Schioppa “bamboccione” sarà Lei, se non altro perché è talmente fuori dalla realtà dei giovani italiani al punto tale da non conoscere le difficoltà che sono costretti quotidianamente ad affrontare. Forse non Le conosce perché fa il ministro e può contare su uno stipendio di almeno 10/20 volte superiore ad un trentenne, questo in parte lo giustifica. Scrivo questo perché sfogliando la “Sua” Finanziaria mi sono imbattuto nel provvedimento voluto fortemente da Lei per permettere ai trentenni di uscire finalmente da casa e così potersi permettere di affrontare il costo di un affitto. Gli aiuti, come Lei sa, riguardano una detrazione IRPEF appunto sul canone di affitto dell’abitazione principale. Fin qui tutto bene, ma leggendo meglio mi accorgo che è stata fissata una soglia di reddito, ovvero non si deve superare il reddito annuo di 15.493,71 Euro per avere una detrazione di 300 Euro. Per i redditi fino a 30.987,41 lo sconto sarà di 150 Euro. Dunque caro ministro Lei con soli 150 Euro (o 300, per i più sfortunati) vorrebbe permettere ai “bamboccioni” di uscire dalle famiglie e vivere da soli? Ma Lei caro ministro la realtà dei giovani italiani la conosce?

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categoria:politica
venerdì, 02 novembre 2007

Sono moltissimi gli italiani che hanno fatto mutui a tasso variabile, compreso il sottoscritto e che hanno subito l’impennata delle rate dovute all’innalzamento dei tassi. Impegnarsi in un mutuo è la cosa più naturale per giovani e famiglie desiderosi di crescere e di dare stabilità al proprio futuro. E’ la cosa più naturale anche per il settore del credito, quella di finanziare progetti concreti come l’acquisto della prima casa. A non essere normale è la crescita che hanno avuto i tassi negli ultimi due anni e che hanno ridotto sul lastrico moltissime famiglie della nostra Nazione. L’Europa è più delle banche che non del suo popolo, il dubbio che c’è sempre stato ora ci sembra certezza e siamo preoccupati per i risvolti sociali che questa frattura potrebbe determinare. Le famiglie costrette a svendere perché il loro mutuo è diventato insostenibile rappresentano una frattura difficilmente sanabile anche perché le ragioni dell’impennata dei tassi sono ai più non chiare.
Personalmente invito tutti a non mollare anche se è difficile andare avanti anche perché non c’è più fiducia nei confronti del settore del credito e nelle istituzioni che dovrebbero garantire stabilità. Privilegiare le grandi rendite finanziare a scapito della piccola impresa e della famiglia fa perdere solidità alla nostra società e costituirà un freno allo sviluppo.
Un’altra raccomandazione che mi sento di fare è quella di riprendere l’abitudine di contrattare ripetutamente i servizi e le condizioni che le banche ci applicano, non avendo il timore di spostarsi da un’istituto all’altro, troppe certezze diamo come clienti e spesso veniamo ripagati.

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categoria:politica, economia, societĂ 
mercoledì, 31 ottobre 2007
Il governatore di Bankitalia, Draghi, lancia un monito al governo: IN ITALIA SALARI TROPPO BASSI e come sappiamo non è affatto un sindacalista. In tutta risposta il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa invita i giovani a tirare la cinghia, come se questi non lo facessero da sempre. Questo teatrino ha fatto arrabbiare e non poco l’amico Nino Miceli, nostro caro amico ed affezionato lettore. Il commento che ha lasciato Nino è dirompente, scritto d’istinto e proprio per questo particolarmente incisivo, ho preferito estrapolarlo dalla sezione commenti e di dargli la visibilità che merita, eccolo.
Stamattina, guardando la rassegna stampa della 7, mi sono trovato perfettamente d’accordo su quanto sostenuto da Draghi e cioè che i salari in Italia sono troppo bassi rispetto alla media europea anche di punte del 25% e che per incrementare i consumi bisogna inevitabilmente aumentare salari e stipendi. Fin qui tutto bene; ma quando ho sentito, nella stessa rassegna, il ministro delle tasse affermare che i giovani in Italia devono imparare a risparmiare non ci ho visto più dalla rabbia. Questo signore(?) sconosce evidentemente la situazione reale dei giovani e meno giovani in Italia. Ma lui lo sa quanta gente non arriva alla terza settimana con quel salario di merda che ha? Ma lui lo sa quanti giovani stringono fin troppo la cinghia in Italia? Lui lo sa quanti sono i giovani disoccupati? Lui lo sa quanti nostri conterranei per mancanza di lavoro sono costretti ad emigrare, per guadagnare 1000 euro al mese? Altro che risparmiare, il risparmio lo si può fare quando esiste un guadagno! Queste cose “Schioppa” non le sa, lui ingrassato come un “MAIALE” alla corte delle lobby, della politica, dell’alta finanza e dei poteri forti, al servizio di un governo che sta letteralmente impoverendo gli italiani, si permette pure di prenderci per il culo! E’ ora che gli italiani si ribellino, e mandino a casa questo novello Robin Hood all’incontrario assieme al suo amico Prodi e a quell’accozzaglia chiamata governo; tutto questo prima che ci “distruggano” totalmente!
Aricolo pubblicato su www.liboriobutera.com
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categoria:politica
mercoledì, 31 ottobre 2007

Non ne hanno potuto fare a meno, non si poteva più far finta di non vedere i tagli contenuti in Finanziaria e visto che altri, quelli che leggono e fanno i conti, con dati alla mano li mostravano nei posti di lavoro, parte della triplice sindacale, è scesa in campo. 100 mila persone hanno manifestato a Roma, 100 mila, un’organizzazione blanda, diversa da quella messa in campo contro altri governi, ma lo stesso efficace. Lo slogan è stato chiara ed esplicito: «Lottiamo contro la Finanziaria che colpisce il lavoro pubblico». E ad urlarlo sono proprio gli elettori di questo governo, non certamente gli oppositori. Solo un branco di ciechi o di sostenitori ad oltranza non si sono ancora resi conto dei tagli, solo loro. Le famiglie si, costrette a prendere d’assalto i discount alimentari per rifornirsi delle derrate necessarie. Spesso costretti ad acquistare alimenti di dubbia qualità e a basso costo, per sfamarsi. Piove governo ladro e piove a dirotto!  E in quella manifestazione i leader sindacali per una volta sono stati chiari, almeno a parole. Il Cigiellino, Epifani, si rivolge direttamente al premier. «Lo dico a Prodi: ascolta questa piazza. Ascolti le ragioni di questa lotta, e se ritroverà la sintonia con il popolo, la gente, forse troverà la rotta per andare avanti nel senso giusto». Durissimo il leader della Cisl, Bonanni: «Ci vengono a dire fannulloni a noi – dice –, ma questo è un governo Pinocchio e fannullone. Questi contratti sono importanti: lo ricordiamo a Prodi, sordo e disattento, a Padoa Schioppa, così attento ai fatti degli altri, e lo ricordiamo a Nicolais, così evanescente e assente». Angeletti UIL invece si coalizza con il governo e ne difende l’operato, chissà cosa penseranno i tesserati del suo sindacato, forse stracceranno le tessere e non sarebbe una cattiva idea. E Intanto piove governo ladro e piove sulle famiglie italiane!

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categoria:politica
sabato, 01 settembre 2007

L’associazione Docenti Precari di Milano in un documento denuncia l’assoluta inefficienza dell’USP di Milano nel gestire le nomine a tempo determinato. In particolare sottolinea che:

- a oggi 29 agosto non è ancora stato pubblicato il calendario per le nomine relative alle scuole medie e alle superiori, questo rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti dei precari che non sanno ancora quando saranno nominati. Se il calendario non sarà pubblicato nelle prossime ore, moltissimi precari non riusciranno ad avere un contratto a partire dal primo settembre, il che è decisamente grave, visto che la maggior parte di loro non riceve uno stipendio da fine giugno.

- Nonostante la legge sulla trasparenza, l’USP non ha pubblicato nessuna informazione circa le nomine in ruolo completate entro il 31 luglio. Non è chiaro quindi che fine abbiano fatto le cattedre rimaste vuote a causa di rinunce, né si sa quando le stesse saranno date in surroga.

- Ancora non sono stati corretti tutti gli errori presenti nella GE, e ai precari che si recano presso l’USP per far sistemare il punteggio, viene comunicato che non ci sono i responsabili.

A farne le spese ancora una volta sono l’anello debole della scuola ovvero i precari, sempre martoriatri da cattive politiche e da disorganizzazione degli uffici competenti.

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categoria:politica, scuola, societĂ 
venerdì, 31 agosto 2007

C’è un fenomeno preoccupante che sta iniziando a prendere piede nel nostro Paese: il caporalato. Già presente in alcune aree del sud, negli ultimi anni  sembra che sia stato se non del tutto almeno in parte debellato; anche se in meridione rimane da risolvere la questione del lavoro nero che continua a rappresentare una vera e propria piaga.

Il caporalato, fenomeno tra i più sgradevoli di sfruttamento dei lavoratori, sembra invece che si stia consolidando nelle regioni più ricche. Ad esserne coinvolti sono gli extracomunitari di solito privi del permesso di soggiorno e bisognosi per il loro sostentamento di un lavoro. Di solito vengono reclutati nei pressi delle stazioni ferroviarie o di autobus, la comunicazione avviene attraverso un fitto ed incomprensibile passaparola difficilmente intercettabile dagli organi preposti al controllo. I lavori dove gli extracomunitari trovano più facilmente occupazione riguardano l’edilizia e quelli di manovalanza in genere, che ormai i nostri giovani sembrano snobbare. I “fortunati” assoldati dai caporali, sono fatti salire su pulmini e trasportati nei cantieri di lavoro. Chi vive al nord del Paese e all’albeggiare percorre l’autostrada si sarà già imbattuto in queste carovane cariche di gente destinata  a guadagnarsi il pane in qualche sperduto luogo di lavoro, spesso  lontano da occhi indiscreti e al riparo da curiosi. Chi li assume non si rende conto che sta calpestando le leggi e i diritti più elementari di uomini  sventurati.  Pur di risparmiare in manodopera trascurano il fatto che in caso di incidente sono loro i diretti responsabili e pertanto rischiano pene severissime. I caporali, di solito anche loro extracomunitari, nel reclutamento di manodopera realizzano  importanti guadagni proprio attraverso lo sfruttamento di esseri umani: in genere sono pagati dall’imprenditore e dagli stessi operai che cedono una quota della loro retribuzione giornaliera. Per le vittime di questo malaffare non si è mosso nessun sindacato, nessun  politico ha mai sollevato il problema.  Le forze politiche che si definiscono più sensibili verso le problematiche legate agli stranieri li vorrebbero fare entrare nel nostro Paese senza nessun controllo,  magari continuando ad alimentare ulteriormente i guadagni dei caporali e ad ingrossare gli eserciti della criminalità.  Se i nostri stranieri arrivassero già con un contratto di lavoro, probabilmente riuscirebbero a vivere più dignitosamente e una maggiore integrazione sarebbe allora possibile.

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categoria:politica, immigrazione, societĂ