mercoledì, 06 giugno 2007

Inquietante. Inquietante. Inquietante.

Vorrei capire ma mi rendo conto però che la trasparenza non è più di moda in Italia. Le informazioni a nostra disposizione sono come sempre poche e frammentarie, vorrei capire se è vero che questo pasticcio all’italiana è sorto perché il ministro aveva chiesto il trasferimento di alcuni ufficiali che indagavano su un noto caso. Vorrei capire se è vero perché se è così è un sistema che conosciamo bene perché molto utilizzato nei regimi che hanno caratterizzato il secolo scorso.

Inquietante.

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categoria:politica, nefandezze, politica e interessi economici
mercoledì, 21 marzo 2007

Bisogna ammettere che il quotidiano Il Giornale aveva ragione quando sosteneva che esistevano le foto che riprendevano Sircana mentre si apprestava ad approcciare un trans. Per carità i gusti sono gusti, non voglio entrare nel merito, piuttosto voglio puntare il dito sulla censura che immediatamente ha colpito tutti i media italiani, eccetto il Giornale. La cosa che mi ha lasciato perplesso è il comportamento del Corriere della Sera, da sempre considerato il quotidiano di riferimento per il giornalismo italiano, che ha speso 100 mila euro per acquistare le foto incriminate e alla fine le ha tenute chiuse in un cassetto. Un tentativo censore con l’intendo di   salvare la faccia a Sircana e di conseguenza al governo? Probabilmente no, ma a volte a pensar male si fa peccato, ma a volte… Oggi sono gli stessi giornalisti della redazione con una lettera a chiedere chiarimenti al direttore.  Non sarebbe male se questa vicenda venisse presa a pretesto per sostituire il fazioso Mieli da sempre schierato senza farne mistero con Prodi e con il suo governo. Un quotidiano importante come il Corriere non può pendere da nessuna parte; deve mantenere l’obiettività. Per quanto mi riguarda ho smesso da tempo di leggere il quotidiano milanese, preferisco l’informazione libera di internet, molti italiani per fortuna fanno lo stesso. Chissà forse un nuovo direttore potrebbe restituire il ruolo di prestigio che compete al corrierone.
Concludo ritornando a Sircana e alla gogna mediatica che lo ha visto protagonista, prima di lui Salvo Sottile, poi assolto ma che aveva avuto la dignità di dimettersi. Lo spilungone bolognese invece resiste. In effetti, non c’è nulla di grave nell’approcciare un trans, fa sorridere è che questo gesto stava per mandare a puttane il governo!

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categoria:politica, partiti, censure, governi, politica e interessi economici
sabato, 17 marzo 2007

Proprio non li capisco questi esponenti politici di maggioranza, soprattutto quelli di RC. Dopo l’adesione allo sciopero della scuola del segretario del partito Giordano, oggi è la volta di Folena: “Il 16 aprile parteciperò allo sciopero indetto dai sindacati della scuola per il contratto, contro il precariato e per una scuola pubblica di qualità”. Il presidente della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera Pietro Folena annuncia l’adesione alla protesta di Cgil, Cisl e Uil. “Sulla scuola molti sono i fronti aperti. Stiamo ancora attendendo di capire come gli impegni presi in finanziaria contro il precariato verranno mantenuti. Vogliamo sapere anche cosa accadrà rispetto alla revisione delle graduatorie dei precari imposta dall’abolizione del punteggio di montagna, se il piano delle assunzioni preveda il rispetto degli impegni presi dal governo davanti alla Camera perché vengano immessi in ruolo solo i docenti effettivamente precari e come si intenda procedere per la riforma della scuola. Inoltre è scandaloso che i dati in nostro possesso dicano che anche quest’anno, ancora una volta, gli investimenti per la scuola siano calati. L’impegno del governo appare per ora insufficiente su quello che invece dovrebbe essere il terreno più importante della sua azione.” Fermo restando che in Finanziaria il Governo taglia e i sindacati dormivano, a questo punto mi pare di capire che anche RC dormiva. Lo sciopero, ahimè, è tardivo, adesso per reperire i fondi necessari per il rinnovo del contratto si dovrà tagliare da qualche altra parte e certamente a farne le spese sarà sempre e comunque lo stato sociale!

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categoria:scuola, politica e interessi economici
sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

venerdì, 02 febbraio 2007
Il quotidiano La Sicilia di Catania per descrivere i retroscena e i dubbi circa l’affaire Alitalia ha utilizzato i titoli dei maggiori quotidiani italiani. E' strano come l'Alitalia che ha 1.026 milioni di debiti e una flotta vecchiotta che ha bisogno di un altro miliardino per essere rinnovata, come osserva «Il Sole-24 Ore», abbia tanti pretendenti alle nozze.  Mentre il «Corriere della Sera» avverte in un articolo dal titolo «Ora la politica non salga a bordo» che «la politica ha già dimostrato di non saper far volare gli aerei, né a destra, né a sinistra. Dalla compagnia di bandiera ha estratto favori elettorali, privilegi, voti e qualcosa da sventolare di tanto in tanto, ma ha fallito assieme ai sindacati e ai tanti management. Non può riprovarci». Non è stata più tenera «La Stampa» di Torino, in un articolo di Augusto Minzolini con titolo esemplare «L'Alitalia? Batterà bandiera del partito democratico». E spiega con l'aiuto dell'esperto on. Egidio Pedrini di Italia dei valori: «Carlo Toto, amico di D'Alema, è diventato patron di AirOne, indebitata sino al collo, ma protetta da banchieri del calibro di Geronzi (Capitalia) e Passera (banca Intesa). Se il topolino AirOne punta a prendersi il gigante Alitalia, lo fa solo per risolvere i suoi guai. Dall'altra parte ci sono in corsa De Benedetti, Della Valle e i fondi americani. Alla fine finirà che Toto (D'Alema, ma anche Bazoli) si metterà insieme a De Benedetti-Della Valle (i mecenati delle new-generations ulivista Veltroni-Rutelli). Così saranno tutti contenti, un'altra Telecom. E il partito democratico, anche se non ancora nato, avrà presto la sua compagnia di bandiera con dentro gli amici di Prodi, di D'Alema, di Veltroni e di Rutelli. In fondo non potrebbe essere altrimenti visti i vincoli contenuti nel bando di vendita: chi compra deve avere influenza sul quadro politico, chiamiamola capacità di lobbing, che gli consenta se necessario di allentarli in un secondo momento per non trasformare un'avventura in una tragedia». Insomma un altro pezzo dello Stato, proprio come avvenne con l’IRI, sarà ceduto alla “finanza amica” e ancora una volta a dirigere la partita in apparente silenzio c’è ancora lui, Romano Prodi. Ma prima di concludere la missione non è mancata la solita missione mediatica “prepariamo l’opinione pubblica”; tant’è che da diversi mesi continuano a ribadirci in una sorta di tamburo battente che l’Alitalia è un carrozzone per il Paese: sono più le perdite che i guadagni. Dunque  ci viene quasi spontaneo, poiché ci liberano di questa zavorra, ringraziare questi maghi “sciocchi” della Finanza italiana, ovviamente è ironico!
domenica, 14 gennaio 2007

La Finanziaria appena varata dal governo Prodi contiene una norma tanto piccola ma tanto dannosa per il nostro Made il Italy. Lo ha denunciato il quotidiano il Sole 24 Ore. Negli anni passati erano state attivate politiche proprio in difesa della tracciabilità dei prodotti per distinguerli da quelli importati dai paesi dove la manodopera costa meno e nello stesso tempo tutelare l’indotto dunque gli occupati. La norma approvata va esattamente nella direzione opposta, allarga le maglie e introduce un aspetto pericoloso ossia: l’imprenditore che produce all’estero (a meno costo), ma la sua azienda conserva ancora la sede madre nel nostro Paese, sul prodotto finito può apporre lo stesso l’etichetta MADE IN ITALY. Com’è facilmente intuibile questo andrà a penalizzare soprattutto chi produce in Italia e di conseguenza la manodopera italiana. Si prevede che i settori che ne risentiranno di più saranno il tessile-abbigliamento e il calzaturiero. In tutto questo ci guadagneranno quegli imprenditori che delocalizzeranno all’estero, ma che potranno in ogni modo sostenere che il prodotto è Made in Italy.

Saremmo curiosi di scoprire quale lobby ha voluto accontentare questo governo che da sempre si definisce di sinistra, ma che di sinistra ha soltanto le chiacchiere
sabato, 13 gennaio 2007
Il governo attraverso il ministro Damiano ha annunciato un’accelerazione della riforma del TFR per i dipendenti statali e l’introduzione della norma beffarda del silenzio/assenso, vera trappola per i dipendenti. Per la scuola esiste da qualche anno il fondo pensione di categoria denominato ESPERO, ma a quanto pare fatica a decollare. Un esempio concreto viene da una scuola della mia citta, a fronte di 400 impiegati circa, vi hanno aderito solo in 4.  La fretta del Ministro del Lavoro Damiano ci lascia perplessi, ma dalla lettura della sua biografia [link] si legge: “Ha curato la costituzione del primo Fondo pensione complementare dei lavoratori metalmeccanici, Cometa, assumendo la Presidenza del Consiglio di amministrazione nella fase iniziale.” Conflitto d’interessi?
giovedì, 04 gennaio 2007
Sono successe molte cose in questo periodo di feste natalizie; provo ad evidenziare quelle, a mio modo di vedere, più significative. Dunque iniziamo dalla politica estera quindi dall’impiccagione di Saddam, ha sconcertato il mondo intero la diffusione delle immagini dell’impiccagione del tiranno, ma ha sconcertato ancor di più il falso sconcerto espresso da molti leader politici mondiali e nostrani. Ritorniamo in Italia: è stata varata la Finanziaria che ha regalato agli italiani un bastione carico di nuove tasse: bolli auto, ticket sanitari, aumento dei biglietti dei treni, pedaggi autostradali, giusto per citarne alcuni; proprio per questo non sono mancate le solite polemiche politiche, anche perché forse aumentare le tasse non era così necessario. La scienza poi annuncia scoperte sensazionalistiche, lo fa l’Università di Washington, dove i ricercatori  hanno individuato in quale parte del cervello si annida la sfera di cristallo che prevede il futuro, dunque in ognuno di noi si annida un mago Do Nascimento? Mah! Il 2007 inoltre si è aperto con le ormai immancabili minacce di Mahmoud Ahmadinejad, questa volta vuole prendere a schiaffi l’intero Occidente. Ma la notizia degli ultimi giorni che sta facendo accapigliare il mondo politico riguarda il  boom delle entrate fiscali. La stretta sulla spesa pubblica hanno spinto il fabbisogno dello Stato al livello di 35,2 miliardi di euro nel 2006. Il dato segna una netta riduzione rispetto ai circa 60 miliardi di euro dell'anno precedente. Prodi ne rivendica i meriti, Berlusconi altrettanto. Ma chi ha ragione? Forse proprio quest’ultimo, se non altro perché a produrre questo effetto è stata la Finanziaria del 2005, peraltro gli stessi Padoa Schioppa e Giorgio Benvenuto dei DS gliene riconoscono i meriti, ma Prodi, niente! Siamo sicuri però che questo dato sia salutare per il Paese? Probabilmente per i conti sì, ma è giusto ricordare che per il cittadino ha significato: tagli alla spesa pubblica ovvero sanità, scuola, enti locali e tutto ciò che concerne lo stato sociale. Se non ricordo male era proprio quello che la sinistra di opposizione rimproverava a Tremonti, perché oggi ne rivendicano i meriti?
venerdì, 15 dicembre 2006

Cinque anni passati all’opposizione ad accusare Berlusconi e i suoi di promuovere leggi ad personam come la cosiddetta salva Previti, e in soli pochi mesi di governo varano l’indulto che, oltre a salvare Previti, scarcera migliaia di detenuti che, come per magia rimette  la maggior parte di loro nella condizione di ritornare a delinquere! Ma tra le pieghe della Finanziaria il governo, che ha predicato bene, ma a quanto pare razzola male, anzi malissimo, ha introdotto una norma di pochissime righe che mette a rischio metà dei processi per reati contro l'amministrazione. Per la Corte dei Conti è un vero e proprio «colpo di spugna» per i processi sui reati contabili. Per il presidente della Commissione giustizia del Senato, il ds Cesare Salvi, è una «norma inaccettabile, da eliminare». Un provvedimento ad personam, «peggiore dell’ex Cirielli» aggiunge il suo vice Roberto Manzione della Margherita. Questo è l’ultimo pasticcio della Finanziaria, la norma di appena tre righe è contenuta al comma 1346. Stranamente però i girotondini, i vari Santoro, Biagi e le altre teste di legno tacciono, anzi, continuano a perseguitare altri fantasmi pur di distogliere l’attenzione delle nefandezze contenute in una delle leggi Finanziarie più disastrose dal dopoguerra!

martedì, 12 dicembre 2006

Faceva tenerezza Prodi mentre subiva la contestazione dei visitatori del Motor Show nella sua Bologna. Gli urlavano:” buffone e mortadella”. I fischi erano davvero assordanti. Lui ha accusato che erano dei “fascisti organizzati”. Striscia la Notizia invece con l’aiuto di Red Ronnie, presentatore al Motor Show, ha dimostrato che non c’era proprio nulla di organizzato, anzi è stata una contestazione spontanea del pubblico presente, sbugiardando per l’ennesima volta il povero Prodi. La contestazione con cori da Ultrà lo ha costretto ad interrompere la sua visita tra gli stand e rifugiarsi nei locali del blocco servizi della manifestazione. Scortato dal “patron” dell'evento, Alfredo Cazzola, e da numerosi agenti delle forze dell'ordine, pronti a formare una barriera di protezione per evitare problemi di sicurezza, povero Prodi. Mi ha fatto tenerezza, allo stesso modo, quando ho sentito gli slogan degli insegnanti che protestavano contro i tagli alla scuola, e poi, ancor di più, quando i precari lo attaccavano accusandolo di essersi servito dei loro voti e poi di averli abbandonati, povero Prodi. Che tenerezza mi ha fatto quando le forze dell’ordine nella manifestazione di protesta contro il suo governo lo accusavano di aver tagliato le risorse necessarie per garantire l’ordine pubblico, anche lì, il suo nome era abusato negli slogan, povero Prodi. E poi che dire della felicità di Confindustria per il taglio del cuneo fiscale a scapito dei contribuenti e delle classe più disagiate? Anche in quel caso mi ha fatto un’enorme tenerezza, specie nel sentire le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti: “adesso l’Italia riparte, lo sviluppo è assicurato”, quasi a volercela dare a bere. Ma soprattutto che tenerezza mi ha fatto vederlo lottare con gli stessi alleati per predisporre in Finanziaria incentivi sostanziosi per chiunque volesse cambiare il frigorifero. Che tenero che è stato, sicuramente il pensiero sarà arrivato lì, a quelle persone che faticano ad arrivare a fine mese, in questo modo e con il nuovo elettrodomestico sicuramente il pane vecchio si manterrà più a lungo e meglio…

venerdì, 01 dicembre 2006

Questa vergognosa Finanziaria tutela le pensioni d’oro, quelle che superano 5 mila euro al mese per intenderci, infatti salta il contributo di solidarietà pari al 3%. Lo prevede un emendamento del relatore alla finanziaria. Conseguentemente, è previsto un taglio alla tabella A, sotto la voce ministero dell' Economia, di 22 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Insomma come sempre e con l’avallo di Rifondazione Comunista ( supportata dai voti dei lavoratori e ceti più deboli) le classi più agitate vengono tutelate a scapito di: scuola, sanità, tagli ai comuni, aumenti bolli, mantenimento della riforma pensioni di natura maroniana, taglio deciso allo stato sociale. A questo punto è lecito chiedersi: ma RC da quale parte sta’?

giovedì, 23 novembre 2006

Il succhiasangue di Visco, almeno così lo vedono l'80% degli italiani, per evitare l'uso improprio delle banche dati fiscali si è inventato un elenco di Very Important Personality vale a dire i paperoni Vips della nostra cara ed amata Italia. L'archivio conterrà: artisti, industriali, uomini d'affare, ma soprattutto politici. Ovviamente la gente comune sarà soggetta a qualsiasi controllo e peraltro senza nessuna limitazione. Visco ha anticipato queste novità nel corso di un'audizione alla commissione parlamentare sull'anagrafe tributaria. Dunque sarà realizzato “un archivio di persone rilevanti, sensibili, non solo politici, ma anche del mondo dei Vip, che hanno necessità di una maggiore garanzia della privacy”. Visco spiega il meccanismo che verrà messo in atto: “Se qualcuno fa una interrogazione su una di queste persone, la cosa viene automaticamente segnalata”. Una procedura che verrà messa in campo riguarda “il controllo settimanale da parte dei superiori sulle interrogazioni fatte per vedere se sono coerenti con gli accertamenti oppure sono sfizi e peggio”. Visco ha invece assicurato che “è praticamente impossibile fare attacchi dall'esterno”. Il problema dell'uso improprio, come emerso dalle cronache delle settimane scorse, è solo interno. E bravo Visco!

mercoledì, 25 ottobre 2006

Governo e sindacati assieme appassionatamente nella gestione del TFR, al punto che Prodi, dopo l’accordo,  si è lasciato scappare, nonostante la sinistra radicale, che adesso tocca alle pensioni! Da dove deriva tutta questa spavalderia? Forse perché adesso si sente le spalle coperte dai sindacati? E’ possibile. Quest’ultimi, soprattutto quelli della scuola, non si sono accorti che un trafiletto, un semplice comma “f “ contenuto nell’art. 66 della legge Finanziaria, riforma gli istituti professionali, che passano dalle 40 ore settimanali alle 35/36 facendo perdere il posto di lavoro a migliaia di occupati e abbassandone drasticamente il livello qualitativo. Tutti però tacciono. che strano silenzio si ode a sinistra. Tutti assieme appassionatamente! E’ giusto fare le dovute eccezioni, gli unici a lamentarsi sono stati i COBAS e lo Snals, gli altri si fregano le mani sul raggiunto accordo riguardante il TFR. Ma ritorniamo ai Fondi pensione, cerchiamo di capire assieme di cosa si tratta e quali rischi presentano:

I fondi pensione sono gli strumenti tecnici individuati dal legislatore per realizzare la pensione complementare, aggiuntiva rispetto a quella erogata dagli enti pensionistici obbligatori (Inps, Inpdap, ecc.). Fino a qualche anno fa sono stati legati a specifiche categorie, come le banche e le assicurazioni, o a singole aziende secondo esperienze già realizzate in altri Paesi. In Italia non hanno avuto sviluppo, forse perché finora la copertura del sistema previdenziale pubblico è stata più che buona. C'è da fidarsi? Andando alla patologia del capitalismo Usa non ci si può dimenticare delle migliaia di ex dipendenti di Enron, Worldcom e Tyco che hanno visto volatilizzare posto di lavoro e pensione (ad esempio, il fondo interno di Enron era esposto per ben il 63% in azioni della società). Necessita, dunque, massima attenzione, anche se è difficile prevedere un buco come quello del colosso Enron. Esistono, comunque, fondi di categoria, cioè datori di lavoro e sindacati (giornalisti, avvocati, ingegneri, bancari, ecc.), ma sono pochi, quindi la maggior parte dovrà rivolgersi a intermediari finanziari.

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categoria:politica, denaro, tfr , politica e interessi economici
mercoledì, 11 ottobre 2006

Il Centro sinistra scippa definitivamente i soldi del Ponte sullo Stretto: con 272 voti favorevoli e 234 contrari, la Camera ha approvato la mozione che "stoppa" la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. La mozione, firmata dal capogruppo dell'Ulivo Dario Franceschini, giudica "non prioritaria" la costruzione del ponte e impegna il governo a realizzare altri interventi per il miglioramento della viabilità nel mezzogiorno: in particolare il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Dunque la Sicilia si vedrà privata non solo del Ponte ma di tutte le altre infrastrutture ad esso collegate come strade, autostrade e linee ferroviari. I siciliani ricorderanno questa giornata come una tra le più triste della sua storia, mentre il governo conferma la sua linea settaria verso le regioni che non lo hanno votato.

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categoria:politica, tav , infrastrutture, politica e interessi economici
martedì, 10 ottobre 2006

Leggendo tra le pieghe della Finanziaria scopriamo che c’è un provvedimento che mira a tutelare la proprietà intellettuale: Scarpe e jeans al macero se portano griffe false. Al momento del sequestro di merce sospetta da parte dell'Agenzia delle Dogane, sarà possibile, previo consenso del titolare del diritto di proprietà intellettuale e del detentore dei beni distruggere le merci medesime, in tempi brevi ancora prima che sia accertata la violazione di un diritto di proprietà intellettuale. Sacrosanto; la cosa però che mi lascia perplesso è proprio l’atto estremo di distruzione. Mi chiedo se non sia più giusto “regalare” questi capi d’abbigliamento a chi ne ha bisogno, come ad esempio: vittime di calamità naturali o abitanti di paesi bisognosi di aiuti umanitari ed economici.  

postato da: LiborioButera alle ore 16:10 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, economia, politica e interessi economici