Governo e sindacati assieme appassionatamente nella gestione del TFR, al punto che Prodi, dopo l’accordo, si è lasciato scappare, nonostante la sinistra radicale, che adesso tocca alle pensioni! Da dove deriva tutta questa spavalderia? Forse perché adesso si sente le spalle coperte dai sindacati? E’ possibile. Quest’ultimi, soprattutto quelli della scuola, non si sono accorti che un trafiletto, un semplice comma “f “ contenuto nell’art. 66 della legge Finanziaria, riforma gli istituti professionali, che passano dalle 40 ore settimanali alle 35/36 facendo perdere il posto di lavoro a migliaia di occupati e abbassandone drasticamente il livello qualitativo. Tutti però tacciono. che strano silenzio si ode a sinistra. Tutti assieme appassionatamente! E’ giusto fare le dovute eccezioni, gli unici a lamentarsi sono stati i COBAS e lo Snals, gli altri si fregano le mani sul raggiunto accordo riguardante il TFR. Ma ritorniamo ai Fondi pensione, cerchiamo di capire assieme di cosa si tratta e quali rischi presentano:
I fondi pensione sono gli strumenti tecnici individuati dal legislatore per realizzare la pensione complementare, aggiuntiva rispetto a quella erogata dagli enti pensionistici obbligatori (Inps, Inpdap, ecc.). Fino a qualche anno fa sono stati legati a specifiche categorie, come le banche e le assicurazioni, o a singole aziende secondo esperienze già realizzate in altri Paesi. In Italia non hanno avuto sviluppo, forse perché finora la copertura del sistema previdenziale pubblico è stata più che buona. C'è da fidarsi? Andando alla patologia del capitalismo Usa non ci si può dimenticare delle migliaia di ex dipendenti di Enron, Worldcom e Tyco che hanno visto volatilizzare posto di lavoro e pensione (ad esempio, il fondo interno di Enron era esposto per ben il 63% in azioni della società). Necessita, dunque, massima attenzione, anche se è difficile prevedere un buco come quello del colosso Enron. Esistono, comunque, fondi di categoria, cioè datori di lavoro e sindacati (giornalisti, avvocati, ingegneri, bancari, ecc.), ma sono pochi, quindi la maggior parte dovrà rivolgersi a intermediari finanziari.