sabato, 29 dicembre 2007

In un Paese come ilnostro, le contraddizioni sono divenute la normalità. Ormai più nessuno si indigna, tutto si accetta. Si accetta che un magistrato solo perché ha inciampato laddove non doveva e nessuno osava, viene prima richiamato, poi trasferito e infine dipinto come uno “pazzo”. Succede che un Generale, viene prima attaccato da un Ministro in Parlamento senza possibilità di difesa, poi accusato di usare impropriamente i mezzi dello Stato, poi sostituito e reintegrato con sentenza del TAR, al punto che alla fine, questo si dimette. Succede che un altro magistrato ha il coraggio, in questo Paese pieno di contraddizioni, di indagare un Ministro e di trovare indizi che portano fino al Presidente del Consiglio. Quel Ministro ne chiede il trasferimento d’urgenza in via cautelare, gli manda le ispezioni in procura, e il Procuratore Generale dispone ne l’avocazione per una delle indagini, la più delicata. Da ultimo, il CSM, ha rigettato il ricorso del magistrato in quanto soggetto non legittimato a proporlo. Le stranezze non finiscono qui, persino il bravissimo “segugio” di questo magistrato, un capitano dell’Arma, giovane e dotato di fiuto infallibile, viene trasferito in un’altra Regione, per comandare un’altra compagnia. Viva l’Italia!

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categoria:politica, politikamente scorretti
giovedì, 07 giugno 2007

Certo che esistono preti capaci di abusi sessuali e pedofili. Certo che non dovevano prendere i voti. Ma da qui, a credere nella verità incontaminata del video firmato Bbc, ce ne passa. Ottanta docenti universitari che hanno visionato il documentario, hanno fatto notare una serie di falsità clamorose. A cominciare da quella che spaccia per documento segreto la lettera di Ratzinger, nella quale si fissava il regolamento di attuazione di una lettera apostolica di Giovanni Paolo II sui processi canonici. Quello che si definisce documento segreto, non soltanto era stato immediatamente pubblicato nel bollettino ufficiale del Vaticano, ma da allora continua ad essere consultabile sul sito della Santa Sede. Si afferma che l' istruzione vaticana "Crimen sollicitationis" del 1962 commina la scomunica a chi denuncia preti colpevoli di abusi sessuali, mentre è esattamente il contrario: è scomunicato chi, essendo a conoscenza degli abusi non li denuncia. Si confondono diritto canonico e diritto penale, la segretezza del processo canonico con il segreto del delitto, che non sta scritto in nessuna riga. Si ritiene che la nuova istruzione di Ratzinger "De delictis gravioribus" del 2001, renda più difficile perseguitare i preti accusati di pedofilia mentre al contrario lo rende più facile, facendo slittare il termine di decorrenza della prescrizione decennale dal momento in cui la piccola vittima ha compiuto i 18 anni di età. Agli esperti, il documentario quando andò in onda, circa un anno fa, sembrò quasi uno scherzo. Quel disgustoso pedofilo ex prete, le cui immagini aprono e chiudono il documentario, non sta parlando con la Bbc. Sta registrando un video concordato con gli avvocati di una causa civile miliardaria, contro la chiesa, i quali in cambio non si sono opposti a che questo mostro ricominciasse a circolare liberamente dopo sette anni di carcere.

Ma tutto serve, pur di scatenare una morbosa e brutale caccia alle streghe cattoliche. Una campagna vergognosa in cui tutto diventa lecito, il diritto alla generalizzazione, alla diffamazione, all'insinuazione, al delirio morboso che trasforma fatti specifici in fenomeni diffusi e fuori controllo, adombra complicità ad alti livelli, punta in alto per attaccare la tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Laicisti da strapazzo, che gli fa comodo dimenticare quanto per i cristiani tale genere di abuso è indubitabilmente peccato, e quanto per la loro morale laica è difficile fissare un confine che divida un amore 'diverso' da un' offesa all'umanità. Laicisti e creduloni, che in omaggio al dogma fanatico della cultura acritica secolarista, al culto morboso del "J'accuse!" imperante, adesso sono finalmenti pronti a inchiodare sulla croce un Papa incrocifiggibile.

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categoria:comunismo, chiesa, storia, nefandezze, politikamente scorretti
sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

domenica, 04 marzo 2007

 

Non ho mai creduto alle petizioni online, forse sbagliando. Stasera me ne hanno segnalato una che forse vale la pena firmare, riguarda gli stipendi dei parlamentari. Probabilmente non servirà a nulla, ma vale la pena lo stesso tentare.

Mandiamo a casa l'illegalità. Per una politica etica.


Perché il parlamentare italiano deve prendere molto di più di un suo collega europeo? Perché, oltre ad uno stipendio già notevole si attribuisce diarie, rimborsi spese per ogni cosa (tragitto casa-stazione o aeroporto, gestione ufficio e segreteria, spese telefoniche,
"occhiali da vista", carburante, RCA auto, spese postali, spese alimentari, vestiario, indennità di carica, indennità di ufficio,mobilità gratuita per sé e per i propri familiari, tessere gratuite per cinema, stadio, concerto, teatro ), tutto ESENTASSE , per un totale che varia dai 20.000,00 ( VENTI MILA) ai 27.000,00 (VENTISETTEMILA) euro mensili?

Noi, Autori di COMINCIALITALIA.
NET, chiediamo agli italiani di firmare questa petizione per far arrivare il nostro sdegno e la nostra impossibilità a sopportare ulteriormente questa situazione di totale disuguaglianza e di privilegi intollerabili fino ai piani più alti della politica.

NON SIAMO DISPOSTI A LASCIARE CHE TUTTO RESTI COSI' COM'E'!

Per firmare clicca qui

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categoria:politica, economia, partiti, denaro, politikamente scorretti, costi della politica
venerdì, 23 febbraio 2007
Ancora una volta è stato Max “baffino” D’Alema a decidere le sorti del governo Prodi, si ancora lui, lo afferma persino Massimo Cacciari che si è lasciato scappare: “Il capolavoro l'ha fatto quel Dio della politica che è D'Alema andando ad annunciare ai quattro venti che se il governo non raggiungeva la maggioranza si andava a casa. Dopo la vittoria alle elezioni i soloni della politica, i grandi strateghi... hanno costruito i loro teoremi pensando che una maggioranza risicata bastasse a garantire stabilità.”  Parole pungenti del filosofo Cacciari, che oltre a far riflettere fanno capire che il “grande vecchio” continua ad essere sempre il “baffino” e che Prodi, e l’intero governo, sono caduti per la sua dichiarazione. A questo punto mi verrebbe de chiedergli: Ministro, ma forse non era il caso che si dimettesse solo Lei, se non altro per aver fatto male i conti? Si perché solo uno sciocco può pensare che D’Alema aveva fatto quella dichiarazione senza essere sicuro dei fatti propri, ma evidentemente aveva fatto i conti senza l’oste! Povera Italia…
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categoria:politica, filosofia, partiti, politikamente scorretti, governi
giovedì, 15 febbraio 2007
Cesare Salvi esponente del cosiddetto correntone DS, ovvero la corrente più a sinistra del partito di D’alema ha parole molto dure nei confronti del suo segretario Piero Fassino: fa scomparire la sinistra in Italia e ci impedisce di contraddirlo. Ha imposto su di noi un blackout intollerabile per le reti di Stato e nemmeno sull'Unità abbiamo spazio... tanti compagni non si rassegnano, ma c'è in atto un potente mobbing, specie in Emilia, una pressione senza precedenti. Le parole di Salvi sarebbero destinate a destare quanto meno clamore se non altro perchè il mobbing è punito con il carcere, ma la stampa soprattutto quella di regime, non le ha neanche prese in considerazione. Evidentemente i portavoce del governo vale a dire Floris, Biagi, e tutti gli altri “zerbinati” al potere di centro-sinistra preferiscono continuare a puntare l’occhio sull’opposizione e distrarre il popolo sia dai problemi interni alla maggioranza sia dai tagli allo stato sociale contenuti nell’ultima legge Finanziaria. Sono state tagliate del 10% le pensioni di reversibilità alle vedove, vergogna!
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categoria:politica, comunismo, partiti, censure, politikamente scorretti, epurazioni, tv politica
venerdì, 02 febbraio 2007
Il quotidiano La Sicilia di Catania per descrivere i retroscena e i dubbi circa l’affaire Alitalia ha utilizzato i titoli dei maggiori quotidiani italiani. E' strano come l'Alitalia che ha 1.026 milioni di debiti e una flotta vecchiotta che ha bisogno di un altro miliardino per essere rinnovata, come osserva «Il Sole-24 Ore», abbia tanti pretendenti alle nozze.  Mentre il «Corriere della Sera» avverte in un articolo dal titolo «Ora la politica non salga a bordo» che «la politica ha già dimostrato di non saper far volare gli aerei, né a destra, né a sinistra. Dalla compagnia di bandiera ha estratto favori elettorali, privilegi, voti e qualcosa da sventolare di tanto in tanto, ma ha fallito assieme ai sindacati e ai tanti management. Non può riprovarci». Non è stata più tenera «La Stampa» di Torino, in un articolo di Augusto Minzolini con titolo esemplare «L'Alitalia? Batterà bandiera del partito democratico». E spiega con l'aiuto dell'esperto on. Egidio Pedrini di Italia dei valori: «Carlo Toto, amico di D'Alema, è diventato patron di AirOne, indebitata sino al collo, ma protetta da banchieri del calibro di Geronzi (Capitalia) e Passera (banca Intesa). Se il topolino AirOne punta a prendersi il gigante Alitalia, lo fa solo per risolvere i suoi guai. Dall'altra parte ci sono in corsa De Benedetti, Della Valle e i fondi americani. Alla fine finirà che Toto (D'Alema, ma anche Bazoli) si metterà insieme a De Benedetti-Della Valle (i mecenati delle new-generations ulivista Veltroni-Rutelli). Così saranno tutti contenti, un'altra Telecom. E il partito democratico, anche se non ancora nato, avrà presto la sua compagnia di bandiera con dentro gli amici di Prodi, di D'Alema, di Veltroni e di Rutelli. In fondo non potrebbe essere altrimenti visti i vincoli contenuti nel bando di vendita: chi compra deve avere influenza sul quadro politico, chiamiamola capacità di lobbing, che gli consenta se necessario di allentarli in un secondo momento per non trasformare un'avventura in una tragedia». Insomma un altro pezzo dello Stato, proprio come avvenne con l’IRI, sarà ceduto alla “finanza amica” e ancora una volta a dirigere la partita in apparente silenzio c’è ancora lui, Romano Prodi. Ma prima di concludere la missione non è mancata la solita missione mediatica “prepariamo l’opinione pubblica”; tant’è che da diversi mesi continuano a ribadirci in una sorta di tamburo battente che l’Alitalia è un carrozzone per il Paese: sono più le perdite che i guadagni. Dunque  ci viene quasi spontaneo, poiché ci liberano di questa zavorra, ringraziare questi maghi “sciocchi” della Finanza italiana, ovviamente è ironico!
domenica, 14 gennaio 2007

La Finanziaria appena varata dal governo Prodi contiene una norma tanto piccola ma tanto dannosa per il nostro Made il Italy. Lo ha denunciato il quotidiano il Sole 24 Ore. Negli anni passati erano state attivate politiche proprio in difesa della tracciabilità dei prodotti per distinguerli da quelli importati dai paesi dove la manodopera costa meno e nello stesso tempo tutelare l’indotto dunque gli occupati. La norma approvata va esattamente nella direzione opposta, allarga le maglie e introduce un aspetto pericoloso ossia: l’imprenditore che produce all’estero (a meno costo), ma la sua azienda conserva ancora la sede madre nel nostro Paese, sul prodotto finito può apporre lo stesso l’etichetta MADE IN ITALY. Com’è facilmente intuibile questo andrà a penalizzare soprattutto chi produce in Italia e di conseguenza la manodopera italiana. Si prevede che i settori che ne risentiranno di più saranno il tessile-abbigliamento e il calzaturiero. In tutto questo ci guadagneranno quegli imprenditori che delocalizzeranno all’estero, ma che potranno in ogni modo sostenere che il prodotto è Made in Italy.

Saremmo curiosi di scoprire quale lobby ha voluto accontentare questo governo che da sempre si definisce di sinistra, ma che di sinistra ha soltanto le chiacchiere
sabato, 13 gennaio 2007
Il governo attraverso il ministro Damiano ha annunciato un’accelerazione della riforma del TFR per i dipendenti statali e l’introduzione della norma beffarda del silenzio/assenso, vera trappola per i dipendenti. Per la scuola esiste da qualche anno il fondo pensione di categoria denominato ESPERO, ma a quanto pare fatica a decollare. Un esempio concreto viene da una scuola della mia citta, a fronte di 400 impiegati circa, vi hanno aderito solo in 4.  La fretta del Ministro del Lavoro Damiano ci lascia perplessi, ma dalla lettura della sua biografia [link] si legge: “Ha curato la costituzione del primo Fondo pensione complementare dei lavoratori metalmeccanici, Cometa, assumendo la Presidenza del Consiglio di amministrazione nella fase iniziale.” Conflitto d’interessi?
domenica, 07 gennaio 2007
Emanuela Macaluso, storico dirigente siciliano del Partito Comunista in una dichiarazione ha affermato quanto segue: “Il Cavaliere elogiava la follia citando Erasmo da Rotterdam, giocando con l'emotività sociale. Il Professore invece la proietta su popolo e avversari, come se la società fosse un luogo di pulsioni da frenare. Roba da matti!” Parole sicuramente profonde che evidenziano la differenza tra i due personaggi politici e che hanno fatto andare su tutte le furie prima Prodi e poi gli altri dirigenti della sinistra italiana. Vecchio pazzo Macaluso o grande vecchio illuminato?
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categoria:politica, comunismo, filosofia, partiti, politikamente scorretti
venerdì, 15 dicembre 2006

Cinque anni passati all’opposizione ad accusare Berlusconi e i suoi di promuovere leggi ad personam come la cosiddetta salva Previti, e in soli pochi mesi di governo varano l’indulto che, oltre a salvare Previti, scarcera migliaia di detenuti che, come per magia rimette  la maggior parte di loro nella condizione di ritornare a delinquere! Ma tra le pieghe della Finanziaria il governo, che ha predicato bene, ma a quanto pare razzola male, anzi malissimo, ha introdotto una norma di pochissime righe che mette a rischio metà dei processi per reati contro l'amministrazione. Per la Corte dei Conti è un vero e proprio «colpo di spugna» per i processi sui reati contabili. Per il presidente della Commissione giustizia del Senato, il ds Cesare Salvi, è una «norma inaccettabile, da eliminare». Un provvedimento ad personam, «peggiore dell’ex Cirielli» aggiunge il suo vice Roberto Manzione della Margherita. Questo è l’ultimo pasticcio della Finanziaria, la norma di appena tre righe è contenuta al comma 1346. Stranamente però i girotondini, i vari Santoro, Biagi e le altre teste di legno tacciono, anzi, continuano a perseguitare altri fantasmi pur di distogliere l’attenzione delle nefandezze contenute in una delle leggi Finanziarie più disastrose dal dopoguerra!

sabato, 09 dicembre 2006

Ieri pomeriggio al passaggio del Papa Benedetto XVI in via Tomacelli a Roma, è stato compiuto un gesto di cattivissimo gusto: dalla finestra della redazione del quotidiano “Il Manifesto”, qualcuno ha avuto la simpatica idea di lanciare volantini che riportavano la scritta “lasciaci in pacs”, con tanto di foto di un pastore tedesco con il volto del Pontefice. Questo atto, oltre ad essere offensivo nei confronti dell’uomo che esercita il ministero Pietrino in terra, è un ulteriore sintomo dello strisciante anticlericalismo che caratterizza ormai l’Italia da diverso tempo.  Stupisce come certi personaggi (giornalisti?) soliti a riempirsi la bocca con parole di libertà, democrazia e rispetto per il diverso, manifestino in modo così squallido e poco costruttivo la loro idea di società.  Davanti alle forze dell’ordine che si sono precipitate al piano della finestra incriminata, il direttore de Il Manifesto, Gabriele Polo, ha dichiarato: «Sono partiti dal quinto piano ma non so da chi, non lo voglio sapere e se lo sapessi non lo direi». Sembrerebbe una tipica risposta degna di un personaggio uscito dal romanzo di Mario Puzo.

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categoria:politica, chiesa, societĂ , estremisti, politikamente scorretti, governi
venerdì, 01 dicembre 2006

Questa vergognosa Finanziaria tutela le pensioni d’oro, quelle che superano 5 mila euro al mese per intenderci, infatti salta il contributo di solidarietà pari al 3%. Lo prevede un emendamento del relatore alla finanziaria. Conseguentemente, è previsto un taglio alla tabella A, sotto la voce ministero dell' Economia, di 22 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Insomma come sempre e con l’avallo di Rifondazione Comunista ( supportata dai voti dei lavoratori e ceti più deboli) le classi più agitate vengono tutelate a scapito di: scuola, sanità, tagli ai comuni, aumenti bolli, mantenimento della riforma pensioni di natura maroniana, taglio deciso allo stato sociale. A questo punto è lecito chiedersi: ma RC da quale parte sta’?

domenica, 26 novembre 2006

Il quotidiano Libero di Vittorio Feltri ha colpito ancora: dopo aver anticipato la possibile scelta di Berlusconi di ritirarsi dalla leadership della Casa delle Libertà, pubblica un documento shock che riguarda una riunione a porte chiuse del Pdci intitolata: “ Il golpe di Diliberto”. Un presunto piano, smascherato sul più bello da Libero, che vedeva il leader maximo del Comunisti italiani “abbattere” il governo Prodi e da questo ricavarne maggiori benefici, per sé e per i suoi fedelissimi.
A quanto pare per compiere la missione il quotidiano Libero si è servito di vere e proprie spie degne del vecchio KGB; tant’è che l’azione si può definire una vera e propria missione di spionaggio politico. Diliberto e compagni dopo essersi resi conto che il presunto piano è stato reso noto, hanno immediatamente smentito e annunciato querele al Quotidiano. Feltri, proprio come nel caso Berlusconi, si è detto sicuro di quello che il suo giornale ha pubblicato. Se quanto pubblicato corrisponde a realtà, il governo Prodi ancora una volta è destinato a non dormire sonni tranquilli!

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categoria:politica, partiti, politikamente scorretti, partitocrazia
venerdì, 10 novembre 2006

In un articolo Tuttoscuola.com parla di un accordo sui tagli alla Scuola, ancora non reso pubblico in termini di risorse, tra il ministro dell’economia e quello della Pubblica Istruzione. Lo stesso articolo riporta la richiesta di Panini di "utilizzare il TFR inoptato per uno straordinario investimento sulla conoscenza", e che "venga ripianato il buco di 600 milioni di euro ereditato da 5 anni di finanziarie del precedente Governo".

Se non ho capito male, il rappresentante dei lavoratori Panini vorrebbe che i soldi dei lavoratori (la ex buonuscita per intenderci) che non hanno aderito ai fondi pensione, gestiti anche dal suo sindacato e dal governo, vadano a pagare i debiti fatti dai governi precedenti?

Suona come una minaccia: se non ti lasci scippare il TFR, te lo scippiamo lo stesso per ripianare i debiti. Ma Panini da quale parte sta’? Voglio solo sperare di aver capito male.

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categoria:politica, scuola, sindacati, tfr , politikamente scorretti