sabato, 29 dicembre 2007

Gabriele Puccio un nome che spicca in mezzo agli altri nomi di calciatori stranieri che affollano l’Inter. Spicca perché è italiano, spicca perché i non addetti ai lavori non lo conoscevano, spicca perché l’armata nerazzurra comandata da Mancini non ha avuto alcun timore di farlo esordire in una gara di Champions League, anche se a giochi già fatti. Ma Gabriele Puccio, volto nuovo del calcio italico, per arrivare dovè adesso, assieme alla sua famiglia, ha dovuto affrontare mille difficoltà. I genitori infatti sono originari di Siculiana, paesino dell’agrigentino più volte balzato agli onori della cronaca per motivi meno nobili, adesso può vantare tra i suoi concittadini illustri un giovanotto dalla faccia pulita e dai piedi buoni che gioca a fianco a fior fior di campioni di fama internazionale. E Gabriele lo fa con l’esperienza di un grande, senza timore e senza timidezza. Lui che nonostante la giovane età ha già assaporato la vittoria, vincendo il campionato “Primavera” da titolare, con la maglia nerazzurra. Lui che ogni anno non riesce a rinunciare al mare siciliano e in particolare a quello di Siculiana Marina. Lui che con i suoi piedi riuscirà a dare lustro ad una provincia che da anni sta precipitando nel baratro della depressione economica.

Complimenti dunque al giovane Puccio e grazie anche a Mancini per avergli dato la possibilità di esordire laddove tutti coloro che da piccoli calciano il pallone vorrebbero arrivare.

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categoria:lavoro, societĂ , politiva
giovedì, 08 dicembre 2005

Certo che se le dichiarazioni di D’Alema sono “sovversive”, quelle di Borghezio, come al solito rasentano il ridicolo. Sul Corriere della Sera di oggi, trovate questo articolo. L’europarlamentare leghista,  dichiara  che non esistono gli anarchici tra i manifestanti e che la televisione, non fa bene il suo servizio e inquadra solo uno sparuto gruppo con le bandiere rosse e dimentica di mettere a fuoco i vessilli della gente piemontese. I rivoltosi sono tutte persone per bene –continua Borghezio- composti da padri e madri di famiglia e dai preti, altro che terroristi. Nulla da dire sulle bandiere rosse, ma sui facinorosi, se mi permette, non mi sento di affermare che siano stati i preti e i padri di famiglia ad imbrattare i muri e a danneggiare tutto quello che gli capitava a tiro. Se afferma questo definisce male i suoi concittadini e non penso che saranno contenti di sentire le sue parole, anche perché non gli sta facendo per nulla onore. Continuando dice: di essere passato in trincea con i manifestanti, ma che per oltrepassare la barriera umana, ha dovuto usare una sorta di parola d’ordine: si è presentato parlando in dialetto piemontese, lui è di Rivoli. Non risparmia di attaccare le forze dell’ordine accusandoli d’essere tutti meridionali e lasciando sottointendere che siano andati in valle con la voglia di menare. Si renderà conto delle baggianate che spara? Poi conclude non risparmiando attacchi alla realizzazione del ponte sullo stretto e alla Salerno-Regio Calabria.
Potrei terminare in mille modi, ma evito per non abbassarmi al livello dell’europarlamentare Borghezio, uno che per lo stile che ha di fare politica forse sarebbe più adeguato che la facesse in una stalla, con tutto il rispetto per le bestie che sono costrette a viverci.

postato da: LiborioButera alle ore 16:03 | Permalink | commenti (5)
categoria:tav , politiva