giovedì, 29 giugno 2006

Il risultato del Referendum è stato secondo me ingiustamente banalizzato. L’affluenza non è per nulla stata importante, si trattava di un referendum costituzionale e il 52,3% dei votanti rappresenta secondo me un fallimento. Il No ha vinto nettamente, ma in alcune regioni e province il SI ha prevalso, e in alcuni casi si è trattato delle aree maggiormente produttive del paese. Di queste differenze è indispensabile tener conto, rappresentano probabilmente una volontà di rinnovamento che deve essere soddisfatta nell’interesse dell’Italia intera. Non saper trarre da eventi di questa levatura le giuste indicazioni se non quelle del si e del no, é un segno evidente di immaturità del sistema politico italiano.

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categoria:referendum costituzionale
mercoledì, 28 giugno 2006

Finalmente è passata la lunghissima e snervante campagna elettorale, da adesso, forse, si ritorna a fare politica per il Paese e ad analizzare e risolvere i problemi veri o presunti che lo affliggono. Tuttavia, prima di accantonarla definitivamente, vogliamo analizzare qualche dato che è emerso nell’ultima tornata elettorale; lo sguardo inevitabilmente cade lì, in Sicilia. La Regione, infatti, ha votato No con una maggioranza altissima, superando persino le Regioni definite rosse, cioè Emilia-Romagna e Toscana. E dire che da sempre la Sicilia, grazie allo Statuto Autonomo, possedeva già quei poteri richiesti dalla Lega per le regioni del nord, dunque poteva addirittura astenersi dal votare. Ma forse i siciliani per paura di rimanere ancor di più lontani dalla politica romana, a distanza di poco tempo hanno votato NO allineandosi così con il centro-sinistra e sovvertendo il risultato elettorale che aveva visto trionfare Totò Cuffaro. Chissà se stavolta i soliti qualunquisti da strapazzo quale giudizio daranno sugli elettori siciliani, saranno i soliti mafiosi o visto che hanno votato per il centro-sinistra, sono diventati puliti e tutti onesti?  Proviamo ad uscire dalla polemica spicciola e focalizziamo la sconfitta elettorale del centro-destra o meglio ancora di una  parte di esso. Il rischio che corre è quello di vedere andare in fumo l’asse politico tra Berlusconi e la Lega Nord, mettendo in crisi la stessa leadership del Cavaliere. Dunque per il centro-destra figlio dell’idea politica di Berlusconi si apre un’estate di riflessione che potrebbe portare ad un autunno pieno di sorprese traducendosi in: nuova leadership, partito unico dei moderati, spaccature con la conseguente fuga di qualche alleato. In questo scenario a dormire sonni tranquilli è il governo che può contare sul potere politico come medicina miracolosa per tenere compatta  la maggioranza, sui sindacati pronti ad “acciuffarsi” 13 miliardi di euro l’anno, derivati dal probabile anticipo dalla riforma del TFR e di una propaganda fatta da abili comunicatori che passa dalla solita lottizzazione della RAI! Lunga vita dunque al governo Prodi? Forse!

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categoria:politica, elezioni, coerenza, referendum costituzionale
martedì, 27 giugno 2006

Alle passate elezioni politiche i votanti avevano abbondantemente superato la soglia dell’80%. Per il Referendum Costituzionale la percentuale si è fermata al 52,3. Non può essere considerato un buon risultato, soprattutto vista l’importanza della Carta Costituzionale. E’ una percentuale bassa che non può lasciare soddisfatti.

postato da: kingzac alle ore 13:25 | Permalink | commenti
categoria:referendum costituzionale
lunedì, 26 giugno 2006
Secondo la quarta proiezione Nexus, il NO ha ricevuto il 61% dei voti, pertanto si profila una vittoria schiacciante per i partiti che lo hanno sostenuto e una sonora sconfitta soprattutto per la Lega Nord e in parte per lo stesso Berlusconi.  Il Paese poco sollecitato dagli stessi promotori della riforma non ha esitato a bocciarla e ha mandato al mittente un messaggio estremamente chiaro: La Costituzione non si riforma a colpi di maggioranza. 
postato da: LiborioButera alle ore 16:44 | Permalink | commenti (4)
categoria:referendum costituzionale
lunedì, 26 giugno 2006

Alle 15:00 si sono chiusi i seggi l’affluenza alle urne è stata più alta rispetto a quella del 2001. Dai primi  exit poll di SKY TG24, realizzati in collaborazione con l'Istituto Piepoli sembrerebbe che a prevalere sia il NO con il 52% e i SI seguono con il 48%, ancora una volta il Paese sembra spaccato in due, appena avremo notizie più dettagliate le pubblicheremo.

postato da: LiborioButera alle ore 15:37 | Permalink | commenti
categoria:referendum costituzionale
domenica, 25 giugno 2006

Amarezza e stupore, queste le sensazioni politiche che ci colpiscono in occasione di questo referendum costituzionale. L’amarezza è quella che provano alcuni giovani come noi che credono nella politica e invece la vedono ridotta ad un puro e semplice mercato di voti e poltrone. Stupore invece perché mai ci saremo aspettati comportamenti da dilettanti della politica come quelli che hanno visto la nostra classe politica (destra e sinistra senza differenze) protagonisti di una campagna referendaria priva di argomenti e incentrata esclusivamente sulla rivalità tra i poli.

La politica è una cosa seria, riteniamo che non ci sia più spazio per gli attuali protagonisti, quelli che potremo chiamare : “i protagonisti della politica del nulla”

postato da: kingzac alle ore 22:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, politikamente scorretti, referendum costituzionale
domenica, 25 giugno 2006

Assolutamente ridicola l’affluenza alle urne in occasione del referendum costituzionale, alle 19,00 ha votato solo il 22%. E’ una situazione grave che dimostra l’immaturità della classe politica nostrana e anche dell’elettorato.

postato da: kingzac alle ore 22:34 | Permalink | commenti
categoria:referendum costituzionale
sabato, 24 giugno 2006

Noi di POLITIKAMENTE non abbiamo voluto affrontare nel dettaglio la questione referendum, se non attraverso una piccola parentesi che descriveva l’evanescenza delle motivazioni del NO, che in ogni modo ha suscitato un discreto interesse verso  i nostri affezionati frequentatori. La ragione o le ragioni  sono diverse. Iniziamo subito dicendo che, secondo noi,  per modificare la Costituzione non si deve prescindere da un’ampia maggioranza parlamentare. E’ questo il presupposto fondamentale per evitare che il Paese si possa spaccare sulla legge più importante dello Stato. A tal proposito una tiratina d’orecchio se lo era meritato il centro-sinistra  per aver modificato il Titolo V commettendo un gravissimo errore politico il centro-sinistra, ma cosa ancora più grave aveva creato un precedente pericoloso. Chi segue la politica sa bene che i precedenti talvolta sono ben più gravi delle stesse leggi poiché autorizzano i governi successivi ad abusarne, e, in effetti, così è stato. Questi errori noi italiani non vorremmo vedere mai più, l’Italia è di tutti e non certamente di una sola parte o peggio ancora di un solo gruppo politico.

Detto questo, proviamo a capire come, secondo noi, si orienteranno gli italiani e le motivazioni di questa decisione. Sempre secondo noi prevarrà il NO per alcuni significativi motivi: primo, il centro-destra questo referendum in realtà non lo vuole vincere. Lo ha dimostrato dallo scarso impegno nella campagna pro SI, tant’è che  in un primo momento Berlusconi lo ha caricato di significato politico, ma poi, aprendo al dialogo con il governo per una successiva modifica bipartizan, lo ha, di fatto, svuotato. Un altro segnale è la data del voto, non solo per l’aspetto squisitamente “balneare”, ma piuttosto perché arriva dopo una serie di chiamate alle urne che oggettivamente ha stancato gli elettori e si è visto dalla scarsa affluenza alle urne per il voto amministrativo. Secondo noi influirà anche la poca passione che hanno messo in campo i vari leader della Cdl, che da un lato, sì, in Parlamento hanno appoggiato e votato la riforma, ma dall’altro probabilmente non se la sentono di vararla da soli. Questo è stato ampiamente colto dal centro-sinistra che a sua volta non sta facendo nessuno sforzo, poiché convinto che a prevalere sarà il NO.  Noi di POLITIKAMENTE condanniamo duramente l’atteggiamento della Cdl: il loro è un comportamento irresponsabile perché non si può votare una riforma di tale importanza, istituire un referendum e poi tirarsi indietro e affidare tutto, per quanto matura, alla volontà e alla coscienza dell’elettore italiano. Questa è una chiara dimostrazione che la riforma della Costituzione in realtà serviva a tenere unita la loro maggioranza e nulla più. Inoltre non va sottolineato lo sforzo economico che deve sostenere la collettività per organizzare l’ennesima chiamata alle urne. Ma evidentemente ai  nostri politici, impegnati come sono al proprio successo personale, quest’aspetto interessa poco. L’Italia per uscire dal tunnel necessita di una nuova classe dirigente che sia illuminata e lontana dai soliti interessi di bottega, ma soprattutto che abbia a cuore le sorti del Paese. Temo però  che l’attuale oligarchia politica, sia essa di destra che di sinistra, farà di tutto per conservare gli attuali privilegi e farà di tutto per impedire il naturale ricambio generazionale lasciando così pochissime possibilità  a chi ha le idee e la voglia di migliorare questo vecchio Paese che risponde al nome di Italia!

 

domenica, 18 giugno 2006

Il fronte del No al referendum costituzionale se non trova motivazioni più credibili rischia di convincere buona parte della popolazione della propria indisponibilità a cambiare un sistema ormai obsoleto ma evidentemente ancora appagante per la classe politica. 

Quello che il fronte del No definisce un pasticcio è invece con molta probabilità una buona riforma, sicuramente non perfetta ma in grado di imporre una svolta ad un paese che ha bisogno di cambiamenti.

postato da: kingzac alle ore 22:30 | Permalink | commenti (45)
categoria:referendum costituzionale