Uno dei mali assoluti della sanità pubblica (quella pagata da tutti noi contribuenti) sono le liste d’attesa. Molti ministri che si sono succeduti negli anni, non sono riusciti a risolvere questo annoso problema che in taluni casi è costato la vita ai poveri ammalati. Una Regione che negli ultimi 5/6 anni ha fatto di tutto per accorciale è stata la Sicilia. I risultati sono stati ottimi e si è mossa verso (secondo me) l’unica strada percorribile: quella di allargare alle cliniche e laboratori privati la sovvenzione con le Asl. Questo ha portato ad un drastico accorciamento delle liste, infatti, i tempi non vanno quasi mai oltre i 15/30 giorni. Il Ministro della Salute, Francesco Storace, con la riforma che sta cercando di mettere in atto, sembra ispirarsi all’esperienza siciliana. Infatti, dal primo di Luglio, gli ammalati, per cento prestazioni, se non trovano posto nella sanità pubblica, si possono rivolgere ad una struttura privata, la quale poi, chiederà il rimborso, secondo le tabelle nazionali, all’Asl provinciale. Una riforma elementare se vogliamo ma che, secondo me, avrà un effetto “curativo” verso le lunghissime liste si ammalati. L’ostacolo principale per varare la nuova riforma è rappresentato dalle regioni; infatti, deve essere approvata dalla Conferenza Stato-Regioni che come sappiamo in questo momento vede in minoranza l’area politica alla quale Storace appartiene. Mi auguro che in questo caso non prevalga l’appartenenza ad un colore politico ma che per una volta a prevalere sia il bisogno del cittadino. Ma andiamo ad analizzare alcune novità che verranno introdotte a partire dall’intramoemia: (libera professione all'interno delle mura ospedaliere) oggi il cittadino paga di propria tasca, da domani se si dovesse ricorrere a questa forma la colpa sarà della Asl che pagherà la prestazione», altra regola: «entro il mese di febbraio, anticipando due mesi rispetto alla Finanziaria, sarà istituita la commissione nazionale sull'appropriatezza delle prescrizioni che darà regole chiare a partire dal primo luglio e che consentirà a tutte le regioni e i cittadini il limite dei tempi di attesa». La commissione sull'appropriatezza sarà composta da esperti in medicina generale, in assistenza specialistica ambulatoriale ed in assistenza ospedaliera, rappresentanti del ministero della salute, delle Regioni e del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, in pratica 15 persone per la formazione e informazione per il personale medico. Sarà inoltre necessario monitorare il fenomeno per la predisposizione di linee-guida che serviranno alla fissazione dei criteri di priorità e appropriatezza delle prestazioni, ci saranno anche delle sanzioni in caso di violazione delle norme. Le regioni dal canto loro dovranno dotarsi di uno strumento programmatico unico e integrato, attivando il centro unico di prenotazione regionale (Cup). Il direttore generale della Asl o dell'ospedale è garante nei confronti dei propri assistiti.«Si individua con chiarezza la catena di responsabilità», ha detto Storace. Noi da sempre abbiamo attaccato la politica i suoi privilegi ma questa riforma, almeno sulla carta, ci sembra che introduca novità importanti che vanno a favore dell’ammalato. Ci auguriamo che non vi sia ostruzionismo da parte delle Regioni e che, invece, collaborino per un fine comune: la salute pubblica.