giovedì, 31 gennaio 2008

Che fine ha fatto la raccolta differenziata? A chiederselo sono in molti guardando i mucchi di mondezza sparpagliati per le strade d’Italia e che stanno riempiendo impietosamente quelle tristi buche chiamate discariche. Sono in molti a chiedersi all’interno di tutto quel pattume quale sia ad esempio la percentuale di rifiuti organici facilmente recuperabili e restituibili senza danno all’ambiente. Alcuni sono andati anche a guardare alcuni sistemi di ristorazione veloce che a quando pare non fanno della raccolta differenziata il loro fiore all’occhiello e utilizzano comodi armadietti che inghiottono l’intero contenuto dei tristi vassoi di plastica in cui si mangia. Carta, plastica, polistirolo e pezzi di cibo, tutti “sostenibilmente “ insieme nello stesso sacco scuro.
Importante e non mi riferisco a nessuno in particolare, è fare in fretta e ridurre i costi di mano d’opera, esorbitanti in Italia. La strada sicuramente non è quella giusta perché l’ambiente sta per presentare il conto che si preannuncia salato. Nel frattempo godiamoci la nostra immagine internazionale che di questi tempi a colpi di “mondezza” è stata veicolata in tutto il globo.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

postato da: kingzac alle ore 14:17 | Permalink | commenti
categoria:ambiente, salute sanitĂ 
domenica, 29 gennaio 2006

Uno dei mali assoluti della sanità pubblica (quella pagata da tutti noi contribuenti) sono le liste d’attesa. Molti ministri che si sono succeduti negli anni, non sono riusciti a risolvere questo annoso problema che in taluni casi è costato la vita ai poveri ammalati. Una Regione che negli ultimi 5/6 anni ha fatto di tutto per accorciale è stata la Sicilia. I risultati sono stati ottimi e si è mossa verso (secondo me) l’unica strada percorribile: quella di allargare alle cliniche e laboratori privati  la sovvenzione con le Asl. Questo ha portato ad un drastico accorciamento delle liste, infatti, i tempi non vanno quasi mai oltre i 15/30 giorni. Il Ministro della Salute, Francesco Storace, con la riforma che sta cercando di mettere in atto, sembra ispirarsi all’esperienza siciliana.  Infatti, dal primo di Luglio, gli ammalati,  per cento prestazioni, se non  trovano  posto nella sanità pubblica,  si possono rivolgere ad una struttura privata, la quale poi, chiederà il rimborso, secondo le tabelle nazionali, all’Asl provinciale. Una riforma elementare se vogliamo ma che, secondo me, avrà un effetto “curativo” verso le lunghissime liste si ammalati. L’ostacolo principale per varare la nuova riforma è rappresentato dalle regioni; infatti, deve essere approvata dalla Conferenza Stato-Regioni  che come sappiamo in questo momento vede in minoranza l’area politica alla quale  Storace appartiene. Mi auguro che in questo caso non prevalga l’appartenenza ad un colore politico ma che per una volta a prevalere sia il bisogno del cittadino. Ma andiamo ad analizzare alcune novità che verranno introdotte a partire dall’intramoemia: (libera professione all'interno delle mura ospedaliere) oggi il cittadino paga di propria tasca, da domani se si dovesse ricorrere a questa forma la colpa sarà della Asl che pagherà la prestazione», altra regola: «entro il mese di febbraio, anticipando due mesi rispetto alla Finanziaria, sarà istituita la commissione nazionale sull'appropriatezza delle prescrizioni che darà regole chiare a partire dal primo luglio e che consentirà a tutte le regioni e i cittadini il limite dei tempi di attesa». La commissione sull'appropriatezza sarà composta da esperti in medicina generale, in assistenza specialistica ambulatoriale ed in assistenza ospedaliera, rappresentanti del ministero della salute, delle Regioni e del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, in pratica 15 persone per la formazione e informazione per il personale medico. Sarà inoltre necessario monitorare il fenomeno per la predisposizione di linee-guida che serviranno alla fissazione dei criteri di priorità e appropriatezza delle prestazioni, ci saranno anche delle sanzioni in caso di violazione delle norme. Le regioni dal canto loro dovranno dotarsi di uno strumento programmatico unico e integrato, attivando il centro unico di prenotazione regionale (Cup). Il direttore generale della  Asl o dell'ospedale è garante nei confronti dei propri assistiti.«Si individua con chiarezza la catena di responsabilità», ha detto Storace. Noi da sempre abbiamo attaccato la politica i suoi privilegi ma questa riforma, almeno sulla carta, ci sembra che introduca novità importanti che vanno a favore dell’ammalato. Ci auguriamo che non vi sia  ostruzionismo da parte delle Regioni e che, invece,  collaborino per un fine comune: la salute pubblica.

postato da: LiborioButera alle ore 11:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, salute sanitĂ