venerdì, 30 novembre 2007

In questi mesi al ministero della Pubblica Istruzione sono a lavoro diverse commissioni composte da tecnici che “segretamente” stanno preparando la riforma della scuola targata centro-sinistra. Il ministro indirettamente ha fatto sapere che tale riforma appena approvata farà molte vittime. Sul campo di “battaglia” resteranno diversi morti e feriti, ovvero molti docenti perderanno la loro cattedra, il loro posto di lavoro. La riforma creerà molti soprannumerari. Proprio quest’ultimi volenti o nolenti saranno costretti ad una riconversione forzata frequenteranno corsi intensivi e saranno convertiti anche su posti di sostegno. A questo punto è lecito domandarsi quali siano le reali intenzioni del governo nei confronti dei docenti di laboratorio. Il rischio di una nuova scure pare materializzarsi. Gaetano Passarelli, Insegnante Tecnico Pratico e membro della segreteria nazionale del Coordinamento ITP esorta i colleghi alla mobilitazione in difesa del proprio posto di lavoro. “Ritengo – scrive Passarelli - che se davvero il Ministro vorra’ dare seguito a quanto detto, nei prossimi mesi ci giocheremo il nostro futuro professionale. Qui si decide cosa faremo, come lo faremo e chi lo farà.” Il docente si riferisce ad una frase del ministro Fioroni che riporto: “andando probabilmente a rivedere *materie* […] e *classi di concorso* (quelle più attinenti verranno accorpate anche per consentire passaggi più agevoli sulle cattedre libere per i docenti soprannumerari).” Gli ITP sono in allerta ormai da anni. In Italia sono circa 30 mila i Docenti di Laboratorio che quotidianamente contribuiscono alla formazione di centinaia di miglia di studenti italiani, una risorsa indispensabile per le scuole tecniche e professionali.

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categoria:scuola
sabato, 01 settembre 2007

L’associazione Docenti Precari di Milano in un documento denuncia l’assoluta inefficienza dell’USP di Milano nel gestire le nomine a tempo determinato. In particolare sottolinea che:

- a oggi 29 agosto non è ancora stato pubblicato il calendario per le nomine relative alle scuole medie e alle superiori, questo rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti dei precari che non sanno ancora quando saranno nominati. Se il calendario non sarà pubblicato nelle prossime ore, moltissimi precari non riusciranno ad avere un contratto a partire dal primo settembre, il che è decisamente grave, visto che la maggior parte di loro non riceve uno stipendio da fine giugno.

- Nonostante la legge sulla trasparenza, l’USP non ha pubblicato nessuna informazione circa le nomine in ruolo completate entro il 31 luglio. Non è chiaro quindi che fine abbiano fatto le cattedre rimaste vuote a causa di rinunce, né si sa quando le stesse saranno date in surroga.

- Ancora non sono stati corretti tutti gli errori presenti nella GE, e ai precari che si recano presso l’USP per far sistemare il punteggio, viene comunicato che non ci sono i responsabili.

A farne le spese ancora una volta sono l’anello debole della scuola ovvero i precari, sempre martoriatri da cattive politiche e da disorganizzazione degli uffici competenti.

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categoria:politica, scuola, società
sabato, 02 giugno 2007

Lo diciamo da tempo che CGIL, CISL e UIL non fanno più gli interessi dei lavoratori, ma sono concentrati soprattutto a portare a casa risultati che privilegiano gli interessi del sindacato e della futura carriera politica dei loro dirigenti. La prova di quanto affermiamo la troviamo fresca fresca nel contratto appena siglato con il governo amico: "L'aumento mensile medio lordo previsto per il pubblico impiego (che avrebbe dovuto riferirsi al biennio contrattuale 2006-2007) è di 101 euro (aumento netto circa 60 euro medi), con un incremento percentuale che copre a malapena la metà dell'inflazione reale del biennio.

Ma, come se non bastasse, per avere i 60 euro netti (101 lordi) bisognerà attendere la Finanziaria 2008, e a quel tempo gli arretrati verranno dati chissà quando e con decorrenza solo dal 1° febbraio 2007, con il furto di 13 mesi di aumenti contrattuali. (fonte COBAS)". Addirittura molto meno di quanto si era concluso con il governo "nemico" dei lavoratori guidato da Berlusconi. Le brutte sorprese non finiscono qui: "i sindacati concertativi hanno accettato la triennalizzazione "sperimentale" del contratto nel pubblico impiego con una ulteriore perdita economica rilevantissima per le lavoratrici ed i lavoratori (rapina di un ulteriore anno di aumenti).

Si torna, quindi, ai vecchi contratti triennali degli anni '80 con una "piccola" differenza per i lavoratori data dal fatto che allora avevamo la scala mobile con cui si copriva integralmente l'inflazione effettiva e le risorse dei contratti andavano oltre gli aumenti della cosiddetta contingenza.

Avremo quindi anche la nuova scala mobile sperimentale? Questo l'accordo non lo dice e pensiamo che tale argomento non sia nei pensieri dei firmatari di questa ennesima vergogna. (Bernocchi, portavoce nazionale COBAS)". Dunque c'è poco da stare allegri. La cosa che fa riflettere è che, paradossalmente, con il precedente governo i lavoratori si sentivano più tutelati perché le sigle sindacali nella loro azione politica contro il governo difendevano per quanto possibile i lavoratori e i loro contratti, cosa che non hanno più fatto con questo esecutivo. Qualcuno sostiene che CGIL, CISL e UIL abbiano portato a casa un ottimo risultato: questo qualcuno mente sapendo di mentire!

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categoria:politica, scuola, sindacati, coerenza, partiti
lunedì, 23 aprile 2007

Nessuno crederebbe mai che un governo, un’amministrazione pubblica, assumesse del personale per poi non retribuirlo. Invece, succede, non in un Paese del sudamericano o in qualche Repubblica delle banane, ma da noi, in Italia. Il personale sfruttato manco a dirlo è quello precario della scuola, quei supplenti che hanno trascorso una vita tra i banchi a studiare per conseguire prima una laurea e poi un’abilitazione all’insegnamento al costo di 5 mila euro spendendo inoltre due anni della propria vita per seguire i corsi ssis gestiti dalle università. La cosa però sembra non interessare ai media, forse perché impegnati a parlarci di grande fratello o di altre banalità simili. Provano ancora una volta, l’ennesima, a farlo notare i sindacati di Base, solo loro, gli altri sono sempre più attenti al mercato e alla continua…

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categoria:scuola, economia, finanza, sindacati
sabato, 17 marzo 2007

Proprio non li capisco questi esponenti politici di maggioranza, soprattutto quelli di RC. Dopo l’adesione allo sciopero della scuola del segretario del partito Giordano, oggi è la volta di Folena: “Il 16 aprile parteciperò allo sciopero indetto dai sindacati della scuola per il contratto, contro il precariato e per una scuola pubblica di qualità”. Il presidente della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera Pietro Folena annuncia l’adesione alla protesta di Cgil, Cisl e Uil. “Sulla scuola molti sono i fronti aperti. Stiamo ancora attendendo di capire come gli impegni presi in finanziaria contro il precariato verranno mantenuti. Vogliamo sapere anche cosa accadrà rispetto alla revisione delle graduatorie dei precari imposta dall’abolizione del punteggio di montagna, se il piano delle assunzioni preveda il rispetto degli impegni presi dal governo davanti alla Camera perché vengano immessi in ruolo solo i docenti effettivamente precari e come si intenda procedere per la riforma della scuola. Inoltre è scandaloso che i dati in nostro possesso dicano che anche quest’anno, ancora una volta, gli investimenti per la scuola siano calati. L’impegno del governo appare per ora insufficiente su quello che invece dovrebbe essere il terreno più importante della sua azione.” Fermo restando che in Finanziaria il Governo taglia e i sindacati dormivano, a questo punto mi pare di capire che anche RC dormiva. Lo sciopero, ahimè, è tardivo, adesso per reperire i fondi necessari per il rinnovo del contratto si dovrà tagliare da qualche altra parte e certamente a farne le spese sarà sempre e comunque lo stato sociale!

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categoria:scuola, politica e interessi economici
sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

giovedì, 04 gennaio 2007
Sono successe molte cose in questo periodo di feste natalizie; provo ad evidenziare quelle, a mio modo di vedere, più significative. Dunque iniziamo dalla politica estera quindi dall’impiccagione di Saddam, ha sconcertato il mondo intero la diffusione delle immagini dell’impiccagione del tiranno, ma ha sconcertato ancor di più il falso sconcerto espresso da molti leader politici mondiali e nostrani. Ritorniamo in Italia: è stata varata la Finanziaria che ha regalato agli italiani un bastione carico di nuove tasse: bolli auto, ticket sanitari, aumento dei biglietti dei treni, pedaggi autostradali, giusto per citarne alcuni; proprio per questo non sono mancate le solite polemiche politiche, anche perché forse aumentare le tasse non era così necessario. La scienza poi annuncia scoperte sensazionalistiche, lo fa l’Università di Washington, dove i ricercatori  hanno individuato in quale parte del cervello si annida la sfera di cristallo che prevede il futuro, dunque in ognuno di noi si annida un mago Do Nascimento? Mah! Il 2007 inoltre si è aperto con le ormai immancabili minacce di Mahmoud Ahmadinejad, questa volta vuole prendere a schiaffi l’intero Occidente. Ma la notizia degli ultimi giorni che sta facendo accapigliare il mondo politico riguarda il  boom delle entrate fiscali. La stretta sulla spesa pubblica hanno spinto il fabbisogno dello Stato al livello di 35,2 miliardi di euro nel 2006. Il dato segna una netta riduzione rispetto ai circa 60 miliardi di euro dell'anno precedente. Prodi ne rivendica i meriti, Berlusconi altrettanto. Ma chi ha ragione? Forse proprio quest’ultimo, se non altro perché a produrre questo effetto è stata la Finanziaria del 2005, peraltro gli stessi Padoa Schioppa e Giorgio Benvenuto dei DS gliene riconoscono i meriti, ma Prodi, niente! Siamo sicuri però che questo dato sia salutare per il Paese? Probabilmente per i conti sì, ma è giusto ricordare che per il cittadino ha significato: tagli alla spesa pubblica ovvero sanità, scuola, enti locali e tutto ciò che concerne lo stato sociale. Se non ricordo male era proprio quello che la sinistra di opposizione rimproverava a Tremonti, perché oggi ne rivendicano i meriti?
giovedì, 21 dicembre 2006

Adesso è legge: gli esami di Stato saranno più severi, il ritorno al passato voluto dal ministro Fioroni gli studenti andranno incontro ad una vita scolastica più dura, ma saranno più “riconoscibili” i meriti. Una scelta che ha provocato la protesta di migliaia di studenti, che da tempo autogestiscono le lezioni proprio per cercare di bloccare il governo su queste tematiche.
Proviamo ad analizzare le novità: gli esaminandi si troveranno di fronte a facce del tutto nuove perché nelle commissioni, composte di sei docenti, ci saranno almeno tre esterni. Anche il presidente, il cui verdetto può diventare a questo punto determinante, proverrà da un altro istituto. La riforma Fioroni reintroduce lo scrutinio finale prima di poter accedere all'esame di maturità. Chi non lo supera ripete l'ultima classe senza neppure comparire dinanzi alla commissione d'esame.
Dall'anno scolastico 2008-2009 si potrà inoltre accedere all'esame solo se si saranno saldati tutti i debiti accumulati nel quinquennio. Rimane il voto in centesimi, ma viene messo un limite all'incidenza dei crediti collezionati dai più bravi perché non potranno valere più di 25 punti su cento. Votazione con 100 e lode. L'orale verterà su una materia dell'ultimo anno scolastico, ma il colloquio verrà esteso per sondare le basi culturali generali del diplomando e le sue “capacità critiche”.Tra le altre novità, i premi di eccellenza per gli studenti (con un finanziamento di 5 milioni di euro) finalizzati al proseguimento degli studi e i percorsi di orientamento nell'ultimo anno di studio, per permettere agli studenti di scegliere con maggiore consapevolezza il corso di laurea.
Le norme licenziate dal Parlamento contengono anche un freno per i “diplomifici”. È escluso che come privati si possa comparire dinanzi alla commissione d'esame scommettendo sul motto «tentar non nuoce». Le scuole che preparano i «privatisti» dovranno infatti provare agli ispettori del ministero che gli studenti seguono regolari corsi di studio.

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categoria:politica, scuola, riforme, società
martedì, 12 dicembre 2006

Faceva tenerezza Prodi mentre subiva la contestazione dei visitatori del Motor Show nella sua Bologna. Gli urlavano:” buffone e mortadella”. I fischi erano davvero assordanti. Lui ha accusato che erano dei “fascisti organizzati”. Striscia la Notizia invece con l’aiuto di Red Ronnie, presentatore al Motor Show, ha dimostrato che non c’era proprio nulla di organizzato, anzi è stata una contestazione spontanea del pubblico presente, sbugiardando per l’ennesima volta il povero Prodi. La contestazione con cori da Ultrà lo ha costretto ad interrompere la sua visita tra gli stand e rifugiarsi nei locali del blocco servizi della manifestazione. Scortato dal “patron” dell'evento, Alfredo Cazzola, e da numerosi agenti delle forze dell'ordine, pronti a formare una barriera di protezione per evitare problemi di sicurezza, povero Prodi. Mi ha fatto tenerezza, allo stesso modo, quando ho sentito gli slogan degli insegnanti che protestavano contro i tagli alla scuola, e poi, ancor di più, quando i precari lo attaccavano accusandolo di essersi servito dei loro voti e poi di averli abbandonati, povero Prodi. Che tenerezza mi ha fatto quando le forze dell’ordine nella manifestazione di protesta contro il suo governo lo accusavano di aver tagliato le risorse necessarie per garantire l’ordine pubblico, anche lì, il suo nome era abusato negli slogan, povero Prodi. E poi che dire della felicità di Confindustria per il taglio del cuneo fiscale a scapito dei contribuenti e delle classe più disagiate? Anche in quel caso mi ha fatto un’enorme tenerezza, specie nel sentire le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti: “adesso l’Italia riparte, lo sviluppo è assicurato”, quasi a volercela dare a bere. Ma soprattutto che tenerezza mi ha fatto vederlo lottare con gli stessi alleati per predisporre in Finanziaria incentivi sostanziosi per chiunque volesse cambiare il frigorifero. Che tenero che è stato, sicuramente il pensiero sarà arrivato lì, a quelle persone che faticano ad arrivare a fine mese, in questo modo e con il nuovo elettrodomestico sicuramente il pane vecchio si manterrà più a lungo e meglio…

lunedì, 13 novembre 2006
In questi anni continuano a moltiplicarsi gli episodi di bullismo: il fenomeno è ormai dilagante al tal punto da rappresentare una vera e propria piaga sociale.  La Scuola da sola non riesce purtroppo a far fronte a tali complesse problematiche, che invece richiederebbero l’intervento congiunto di tutte le agenzie educative e non. Il bullismo è un fenomeno che si manifesta in modi diversi e non sempre evidenti: molto spesso esso consiste in atteggiamenti violenti (sia fisici che psicologici) da parte di adolescenti nei confronti di coetanei, ma talvolta vittime della violenza sono gli adulti stessi. Grande scalpore ha destato l’episodio della supplente del milanese sorpresa in atteggiamenti equivoci con cinque alunni, episodio di cronaca riportato nei telegiornali insieme ad un caso di pedofilia. I mass media hanno riportato la notizia dando per scontata la colpevolezza della donna, ma esaminando la vicenda da un altro punto di vista tale colpevolezza non appare più così scontata: da un articolo apparso sul Corriere della Sera emerge il ritratto di una persona psicologicamente fragile e la descrizione di un gruppetto di “bulletti” smaliziati che, dopo l’episodio, lungi dall’essere traumatizzati, si fanno beffa della loro “vittima”. La realtà di alcune scuole, soprattutto quelle che gravitano intorno a grossi centri, come in questo caso, è ormai tristemente nota: ci sono adolescenti che già in tenera età sono capaci delle peggiori nefandezze, al pari o meglio di delinquenti consumati. Data per scontata la gravità dell’episodio, resta perciò da chiedersi se nel caso specifico le vere vittime siano i minori o in realtà sia l’adulto.
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categoria:scuola, società, bullismo
domenica, 12 novembre 2006

Un'insegnante di matematica di scuola media di 33 anni è stata sorpresa nuda assieme ad alcuni suoi allievi. Il fatto è avvenuto in una scuola media Milanese e ha dell'incredibile. Ovviamente la professoressa è stata immediatamente sospesa e denunciata ma il fatto è preoccupante e va analizzato a fondo, alla radice di un disagio forse determinato dall'eccessiva esposizione all'Hard che subiscono i nostri giovani. E' giusto che i nostri giovani conoscano l'esatta dimensione del sesso e non gli aspetti più hard troppo spesso veicolati dai media.

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categoria:scuola, nefandezze
venerdì, 10 novembre 2006

In un articolo Tuttoscuola.com parla di un accordo sui tagli alla Scuola, ancora non reso pubblico in termini di risorse, tra il ministro dell’economia e quello della Pubblica Istruzione. Lo stesso articolo riporta la richiesta di Panini di "utilizzare il TFR inoptato per uno straordinario investimento sulla conoscenza", e che "venga ripianato il buco di 600 milioni di euro ereditato da 5 anni di finanziarie del precedente Governo".

Se non ho capito male, il rappresentante dei lavoratori Panini vorrebbe che i soldi dei lavoratori (la ex buonuscita per intenderci) che non hanno aderito ai fondi pensione, gestiti anche dal suo sindacato e dal governo, vadano a pagare i debiti fatti dai governi precedenti?

Suona come una minaccia: se non ti lasci scippare il TFR, te lo scippiamo lo stesso per ripianare i debiti. Ma Panini da quale parte sta’? Voglio solo sperare di aver capito male.

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categoria:politica, scuola, sindacati, tfr , politikamente scorretti
mercoledì, 04 ottobre 2006

La prima stesura della Finanziaria prevedeva profondi tagli al sistema Scuola, molti sono rimasti, come ad esempio l’aumento del numero di alunni per classe, il taglio di 15 mila posti già dal prossimo anno scolastico, nel contempo sono state apportate alcune, ma significative modifiche vediamoli nel dettaglio:


OBBLIGO DI ISTRUZIONE A 16 ANNI
. L'obbligo scolastico verrà elevato a 16 anni con l'istituzione di un biennio unitario e il conseguente innalzamento dell'età per l'accesso al lavoro dai 15 ai 16 anni.
AUTONOMIA SCOLASTICA. Il ministero attribuirà direttamente alle scuole la somma per le autonomie scolastiche, portandola da 100 milioni di euro a 2 miliardi e 700 milioni.
LIBRI DI TESTO. È stato autorizzato il noleggio dei libri di testo da parte delle istituzioni scolastiche, delle reti di scuole e delle associazioni di genitori. La finanziaria estende poi le agevolazioni sull'acquisto dei libri di testo previste per le scuole medie inferiori anche al biennio delle superiori.
CLASSI PRIMAVERA. Sono classi destinate a bambini fra i 2 e i 3 anni. Saranno istituite secondo un progetto educativo a cui il ministero contribuisce con personale adeguatamente formato, d' intesa con gli enti locali, in via sperimentale.
INSEGNANTI DI SOSTEGNO. Sarà progressivamente superamento l' astratto parametro di 1/138 (un insegnante di sostegno ogni 138 studenti sani). Si passerà ad una individuazione del numero degli studenti diversamente abili aventi effettivamente diritto tramite la verifica tra Asl ed uffici scolastici regionali.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA. Sono stati stanziati 30 milioni di euro l'anno a sevizio degli studenti e introdotta la defiscalizzazione di 1000 euro per tutti gli insegnanti, anche quelli con incarico per un anno, per la spesa effettuata per l'acquisto di personal computer.
SCUOLE PARITARIE. È stato ripristinato il fondo per le scuole paritarie.
ISTRUZIONE TECNICA. Per la prima volta l'Istruzione Formazione Tecnica Superiore (Ifts), farà parte dell'Ordinamento nazionale dell'Istruzione. Si tratta di un'offerta formativa post-diploma ad alta specializzazione, alternativa al percorso universitario, la cui promozione servirà a valorizzare la cultura tecnico scientifica.
CENTRI PROVINCIALI PER L ISTRUZIONE DEGLI ADULTI. Anche l'educazione degli adulti entra a far parte dell'Ordinamento nazionale dell'Istruzione. È rafforzata l'offerta per il recupero scolastico degli adulti, l'alfabetizzazione degli stranieri.
SVILUPPO AUTONOMIA SCOLASTICA. Dalla riorganizzazione e razionalizzazione di 19 enti di servizio nascerà l'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica con compiti di ricerca su educazione, pedagogia, formazione del personale della scuola, collaborazione con enti locali e Regioni e sinergie anche a livello internazionale a sostegno e sviluppo dell'autonomia delle scuole. Fra l'altro, la finanziaria introduce norme innovative per superare il contenzioso relativo al reclutamento dei dirigenti scolastici e per accelerare le procedure di nomina.

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categoria:politica, scuola, economia, partiti
mercoledì, 27 settembre 2006

Dopo aver appreso i contenuti della bozza della Finanziaria, il mondo politico, specie quello di maggioranza, è entrato in fibrillazione. Le critiche rivolte al ministro Padoa Schioppa sono state molto dure. Alba Sasso, diessina, entra a gamba tesa:” Insomma a leggere gli articoli della Finanziaria che riguardano la scuola c'è da restare sgomenti. Avevamo sperato che le voci di questi mesi sui tagli all'istruzione fossero esagerate. Non lo erano. Non solo, questa Finanziaria è in netta contraddizione con il programma dell'Unione.” Il ministro Fioroni sembra cadere dalle nuvole e si lascia scappare un laconico: "sono all’oscuro di tutto". Al coro si sono uniti: Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e parte dei DS. Visto il dissenso generale, una domanda sorge spontanea: Il ministro Padoa Schioppa ha scritto gli articoli della Finanziaria nelle segrete stanze del ministero dell’Economia, nascondendola persino al suo fido collaboratore, e vice-ministro, Paolo Cento? Possibile che non sia mai emerso nulla?
Gli effetti della Finanziaria rischiano di essere nefasti per l’intero sistema Scuola: scomparirebbero in sei anni 177 mila posti, le classi, in barba alla qualità, supererebbero i 30 alunni; il precariato verrebbe definitivamente debellato, nel senso che non ci sarà più posto per loro nella Scuola. A questo punto temo che le stesse compresenze siano messe in serio rischio, penalizzando ancora una volta i Docenti Tecnico Pratici. Non dimentichiamoci poi che gli studenti non avrebbero più il supplente della stessa disciplina del docente assente, ma si vedrebbero arrivare un insegnante della scuola che avrebbe solo il compito di tenerli solo a bada senza peraltro portare avanti il programma didattico.

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categoria:politica, scuola, economia, finanza
mercoledì, 15 febbraio 2006


Con le elezioni alle porte, voglio riassumere in cinque semplici punti quello che, secondo me, dovrebbe fare in materia scolastica il futuro governo:

  • Una profonda revisione, ovviamente in alternativa all’auspicabile abrogazione,della legge 53, che cancelli l’impianto retrogrado, antistorico, inefficiente e classista della cosiddetta Riforma Moratti.

  • Eliminazione della rigida separazione e della scelta in età troppo precoce tra istruzione liceale e formazione professionale. Eliminazione delle radicali differenziazioni tra la cultura del “Sapere” e quella del “ Saper Fare”, che devono integrarsi e armonizzarsi. No ad uno studio solo teorico, ma anche a un semplice addestramento di “Automi” senza cultura di base.
  • Rafforzamento e valorizzazione dell’Istruzione Tecnica, da realizzarsi anche con sostanziosi finanziamenti per l’attrezzatura dei laboratori negli istituti tecnici.
  • All’interno dell’Istruzione Tecnica, potenziamento delle attività di laboratorio, di sperimentazione e applicazione delle conoscenze, che devono essere estese a quanto più discipline possibile.  Del resto, come afferma il Prof. Chiesa, anche una versione del latino non è essa stessa un “laboratorio” in quanto applicazione delle conoscenze acquisite? A maggior ragione questo concetto va applicato alle materie tecnico scientifiche. In quest’ambito si colloca la rivalutazione degli insegnanti tecnico pratici e delle attività di laboratorio.
  • Riqualificazione del ruolo e dello status giuridico ed economico del corpo insegnante, umiliato da condizioni lavorative e trattamenti economici inadeguati e indecorosi per un Paese economicamente sviluppato come il nostro. Tra le necessità più immediate, oltre all’adeguamento degli stipendi alla media europea, la definizione di orari e condizioni di lavoro più chiare e decorose, maggiore autonomia decisionale, riduzione delle incombenze derivanti da una burocrazia farraginosa, che necessita di radicali semplificazioni.
postato da: LiborioButera alle ore 17:34 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, scuola