un’Italia più povera che tira avanti pagando tutto a rate e costringendo gli italiani al doppio lavoro per poter sbarcare il lunario. C’è anche una triste eredità che riguarda i poveri pensionati i quali non riescono più ad andare avanti. Più di 5 milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E’ quando si legge dal ‘Rapporto Italia 2008′ dell’Eurispes e c’è poco da stare allegri. Prodi, prima di lasciare, ci parlava di un’Italia in ripresa che forse vedeva solo lui.La situazione economica complessiva dunque é più difficile di quando è iniziato il suo governo: tra salari fermi e prezzi che schizzano in alto i bilanci delle famiglie arrancano sempre più. Nell’ultimo anno di governo Prodi – si legge dal Rapporto - la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel quasi 50% dei casi e sono raddoppiati i prestiti. Il pessimismo arriva ai livelli più alti dagli ultimi sei anni:
- 2 FAMIGLIE SU 3 NON ARRIVANO AL 27. Raddoppiano dal 5 al 10% le famiglie che ricorrono a prestiti personali e solo il 13,6% alla fine del mese riesce a risparmiare qualcosa. In un anno la situazione economica delle famiglie “é decisamente peggiorata”. Quasi la metà degli italiani registra un peggioramento del proprio budget (per il 32,1% lievi segnali e per il 13,7% calo più marcato).
- I NUOVI POVERI SONO I ‘WORKING POORS’. Lavorano ma hanno un tenore di vita simile a quello dei disoccupato. E così per arrivare a fine mese in 6 milioni fanno il doppio lavoro in nero. Ogni famiglia deve integrare mediamente il proprio reddito con 1.330 euro di ‘lavoretti’ non ufficiali. Tra i poveri e quelli a rischio di diventarlo in Italia si contano 5,1 milioni di nuclei familiari per 15 milioni di individui.
LAVORO, QUATTRO MORTI BIANCHE AL GIORNO
Sono circa quattro al giorno le vittime bianche in Italia. Lo rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2008 mettendo in evidenza che “il fenomeno interessa tutti i comparti economici”. L’età media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni. Per quanto riguarda invece gli infortuni dal 2003 al 2006 il numero totale è passato da 997.194 a 927.998 con un’incidenza maggiore nel comparto dell’industria e dei servizi.























