giovedì, 31 gennaio 2008
Va via il governo Prodi però ci lascia un’Italia più povera che tira avanti pagando tutto a rate e costringendo gli italiani al doppio lavoro per poter sbarcare il lunario. C’è anche una triste eredità che riguarda i poveri pensionati i quali non riescono più ad andare avanti. Più di 5 milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E’ quando si legge dal ‘Rapporto Italia 2008′ dell’Eurispes e c’è poco da stare allegri. Prodi, prima di lasciare, ci parlava di un’Italia in ripresa che forse vedeva solo lui.
La situazione economica complessiva dunque é più difficile di quando è iniziato il suo governo: tra salari fermi e prezzi che schizzano in alto i bilanci delle famiglie arrancano sempre più. Nell’ultimo anno di governo Prodi – si legge dal Rapporto - la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel quasi 50% dei casi e sono raddoppiati i prestiti. Il pessimismo arriva ai livelli più alti dagli ultimi sei anni:
- ESPLODE IL SOMMERSO, A QUOTA 549 MLD. Cresce l’economia sommersa e arriva al 35,5% del Pil ufficiale. Al ‘nero’ si aggiunge l’economia criminale (a quota 11,3% rispetto al Pil) e insieme si arriva a 725 miliardi di euro, quasi la metà della ricchezza prodotta ‘in chiaro’ in un anno dal Paese.

- 2 FAMIGLIE SU 3 NON ARRIVANO AL 27.
Raddoppiano dal 5 al 10% le famiglie che ricorrono a prestiti personali e solo il 13,6% alla fine del mese riesce a risparmiare qualcosa. In un anno la situazione economica delle famiglie “é decisamente peggiorata”. Quasi la metà degli italiani registra un peggioramento del proprio budget (per il 32,1% lievi segnali e per il 13,7% calo più marcato).
- TUTTO A RATE, DAL FRIGORIFERO AL DENTISTA. E’ boom per il credito al consumo. “Nessun dinamismo economico, solo necessità”, commenta l’Eurispes. E infatti si comprano così non solo elettrodomestici o mobili ma anche viaggi e libri scolastici. Accettano pagamenti a rate ormai anche i medici.

- I NUOVI POVERI SONO I ‘WORKING POORS’.
Lavorano ma hanno un tenore di vita simile a quello dei disoccupato. E così per arrivare a fine mese in 6 milioni fanno il doppio lavoro in nero. Ogni famiglia deve integrare mediamente il proprio reddito con 1.330 euro di ‘lavoretti’ non ufficiali. Tra i poveri e quelli a rischio di diventarlo in Italia si contano 5,1 milioni di nuclei familiari per 15 milioni di individui.
- SCARPE IN SALDI E PASTA AL DISCOUNT. Salari fermi e caro-vita cambiano le abitudini degli italiani che comprano sempre più in saldi o ai discount. Meno uscite al ristorante e anche taglio netto per viaggi e regali.
- 20 MLN I SOTTOPAGATI, 6 I DOPPIOLAVORISTI. “I salari italiani sono tra i più bassi d’Europa”, rileva l’istituto spiegando che guadagnano il 10% in meno dei tedeschi, il 20% in meno degli inglesi e il 25% in meno dei francesi. “Diminuire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione”: queste le indicazioni che arrivano dall’istituto.

LAVORO, QUATTRO MORTI BIANCHE AL GIORNO

Sono circa quattro al giorno le vittime bianche in Italia. Lo rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2008 mettendo in evidenza che “il fenomeno interessa tutti i comparti economici”. L’età media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni. Per quanto riguarda invece gli infortuni dal 2003 al 2006 il numero totale è passato da 997.194 a 927.998 con un’incidenza maggiore nel comparto dell’industria e dei servizi.
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categoria:politica, lavoro, sindacati, societĂ 
sabato, 02 giugno 2007

Lo diciamo da tempo che CGIL, CISL e UIL non fanno più gli interessi dei lavoratori, ma sono concentrati soprattutto a portare a casa risultati che privilegiano gli interessi del sindacato e della futura carriera politica dei loro dirigenti. La prova di quanto affermiamo la troviamo fresca fresca nel contratto appena siglato con il governo amico: "L'aumento mensile medio lordo previsto per il pubblico impiego (che avrebbe dovuto riferirsi al biennio contrattuale 2006-2007) è di 101 euro (aumento netto circa 60 euro medi), con un incremento percentuale che copre a malapena la metà dell'inflazione reale del biennio.

Ma, come se non bastasse, per avere i 60 euro netti (101 lordi) bisognerà attendere la Finanziaria 2008, e a quel tempo gli arretrati verranno dati chissà quando e con decorrenza solo dal 1° febbraio 2007, con il furto di 13 mesi di aumenti contrattuali. (fonte COBAS)". Addirittura molto meno di quanto si era concluso con il governo "nemico" dei lavoratori guidato da Berlusconi. Le brutte sorprese non finiscono qui: "i sindacati concertativi hanno accettato la triennalizzazione "sperimentale" del contratto nel pubblico impiego con una ulteriore perdita economica rilevantissima per le lavoratrici ed i lavoratori (rapina di un ulteriore anno di aumenti).

Si torna, quindi, ai vecchi contratti triennali degli anni '80 con una "piccola" differenza per i lavoratori data dal fatto che allora avevamo la scala mobile con cui si copriva integralmente l'inflazione effettiva e le risorse dei contratti andavano oltre gli aumenti della cosiddetta contingenza.

Avremo quindi anche la nuova scala mobile sperimentale? Questo l'accordo non lo dice e pensiamo che tale argomento non sia nei pensieri dei firmatari di questa ennesima vergogna. (Bernocchi, portavoce nazionale COBAS)". Dunque c'è poco da stare allegri. La cosa che fa riflettere è che, paradossalmente, con il precedente governo i lavoratori si sentivano più tutelati perché le sigle sindacali nella loro azione politica contro il governo difendevano per quanto possibile i lavoratori e i loro contratti, cosa che non hanno più fatto con questo esecutivo. Qualcuno sostiene che CGIL, CISL e UIL abbiano portato a casa un ottimo risultato: questo qualcuno mente sapendo di mentire!

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categoria:politica, scuola, sindacati, coerenza, partiti
lunedì, 23 aprile 2007

Nessuno crederebbe mai che un governo, un’amministrazione pubblica, assumesse del personale per poi non retribuirlo. Invece, succede, non in un Paese del sudamericano o in qualche Repubblica delle banane, ma da noi, in Italia. Il personale sfruttato manco a dirlo è quello precario della scuola, quei supplenti che hanno trascorso una vita tra i banchi a studiare per conseguire prima una laurea e poi un’abilitazione all’insegnamento al costo di 5 mila euro spendendo inoltre due anni della propria vita per seguire i corsi ssis gestiti dalle università. La cosa però sembra non interessare ai media, forse perché impegnati a parlarci di grande fratello o di altre banalità simili. Provano ancora una volta, l’ennesima, a farlo notare i sindacati di Base, solo loro, gli altri sono sempre più attenti al mercato e alla continua…

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categoria:scuola, economia, finanza, sindacati
sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

sabato, 13 gennaio 2007
Il governo attraverso il ministro Damiano ha annunciato un’accelerazione della riforma del TFR per i dipendenti statali e l’introduzione della norma beffarda del silenzio/assenso, vera trappola per i dipendenti. Per la scuola esiste da qualche anno il fondo pensione di categoria denominato ESPERO, ma a quanto pare fatica a decollare. Un esempio concreto viene da una scuola della mia citta, a fronte di 400 impiegati circa, vi hanno aderito solo in 4.  La fretta del Ministro del Lavoro Damiano ci lascia perplessi, ma dalla lettura della sua biografia [link] si legge: “Ha curato la costituzione del primo Fondo pensione complementare dei lavoratori metalmeccanici, Cometa, assumendo la Presidenza del Consiglio di amministrazione nella fase iniziale.” Conflitto d’interessi?
martedì, 12 dicembre 2006

Faceva tenerezza Prodi mentre subiva la contestazione dei visitatori del Motor Show nella sua Bologna. Gli urlavano:” buffone e mortadella”. I fischi erano davvero assordanti. Lui ha accusato che erano dei “fascisti organizzati”. Striscia la Notizia invece con l’aiuto di Red Ronnie, presentatore al Motor Show, ha dimostrato che non c’era proprio nulla di organizzato, anzi è stata una contestazione spontanea del pubblico presente, sbugiardando per l’ennesima volta il povero Prodi. La contestazione con cori da Ultrà lo ha costretto ad interrompere la sua visita tra gli stand e rifugiarsi nei locali del blocco servizi della manifestazione. Scortato dal “patron” dell'evento, Alfredo Cazzola, e da numerosi agenti delle forze dell'ordine, pronti a formare una barriera di protezione per evitare problemi di sicurezza, povero Prodi. Mi ha fatto tenerezza, allo stesso modo, quando ho sentito gli slogan degli insegnanti che protestavano contro i tagli alla scuola, e poi, ancor di più, quando i precari lo attaccavano accusandolo di essersi servito dei loro voti e poi di averli abbandonati, povero Prodi. Che tenerezza mi ha fatto quando le forze dell’ordine nella manifestazione di protesta contro il suo governo lo accusavano di aver tagliato le risorse necessarie per garantire l’ordine pubblico, anche lì, il suo nome era abusato negli slogan, povero Prodi. E poi che dire della felicità di Confindustria per il taglio del cuneo fiscale a scapito dei contribuenti e delle classe più disagiate? Anche in quel caso mi ha fatto un’enorme tenerezza, specie nel sentire le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti: “adesso l’Italia riparte, lo sviluppo è assicurato”, quasi a volercela dare a bere. Ma soprattutto che tenerezza mi ha fatto vederlo lottare con gli stessi alleati per predisporre in Finanziaria incentivi sostanziosi per chiunque volesse cambiare il frigorifero. Che tenero che è stato, sicuramente il pensiero sarà arrivato lì, a quelle persone che faticano ad arrivare a fine mese, in questo modo e con il nuovo elettrodomestico sicuramente il pane vecchio si manterrà più a lungo e meglio…

venerdì, 10 novembre 2006

In un articolo Tuttoscuola.com parla di un accordo sui tagli alla Scuola, ancora non reso pubblico in termini di risorse, tra il ministro dell’economia e quello della Pubblica Istruzione. Lo stesso articolo riporta la richiesta di Panini di "utilizzare il TFR inoptato per uno straordinario investimento sulla conoscenza", e che "venga ripianato il buco di 600 milioni di euro ereditato da 5 anni di finanziarie del precedente Governo".

Se non ho capito male, il rappresentante dei lavoratori Panini vorrebbe che i soldi dei lavoratori (la ex buonuscita per intenderci) che non hanno aderito ai fondi pensione, gestiti anche dal suo sindacato e dal governo, vadano a pagare i debiti fatti dai governi precedenti?

Suona come una minaccia: se non ti lasci scippare il TFR, te lo scippiamo lo stesso per ripianare i debiti. Ma Panini da quale parte sta’? Voglio solo sperare di aver capito male.

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categoria:politica, scuola, sindacati, tfr , politikamente scorretti
martedì, 24 ottobre 2006

A undici anni dalla sciagurata riforma delle pensioni Dini, che ricordo ha allungato l’età pensionabile (e fin qui nulla di strano), ma ne ha anche dimezzato la consistenza soprattutto per gli assunti del 2000 in avanti, si prepara il decollo della previdenza integrativa.
Governo, Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, tutti assieme appassionatamente, hanno firmato ieri l'accordo per anticipare al primo gennaio 2007 le norme per il decollo dei fondi pensione (attraverso il beffardo meccanismo del silenzio assenso) e per il trasferimento in un fondo della Tesoreria presso l'Inps del Tfr inoptato nelle imprese con più di 50 dipendenti.
Per i sindacati (come meravigliarsi) è stato importante l'anticipo al 2007 (ero stato facile profeta) che già del decollo della previdenza integrativa, ma anche l'impegno del governo, già per l'anno prossimo, su una aliquota sui rendimenti dei fondi pensione in linea con quanto accade in Europa e comunque più bassa di quella sulle rendite finanziarie.
Prima di aderire vi consiglio di dare un’attenta occhiata alla trasmissione di REPORT di qualche mese fa [link]

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categoria:politica, sindacati, tfr , politikamente scorretti
lunedì, 25 settembre 2006

Chi lo avrebbe mai detto che il tanto bistrattato “bonus” in busta in cambio del rinvio della pensione d’anzianità, avrebbe riscosso un tale successo? Probabilmente nessuno; tant’è che sindacati e opposizione pensando di interpretare il pensiero dei lavoratori si misero di traverso e accusarono il precedente governo di voler negare agli operai il diritto di pensione, e invece si sbagliarono, e pure di grosso. Lo dimostrano i dati diffusi dall’Inps. Tra ottobre 2004 e settembre 2006, l'Istituto ha ricevuto 82.288 richieste di “bonus” e ne ha accolte 73.787. L'analisi delle domande rivela una schiacciante prevalenza degli uomini (88,58%) sulle donne (11,42%), un fenomeno facilmente comprensibile. Le signore preferiscono andare in pensione prima per dedicarsi di più ai nipotini e aiutare i figli nella loro crescita.  Va ricordato che il rinvio del pensionamento interessa le pensioni di anzianità (basate sui contributi) e non quelle di anzianità (basate sull'età). Il bonus, infatti, fu istituito per evitare l'abbandono del lavoro in età ancora valida. Ma vediamo nel dettaglio il dato emanato dall’Istituto di Previdenza: Il 14,17% delle domande accolte riguarda lavoratori con reddito di 20-40 mila euro. Seguono i lavoratori con redditi superiori ai centomila euro (8,53%). Le richieste di restare al lavoro vedono al primo posto i dipendenti dell'industria (43.747 domande accolte), seguiti da quelli del commercio (12.883 domande) e del credito (9.385 domande accolte). Probabilmente se non fossero stati diffusi dati allarmanti, peraltro infondati, sul rischio della scomparsa delle pensioni, probabilmente in certi settori non si assisterebbe alla fuga dal lavoro.

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categoria:politica, sindacati, pensioni, governi
giovedì, 02 marzo 2006

Le affermazioni di ieri di Guglielmo Epifani non sono dal mio punto di vista da puro sindacalista, ma bensì da uomo politico. L’impressione mia è che CGIL e altri sindacati abbiano abbandonato da tempo la loro natura per gettarsi nel mondo politico. I sindacati ormai potrebbero essere considerati un mix tra società di sevizi, forze sindacali e politiche. Ne consegue che la natura del sindacato non è più la stessa, gli associati sono preziosi clienti che vengono utilizzati anche per influire sugli esiti delle elezioni. Il futuro del sindacato italiano deve essere ricostruito partendo da zero e da quelle realtà ancora libere da condizionamenti politici. Il vero spirito sindacale è assolutamente libero da qualsiasi tipo di condizionamento esterno.

E’ bene notare che l’attività sindacale, è considerata da molti un trampolino di lancio verso la politica. Evitiamo di pensare al solo Cofferati che si sta peraltro dimostrando un buon Sindaco, esistono molte altre realtà anche minori che dimostrano il continuo passaggio sindacato – politica.

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categoria:sindacati